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V SETTIMANA DEL TEMPO DI PASQUA

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Visage du Christ copie du Mandylion Basilique de Saint Apollinaire in Classe à Ravenne

http://www.artbible.net/2NT/-Portraits_Jesus_Christ/index.html

V SETTIMANA DI PASQUA

continua in questa V settimana di Pasqua questa comprensione post-pasquale di Gesù; nel vangelo di domenica (Gv 14,1-12) si rilegge il discorso fatto da Gesù ai discepoli nell’ultima cena; più avanti, in Gv 16, 12-13, Gesù dice ai suoi discepoli che non sono ancora capaci di comprendere ciò che lui dice, ma quando sarà disceso su di loro lo Spirito di verità questi li guiderà alla verità tutta intera; il tempo liturgico nel quale viviamo si muove verso la Pentecoste, pure, nelle stesso tempo, la Chiesa, già in tutte le Scritture del Nuovo Testamento, parla alla luce di uno Spirito Santo ricevuto; infatti essa rivive sacramentalmente la vita di Cristo e i doni da lui ricevuti; questo tempo liturgico offre alla nostra comprensione, sempre più chiaramente, la persona di Gesù Cristo come Figlio di Dio, domenica in particolare come: via, verità, vita;

nei giorni feriali il vangelo continuerà a riproporci il discorso di Gesù nell’ultima cena (Gv 14-15)

nei giorni feriali la prima lettura:

si deve pensare che, mentre in domenica la prima lettura si ferma a considerare di nuovo la prima comunità cristiana ed a proporre a questa riunita di ricollocarsi come assemblea, nei giorni feriali prosegue la lettura degli Atti da dove si era lasciata sabato della IV settimana, infatti, sia pure saltando qualche passo, la lettura è abbastanza continua; avevamo lasciato Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, ora riprendiamo la lettura a partire dalla successiva tappa del viaggio missionario di Paolo: Iconio, poi proseguiremo con lui verso Antiochia, e saltando venerdì 25 perché è la festa di San Marco evangelista, sabato ci troveremo con lui a Listra; seguiremo le vicende dell’evangelizzazione di Paolo probabilmente seduti su una sedia o una panca in Chiesa e, nello stesso tempo, imbarcati in quell’avventura meravigliosa vissuta dall’Apostolo, l’avventura di : « ..non sapere altro…se non Gesù Cristo e questi crocifisso » (1Cor 2,2)

DOMENICA 20 APRILE 2008-04-21

PRIMI VESPRI

cantico: Fil 2, 6-11

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, *
non considerò un tesoro geloso 
la sua uguaglianza con Dio; 
ma spogliò se stesso, †
assumendo la condizione di servo *
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se stesso †
facendosi obbediente fino alla morte *
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato *
e gli ha dato il nome 
che è al di sopra di ogni altro nome; 
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi †
nei cieli, sulla terra *
e sotto terra; 
e ogni lingua proclami 
che Gesù Cristo è il Signore, *
a gloria di Dio Padre.

lettura breve 1 Pt 2, 9-10
Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (Es 19, 6; Is 43, 20. 21), voi che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia (Os 1, 6. 9).

SECONDI VESPRI

Lettura Breve Eb 10, 12-14
Cristo, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi (Sal 109, 1). Poiché con un’unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

LUNEDÌ 21 APRILE 2008

LODI MATTUTINE
Lettura Breve: Rm 10, 8b-10
Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore (Dt 30, 14): cioè la parola della fede che noi predichiamo. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.

VESPRO

cantico Ef 1, 3-10

Benedetto sia Dio, 
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti 
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. 
In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell’amore. 
Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi 
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere, 
a lode e gloria 
della sua grazia, *
che ci ha dato 
nel suo Figlio diletto.
In lui abbiamo la redenzione 
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati 
secondo la ricchezza della sua grazia. 
Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi 
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere 
il mistero del suo volere, 

il disegno di ricapitolare in Cristo 
tutte le cose, *
quelle del cielo 
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Lettura breve Eb 8, 1b-3a
Noi abbiamo un sommo sacerdote così grande, che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda che ha costruito il Signore, e non un uomo (Mc 16, 19). 
Ogni sommo sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e sacrifici.

MARTEDÌ 22 APRILE 2008 

MESSA DEL GIORNO 

ci troviamo alla fine del primo viaggio missionario di Paolo, erano partiti da Antiochia (Atti 13,1-13) e ritornano ad Antiochia per riferire tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro (Atti 14,27-28) 

Prima Lettura   At 14, 19-28
Riferirono alla comunità quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, giunsero da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli, alzatosi, entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe. 
Dopo aver predicato il vangelo in quella città e fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, rianimando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede poiché, dicevano, è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio. Costituirono quindi per loro in ogni comunità alcuni anziani e dopo avere pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfilia e dopo avere predicato la parola di Dio a Perge, scesero ad Attalia; di qui fecero vela per Antiòchia là dove erano stati affidati alla grazia del Signore per l’impresa che avevano compiuto. 
Non appena furono arrivati, riunirono la comunità e riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.  

LODI 

Lettura Breve   At 13, 30-33
Dio ha risuscitato Gesù dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono i suoi testimoni davanti al popolo.
E noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l’ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato (Sal 2, 7).

MERCOLEDÌ 23 APRILE 2008 

MESSA DEL GIORNO 

Prima Lettura   At 15, 1-6 

(ci troviamo alla fine del primo viaggio missionario di Paolo, Paolo e Barnaba tornati da Antiochia, sorge il problema della circoncisione per i pagani, Paolo e Barnaba vanno a Gerusalemme dai discepoli, il testo di oggi finisce con l’inizio della controversia a Gerusalemme che viene chiamata anche: il primo Concilio Apostolico) 


1. In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: «Se non vi fate circoncidere secondo l’uso di Mosè, non potete esser salvi». 
2. Poiché Paolo e Bàrnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. 
3. Essi dunque, scortati per un tratto dalla comunità, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa 
 raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. 
4.Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro. 5. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: è necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè. 
6. Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.  

VESPRO 

Lettura Breve   Eb 7, 24-27
Gesù, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore. Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; che non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso.

GIOVEDÌ 24 APRILE 2008

MESSA DEL GIORNO

(Paolo e Barnaba sono ritornati dal primo viaggio missionario e si sono portati a Gerusalemme dove sono i discepoli, dopo una lunga discussione Pietro si alza per confermare la validità della libertà dei pagani entrati nel cristianesimo, si tratta soprattutto della circoncisione, alla fine Giacomo si alza e aggiunge le sole prescrizioni che devono venire imposte ai pagani convertiti al cristianesimo , ci troviamo nel cosiddetto: Concilio di Gerusalemme)

Prima Lettura At 15, 7-21
Ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani.

7. In quei giorni, poiché era sorta una lunga discussione, Pietro si alzò e disse agli apostoli e agli anziani: «Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede. 8. E Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; 9. e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. 10. Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? 11. Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro». 
12. Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quanti miracoli e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro. 13. Quand’essi ebbero finito di parlare, Giacomo aggiunse: 14. «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per consacrarlo al suo nome. 15. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: 16. « Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò, 17. perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, 18. dice il Signore che fa queste cose da lui conosciute dall’eternità ». (Am 9,11-12)
19. Per questo io ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, 20. ma solo si ordini loro di astenersi dalle sozzure degli idoli, dalla impudicizia, dagli animali soffocati e dal sangue. 21. Mosè infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagòghe». 

