Archive pour la catégorie 'la preghiera in ed a San Paolo: preghiere/meditazioni'

preghiera: Vivi, Paolo!

da un santino delle Pontificie opere missinarie:

Vivi Paolo!

 Di nuovo 

Con la tua scienza, 

con il tuo spirito, 

con il tuo zelo, 

con il tuo fervore, 

con la tua santità. 

 

Vivi e sostiene nelle lotte 

gli apostoli ardenti 

dei nostri giorni. 

 

Vivi e porta 

Alle anime che amano 

La comunicazione 

Più stretta con Dio, 

le tue elevazioni e le tue contemplazioni 

 

Beato Giacomo Alberione 

PREGHIERA E LITANIA A SAN PAOLO – LINGUA INGLESE

dal sito:

http://www.mountangelabbey.org/pauline-prayers.htm

Prayer to the Apostle paul

Glorious St Paul,
Most Zealous Apostle,
Martyr for the Love of Christ,
give us a deep faith,
a steadfast hope,
a burning love for our Lord
so that we can proclaim with you
It is no longer I who live, but Christ who lives in me.

Help us to become apostles
serving the Church with a pure heart
witnesses to her truth and beauty
amidst the darkness of our days.

With you we praise God our Father
To Him be the glory, in the Church and in Christ
Now and for ever.

Amen.

Litany of Saint Paul the Apostle


Antiphon: You have probed me, and you know me: you know when I sit and stand.

V. The great Saint Paul, the vessel of election, is indeed worthy to be glorified.
R. For he also deserved to possess the twelfth throne.

Lord have mercy.
Christ, have mercy.
Lord have mercy.
Holy Mary, Mother of God, pray for us.
Queen conceived without original sin, pray for us.
Saint Paul, pray for us.
Apostle of the Gentiles, pray for us.
Vessel of Election, pray for us.
St. Paul, who was rapt to the third heaven, pray for us.
St. Paul, who heard things not given to man to utter, pray for us.
St. Paul, who knew nothing but Christ, and Him crucified, pray for us.
St. Paul, whose love for Christ was stronger than death, pray for us.
St. Paul, who wished to be dissolved and be with Christ, pray for us.
St. Paul, whose zeal knew no bounds, pray for us.
St. Paul, who made thyself all to all, to gain all to Christ, pray for us.
St. Paul, who called thyself prisoner of Christ for us, pray for us.
St. Paul, who was jealous of us, with the jealousy of God, pray for us.
St. Paul, who glories only in the Cross of Christ, pray for us.
St. Paul, who bore in thy body the mortification of Christ, pray for us.
St. Paul, who exclaimed: With Christ I am nailed to the cross! pray for us.
St. Paul, that we may awake and sin no more, pray for us.
That we may not receive the grace of God in vain, pray for us.
That we may walk in newness of life, pray for us.
That we may work out our salvation with fear and trembling, pray for us.
That we may put on the armor of God, pray for us.
That we may stand against the deceits of the wicked one, pray for us.
That we may stand fast to the last, pray for us.
That we may press forward to the mark, pray for us.
That we may win the crown, pray for us.
Lamb of God, you take away the sins of the world: spare us, O Lord.
Lamb of God, you take away the sins of the world: graciously hear us, O Lord.
Lamb of God, you take away the sins of the world: have mercy on us.

Let us pray.
O God,
who has taught the whole world
by the preaching of blessed Paul the Apostle:
grant that we, who celebrate his memory,
may by following his example be drawn to you.
We ask this through Our Lord Jesus Christ your Son,
who lives and reigns with you and the the Holy Spirit,
one God forever and ever.
R. Amen.

This litany was taken from that golden vein of old litanies, the Golden Manual, compiled from approved sources and published in 1851 by D. & J. Sadlier & Co. However, the Antiphon, Versicle and Response have been inserted and at the end the Collect of January18 in place of a prayer to St. Paul has been substituted.

Dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo a Roma – preghiera (traduzione dal francese)

è una preghiera che ho trovato sul sito : « Fraternité de Jerusalem » per la dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo, ho cercato il testo in italiano, ma non l’ho trovato, così ho tradotto io, credo corrisponda bene con il testo francese, comunque metto – qui di seguito – anche il testo originale per chi conosce il francese, dal sito, l’avevo già tradotto a settembre, ho rifatto la traduzione oggi: 16 ottobre 2008:

http://jerusalem.cef.fr/pages/24homelies/index.php?hid=205

Dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo a Roma

Frère Pierre-Marie  

Niente “nella vita”, come si dice,

predisponeva questi due uomini,

che la liturgia congiunge oggi in una sola festa,

ed incontrarsi

e meno ancora a lavorare insieme.

