Archive pour la catégorie 'EAQ – (dal sito francese) -'

Sant’Andrea di Creta: Maria, primizia della nuova creazione

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100908

Natività della Beata Vergine Maria, festa : Mt 1,1-16#Mt 1,18-23
Meditazione del giorno
Sant’Andrea di Creta (660-740), monaco e vescovo
Omelia 1 per la Natività della Madre di Dio : PG 97, 812-816

Maria, primizia della nuova creazione

        In origine, l’uomo era stato plasmato con una terra pura e senza macchia (Gen 2, 7) ; ma la sua natura si è trovata privata della sua dignità innata quando è stata spogliata della grazia a causa della caduta della disubbidienza e scacciata dal paese della vita. Invece di un paradiso di delizie, ormai non aveva altro che una vita corruttibile da trasmetterci come patrimonio ereditario, una vita seguita dalla morte, con ciò che ne consegue, la corruzione della razza. Tutti, avevamo preferito il mondo di quaggiù al mondo di lassù. Non rimaneva nessuna speranza di salvezza. Lo stato della nostra natura chiedeva aiuto al cielo. Nessuna legge che avrebbe potuto guarire la nostra debolezza… Finalmente, quando volle, il divino artefice dell’universo decise di fare apparire un mondo nuovo, un altro mondo – tutto pieno di armonia e di giovinezza – dal quale sarebbe stato respinto il contagio invadente del peccato e della morte, sua compagna. A noi che avremmo trovato nel battesimo una nascita tutta nuova e divina, ci sarebbe offerta una vita tutta nuova, libera e sgombra …

        Però, come condurre a buon fine questo disegno ? Non occorreva che una vergine purissima e senza macchia si mettesse per prima al servizio di quel piano misterioso e si trovasse incinta dell’essere infinito, secondo un modo che trascendesse le leggi naturali ?… Perciò, come nel paradiso aveva prelevato dalla terra vergine e senza macchia un pò di limo per plasmare il primo Adamo, così, nel momento di attuare la propria incarnazione, si servì di un’altra terra, per così dire, cioè di quella Vergine pura e immacolata, scelta fra tutte le creature. In essa, ci rifece nuovamente a partire dalla nostra stessa sostanza e divenne un nuovo Adamo, lui che era il Creatore di Adamo, affinché l’antico fosse salvato mediante il nuovo e l’eterno.

Guglielmo di Saint-Thierry: « Uscì e si recò in un luogo deserto »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100901

Mercoledì della XXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Lc 4,38-44
Meditazione del giorno
Guglielmo di Saint-Thierry (circa 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
Orazioni meditative

« Uscì e si recò in un luogo deserto »

        O tu che sei il mio rifugio e la mia fortezza, guidami, come un tempo il tuo servo Mosè, nel cuore del deserto, dove arde nel fuoco il roveto senza consumarsi (cf. Es 3), dove l’anima, pervasa dal fuoco dello Spirito Santo, diviene ardente, senza consumarsi, ma purificandosi. Dove non si può dimorare, e dove si può andare avanti soltanto dopo aver sciolto i legami degli intralci carnali, dove Colui che è, senza dubbio non si lascia vedere così come è, dove tuttavia lo si sente dire : « Io sono colui che sono ! ». Là, occorre ancora coprirsi il volto per non guardare il Signore faccia a faccia (1 R 19, 13), ma ci si deve esercitare a prestare ascolto, nell’umiltà dell’ubbidienza, per distinguere ciò che Dio dice nel profondo del cuore.

        Intanto, Signore, nascondimi nel segreto della tua tenda (Sal 27, 5) nel giorno della sventura ; nascondimi nel segreto del tuo volto, lontano dalla rissa delle lingue (Sal 31, 21) ; perché il tuo giogo così dolce e il tuo carico così leggero (Mt 11, 30), me li hai imposti tu. E quando mi fai sentire quanto il tuo servizio sia lontano da quello del secolo, con la tua voce tenera e dolce mi chiedi se è più gradevole servire te, il Dio vivente, o gli dei stranieri. Allora, adoro quella mano che pesa su di me e ti dico : « Mi hanno dominato così a lungo, i padroni diversi da te ! Voglio appartenere solo a te, perché il tuo braccio mi solleva ! »

San [Padre] Pio di Pietrelcina: « Esci da costui ! »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100831