LODI

Lettura Breve 1 Cor 15, 1-2a. 3-4
1. Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato 2a. e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza. 3. Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, 4. fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture.

VESPRI

CANTICO Ef 1, 3-10

Lettura Breve Col 1, 3-6
Noi rendiamo continuamente grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nelle nostre preghiere per voi, per le notizie ricevute della vostra fede in Cristo Gesù, e della carità che avete verso tutti i santi, in vista della speranza che vi attende nei cieli. Di questa speranza voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa.

VENERDÌ 25 APRILE 2008 – SAN MARCO EVANGELISTA

 

UFFICIO DELLE LETTURE,

Prima lettura: Efesini 4, 1-16

« 1 Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, 2 con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, 3 cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. 4 Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; 5 un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 6 Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. 7 A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. 8 Per questo sta scritto:

Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri,

ha distribuito doni agli uomini.9 Ma che significa la parola « ascese », se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? 10 Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. 11 È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, 12 per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, 13 finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. 14 Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. 15 Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, 16 dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità. »

LODI

Lettura Breve 1 Cor 15, 1-2a. 3-4
« 1. Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, 2a. e dal quale anche ricevete la salvezza. 3. Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, 4. fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »

VESPRI

Lettura Breve Col 1, 3-6
 » 3. Noi rendiamo continuamente grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nelle nostre preghiere per voi, 4. per le notizie ricevute della vostra fede in Cristo Gesù, e della carità che avete verso tutti i santi,5. in vista della speranza che vi attende nei cieli. Di questa speranza voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo 6. che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa. »

SABATO 26 APRILE 2008 

 

MESSA DEL GIORNO 

 

Prima Lettura   At 16, 1-10

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. C’era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco; egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le comunità intanto si andavano fortificando nella fede e crescevano di numero ogni giorno. 
Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. 
Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, attraversata la Misia, discesero a Tròade. 
Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un Macedone e lo supplicava: «Passa in Macedonia e aiutaci!». 
Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad annunziarvi la parola del Signore.  

 

LODI 

 

Lettura Breve   Rm 14, 7-9
Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

QUARTA SETTIMANA DI PASQUA

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QUARTA SETTIMANA DI PASQUA 

LITURGIA EUCARISTICA

letture della messa della feria della quarta settimana del tempo di Pasqua; 

(breve lettura tratta dal messale feriale) 

la settimana, è cominciata, domenica con la lettura degli Atti ed il vangelo del Buon Pastore, nella seconda lettura la 1Pietro; 

la prima lettura – Atti tutta la settimana;

 continua a presentarci negli Atti degli apostoli, la predicazione dei discepoli prima ai giudei e poi ai pagani; lunedì, Pietro conferma la chiamata dei gentili, difficile da comprendere per la prima comunità di Gerusalemme; martedì, i discepoli si trovano ad Antiochia di Siria e qui cominciano a parlare anche ai greci, qui, anche cominciano ad essere chiamati cristiani; mercoledì, Paolo e Barnaba vengono chiamati per l’annuncio del Vangelo; giovedì, Paolo e i suoi compagni cominciano a predicare ad Antiochia di Pisidia, annunziano Cristo morto e risorto;   venerdì, continua  la  predicazione di Paolo: Dio ha attuato per noi la promessa risuscitando Gesù; sabato, i Giudei respingono l’annunzio di Paolo e Barnaba, essi si rivolgono ai pagani, la chiamata di Paolo come apostolo dei Gentili è sempre più chiara; 

nel Vangelo – vangelo di Giovanni per tutta la settimana;

 al lunedì  ritroviamo di nuovo la lettura del Buon Pastore, il buon pastore da la sua vita per le pecore; martedì ritorna l’allegoria pastore-pecore, i Giudei gli chiedono di dire se egli è il messia, ma non lo ascoltano, le pecore di Gesù ascoltano la sua voce; mercoledì Gesù grida a gran voce : Io sono la luce del mondo, ma c’è chi non crede, Gesù non condanna chi non crede, perché non è venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo; giovedì, è il vangelo di Giovanni, come in tutta la settimana, ora ci troviamo alla fine del vangelo, nel contesto dell’ultima cena, dopo la lavanda dei piedi , Gesù comanda ai discepoli di fare altrettanto, lui conosce coloro che ha scelto,e afferma: che accoglie Colui che mi ha mandato accoglie me, la  predizione del tradimento di Giuda in questo vangelo prelude alla Pasqua che deve venire, quando tutto sarà accaduto crederanno che : Io sono; 

(dal libro della liturgia delle ore) 

MARTEDÌ 15.4.08 

VESPRI

Lettura breve

Rm 1, 1-6
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. 

UFFICIO DELLE LETTURE   

Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo, vescovo
(Disc. 108; PL 52, 499-500):
sotto la categoria : liturgia

MERCOLEDÌ 16 APRILE 2008-04-17

siamo nel momento in cui negli Atti si incomincia a parlare di Paolo, prima come Saulo, poi definitivamente come Paolo, la comunità è quella di Antiochia di Siria; Giovanni Marco è il Marco evangelista (molto probabilmente );

MESSA DEL GIORNO

Prima Lettura -At 12,24-13,5a
Riservate per me Bàrnaba e Sàulo.

Dagli Atti degli Apostoli
24. In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. 25. Bàrnaba e Saulo poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con loro Giovanni, detto anche Marco. 
13, 1. C’erano nella comunità di Antiòchia profeti e dottori: Bàrnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaen, compagno d’infanzia di Erode tetrarca, e Sàulo. 
2. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l’opera alla quale li ho chiamati». 3. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. 
4. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. 5a. Giunti a Salamìna cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagòghe dei Giudei. 

LODI – LETTURA BREVE

1 Cor 15, 54-57
54. Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

La morte è stata ingoiata per la vittoria (Is 25, 8).

55. Dov’è, o morte, la tua vittoria?

Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? (Os 13, 14). 
56. Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. 57. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

VESPRI – LETTURA BREVE

1 Cor 15, 12-14. 20
12. Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13. Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 14. Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.
20. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

GIOVEDÌ – MESSA DEL GIORNO

ATTI 13, 13-25

13 Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. 14 Essi invece proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia di Pisidia ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. 15 Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: « Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate! ». 16 Si alzò Paolo e fatto cenno con la mano disse: « Uomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. 17 Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. 18 Quindi, dopo essersi preso cura di loro per circa quarant’anni nel deserto, 19 distrusse sette popoli nel paese di Canaan e concesse loro in eredità quelle terre, 20 per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele. 21 Allora essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù di Beniamino, per quaranta anni. 22 E, dopo averlo rimosso dal regno, suscitò per loro come re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri. 23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. 24 Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele. 25 Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.

LODI – LETTURA BREVE

At 13, 36-38
36. Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione. 37. Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione. 38. Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera di lui vi viene annunziata la remissione dei peccati 

VESPRI – LETTURA BREVE

2 Cor 4, 13-14
13. Animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato (Sal 115, 10) anche noi crediamo e perciò parliamo, 14. convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

VENERDÌ 18 APRILE 2008-04-19

MESSA DEL GIORNO

 

PRIMA LETTURA – ATTI 13, 26- 33

(predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia)


In quei giorni, giunto Paolo ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga: 26. «Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata questa parola di salvezza. 27. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato; 28. e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. 29. Dopo aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. 30. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti 31. ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono i suoi testimoni davanti al popolo. 32. E noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, 33. poiché Dio l’ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: « Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato »». 