Un punto comune, tuttavia, all’inizio:

tutti e due sono di stirpe Giudea.

Un grande punto in comune alla fine:

tutti e due muoiono come apostoli di Gesù Cristo.

*

Il primo si chiama Simone

Dal nome del secondo figlio dell’antenato Giacobbe.

Il secondo porta il nome di Saul

Come il primo re concesso da Dio al popolo di Israele.

Simone è un pescatore di Betsaida

E passa la maggior parte del tempo

Sulle acque del lago di Tiberiade.

È un Galileo, immerso nel cuore di questa terra,

luogo di incontro (incrocio) delle nazioni pagane.

Vieni al mio seguito, io farò di te un pescatore di uomini.

Lasciando là le reti egli parte subito al seguito di Gesù.

E diviene suo discepolo.

Qualche tempo dopo, al termine di tutta una notte in preghiera,

sui fianchi della montagna, Gesù chiama di nuovo

e lo pone alla testa dei Dodici,

ed egli riceve, come gli altri, il nome di apostolo.

E come colui che vi ha chiamati è santo,

scriverà un giorno nella sua prima lettera

agli stranieri della diaspora,

“diventate santi in tutta la vostra condotta” (1Pt 15.16)

Predicando, essendo per primo d’esempio [credo sia giusto]

Buon pastore e modello del gregge di Dio

Il discepolo Simone, l’apostolo Pietro

Diventerà, semplicemente: San Pietro

Quale itinerario (!):

la Galilea, la Samaria, Gerusalemme,

nella notte, memorabile e terribile,

quella dell’agonia del suo Signore,

o volendo camminare, lui anche, al suo seguito,

sulle acque della morte,

egli prende paura, tutto ad un tratto, perché il vento era cambiato,

ancora una volta,

ed era diventato contrario (Mt 14, 24.30)

E, poi, la mattina radiosa del Santo Giorno di Pasqua.

Il vento folle d’amore, divenuto di nuovo favorevole,

riempie di fuoco il giorno di Pentecoste (At 2,2.47).

Ancora Gerusalemme, Giaffa, Cesarea Marittima,

Antiochia e Roma, infine.

Egli sarà dunque: San Pietro di Roma.

Nel luogo stesso del suo martirio, si costruirà una chiesa

Sotto la protezione e alla memoria del suo nome.

Voi dunque, come pietre vive

Per la costruzione di un edificio spirituale (1Pt 2, 5)

*

- Saul, Saulo, perché mi perseguiti?

- Chi sei, o Signore?

- Io sono Gesù, che tu perseguiti (At 9, 4-5)

Allora, questo circonciso l’ottavo giorno, della stirpe d’Israele,

della tribù di Beniamino, Ebreo, figlio di Ebrei,

quanto alla Legge un Fariseo, quanto a zelo un persecutore della Chiesa,

quanto alla giustizia che può donare la Legge,

un uomo irreprensibile,

si manifesta [letteralmente : si rialza] (Fil 3,5-6).

Accecato dalla luce, abbattuto nella carne,

scosso nelle sue certezze, e riconoscendosi infine

il primo dei peccatori (1Tim 1,15)!

Due anni nel deserto, Gerusalemme, Antiochia, Cipro…

La Cilicia, la Galazia, la Lidia, la Misia, la Macedonia,

Efeso, Filippi, Tessalonica, Atene, Corinto…

Tutto il bacino del mediterraneo percorso

In molti viaggi missionari

E, per finire, per lui anche, la città di Roma,

dove egli morirà, ugualmente, come martire di Cristo.

*

Presso la collina vaticana

Al posto del circo di Nerone,

l’apostolo Pietro è crocifisso.

Sulla strada di Ostia, fuori le mura,

l’apostolo Paolo è decapitato.

Noi festeggiamo oggi, fratelli e sorelle,

la dedicazione di queste due Chiese,

erette nel cuore della capitale dell’Impero,

divenuta la città dove il vescovo di Roma, il Papa

presiede alla carità di tutte le Chiesa:

la Basilica di San Pietro di Roma,

e la Basilica di San Paolo fuori le mura.

