OTTAVA DI PASQUA

Exécutant BACCIO DELLA PORTA, BARTOLOMEO FRA (dit) Ecole Italie ; Florence Titre NOLI ME TANGERE, Source représentation Nouveau Testament Période 1er quart 16e siècle Matériaux:
http://www.artbible.net/Jesuschrist_fr.htm
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SIGNIFICATO DEL TEMPO PASQUALE NELL’OTTAVA DI PASQUA
Augé M., Quaresima, Pasqua, Pentecoste, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2002
pag. 60
« Morti e risorti con Cristo
La liturgia del Tempo pasquale, in particolare quella dei giorni dell’ottava di Pasqua, riprende e sviluppa la tematica emersa già nella celebrazione del Triduo, in particolare nella grande Veglia, in cui Cristo risorto conferma in noi
LUNEDÌ DELL’ANGELO – 24 MARZO 2008
Ufficio delle Letture – Lodi
Lettura Breve Rm 10,8b-10;
« 8b. Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore (Dt 30,14): cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvo. 10. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. »
Dt 30,14
« …questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. »
RIFERIMENTI DALLA BJ:
Sir 21,26
« Sulla bocca degli stolti è il loro cuore
i saggi invece hanno la bocca nel cuore. »
At 2,36
« Sappia dunque con certezza tuta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso: »
1Cor 12,3
« Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire
Rm 1,4
« costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. »
dal Commento alla Lettera ai Romani: Lettere di Paolo, Edizioni San Paolo Cinisello Balsamo (Mi) 1999
« In 10,9-13, Paolo svolge in maniera rigorosa il suo ragionamento ricorrendo a una serie di
…[citazione dello stesso passo]
[sottolineo le parole citate dal docente, la traduzione che ho messo è quella del Breviario, ossia quella della CEI, il docente utilizza un’altra traduzione, ma con parole molto simili, il significato rimane]
« Il v 9b ricollega la salvezza al credere nel proprio cuore, mentre il v 10° afferma che la giustificazione è effetto della fede; la salvezza è in tal caso attribuita alla professione della bocca. Nello stesso tempo Paolo sottolinea che lo scopo ultimo della professione di fede è la salvezza »
MERCOLEDÌ DELL’OTTAVA DI PASQUA - 26 MARZO 2008
UFFICIO DELLE LETTURE – (riferimenti a Rm 5,12; 1Cor 1547. 48.49)
Seconda Lettura
Dall’«Omelia sulla Pasqua» di un antico autore.
(Disc. 35, 6-9; PL 17, 696-697)
Cristo autore della risurrezione e della vita
L’apostolo Paolo ricordando la felicità per la riacquistata salvezza, dice: Come per Adamo la morte entrò in questo mondo, così per Cristo la salvezza viene nuovamente data al mondo (cfr. Rm 5, 12). E ancora: Il primo uomo tratto dalla terra, è terra; il secondo uomo viene dal cielo, ed è quindi celeste (1 Cor 15, 47). Dice ancora: «Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra», cioè dell’uomo vecchio nel peccato, «porteremo anche l’immagine dell’uomo celeste» (1 Cor 15, 49), cioè abbiamo la salvezza dell’uomo assunto, redento, rinnovato e purificato in Cristo. Secondo lo stesso apostolo, Cristo viene per primo perché è l’autore della sua risurrezione e della vita. Poi vengono quelli che sono di Cristo, cioè quelli che vivono seguendo l’esempio della sua santità. Questi hanno la sicurezza basata sulla sua risurrezione e possederanno con lui la gloria della celeste promessa, come dice il Signore stesso nel vangelo: Colui che mi seguirà, non perirà ma passerà dalla morte alla vita (cfr. Gv 5, 24).
Così la passione del Salvatore è la vita e la salvezza dell’uomo. Per questo infatti volle morire per noi, perché noi, credendo in lui, vivessimo per sempre. Volle diventare nel tempo quel che noi siamo, perché, attuata in noi la promessa della sua eternità, vivessimo con lui per sempre.
Questa, dico, è la grazia dei misteri celesti, questo il dono della Pasqua, questa è la festa dell’anno che più desideriamo, questi sono gli inizi delle realtà vivificanti.
Per questo mistero i figli generati nel vitale lavacro della santa Chiesa, rinati nella semplicità dei bambini, fanno risuonare il balbettio della loro innocenza. In virtù della Pasqua i genitori cristiani e santi continuano, per mezzo della fede, una nuova e innumerevole discendenza.
Per la Pasqua fiorisce l’albero della fede, il fonte battesimale diventa fecondo, la notte splende di nuova luce, scende il dono del cielo e il sacramento dà il suo nutrimento celeste.
Per la Pasqua la Chiesa accoglie nel suo seno tutti gli uomini e ne fa un unico popolo e un’unica famiglia.
Gli adoratori dell’unica sostanza e onnipotenza divina e del nome delle tre Persone cantano con il Profeta il salmo della festa annuale: «Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Sal 117, 24). Quale giorno? mi chiedo. Quello che ha dato il principio alla vita, l’inizio alla luce. Questo giorno è l’artefice dello splendore, cioè lo stesso Signore Gesù Cristo. Egli ha detto di se stesso: Io sono il giorno: chi cammina durante il giorno non inciampa (cfr. Gv 8, 12), cioè: Chi segue Cristo in tutto, ricalcando le sue orme arriverà fino alle soglie della luce eterna. E’ ciò che richiese al Padre quando si trovava ancora quaggiù con il corpo: Padre, voglio che dove sono io siano anche coloro che hanno creduto in me: perché come tu sei in me e io in te, così anche essi rimangano in noi (cfr. Gv 17, 20 ss.).
Responsorio 1 Cor 15, 47. 49. 48
R. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. * Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste, alleluia.
V. Qual è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.
R. Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste, alleluia.
LODI
Lettura Breve Rm 6, 8-11
8. [Ma] Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 9. sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. 11. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
Nota della BJ:
a 6,10 « egli morì al peccato »
« senza essere peccatore (2Cor 5,21, il Cristo con il corpo di carne simile al nostro (Rm 8,3 apparteneva alla sfera del peccato; divenuto
RIFERIMENTI:
v. 8 – a 2Tim 2,11:
« Certa è questa parola:
Se moriamo con lui, vivremo anche con lui »
v. 9 ad Atti 13,34ss:
« E che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione… »
a 1Cor 15,26:
« L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte »
a 2Tim 1, 10:
« ma è stata rivelata [la grazia che ci è stata data in Cristo] solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù, che ha visto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo, »
anche Eb, 2,14ss e Ap 1,18;
OTTAVA DI PASQUA – GIOVEDÌ 27 MARZO 2008-03-27
LODI – LETTURA BREVE: Rm 8, 10-11
« 10. Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 11. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. »
In Romani 8 Paolo parla della « vita nello Spirito » - titolo del passo nella BJ – per tutti quelli che sono in Gesù Cristo non c’è più nessuna condanna, Cristo ha liberato l’uomo dalla legge del peccato e della morte: « Quelli, infatti, che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito » (v. 5) « Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio » (v. 8); « Voi », dice Paolo: « però non siete sotto il dominio della carne dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene », segue il passo della lettura di oggi;