LODI – LETTURA BREVE

At 13, 34-35

(predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia)


34. Dio ha risuscitato Cristo dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione. Infatti ha dichiarato:

Darò a voi le cose sante promesse a Davide, quelle sicure (Is 55, 3).

35. Per questo anche in un altro luogo dice:

Non permetterai che il tuo santo subisca la corruzione (Sal 15, 10).

VESPRI – LETTURA BREVE

Fil 3, 7. 10-11
7. Quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. 10. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, 11. con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

SABATO 19 APRILE 2008-04-19

MESSA DEL GIORNO

PRIMA LETTURA – ATTI 13, 44-52

44. Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. 45. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. 46. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: « Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. 47. Così infatti ci ha ordinato il Signore:

« Io ti ho posto come luce per le genti,

perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra« ». (nota)
48. Nell’udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. 49. La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. 50. Ma i Giudei sobillarono le donne pie di alto rango e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li scacciarono dal loro territorio. 51. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio, 52. mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

nota BJ: citazione libera dai LXX; riferimenti: Is 49,6; Gv 8,12;

UFFICIO DELLE LETTURE – SECONDA LETTURA

Dal «Commento sulla lettera ai Romani» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo
(Cap. 15, 7; PG 74, 854-855):

vedere sotto la categoria: Liturgia

LODI – LETTURA BREVE

(discorso di Paolo davanti all’Areopago di Atene)

At 17, 30b-31
30b. Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, 31. poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti.

III SETTIMANA DI PASQUA

III SETTIMANA DI PASQUA dans LETTURE DI SAN PAOLO NELLA LITURGIA DEL GIORNO ♥♥♥

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III SETTIMANA DI PASQUA 

Domenica III di Pasqua, Cristo risorto appare ai suoi: I discepoli di Emmaus; 

il tempo di Pasqua, tutte le settimane del tempo pasquale, vanno considerate in continuità ed in unità con la Pasqua; come un tempo nel quale Cristo si rivela ai suoi, è il « mistero » di Gesù che si fa luce, all’inizio negli apostoli, oggi a noi; 

La prima lettura prosegue nella rilettura degli Atti degli Apostoli, quanto è accaduto dopo la risurrezione di Gesù, 

I Vangeli in questa settimana ripresentano in successione la lettura di Giovanni capitolo 6 dal 22mo a 69mo versetto, con un brevissimo salto, il titolo di questo capitolo, nella Bibbia di Gerusalemme, è: « La Pasqua del pane di vita » e, dal 22mo versetto: « Discorso nella Sinagoga di Cafarnao »; 

Lunedì: La settimana inizia con la ricerca di Gesù da parte della folla – il passo segue il miracolo della moltiplicazione dei pani – e qui inizia l’insegnamento di Gesù: (non cercate) « … il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il figlio dell’uomo vi darà (6, 27);

Martedì: La folla chiede a Gesù un segno, Gesù risponde loro che non Mosé ha dato il pane dal cielo, ma il Padre ( il Padre mio) da quello vero, ossia se stesso: « Io sono il pane della vita… » (v. 35); 

Mercoledì: segue il discorso, la fede è l’oggetto della volontà salvifica del Padre, il risultato della fede è la vita eterna; Gesù non perderà nulla di quanto il Padre gli ha mandato perché è venuto per fare la volontà di Lui;  Giovedì: Il Padre è colui che attira gli uomini al Figlio, è una istruzione di carattere cristologico, che apre alla fede nella rivelazione del Padre in Cristo; Gesù ripete ancora: « Io sono il pane della vita » (v. 48); 

Venerdì: i Giudei cominciano a mormorare, si scandalizzano, come può darci costui la sua carne da mangiare si domandano, ma Gesù parla ad un altro livello meno carnale: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna  io lo risusciterò nell’ultimo giorno » (v. 54), ecco l’eucaristia ed ecco il momento del tempo pasquale nel quale si ricomprende la risurrezione e il mistero della vera persona di Gesù; 

Sabato: da questo discorso molti rimangono scandalizzati, ma i dodici non vanno via, Pietro risponde per tutti: « Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna »

LUNEDÌ LODI MATTUTINE – LETTURA BREVE 

Rm 10, 8b-10 


8B. Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo (Dt 30, 14). 9. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 
sul v. 8b: Dt 30, 14: 

« Anzi questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu l metta in pratica » RIFERIMENTI BJ: 

Sir 21,26: « Sulla bocca degli stolti è il loro cuore, i saggi invece hanno la bocca nel cuore. » 

sul v. 9:  1Cor 12,3:  « Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio che può dire , così nessuno può dire: se non sotto l’azione dello Spirito Santo. » 

BJ NOTA A 10,9: 

« che Dio lo ha risuscitato dai morti: all’adesione interna del corrisponde la professione de fede esterna, quale ha luogo nel battesimo. »

MERCOLEDÌ  – LODI MATTUTINE

LETTURA BREVE 

Rm 6, 8-11

8. Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 9. sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. 11. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

RIFERIMENTI BJ

sul v. 8

2Tm

« Certa è questa parola:

Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; »

sul v. 9

Atti 13,34

« E che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione, è quanto a dichiarato:

Darò a voi le cose promesse a Davide quelle sicure, » (Is 55,3)

1Cor 15, 26

« L’ ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte »

2Tm 1, 10

 » [la grazia] ma è stata rivelata solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù, che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo »

SABATO LODI MATTUTINE  – LETTURA BREVE 

Rm 14, 7-9 

« 7. Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, 8. perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. 9. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi. » 

RIFERIMENTI BJ 

su tutto il passo ( versetti sono collocati a fianco di uno dei versetti, ma mi sembra che si applichino a tutto il passo) 

Atti 6, 10-11 

« 10. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. 11. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. » 

Lc 20,38 

« Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui » 

Gal 2,19 

« In realtà mediate la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio » 

2Cor 5,15 

« Ed Egli è morto per tutti, perchè quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscito per loro. » 

Atti 10, 42 (questo sì, mi sembra specifico per il v. 9) 

« E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti« 

SECONDA SETTIMANA DEL TEMPO PASQUALE – anno A

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Joh-20,19_Vision_Doubt_Apparition_Doute
http://www.artbible.net/3JC/-Joh-20,19_Vision_Doubt_Apparition_Doute/index.html

SECONDA SETTIMANA DEL TEMPO PASQUALE 

da Bergamini A., Cristo festa della Chiesa, Edizioni Paoline Cinisello Balsamo (MI)  1991;

pag 492-493;

« IL SIGNIFICATO DELLA CELEBRAZIONE DEI CINQUANTA GIORNI PASQUALI 

stralcio: 

« La Chiesa nasce ne »atto del sacrificio pasquale di Cristo, ma soltanto cinquanta giorni dopo la risurrezione, lo Spirito Santo è donato alla prima comunità cristiana riunita in assemblea. Questo tempo è di fondamentale importanza per gli apostoli, chiamati ad essere il fondamento della Chiesa. Per rispondere a questa loro vocazione essi hanno dovuto percorrere un itinerario di vita di fede, per acquistare piena consapevolezza del nuovo modo di presenza di Cristo risorto in messo a loro e per comprendere che il Regno, pur non essendo di questo mondo, deve essere edificato nel mondo secondo il preciso comando del Signore. 