Offerte con tutto il cuore all’annuncio del Vangelo

Ecco questi due uomini che tutto avrebbe potuto separare,

più che mai uniti nel dono del loro sangue.

Del loro sangue venuto a fecondare la terra della città

la più pagana del mondo,

per farne la culla, dopo Gerusalemme dove la Chiesa è nata

di tutta la cristianità!

*

Fratelli e sorelle,

lodiamo Pietro e Paolo

per l’esempio indimenticabile delle loro vite.

Anche noi, malgrado tutte le diversità, di molteplici itinerari,

eccoci, profondamente uniti,

nella fede in Gesù Cristo,

il Salvatore di tutti gli uomini,

e l’appartenenza alla sua Chiesa universale

per la quale è piaciuto a Dio far passare la salvezza.

Quale grazia appartenere alla Gerusalemme nuova

dove tutto insieme fa corpo!

La salvezza viene dai Giudei,

aveva detto Gesù ad una donna pagana di Samaria.

Ora, con Pietro e Paolo, noi possiamo dire di nuovo:

Noi siamo tutti figli di Dio per la fede in Gesù Cristo.

Tutti voi, in effetti, battezzati in Cristo,

avete rivestito il Cristo.

Non c’è più ne Giudeo, né Greco, né schiavo, né uomo libero,

né uomo, né donna, perché tutti siete che uno

in Cristo (Gal 3,27-28).

Ma se voi appartenete a Cristo,

voi siete dunque della discendenza di Abramo,

eredi secondo la promessa.

Veramente i doni e la chiamata di Dio

Sono senza ripensamento e le promesse

per sempre!

Come dice l’orazione della messa in

questa festa della Dedicazione,

noi possiamo ripetere questa preghiera:

“Guarda le tue Chiese, Signore,

sotto la protezione degli apostoli Pietro e Paolo.

Affinché esse ricevano per essi,

il primo annuncio del Vangelo

che esse ricevano fino alla fine dei tempi

la grazia della quale hanno bisogno di crescere!”

San Pietro e Paolo di Roma,

pregate per noi!

Dédicace de Saint Pierre Saint Paul (originale del testo sopra)

questo è il testo originale della preghiera che ho messo sopra,  spero che qualcuno possa leggerlo in francese perché, come sempre capita quando si traduce da una lingua, anche se simile come il francese, non è mai uguale:

http://jerusalem.cef.fr/pages/24homelies/index.php?hid=205

Dédicace de Saint Pierre Saint Paul

Frère Pierre-Marie

Rien «dans la vie», comme on dit,
ne prédisposait ces deux hommes
que la liturgie rapproche aujourd’hui dans une même fête,
à se rencontrer
et moins encore à œuvrer ensemble.
Un point commun cependant, au départ :
tous deux sont de race juive.
Un grand point commun à l’arrivée :
tous deux meurent en apôtres de Jésus Christ.

*

Le premier s’appelle Simon
du nom du second fils de l’ancêtre Jacob.
Le second porte le nom de Saül
comme le premier roi concédé par Dieu au peuple d’Israël.
Simon est un pêcheur de Bethsaïde
et passe le plus clair de son temps
sur les eaux du lac de Tibériade.
C’est un Galiléen, plongé au cœur de cette terre,
carrefour des nations païennes.
Viens à ma suite, je ferai de toi un pêcheur d’hommes.
Laissant là l’épervier, il part aussitôt à la suite de Jésus.
Il devient son disciple.
Quelques temps après, au terme de toute une nuit en prière,
sur les flancs de la montagne, Jésus l’appelle à nouveau
et le place en tête des Douze,
et il reçoit alors comme eux le nom d’apôtre.

De même que celui qui vous a appelés est saint,
écrira-t-il un jour dans sa première lettre
aux étrangers de la diaspora,
devenez saints vous aussi dans toute votre conduite (1,17).
Prêchant le premier d’exemple,
en bon pasteur et modèle du troupeau de Dieu (3,2),
le disciple Simon, l’apôtre Pierre
deviendra, tout simplement : saint Pierre.