Martedì della XXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Lc 4,31-37
Meditazione del giorno
San [Padre] Pio di Pietrelcina (1887-1968), cappuccino
Ep 3, 626 et 570 ; CE 34

« Esci da costui ! »

Le tentazioni non devono spaventarti; per mezzo loro Dio vuole provare e fortificare la tua anima, e ti dà allo stesso tempo la forza per vincerle. Fino ad oggi la tua vita è stata quella di un bambino; ormai il Signore vuole trattarti da adulto. Ora le prove dell’adulto sono ben superiori a quelle del bambino, e questo spiega perché, all’inizio, sei tutta turbata. Ma la vita della tua anima ritroverà presto la calma, che non tarderà. Abbi ancora un po’ di pazienza, e tutto andrà per il meglio.

Lascia dunque perdere questi vani timori. Ricordati che non è il suggerimento del Maligno a fare la colpa, bensì il consenso dato a questi suggerimenti. Solo una volontà libera è capace di fare il bene e il male. Ma quando la volontà geme sotto la prova inflitta dal Tentatore, e quando non vuole ciò che egli le propone, questa non è una colpa, bensì una virtù.

Guardati dal cadere nell’agitazione lottando contro le tentazioni; questo infatti servirebbe solo a fortificarle. Occorre trattarle con il disprezzo e non occuparsene. Volgi il tuo pensiero verso Gesù crocifisso, e con il suo corpo deposto fra le tue braccia,  di’: “Ecco la mia speranza, la sorgente della mia gioia! Mi afferro a te con tutto il mio essere, e non ti lascerò, se non mi avrai messo al sicuro”.

Giovanni Paolo II : «Oggi»

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100830

Lunedì della XXII settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Lc 4,16-30
Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II
Lettera Apostolica « Novo millennio ineunte », 4 - 

«Oggi»

        « Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente » (Ap 11,17)… Penso alla dimensione della lode, innanzitutto. È da qui infatti che muove ogni autentica risposta di fede alla rivelazione di Dio in Cristo. Il cristianesimo è grazia, è la sorpresa di un Dio che, non pago di creare il mondo e l’uomo, si è messo al passo con la sua creatura, e dopo aver parlato a più riprese e in diversi modi « per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio » (Eb 1,1-2).

        In questi giorni! Sì, il Giubileo ci ha fatto sentire che duemila anni di storia sono passati senza attenuare la freschezza di quell’« oggi » con cui gli angeli annunciarono ai pastori l’evento meraviglioso della nascita di Gesù a Betlemme: « Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore » (Lc 2,11). Duemila anni sono passati, ma resta più che mai viva la proclamazione che Gesù fece della sua missione davanti ai suoi attoniti concittadini nella sinagoga di Nazareth, applicando a sé la profezia di Isaia: « Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi » (Lc 4,21). Duemila anni sono passati, ma torna sempre consolante per i peccatori bisognosi di misericordia — e chi non lo è ? — quell’« oggi » della salvezza che sulla Croce aprì le porte del Regno di Dio al ladrone pentito: « In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso » (Lc 23,43).  

Beato Charles de Foucauld : Seguire Cristo servitore all’ultimo posto

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100829

XXII Domenica delle ferie del Tempo Ordinario – Anno C : Lc 14,1-1#Lc 14,7-14
Meditazione del giorno
Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara
Ritiro, Terra Santa, Quaresima 1898

Seguire Cristo servitore all’ultimo posto

[Cristo:] Considerate [la mia] dedizione agli uomini, e esaminate quale deve essere la vostra. Considerate questa umiltà per il bene dell’uomo, e imparate ad abbassarvi per fare il bene, a farvi piccoli per guadagnare gli altri, a non temere di scendere, di perdere i vostri diritti quando si tratta di fare del bene, a non credere che scendendo, vi mettete nell’impotenza di fare il bene. Al contrario, scendendo, mi imitate;  scendendo, adoperate, per l’amore degli uomini, il mezzo che ho adoperato io stesso;  scendendo, camminate nella mia via, quindi, nella verità ; e siete al posto migliore per avere la vita, e darla agli altri… Mi metto al rango delle creature con la mia incarnazione, a quello dei peccatori con il mio battesimo: discesa, umiltà… Scendete sempre, umiliatevi sempre.