In questi cinquanta giorni Gesù educa gli apostoli attraverso le varie apparizioni a comprendere i segni nuovi della sua azione nel mondo; gli apostoli sperimentano nuove pratiche nell’esercizio della fede e sono sempre tentati dall’incredulità, fino al giorno nel quale saranno investiti della forza dello Spirito. Allora  testimonieranno tentati al mondo la fedeltà al vangelo fino al sangue. 

Anche oggi , questa , come è chiamata dalla tradizione liturgica, deve costituire un tempo di approfondimento delle fede e dei segni della fede. » 

II DOMENICA DI PASQUA A 

UFFICIO DELLE LETTURE

PRIMA LETTURA

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 3, 1-17 

1 Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; 2 pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. 3 Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! 4 Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. 5 Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, 6 cose tutte che attirano l`ira di Dio su coloro che disobbediscono. 7 Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. 8 Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. 9 Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell`uomo vecchio con le sue azioni 10 e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. 11 Qui non c`è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti. 12 Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e eletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; 13 sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. 14 Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! 16 La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. 17 E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. 

da Reynier C., Trimaille M., Vanhoye A., Le lettere di Paolo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2000;

lo stralcio del commento che metto il commento, si trova alle pagg. 158-159, parte da Col 2,20 a 3  fino al versetto 3,4, cfr. sopra: 

Col 2,20-23 

« 20 Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali 21 « Non prendere, non gustare, non toccare »? 22 Tutte cose destinate a scomparire con l`uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! 23 Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne. »

stralcio dal libro: 

« Se i cristiani sono realmente centrati su Cristo, tutto il resto, ed in particolar modo gli elementi del mondo che pretendono di superarli e perfino di annientarli, è da trascurare e da rimettere al giusto posto. La vera vita, infatti, non dipende da questioni di cibo o di bevande e ancor meno da interdizioni di ogni specie. Alcuni pensano che l’espressione (v, 2, 21) riguardi la sessualità. L’autore non disprezza la sapienza, così come non ignora l’importanza del cibo e della sessualità per la vita dell’uomo. In questa duplice sfera le cose rientrano nel campo della figura di questo mondo che passa (1Cor 7,29-31). Da una parte, dunque, esse sono buone per l’uomo che dipende interamente dalla natura nella quale è immerso e dall’altra sono transitorie poiché destinate a sparire. 

… 

Ciò che Paolo propone non rientra nel campo della morale, ma in quello del mistero di Cristo nella vita dei credenti. Egli li esorta a non lasciarsi ingannare da apparenze di religione in cui gli istigatori elaborano a proprio vantaggio un mistero dal quale è escluso il Cristo. È lui che deve essere l’ispiratore di tutta l’esistenza al punto di irradiarla interamente mediante la propria vita. 

L’autore esorta dunque i suoi lettori a spostare i loro sguardi fissandoli non più su se stessi, ma su Cristo. Quel che raccomanda ad essi è di lasciarsi afferrare da Cristo e di guardare a lui. Cristo è in alto, nella sfera di Dio, alla sua destra, da dove attira a sé ogni uomo e ogni cosa. Quest’invito a cercare le cose di lassù non è un’evasione dal mondo né dal tempo, ma la sottomissione soltanto a Cristo che ne riempie e ne occupa tutte le sfere. Cristo è invisibile, ma non è per questo assente da questo mondo; in realtà egli è l’artefice della nostra glorificazione che non è ancora manifestata. I cristiani sanno che sono veramente strappati alla morte dalla potenza della risurrezione di Cristo. Tuttavia, finché dura la storia, la manifestazione della sua gloria e della nostra è ancora

L’autore ha così rimesso i colossesi davanti a colui che li fa vivere. Cristo occupa il posto centrale nella lettera, così come deve fare nell’esistenza del credente. A differenza delle altre lettere, in cui Paolo faceva ricorso alle Scritture, qui egli deduce tutto direttamente da Cristo. »

SECONDA LETTURA
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
(Disc. 8 nell’ottava di Pasqua 1, 4; Pl 46, 838. 841)

Nuova creatura in Cristo
Rivolgo la mia parola a voi, bambini appena nati, fanciulli in Cristo, nuova prole della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pio germoglio, sciame novello, fiore del nostro onore e frutto della nostra fatica, mio gaudio e mia corona, a voi tutti che siete qui saldi nel Signore.
Mi rivolgo a voi con le parole stesse dell’apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo, né Greco; non c’è più schiavo, né libero; non c’è più uomo, né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 27-28).
In questo sta proprio la forza del sacramento. E’ infatti il sacramento della nuova vita, che comincia in questo tempo con la remissione di tutti i peccati, e avrà il suo compimento nella risurrezione dei morti. Infatti siete stati sepolti insieme con Cristo nella morte per mezzo del battesimo, perché, come Cristo è risuscitato dai morti, così anche voi possiate camminare in una vita nuova (cfr. Rm 6, 4).
Ora poi camminate nella fede, per tutto il tempo in cui, dimorando in questo corpo mortale, siete come pellegrini lontani dal Signore. Vostra via sicura si è fatto colui al quale tendete, cioè lo stesso Cristo Gesù, che per voi si è degnato di farsi uomo. Per coloro che lo temono ha riservato tesori di felicità, che effonderà copiosamente su quanti sperano in lui, allorché riceveranno nella realtà ciò che hanno ricevuto ora nella speranza.
Oggi ricorre l’ottavo giorno della vostra nascita, oggi trova in voi la sua completezza il segno della fede, quel segno che presso gli antichi patriarchi si verificava nella circoncisione, otto giorni dopo la nascita al mondo. Perciò anche il Signore ha impresso il suo sigillo al suo giorno, che è il terzo dopo la passione. Esso però, nel ciclo settimanale, è l’ottavo dopo il settimo cioè dopo il sabato, e il primo della settimana. Cristo, facendo passare il proprio corpo dalla mortalità all’immortalità, ha contrassegnato il suo giorno con il distintivo della risurrezione.
Voi partecipate del medesimo mistero non ancora nella piena realtà, ma nella sicura speranza, perché avete un pegno sicuro, lo Spirito Santo. «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio. Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3, 1-4).

LUNEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA 

LODI MATTUTINE – LETTURA BREVE

Lettura Breve   Fil 2, 6-8 
Cristo Gesù, 6. il quale,  pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 7. ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, 8. umiliò se stesso. 

riscrivo tutto l’inno: 

« 5Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo di natura divina, 

non considerò un tesoro geloso 

la sua uguaglianza con Dio; 7 ma spogliò se stesso, 

assumendo la condizione di servo 

e divenendo simile agli uomini; 

apparso in forma umana, 8 umiliò se stesso 

facendosi obbediente fino alla morte 

e alla morte di croce. 9 Per questo Dio l`ha esaltato 

e gli ha dato il nome 

che è al di sopra di ogni altro nome; 10 perché nel nome di Gesù 

ogni ginocchio si pieghi  nei cieli, sulla terra e sotto terra; 11 e ogni lingua proclami 

che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. » 

dal libro di Mons. Gianfranco Ravasi, Lettere ai Galati e ai Filippesi, EDB 1993; 

« punto 6: 

« SCHEMA PASQUALE DELL’ESALTAZIONE 

« …facciamo una considerazione sullo schema – di valore simbolico – che viene adottato per indicare la glorificazione e la funzione universale salvifica del mistero dell’uomo-Dio Gesù. È una schema presente non solo in Paolo, ma particolarmente in Giovanni.  Si tratta di un modo di rappresentare la pasqua di Gesù, per cui giustamente la tradizione liturgica usa l’inno  ancora ai nostri giorni come testo come testo pasquale nella settimana santa, anche se esso contiene elementi di più ampio respiro. 