Quel itinéraire :
la Galilée, la Samarie, Jérusalem,
avec cette nuit mémorable et terrible,
celle de l’agonie de son Seigneur,
où, voulant marcher, lui aussi, à sa suite,
sur les eaux de la mort,
il prend peur tout à coup, car le vent avait tourné,
une fois encore,
et était devenu contraire (Mt 14,24.30).
Et puis le matin radieux du saint Jour de Pâques.
Le vent fou d’amour, redevenu favorable cette fois,
au plein feu du Jour de Pentecôte (Ac 2,2.47).
Jérusalem encore, Joppé, Césarée Maritime,
Antioche et Rome enfin.
Il sera donc : saint Pierre de Rome.
À l’endroit même de son martyre, on bâtira une église
sous le vocable et à la mémoire de son nom.
Vous donc, comme des pierres vivantes,
prêtez-vous à l’édification d’un édifice spirituel (1 P 2,5).

*

— Saül, Saül, pourquoi me persécutes-tu ?
— Qui donc es-tu, Seigneur ?
— Je suis Jésus que tu persécutes (Ac 9,4-5).
Alors, ce circoncis du huitième jour, de la race d’Israël,
de la tribu de Benjamin, Hébreu, fils d’Hébreu,
quant à la Loi un Pharisien, quant au zèle un persécuteur de l’Église,
quant à la justice que peut donner la Loi,
un homme irréprochable,
se relève (Ph 3,5-6).
Aveuglé de lumière, terrassé en sa chair,
ébranlé en ses certitudes, et se reconnaissant enfin
le premier des pécheurs (1 Tm 1,15) !
Deux ans au désert, Jérusalem, Antioche, Chypre…
La Cilicie, la Galatie, la Lydie, la Mysie, la Macédoine….
Éphèse, Philippes, Thessalonique, Athènes, Corinthe…
Tout le nord du Bassin méditerranéen parcouru
en de multiples voyages missionnaires
et, pour finir, pour lui aussi, la ville de Rome.
Il y mourra également martyr du Christ.

*

Près de la colline vaticane,
à l’emplacement du cirque de Néron,
l’apôtre Pierre est crucifié.
Sur la route d’Ostie, hors des remparts,
l’apôtre Paul est décapité.
Nous fêtons aujourd’hui, frères et sœurs,
la Dédicace de ces deux églises,
dressées au cœur de la capitale de l’Empire,
devenue la ville d’où l’évêque de Rome, le Pape
préside à la charité de toutes les Églises :
la Basilique de Saint-Pierre-de-Rome
et la Basilique de Saint-Paul-hors-les-murs.

Donnés de tout cœur à l’annonce de l’Évangile
voici ces deux hommes que tout aurait pu séparer,
à jamais unis dans le don de leur sang.
De leur sang venant féconder la terre de la ville
la plus païenne du monde,
pour en faire le berceau, après Jérusalem où l’Église est née,
de toute la chrétienté !

*

Frères et sœurs,
louons Pierre et Paul
pour l’exemple inoubliable de leurs vies.
Nous aussi, malgré tant de diversités, d’itinéraires multiples,
nous voici profondément unis
par la même foi en Jésus Christ,
le Sauveur de tous les hommes,
et l’appartenance à son Église universelle
par laquelle il a plu à Dieu de faire passer le salut.
Quelle grâce d’appartenir à cette Jérusalem nouvelle
où tout ensemble fait corps !
Le salut vient des Juifs,
avait dit Jésus à une femme païenne de Samarie.
À présent, avec Pierre et Paul, nous pouvons le redire :
Nous sommes tous fils de Dieu par la foi au Christ Jésus.
Vous tous en effet, baptisés en Christ,
vous avez revêtu le Christ.
Il n’y a plus ni Juif ni Grec, ni esclave ni homme libre,
ni homme ni femme, car tous vous ne faites qu’un
dans le Christ (Ga 3,27-28).
Mais si vous appartenez au Christ,
vous êtes donc de la descendance d’Abraham,
héritiers selon la promesse.
Vraiment les dons et les appels de Dieu
sont sans repentance et ses promesses
de toujours à toujours !

Comme le dit l’oraison de la messe
de cette fête de la Dédicace,
nous pouvons refaire cette prière :
«Garde ton Église, Seigneur,
sous la protection des apôtres Pierre et Paul.
Puisqu’elle reçut par eux,
la première annonce de l’Évangile,
qu’elle en reçoive jusqu’à la fin des temps
la grâce dont elle a besoin pour grandir !»

Saint Pierre et saint Paul de Rome,
priez avec nous ! priez pour nous !