Che coloro che sono i primi si tengono sempre, con l’umiltà e la disposizione d’animo, all’ultimo posto, in spirito di discesa e di servizio. Amore degli uomini, umiltà, ultimo posto – ultimo posto finché la volontà divina non li chiama ad un altro posto, poiché allora occorre obbedire. L’obbedienza innanzi tutto, la conformità alla volontà di Dio. Quando siete al primo posto, siate, con lo spirito, all’ultimo, con umiltà; occupatelo in spirito di servizio, dicendovi che siete qui per null’altro che per servire gli altri e condurli alla salvezza.

San Giovanni Crisostomo: Fare fruttare i doni ricevuti

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100828

Sabato della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 25,14-30
Meditazione del giorno
San Giovanni Crisostomo (circa 345-407), vescovo d’Antiochia poi di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sul Vangelo di Matteo, 78, 2-3; PG 58, 713-714

Fare fruttare i doni ricevuti

        Nella parabola dei talenti, Gesù vuole rivelarci la pazienza del nostro Padrone. Ma, secondo me, vi accenna anche alla risurrezione … Prima di tutto, i servi che rendono il denaro con l’interesse dichiarano senza tergiversare ciò che viene da loro e ciò che viene dal loro padrone. Il primo dice : « Signore, mi hai consegnato cinque talenti » e il secondo : « Signore, mi hai consegnato due talenti ». Riconoscono, in questo modo, il fatto che il loro padrone abbia dato loro i mezzi per realizzare un’operazione vantaggiosa. Gliene sono grati e portano al suo credito la totalità della somma che è in loro possesso. Cosa risponde allora il padrone ? « Bene, servo buono e fedele (poiché si riconosce l’uomo buono dalla sua sollicitudine per il prossimo), … prendi parte alla gioia del tuo padrone ».

        Ma non è lo stesso per il servo cattivo…Quale è la risposta del padrone ? « Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri », cioè occorreva parlare, esortare, consigliare. « Però, risponde l’altro, la gente non mi ascolterà ». Il padrone risponde : « Non è affar tuo … Avresti potuto, per lo meno, depositare quel denaro in banca e lasciare che io lo ritiri, e l’avrei ritirato con l’interesse – intende con questa parola le opere che procedono l’ascolto della parola – Avevi soltanto da compiere la parte più facile del lavoro, e lasciarmi la più difficile ». Ecco come questo servo venne meno al suo compito … Come sarebbe a dire ? Chi ha ricevuto per il bene altrui la grazia della parola e dell’insegnamento eppure non ne fa uso, si farà togliere questa grazia. Quanto al servo zelante, attirerà su di lui una grazia più abbondante, così come l’altro perderà quella che ha ricevuto.

Sant’Agostino : « A mezzanotte »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100827

Venerdì della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 25,1-13
Meditazione del giorno
Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 93

« A mezzanotte »

Le dieci vergini volevano andare incontro allo sposo. Che significa: « andare incontro allo sposo »? Andare col cuore, aspettare il suo arrivo. Ma quello tardava. Mentre egli tardava « si addormentarono tutte »… Che significa dunque: « Furono prese tutte dal sonno »? Si tratta d’un altro sonno che non può essere evitato da nessuno. Non vi ricordate di quanto dice l’Apostolo: « Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono » (1 Tes 4,12), cioè riguardo a coloro che sono morti?… Si addormentarono dunque tutte. Forse perché una è prudente non morrà? Che una vergine sia sciocca o saggia, tutte dovranno sottostare al sonno della morte…

Ecco che « a mezzanotte si udì un grido ». Che significa: a mezzanotte? Quando non si spera, quando non si crede affatto… Verrà quando non lo saprai. Perché verrà quando non lo saprai? Ascolta il Signore in persona: « Non spetta a voi sapere il tempo che il Padre si è riservato di fissare » (At 1,7). « Il giorno del Signore – dice l’Apostolo – verrà come un ladro di notte » (1 Tes 5,2). Veglia dunque di notte per non essere sorpreso dal ladro. Poiché, volere o no, il sonno della morte verrà.

Ma ciò avverrà solamente quando a metà della notte si farà udire un grido. Qual è questo grido, se non quello di cui parla l’Apostolo? « In un batter d’occhio, quando si sentirà l’ultimo suono di tromba. Poiché sonerà la tromba e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati » (1 Cor 15,52). Orbene, dopo che a mezzanotte si sarà fatto sentire il grido con cui si annuncerà: « Ecco, arriva lo sposo », che cosa seguirà? « Si alzarono tutte ».

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