Certo, la rappresentazione pasquale è il nodo d’oro che tiene insieme la composizione. Non è, però, lo schema della , ma quello che gli studiosi chiamano dell’ , dell’ . Nel Vangelo di Giovanni…l’innalzamento in croce di Gesù segna il momento del suo trionfo pasquale: 

(Gv 12,32) 

« : dalla morte, dalla tomba, dalla sofferenza si sale verticalmente al cielo. La Pasqua è rappresentata nel movimento verticale dell’innalzamento, dell’elevazione.  Gesù, nell’innalzamento della croce, la trasforma in strumento del suo trionfo, nonostante la croce sia realtà di morte e quindi umana. Cristo attira tutti a sé attraverso la sua morte in croce. 

Il movimento verticale pasquale presuppone quello inverso, sempre verticale, dell’incarnazione. Questi due movimenti, assieme, costituiscono la definizione teologica della figura e della vita del Cristo…il mistero centrale della vita cristiana, cioè l’avvicinamento di Dio, anzi ingresso assoluto e totale di Dio in noi, ma anche al tempo stesso la sua costante distanza, non potendo egli essere semplicemente come uno di noi, ma restando sempre divino. Per essere Salvatore, cristo deve poter uscire dalla carnalità, dalla tomba, dalla morte, in cui era entrato. E questo è possibile solo a lui in quanto Dio. 

Lo schema pasquale della – quello più noto e comune – si muove, invece, piuttosto su una linea orizzontale, sottolineando la vicinanza, la presenza di Gesù tra di noi oltre la tomba e la morte. È chiaro che i due schemi rappresentativi non si escludono, anzi si completano. »

MERCOLEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA 

LODI MATTUTINE – LETTURA BREVE 

1COR 15, 54-57 


54. Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura: 

La morte è stata ingoiata per la vittoria.  (Is 25, 8; Os 13,14) 

55. Dov’è, o morte, la tua vittoria?         (Ap 20,14) 

Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? 

56. Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. 57. Siano rese grazie a Dio che ci da’ la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! 

RIFERIMENTI BJ: 

v. 54c 

Is 25,8: 

Eliminerà la morte per sempre;  il Signore Dio asciugherà le lacrime 

su ogni volto 

Os 13,14 

Li strapperò dalla mano degli ineri, 

li riscatterò dalla morte? 

Dov’è, o morte,  la tua peste? 

Dov’è, o inferi, il vostro sterminio? 

Ap 20,14  Poi la morte e gli inferi furono gettati nello di fuoco. Questa è la seconda morte, o stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. 

Rm 7,7 (v. 56) 

Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, né avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare. (Es 20,17) 

Lémonon J.P., 1Corinzi,  Lettere di San Paolo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1999, pagg. 353-354; 

« Di fronte alla prospettiva della realizzazione della speranza nella risurrezione dei morti e al pensiero della vittoria definitiva e universale di Cristo sulla morte, Paolo lancia un grido di trionfo liberamente ispirato alla Scrittura (Isaia e Osea), che termina con un rendimento di grazie (v. 57): l’osservazione fatta en passant  sul rapporto tra la lette, il peccato e la morte è sviluppata nella lettera ai Romani: la sua rilevanza consiste nel ricordare che si risuscita da un mondo contrassegnato dal peccato in un mondo di gloria. » 

GIOVEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA –  4 MARZO 2008

LODI MATTUTINE – LETTURA BREVE 

At 13, 36-38 
« 36. Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione. 37. Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione. 38. Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera di lui vi viene annunziata la remissione dei peccati. »

in questo passo degli Atti San Paolo si trova ad Antiochia di Pisidia – questo discorso si trova subito prima del cosiddetto Concilio di Gerusalemme  - Paolo sta parlando ai Giudei e ricorda loro tutto quello che Dio ha fatto per il suo Popolo, giunto alla fine di questa predicazione annunzia la buona novella: che Dio ha mandato suo Figlio, che lo ha risuscitato dai morti, e non ha subìto la corruzione (cenno al Salmo 2,7), da lui « vi viene annunziata » la remissione dei peccati; 

VESPRI – LETTURA BREVE

2 Cor 4, 13-14
« Animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato (Sal 115, 10), anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. 
«  

metto subito il passo che precede perché è molto legato a questo citato ora:

vv. 7-12

« 7 Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. 8 Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, 10 portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. 11 Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. 12 Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita. » 

« L’apostolo mette il ministero (4, 1), il tesoro (4,7) e lo spirito di fede (4,13) sul medesimo piano della fiducia (3,4) e della speranza (3,12). In tal modo assicura un crescendo che arriva fino allo Spirito Paolo attinge al tema scritturale del Sal 116, 10 (Sal 115, 1 in greco): . Invece di il testo originale ha:. Lo spirito di fede interviene come fonte di ispirazione originaria e come agente di ispirazione attuale della Scrittura: esso suscita la fede nel Risorto. « 

da Morice Carres, Le lettere di Paolo (la 2Corinti), Cinisello Balsamo (MI) 1999 

VENERDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA – 4 MARZO 2008-04-04 

LODI – LETTURA BREVE 

At 13, 34-35
« 34. Dio ha risuscitato Cristo dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione. Infatti ha dichiarato: 

Darò a voi le cose sante promesse a Davide, quelle sicure (Is 55, 3). 

 35. Per questo anche in un altro luogo dice: 

Non permetterai che il tuo santo subisca la corruzione (Sal 16, 10). » 

Ci troviamo nello stesso contesto della lettura breve delle lodi di ieri giovedì, questo passo precede  immediatamente quello; dalla nota della BJ un breve commento a 13,34, la citazione da Isaia: 

nota 13, 34: 

« le cose sante è la promessa della santità, come di un dono riservato ai tempi messianici che sgorgherà dal nuovo Davide, il Cristo risuscitato. » 

nota BJ al passo del Salmo 16,10 citato: 

« Il salmista ha scelto JHWH. Il realismo della fede e le esigenze della vita mistica reclamano un’intimità indissolubile con lui: è dunque necessario sfuggire alla morte che lo separerebbe da JHWH (6,6; cfr. 49,16+) Speranza ancora imprecisa  che prelude già  alla fede nella risurrezione (cfr. Dn 12,2; Mac 7,9+) » 

VESPRI – LETTURA BREVE 

Fil 3, 7. 10-11
« Quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. » 

Paolo scrive ai Filippesi della vera via della salvezza cristiana inizia dal 3, 1 dicendo: state lieti nel Signore. A me non pesa e a voi è utile che vi scriva le stesse cose; poi li esorta a guardarsi guardatevi dai cani (BJ nota = epiteto che gli ebrei davano ai pagani), dai cattivi operai, da quelli che si fanno circoncidere (per me, questo lo penso io però, anche se sembra riferirsi ai Giudei sta parlando ai fratelli, ossia, non è un guardarsi dai Giudei, dai come scrive altrove), Paolo qui scrive quell’affermazione famosa

SABATO DELLA II SETTIMANA DI PASQUA 

 

LODI MATTUTINE – LETTURA BREVE 

 

At 17, 30b-31 


30b. Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, 31. poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti. 