LITANIA A SAN PAOLO

LITANIA A SAN PAOLO 

sul sito altre preghiere : 

http://www.paoline.it/download/preghiere_san-paolo_alberione_paoline08.pdf

w w w . p a o l i n e . i t 

Preghiere a san Paolo 

Beatissimo Paolo, prega per noi 

Tu, che hai conseguito la misericordia di Dio, prega per noi 

Tu, in cui si è rivelato il Figlio di Dio, prega per noi 

Tu, che fosti vaso di elezione per Cristo, prega per noi 

Tu, che sei stato posto quale predicatore, 

apostolo e dottore delle genti nella verità, prega per noi 

Tu, il cui apostolato fu confermato 

da prodigi portenti, prega per noi 

Tu, che fosti fedelissimo ministro della Chiesa, prega per noi 

Tu, che hai dato ai popoli 

il Vangelo di Cristo la tua vita, prega per noi 

Tu, che portavi i cristiani 

nel tuo cuore nelle tue catene, prega per noi 

Tu, che fosti crocifisso con Cristo, prega per noi 

Tu, in cui viveva e operava Cristo, prega per noi 

Tu, che non potevi venir separato 

dalla carità di Cristo, prega per noi 

Tu, che hai sopportato prigionia e travagli, prega per noi 

Tu, che hai sofferto ferite e pericoli, prega per noi 

Tu che, vivente ancora, 

fosti rapito fino al Paradiso, prega per noi 

Tu, che hai glorificato il tuo ministero, prega per noi 

Tu che, consumata la tua missione, 

aspettasti la corona di gloria prega per noi 

Agnello di Dio, 

che hai convertito Paolo persecutore, usaci misericordia 

Agnello di Dio, 

che hai coronato Paolo apostolo, ascoltaci 

Agnello di Dio, 

che hai glorificato Paolo martire, abbi pietà di noi 

V. Tu sei strumento eletto, o san Paolo apostolo. 

R. Predicatore della verità nel mondo intero. 

Preghiamo – Signore, nostro Dio, che hai scelto l’apostolo Paolo per 

diffondere il tuo Vangelo, fa’ che ogni uomo sia illuminato dalla fede che 

egli annunziò davanti ai re e alle nazioni, e la tua Chiesa si manifesti 

sempre come madre e maestra dei popoli. 

Per Cristo nostro Signore. Amen. 

che conosci 

IL FABBRO – MEDITAZIONE/PREGHIERA – NON SOLO, MA ANCHE SU PAOLO

questa preghiera/meditazione, non riguarda solo Paolo, anche Paolo, ma mi è piaciuta e la posto, forse fa parte di quei « frammenti » del pensiero di Paolo o su Paolo che spero che il Signore mi faccia scoprire, grazie questo « don Luciano » che non conosco, dal sito: 

http://www.comeunafonte.it/Index_file/page0204.htm

Il Fabbro

INCONTRI CON LA PAROLA
« Il fabbro e il fuoco »
(Isaia 54, 16)


Finché vivo, e anche in Paradiso, sarò per sempre grato a mio padre,
e riconoscente a Dio per avermelo dato. Sono passati tanti anni dalla
sua morte, ma parlo spessissimo con lui, gli dico che gli voglio
bene, gli dico grazie di tutto quello che ha fatto per noi, gli dico:
« A presto, papà ». Sì: io ho avuto un grande papà. Aveva cominciato a
lavorare prestissimo, facendo il fabbro ferraio – e questa era
rimasta anche la passione della sua vita. A casa si era costruito una
piccola officina e lavorava il ferro battuto. Era affascinante
vederlo lavorare. Prendeva un informe pezzo di ferro… lo lasciava
nel fuoco della fornace fino a quando non diventava di un rosso
incandescente… e poi a colpi sapienti di martello ora vigorosi ora
teneri lo modellava in qualcosa che prima non esisteva – in qualcosa
di utile. Eri grande, papà!
Come mi sembra viva questa Parola di Dio, in Isaia 54, 16 che parla del fabbro:
«Ecco, io ho creato il fabbro
che soffia sul fuoco delle braci
e ne trae gli strumenti per il suo lavoro».

Dio non solo ha creato il fabbro – LUI è il fabbro. O almeno lo è
stato per la mia vita. In alcuni momenti della mia vita mi ha messo
nel fuoco – in modo che Lui potesse rimodellarmi.

