Archive pour la catégorie 'QUARESIMA 2018'

LA SANA INQUIETUDINE – OMELIA PER LE CENERI (22-02-2012)

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/24733.html

LA SANA INQUIETUDINE – OMELIA PER LE CENERI (22-02-2012)

Gaetano Salvati

L’itinerario quaresimale si offre ogni anno come un’occasione per rientrare al proprio cuore, e, dopo essere rientrati in se stessi, fare ritorno al Padre. La Quaresima, quindi, è il tempo della purificazione, della preparazione in vista dell’incontro con Cristo risorto. Lo sforzo che la Chiesa propone al credente sta proprio nel rendere possibile la compenetrazione fra il mistero del Signore Gesù e il mistero dell’uomo. Per concretizzare l’incontro con Cristo è necessario trasformare l’intimo, convertirsi. La Quaresima rinnova la possibilità di riandare alle sorgenti della nostra vita di fede e di estirpare, mediante la preghiera e il digiuno, tutto ciò che occlude i pozzi della grazia (Gen 26,15).
La Chiesa, oggi, ci introduce in questo cammino mediante parole e gesti particolari.
La liturgia della Parola ci illumina sul senso e sul modo di vivere la Quaresima. Il profeta Gioele, anticipando il messaggio evangelico, invita il credente a lacerarsi il cuore, più che le vesti (Gl 2,13); a prendere coscienza che Dio è misericordioso e perdona il peccatore pentito. È l’esperienza saggiata dal salmista: « pietà di me, o Dio, nel tuo amore… cancella la mia iniquità » (Sal 50,3); vale a dire, provato dalle delusioni dell’esistenza, Davide si è reso conto che solo Dio desidera ardentemente il suo bene; ma, per tornare a Lui, ha bisogno di cambiare vita (convertirsi), di mutare le abitudini, di volgere lo sguardo verso alti orizzonti. Questo procedimento di fede, che porta il cuore ad unirsi con il Creatore, è illuminato da san Paolo. Egli, pur rivolgendosi ai corinzi, esorta ciascuno di noi a lasciarsi « riconciliare » (2Cor 5,20) con Dio. Non dice « ritornate a lui con le vostre forze »; bensì, affidatevi a Cristo Signore: « perché in lui possiamo diventare giustizia di Dio » (v.21), otteniamo la salvezza. Egli è la ragione per cui è possibile iniziare il percorso di ritorno a Dio. Il Maestro, infatti, desidera che noi apriamo il cuore alla speranza, alla gioia offerta dal suo sacrificio. Dunque, il nostro impegno a crescere, a maturare e a migliorare, non avviene mediante rinunce, ma attraverso la riqualificazione della persona: nel suo nome, l’uomo è capace di riflettere sulle proprie azioni e di ritornare sui suoi passi. In questo senso, il rinnovamento del cuore, portato avanti con la preghiera (Mt 6,5), la pratica della giustizia (v.1), il digiuno (v.16), le opere di carità (v.2), va compiuto nella forma della sana inquietudine (v.17), che ci fa stare distanti dal peccato e in ascolto della verità.
La liturgia odierna ci mostra anche un gesto significativo per il nostro cammino quaresimale: l’imposizione delle ceneri. Tale azione non vuole richiamare la morte, o la tristezza del tempo che scorre inesorabile. Piuttosto, è il simbolo dell’unica realtà che non viene dispersa da alcun vento: la misericordia del Padre. La Chiesa impone le ceneri per ricordare all’uomo che, se vuole vedere Dio, è necessario non ricercare se stessi, ma, con il capo piegato e deterso dall’amore infinito della Trinità, vivere in comunione con tutti i fratelli e sorelle.
Sentiamo, allora, la quaresima come una questione di cuore: il Signore vuole salvarci e cerca la nostra collaborazione. Affidandoci a Colui che solo può mutare l’esistenza, riusciremo a mettere in questione il nostro intimo: chi amo? Chi da senso e letizia alla mia esistenza? Solo se chiudiamo la « porta della stanza », cioè senza farci distrarre dal frastuono del mondo, riusciremo ad ascoltare il Signore: io ti amo, io do senso e letizia al tuo cuore, a tutta la tua persona. In quest’amore, iniziamo la Quaresima. Amen.