 

ci troviamo in tempo di Pasqua ed ogni lettura risente dell’annunzio della risurrezione, al Sabato il rapporto tra creazione e risurrezione  e redenzione dell’uomo è più forte, questa lettura è immediatamente preceduta da salmi di lode: il 91 a Dio creatore, poi il Dt 32, 1-12,   I benefici di Dio in favore del popolo, poi il Salmo 8. per tutta la lettura vedere: 

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas2/lodSABpage.htm

in questo passo Paolo si trova ad Atene- secondo viaggio missionario – e rivolge il suo discorso all’Areopago, propongo al lettura di tutto il testo: 

« 22. Allora Paolo, alzatosi in mezzo all’Areopago, disse: 

« Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. 23 Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. 24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo 25 né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dá a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. 26 Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio, 27 perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. 28 In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo. 29 Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’immaginazione umana. 30 Dopo esser passato sopra ai tempi dell’ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, 31 poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti ». 32 Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: « Ti sentiremo su questo un’altra volta ». 33 Così Paolo uscì da quella riunione. 34 Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell’Areopago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro. «  

da Buscemi A.M., San Paolo vita opera messaggio, Franciscan Printing Press, Jerusalem 1996, pagg. 136-137: 

« Ricercare Dio è conoscere il Dio vivente, che non può essere paragonato alle divinità di oro, di argento o di pietra che portano l’impronta dell’arte e dell’immaginazione dell’uomo (At 17, 27-29). In conseguenza: conoscerlo è accettare la sua autorivelazione salvifica con la quale Egli chiama tutti gli uomini alla conversione e alla giustizia per mezzo di un uomo che Egli ha designato, accreditandolo di fronte a tutti, col resuscitarlo da morte. » (cfr testo del brano breve)

OTTAVA DI PASQUA, SABATO 29 marzo 2008: LODI, LETTURA BREVE: Rm 14,7-9

29 MARZO 2008 

UFFICIO DELLE LETTURE – LODI 

Lettura Breve   Rm 14, 7-9 RIFERIMENTI BJ
7. Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, 8. perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. 9. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

RIFERIMENTI BJ

v. 8


Rm 6,10-11

« Per quanto riguarda la sua morte egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio 11. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. »   Lc 10,38 

« Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui »  Gal 2,19 « In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio » 

v. 9  2 Cor 5, 15 

« Ed egli è moto per tutti , perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma pe colui che è morto ed è resuscitato per loro » 

Atti 10, 42  « E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. » 

OTTAVA DI PASQUA

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Exécutant BACCIO DELLA PORTA, BARTOLOMEO FRA (dit) Ecole Italie ; Florence Titre NOLI ME TANGERE, Source représentation Nouveau Testament Période 1er quart 16e siècle Matériaux: 

http://www.artbible.net/Jesuschrist_fr.htm

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SIGNIFICATO DEL TEMPO PASQUALE NELL’OTTAVA DI PASQUA 

Augé M., Quaresima, Pasqua, Pentecoste, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2002 

pag. 60 

« Morti e risorti con Cristo 

La liturgia del Tempo pasquale, in particolare quella dei giorni dell’ottava di Pasqua, riprende e sviluppa la tematica emersa già nella celebrazione del Triduo, in particolare nella grande Veglia, in cui Cristo risorto conferma in noi monizione iniziale). Come detto sopra, l’ottava di Pasqua conserva il suo legame storico con la settimana « mistagogica » in cui coloro che  erano stati battezzati nella  Notte santa venivano introdotti progressivamente nella comprensione dei sacramenti ricevuti e in una esperienza di vita cristiana in armonia con essi.  Non si tratta della conservazione di un reperto di storia passata. La celebrazione dell’ottava pasquale può essere tuttora lo spazio adeguato per prendere coscienza e rinnovare la grazia dei sacramenti con cui  siamo stati iniziati alla vita cristiana. Alla chiusura dell’ottava, la colletta della II domenica si esprime in questi termini: <...accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti>. L’acqua, lo Spirito e il sangue sono i segni che materializzano il dono estremo della vita che esce dal corpo di Gesù morente. Dietro questi segni stanno battesimo, la confermazione e l’eucaristia

LUNEDÌ DELL’ANGELO – 24 MARZO 2008

Ufficio delle Letture – Lodi 

Lettura Breve Rm 10,8b-10; 

« 8b. Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore (Dt 30,14): cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9. Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvo. 10. Con il cuore  infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. » 

Dt 30,14 

« …questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. » 

RIFERIMENTI DALLA BJ:

Sir 21,26 

« Sulla bocca degli stolti è il loro cuore 

i saggi invece hanno la bocca nel cuore. » 

At 2,36 

« Sappia dunque con certezza tuta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso: » 

1Cor 12,3 

« Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire , così nessuno può dire se non sotto l’azione dello Spirito Santo. » 

Rm 1,4 

« costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. » 

dal Commento alla Lettera ai Romani: Lettere di Paolo, Edizioni San Paolo Cinisello Balsamo (Mi) 1999 

« In 10,9-13, Paolo svolge in maniera rigorosa il suo ragionamento ricorrendo a una serie di [cioè, poiché]. Ogni versetto dà fondamento al contenuto del versetto precedente. Paolo utilizza i procedimenti dell’esegesi in uso ai suoi tempi e gioca con le parole di Dt 30,14, e , riprese al v. 8. Si tratta di due atteggiamenti: affermare e credere (vv. 9-10). Mediante un’interessante costruzione in forma di chiasmo (un’inversione dell’ordine dei termini attira l’attenzione del lettore). Paolo mostra  gli stretti legami esistenti tra giustificazione e salvezza: 

…[citazione dello stesso passo] 

[sottolineo le parole citate dal docente, la traduzione che ho messo è  quella del Breviario, ossia quella della CEI, il docente utilizza un’altra traduzione, ma con parole molto simili, il significato rimane] 

« Il v 9b ricollega la salvezza al credere nel proprio cuore, mentre il v 10° afferma che la giustificazione è effetto della fede; la salvezza è in tal caso attribuita alla professione della bocca. Nello stesso tempo Paolo sottolinea che lo scopo ultimo della professione di fede è la salvezza »

MERCOLEDÌ DELL’OTTAVA DI PASQUA - 26 MARZO 2008

UFFICIO DELLE LETTURE – (riferimenti a Rm 5,12; 1Cor 1547. 48.49) 

Seconda Lettura
Dall’«Omelia sulla Pasqua» di un antico autore.
(Disc. 35, 6-9; PL 17, 696-697)