Magari Dio sta facendo lo stesso nella tua vita in questo periodo.
Ecco perché l’atmosfera che respiri è incandescente… La fatica, la
sofferenza, le aspettative, la pressione su di te… tutto ormai
sembra arrivato al punto di essere insopportabile. E dentro di te la
tua anima grida: « Perché, Signore? » O ancora: « Fino a quando Signore? »

Ricordati di come il fabbro lavora. Egli «soffia sul fuoco delle
braci». Perché? Perché quella situazione – o tu stesso – possa essere
rimodellato, e Dio ne possa trarre «gli strumenti per il suo lavoro».
Questo è il modo che usa Dio per rimodellare un figlio che ama ad
immagine di Gesù, e tirarne fuori una persona capace di testimoniarLo
dovunque vada. Ti porta al livello di incandescenza… in modo che tu
sia malleabile… per farti diventare utile. Quello che il fabbro fà
con un pezzo di ferro, Dio lo fà con la mia vita e con la tua.

L’apostolo Pietro scrive a della gente che aveva perso i propri beni
e persino le persone che amavano a causa della loro fedeltà a Cristo.
Erano nella fornace, incandescenti. E Pietro dice: «Perciò siete
ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po’ afflitti da varie
prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa
dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco,
torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù
Cristo» (1 Pietro 1, 6-7). Il fuoco che in questo momento sta
attraversando la tua vita non è per distruggerti o annientarti – è
per rimuovere le tue impurità… per far aumentare la tua fiducia in
Dio, dal momento che non c’è nessun altro che possa aiutarti… e,
soprattutto, per farti aumentare di valore, renderti più prezioso.

Il fuoco dei problemi che stiamo vivendo rende il nostro cuore più
soffice e malleabile, come lo è il metallo incandescente. Senza quel
calore intenso, non cambieremo – saremmo come sempre.

In 2 Corinzi, al capitolo 1, Paolo parla di essere stato sottoposto

a problemi che erano oltre la sua capacità di sopportazione…

di difficoltà che lo hanno gettato nel più profondo sconforto…

e poi di come lui ha capito perché Dio lo stava facendo

attraversare quelle situazioni.

Paolo dice che è stato messo sul fuoco «per imparare a non riporre
fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti» (2 Corinzi
1, 9). Paolo era un carattere forte, testardo, conscio delle sue
capacità – probabilmente mai avrebbe lasciato il controllo a Dio, non
avrebbe mai imparato ad abbandonarsi a Lui, se il fuoco dei problemi
non lo avesse reso malleabile al punto da essere rimodellato.
Non posso chiederti di gioire perché sei nel fuoco – ma ti posso
incoraggiare a fidarti del Fabbro. E’ tuo Padre. Lui sa fino a quale
grado di calore puoi resistere… Lui sa le belle cose che vuole fare
in te e attraverso di te – per questa ragione ora sei nel fuoco. Sta
rimuovendo le scorie che ti rendono sgradevole e ti sta ricreando in
un capolavoro.
C’è un canto molto bello e famoso, che ha delle parole straordinarie:
« Spirito di Dio scendi su di me.
Fondimi, plasmami, riempimi, usami.
Spirito di Dio scendi su di me. »

Il Fabbro, che è tuo Padre, ti sta scaldando per renderti più
lavorabile – in modo da trasformarti in qualcosa di così utile che tu
adesso nemmeno puoi immaginare.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto.
don Luciano

Preghiera a San Paolo Apostolo (da un santino che ho a casa)

Preghiera a San Paolo Apostolo

(su un santino che ho a casa)

O Santo Apostolo Paolo che,

da persecutore del nome cristiano,

diventasti imitatore di Cristo

e annunciatore del suo Vangelo,

rendici attenti ascoltatori

della parola che salva

e conduce alla vita.

Infaticabile Apostolo, che dopo

la conversione di Damasco

percorresti le strade del mondo

per far conoscere Gesù Cristo

e per Lui soffristi carcere,

flagellazioni, naufragi

e persecuzioni fino ad essere

decapitato, rendici capaci

di accogliere come dono di Dio

le sofferenze della vita presente

e di camminare sempre

nelle vie del Vangelo.

Fa che l’azione misteriosa

dello Spirito susciti ancora

nella Chiesa apostoli coraggiosi

e generosi che,

come te, portino ad ogni lingua

e ad ogni cultura l’annuncio

salvifico del Vangelo. Amen

(dagli scritti di G. Alberione)

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