I. QUARESIMA CAMMINO DI CONVERSIONE – Carlo Maria Martini

http://www.atma-o-jibon.org/italiano6/martini_riconciliazione1.htm

I. QUARESIMA CAMMINO DI CONVERSIONE – Carlo Maria Martini

2. La liturgia quaresimale si compone di valori che, nel loro insieme, sollecitano e illuminano lo svolgersi di un cammino di conversione. Accompagnare il Signore nel suo «salire verso Gerusalemme»significa rinnovare la scelta di comunione al suo mistero di morte e risurrezione che trova nell’abbandono di fede al Padre e nel servizio di carità ai fratelli le sue espressioni più autentiche. Il nutrimento della Parola – «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» ripete il brano programmatico del vangelo di Matteo alla prima domenica – illumina la direzione dell’itinerario spirituale dei credenti, rivelando la durezza del nostro cuore e la lontananza di tanti dei nostri atteggiamenti dai pensieri di Dio.
I molti richiami della liturgia quaresimale al battesimo costituiscono un invito a rinnovare l’alleanza con Dio e ad intraprendere il sentiero che ci fa autenticamente discepoli di Gesù. Infine, le ricorrenti sottolineature della nostra fragilità e della situazione di peccato in cui viviamo nel mondo chiedono di avere accoglienza nei segni della penitenza che manifesta un cuore consapevole del proprio sbaglio e della propria povertà ma, nello stesso tempo, fiducioso nella misericordia del Signore.
3. Ognuno dei quaranta giorni quaresimali porta dentro di sé questi messaggi. Nelle forme della tradizione liturgica ambrosiana – il messale, il lezionario festivo e feriale, la liturgia delle ore – essi vanno anzi assumendo una eco particolarmente profonda. Facciamo sì che il pregare come singoli e come comunità nelle celebrazioni liturgiche trasformi il nostro cuore e ci indichi i segni di una vera conversione. Sarà importante, per questo, che le comunità si confrontino da vicino con le infinite forme di peccato presenti al loro interno e nel mondo circostante; esse dividono e scardinano i rapporti, generano freddezza e abitudine, riducono Dio a qualcosa di generico e di lontano, coltivano la schiavitù per tanti idoli passeggeri che non sapranno mai riempire il cuore e svelare il senso vero dell’esistenza.
Quali segni di conversione ci chiede la quaresima di quest’anno? Ad ognuno – singolo, gruppo, comunità – l’impegno di una risposta che darà verità al nostro itinerario di popolo di penitenti incamminato verso la pasqua.
4. La scelta di dedicare un’attenzione specifica alla celebrazione pasquale del sacramento della riconciliazione si colloca quindi in un quadro di valori e di attese assai vasto ed esigente. Diventarne tutti più consapevoli significa anche credere a quel messaggio del sino do che sintetizzavo con queste parole nella lettera di dicembre: «Illuminare l’evento di grazia celebrato nel sacramento della penitenza ponendo lo in continuità tra il cammino di conversione della rigenerazione battesimale e la piena comunione significata e realizzata dalla cena eucaristica»(II,3).
5. Per facilitare l’attuazione pastorale di questi orientamenti e, nello stesso tempo, per impegnarci in un comune cammino penitenziale come comunità diocesana chiedo la fedeltà a questi punti:
- Ogni comunità celebri comunitariamente un «ingresso in penitenza» che esprima la volontà di intraprendere insieme un itinerario di conversione; questo potrà avvenire con una celebrazione apposita per la liturgia delle ceneri o con una celebrazione penitenziale da situare comunque all’interno della prima settimana.
- Ogni venerdì veda lo svolgersi di una celebrazione penitenziale comunitaria che aiuti il realizzarsi di un concreto itinerario di conversione; sarà questo, tra l’altro, un modo per valorizzare il senso della aliturgicità del venerdì di quaresima nella tradizione della nostra liturgia.
- L’ordinata e tempestiva programmazione dei tempi della celebrazione sacramentale della riconciliazione in occasione della pasqua conclusiva dell’itinerario di conversione; sarà da prevedere, in particolare, la celebrazione in forma comunitaria del sacramento con la confessione individuale (durante la celebrazione stessa o nei giorni successivi, conclusa poi dal rendimento di grazie).
Ho chiesto agli uffici competenti la preparazione di un sussidio che faciliti la realizzazione di questi momenti.

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