Cristo autore della risurrezione e della vita

L’apostolo Paolo ricordando la felicità per la riacquistata salvezza, dice: Come per Adamo la morte entrò in questo mondo, così per Cristo la salvezza viene nuovamente data al mondo (cfr. Rm 5, 12). E ancora: Il primo uomo tratto dalla terra, è terra; il secondo uomo viene dal cielo, ed è quindi celeste (1 Cor 15, 47). Dice ancora: «Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra», cioè dell’uomo vecchio nel peccato, «porteremo anche l’immagine dell’uomo celeste» (1 Cor 15, 49), cioè abbiamo la salvezza dell’uomo assunto, redento, rinnovato e purificato in Cristo. Secondo lo stesso apostolo, Cristo viene per primo perché è l’autore della sua risurrezione e della vita. Poi vengono quelli che sono di Cristo, cioè quelli che vivono seguendo l’esempio della sua santità. Questi hanno la sicurezza basata sulla sua risurrezione e possederanno con lui la gloria della celeste promessa, come dice il Signore stesso nel vangelo: Colui che mi seguirà, non perirà ma passerà dalla morte alla vita (cfr. Gv 5, 24).
Così la passione del Salvatore è la vita e la salvezza dell’uomo. Per questo infatti volle morire per noi, perché noi, credendo in lui, vivessimo per sempre. Volle diventare nel tempo quel che noi siamo, perché, attuata in noi la promessa della sua eternità, vivessimo con lui per sempre.
Questa, dico, è la grazia dei misteri celesti, questo il dono della Pasqua, questa è la festa dell’anno che più desideriamo, questi sono gli inizi delle realtà vivificanti.
Per questo mistero i figli generati nel vitale lavacro della santa Chiesa, rinati nella semplicità dei bambini, fanno risuonare il balbettio della loro innocenza. In virtù della Pasqua i genitori cristiani e santi continuano, per mezzo della fede, una nuova e innumerevole discendenza.
Per la Pasqua fiorisce l’albero della fede, il fonte battesimale diventa fecondo, la notte splende di nuova luce, scende il dono del cielo e il sacramento dà il suo nutrimento celeste.
Per la Pasqua la Chiesa accoglie nel suo seno tutti gli uomini e ne fa un unico popolo e un’unica  famiglia.
Gli adoratori dell’unica sostanza e onnipotenza divina e del nome delle tre Persone cantano con il Profeta il salmo della festa annuale: «Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Sal 117, 24). Quale giorno? mi chiedo. Quello che ha dato il principio alla vita, l’inizio alla luce. Questo giorno è l’artefice dello splendore, cioè lo stesso Signore Gesù Cristo. Egli ha detto di se stesso: Io sono il giorno: chi cammina durante il giorno non inciampa (cfr. Gv 8, 12), cioè: Chi segue Cristo in tutto, ricalcando le sue orme arriverà fino alle soglie della luce eterna. E’ ciò che richiese al Padre quando si trovava ancora quaggiù con il corpo: Padre, voglio che dove sono io siano anche coloro che hanno creduto in me: perché come tu sei in me e io in te, così anche essi rimangano in noi (cfr. Gv 17, 20 ss.).

Responsorio    1 Cor 15, 47. 49. 48
R. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. * Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste, alleluia.
V. Qual è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.
R. Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste, alleluia.

LODI 

Lettura Breve   Rm 6, 8-11 

8. [Ma] Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 9. sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. 11. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. 

Nota della BJ: 

a 6,10 « egli morì al peccato » 

« senza essere peccatore (2Cor 5,21, il Cristo con il corpo di carne simile al nostro (Rm 8,3 apparteneva alla sfera del peccato; divenuto (1Cor 15 45-46), ora appartiene alla sfera divina. Così il cristiano, benché dimori provvisoriamente nella carne, vive già nello Spirito. » 

RIFERIMENTI: 

v. 8 – a 2Tim 2,11: 

« Certa è questa parola: 

Se moriamo con lui, vivremo anche con lui » 

v. 9 ad Atti 13,34ss: 

« E che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione… » 

a 1Cor 15,26: 

« L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte » 

a 2Tim 1, 10: 

« ma è stata rivelata [la grazia che ci è stata data in Cristo] solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù, che ha visto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo, » 

anche Eb, 2,14ss e Ap 1,18;

OTTAVA DI PASQUA – GIOVEDÌ 27 MARZO 2008-03-27 

 

LODI – LETTURA BREVE: Rm 8, 10-11 


« 10. Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 11. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. » 

 

In Romani 8 Paolo parla della « vita nello Spirito »  - titolo del passo nella BJ – per tutti quelli che sono in Gesù Cristo non c’è più nessuna condanna, Cristo ha liberato l’uomo dalla legge del peccato e della morte: « Quelli, infatti, che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito » (v. 5) « Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio » (v. 8); « Voi », dice Paolo: « però non siete sotto il dominio della carne dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene », segue il passo della lettura di oggi;

LE LETTURE DI SAN PAOLO NELLA LITURGIA DELLA SETTIMANA SANTA

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Domenica delle Palme – 16 marzo 2008

Seconda Lettura  Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

commento di Mons. Ravasi a Fil 2,7:

(Lettera ai Filippesi, EDB 1993)

« Cristo Gesù non si comporta come Adamo, non usa della divinità in maniera dispotica, ma la lascia quasi cadere, spogliandosi di essa come di un manto, scegliendo la via della Kénosis. Appare il verbo famoso: il suo senso è più terrificante di . Per Paolo è il verbo tipico dell’incarnazione, cioè lo kenoûn. La traduzione greca di Is  53,12 nel contesto del quarto carme del servo di JHWH dice che il servo la sua vita nella morte, annullandosi quasi distruggendosi »

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GIOVEDÌ SANTO – CENA DEL SIGNORE

Seconda Lettura  1 Cor 11, 23-26 


Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore.

Dalla prima lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi 

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». 
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». 
Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. 

Paul de Surgy, Lettere di San Paolo, Edizioni San Paolo 1999 (Les épitres de Paul, Corinthiens, Bayard Éditions Paris 1997)

La tradizione eucaristica (11, 23-26) pag 295 (stralcio): 

Per esortare i fratelli di Corinto a celebrare la cena secondo lo spirito voluto dal Signore, Paolo riprende la catechesi tradizione che ha insegnato a Corinto. 

[citazione di 1Cor 11,23-26] 

« . Paolo non ha appreso mediante una rivelazione speciale ciò che era noto alle chiese: è da esse che ha ricevuto la catechesi eucaristica. Ma sottolinea l’origine divina di questo insegnamento: esso viene dal Signore. I versetti 23b-25 contengono un racconto tradizionale della cena del Signore: solo venticinque – trent’anni lo separano dall’istituzione dell’eucaristia, a cui si riallaccia attraverso la prima predicazione  di Paolo a Corinto e, al di là di essa, attraverso la tradizione della Chiesa di Antiochia, legata ai primi testimoni della comunità apostolica di Gerusalemme.  ...  L’espressione evoca forse l’antica Pasqua, portata a compimento dalla nuova Pasqua: l’agnello pasquale era la sola vittima che veniva mangiata durante la notte, e Gesù è l’ agnello della nuova Pasqua (1Cor 5,7). Essa colloca certamente l’istituzione dell’eucaristia nel contesto della passione, collegandola alla morte del Signore, sul piano cronologico ma ancor più su quello della sua realtà profonda. Di fronte alle divisioni della comunità, il termine
allude
certamente al tradimento di Giuda  (Lc 22,48). Più profondamente, rinvia al disegno di Dio, che ha
, il proprio Figlio sacrificandolo per tutti noi (Rm 4,25; 8,22: Gal 2,20; cfr. Is 53,6).
.. »

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VENERDÌ SANTO


PASSIONE DEL SIGNORE 
Seconda Lettura  Eb 4, 14-16; 5, 7-9 
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Dalla lettera agli Ebrei 
Fratelli, poiché abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. 
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno. 
Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. 

commento di: Albert Vahoye: Ebrei, Edizioni San Paolo 1999 (Ed Originale: Les dernières épitres: Hébreux, Bayard Éditions Paris 1997) sul versetto (4,15): « Non abbiamo infatti un sommo sacerdote che non possa compatire le nostre infermità » 

« Attraverso le proprie sofferenze ha acquisito una capacità di compassione che mantiene nella sua gloria. Non è incapace di <compatire le nostre infermità>. Quello che da a Cristo la sua immensa capacità di compatire e di aiutare è il fatto che egli si è fatto (4,15). Il predicatore lo ha già detto in 2,17-18. Aggiunge qui una precisazione importante: eccetto il peccato> …Ciò che dà alla passione di Cristo tutta la sua fecondità è evidentemente l’amore perfetto con cui l’ha affrontata, senza mai cedere ad alcun impulso del male (cfr. 9,14; 1Pt 2,22-23). sul versetto (5,7): « …nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche …a colui che poteva liberarlo da morte… » 

« Non è precisato lo scopo di questa preghiera. La qualifica attribuita a Dio suggerisce che Gesù abbia domandato al Padre di (Eb 5,7; cfr. Mt 26,39), ma il predicatore ricorda anche che Gesù assumeva nel contempo un atteggiamento di sottomissione o, più esattamente, di nel senso di rispetto religioso. Lasciava al Padre il compito di decidere il modo di esaudire, dicendogli: < Non come voglio io, ma come vuoi tu> (Mt 26,39). Questo atteggiamento, che faceva della preghiera un’offerta, ha aperto la via al miglior esaudimento possibile. Attraverso la sua risurrezione, Gesù è stato per sempre. » 

 

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VEGLIA PASQUALE DELLA NOTTE SANTA 

EPISTOLA  Rm 6, 3-11

Cristo risuscitato dai morti non muore più.

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani   
3. Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?  
4. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.  
5. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.  
6. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 7.  Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.  
8. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 9. sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.  

10. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.  
11.Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.  

commento del Prof. Jean Pierre Lémonon, Lettere di Paolo Editrice San Paolo, 1999 (Les épitres de Paul – Romains, Bayard Édition, Paris 1996:

stralcio, pagg. 98-99:

« La pericope è imperniata sul rapporto morte/vita (morte, morire, mortale: 15 volte; vita, vivere, vivente, risorgere: 9 volte), contrapponendo un’azione passata, che rientra nell’ambito della morte, e la vita scaturita dalla morte, pensata del resto in senso positivo. Un tempo presente, nato dalla comunione alla morte-risurrezione del Cristo, è un’èra di tensione. Infatti, il seppellimento dei cristiani con il Cristo fa di essi di « viventi per Dio in Cristo Gesù » (v. 11), e tuttavia la loro resurrezione è ancora di là da venire (v. 5; cfr. anche v. 8). 

Anzitutto, con l’interrogazione (v. 2b), Paolo destabilizza i suoi avversari: . In questi versetti egli esprime a modo suo una convinzione comune della comunità primitiva. La vita cristiana è incompatibile con il peccato perché, battezzati nella morte di Cristo, i cristiani sono pienamente assimilati a lui. Alcune espressioni composte con la preposizione [greco] indicano questa assimilazione al Cristo: (v. 4), (v. 6…) < se infatti siamo diventati un medesimo essere insieme con lui per l'affinità con la sua morte> (letteralmente: , v. 5; ….l’immagine complessiva in greco descrive bene la partecipazione a un medesimo movimento vitale). 

Questo tempo passato si è realizzato, una volta per tutte, per il Cristo come per i cristiani, perché sono stati battezzati nella sua morte. Tuttavia, benché i cristiani gli siano indissolubilmente legati, solo il Cristo ha compiuto il ritorno verso Dio. La realtà cristiana è espressa in termini di vita, e non di risurrezione. Morti al peccato, i cristiani attendono una pienezza (vv. 5b,8b). D’altra parte, la situazione presente del Cristo rientra in un sapere, in un’esperienza (v. ), mentre la partecipazione completa dei cristiani alla sua vita rientra nel campi del credere (v. 8b). Morte e peccato non hanno più alcun dominio sul Cristo (v 10), benché queste due forze ostili minacciano i cristiani che devono realizzare la morte al peccato nella loro vita quotidiana. 

Tenendo conto di queste differenze e conoscendo le difficoltà dei cristiani di Roma a vivere la loro nuova vita, Paolo rivolge ad essi un appello affinché diventino, in realtà, morti al peccato, viventi in Cristo (vv. 12-14: 12. Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri; 13. non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi, tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio. 14. Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia.) »

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LITURGIA DELLA PASQUA DI RISURREZIONE DEL SIGNORE 

 

Seconda Lettura  Col 3, 1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. 
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
 

Oppure: 
 1Cor 5, 6b-8


Togliete via il lievito vecchio per essere pasta nuova.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 


Fratelli, non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. 
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 
Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. 

 

commento del prof. Gérard Rossé, docente di Sacra Scrittura all’Istituto Biblico di Roma, dal testo: 

Gérad Rossé, Lettera ai Colossesi, Lettera agli Efesini, Città nuova Editrice, Roma 2001, 

 

 commento alla Lettera ai Colossesi 3, 1-4, stralcio pag. 47-48 

 

« Essere morti con Cristo nel battesimo, partecipare al mistero pasquale, è partecipare fin d’ora alla vita di risurrezione di Gesù. L’accento è fortemente messo sulla realtà presente della salvezza: già siamo risorti con Cristo. Il battezzato è, quindi, già arrivato? Sì e no! L’autore non si illude poiché continua « cercate le cose di lassù>. Il cristiano non è dispensato dallo sforzo morale, anzi più che mai è chiamato a vivere una esistenza in conformità con ciò che già egli ha ricevuto. Giungere al compimento non esige ora uno sforzo stressante come se dovesse raggiungere una meta lontana, conquistare una realtà distante. Il battezzato ha già gratuitamente ricevuto ciò che deve raggiungere: egli è già risorto con Cristo, e potrà di conseguenza agire secondo la realtà nuova ricevuta, diventare ciò che egli è, entrare nella dinamica di risurrezione che già agisce nel presente. Il battesimo orienta l’intera esistenza del convertito verso le , cioè verso il mondo di Dio, là dive si trova Gesù risorto, alla destra di Dio, nella sua realtà di Sovrano del Cosmo. 

… 

Il credente è già nuova creazione nel profondo di sé dove abita la Trinità, porta in sé una vita che per il momento è nascosta, visibile soltanto alla fede. E questa vita nuova è partecipazione a quella stessa di Dio, per l’unione vitale con Cristo. 

Anche se l’apostolo pone l’accento sulla salvezza come realtà presente e afferma che i credenti, con il battesimo, sono già morti e risorti con Cristo, egli tuttavia non abbandona la verità della Parusia vista non come il ritorno glorioso di Gesù, ma come la sua manifestazione gloriosa…La Parusia renderà visibile la Sua presenza definitiva. La relazione nuova con il mondo che Gesù acquistò nella risurrezione. Diventerà allora manifesta la condizione gloriosa del Risorto, non perché, come nelle apparizioni pasquali, egli si adatta alla condizione del mondo, ma perché questo mondo sarà elevato alla dimensione del Risorto. »

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