Archive pour la catégorie 'CCC – Catechismo della Chiesa Cattolica'

Catechismo della Chiesa Cattolica: L’adempimento della Legge

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Mercoledì della X settimana delle ferie delle ferie del Tempo Ordinario : Mt 5,17-19
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa Cattolica – Copyright © Libreria Editrice Vaticana
§ 577-581

L’adempimento della Legge

        Gesù ha fatto una solenne precisazione all’inizio del discorso della montagna, quando ha presentato, alla luce della grazia della Nuova Alleanza, la Legge data da Dio sul Sinai al momento della prima Alleanza: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento»…

        Gesù, il Messia d’Israele, il più grande quindi nel regno dei cieli, aveva il dovere di osservare la Legge, praticandola nella sua integralità fin nei minimi precetti, secondo le sue stesse parole. Ed è anche il solo che l’abbia potuto fare perfettamente… L’adempimento perfetto della Legge poteva essere soltanto opera del divino Legislatore nato sotto la Legge (Gal 4,4) nella Persona del Figlio. Con Gesù, la Legge non appare più incisa su tavole di pietra ma scritta « nell’animo » e nel « cuore » (Ger 31,33) del Servo che, proclamando « il diritto con fermezza » (Is 42,3), diventa l’« alleanza del popolo » (Is 42,6). Gesù compie la Legge fino a prendere su di sé « la maledizione della Legge » (Gal 3,13), in cui erano incorsi coloro che non erano rimasti fedeli « a tutte le cose scritte nel libro della Legge »(Gal 3,13); infatti la morte di Cristo intervenne « per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima Alleanza » (Eb 9,15).

        Gesù « insegnava come uno che ha autorità e non come i loro scribi » (Mt 7,29). In lui, è la Parola stessa di Dio, risuonata sul Sinai per dare a Mosè la Legge scritta, a farsi di nuovo sentire sul monte delle beatitudini. Questa Parola non abolisce la Legge, ma la porta a compimento dandone in maniera divina l’interpretazione definitiva : «Avete inteso che fu detto agli antichi …; ma io vi dico » (Mt 5,33-34). Con questa stessa autorità divina, Gesù sconfessa certe « tradizioni degli uomini » ai farisei i quali « annullano la parola di Dio» (Mc 7,8.13).

Catechismo della Chiesa cattolica : « Egli, lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera»

dal sito:

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Mercoledì della VI settimana di Pasqua : Jn 16,12-15
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica
§ 687-688

« Egli, lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera»

        « I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio » (1 Cor 2,11). Ora, il suo Spirito, che lo rivela, ci fa conoscere Cristo, suo Verbo, sua Parola vivente, ma non manifesta se stesso. Colui che « ha parlato per mezzo dei profeti » (Credo) ci fa udire la Parola del Padre. Lui, però, non lo sentiamo. Non lo conosciamo che nel movimento in cui ci rivela il Verbo e ci dispone ad accoglierlo nella fede. Lo Spirito di verità che ci svela Cristo «non parla da sé» (Gv 16,13). Un tale annientamento, propriamente divino, spiega il motivo per cui « il mondo non può ricevere » lo Spirito, « perché non lo vede e non lo conosce » (Gv 14,17), mentre coloro che credono in Cristo lo conoscono perché dimora presso di loro.

        La Chiesa, comunione vivente nella fede degli Apostoli che essa trasmette, è il luogo della nostra conoscenza dello Spirito Santo:
           — nelle Scritture, che egli ha ispirato;
           — nella Tradizione, di cui i Padri della Chiesa sono i testimoni sempre attuali;
           — nel Magistero della Chiesa, che egli assiste;
           — nella liturgia sacramentale, attraverso le sue parole e i suoi simboli, in cui lo Spirito Santo ci mette in comunione con Cristo;
           — nella preghiera, nella quale intercede per noi;
           — nei carismi e nei ministeri per mezzo dei quali si edifica la Chiesa;
           — nei segni di vita apostolica e missionaria;
           — nella testimonianza dei santi, in cui egli manifesta la sua santità e continua l’opera della salvezza.

Catechismo della Chiesa Cattolica : «Giunto a voi il regno di Dio»

dal sito:

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Giovedì della III settimana di Quaresima : Lc 11,14-23
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa Cattolica
§ 547-550 – Copyright © Libreria Editrice Vaticana

«Giunto a voi il regno di Dio»

        Gesù accompagna le sue parole con numerosi « miracoli, prodigi e segni » (At 2,22), i quali manifestano che in lui il Regno è presente. Attestano che Gesù è il Messia annunziato. I segni compiuti da Gesù testimoniano che il Padre lo ha mandato. Essi sollecitano a credere in lui. A coloro che gli si rivolgono con fede egli concede ciò che domandano. Allora i miracoli rendono più salda la fede in colui che compie le opere del Padre suo: testimoniano che egli è il Figlio di Dio. Ma possono anche essere motivo di scandalo. (Mt 11,6) Non mirano a soddisfare la curiosità e i desideri di qualcosa di magico. Nonostante i suoi miracoli tanto evidenti, Gesù è rifiutato da alcuni; lo si accusa perfino di agire per mezzo dei demoni.

        Liberando alcuni uomini dai mali terreni della fame, dell’ingiustizia, della malattia e della morte, Gesù ha posto dei segni messianici; egli non è venuto tuttavia per eliminare tutti i mali di quaggiù, ma per liberare gli uomini dalla più grave delle schiavitù: quella del peccato, che li ostacola nella loro vocazione di figli di Dio e causa tutti i loro asservimenti umani.

        La venuta del regno di Dio è la sconfitta del regno di Satana: « Se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio » (Mt 12,28). Gli esorcismi di Gesù liberano alcuni uomini dal tormento dei demoni. Anticipano la grande vittoria di Gesù sul « principe di questo mondo » (Gv 12,31). Il regno di Dio sarà definitivamente stabilito per mezzo della croce di Cristo: « Regnavit a ligno, Deus – Dio regnò dalla croce ».

Catechismo della Chiesa cattolica : « Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare »

dal sito:

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Venerdì della II settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mc 3,13-19
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica

«Ne costituì Dodici che stessero con lui  e anche per mandarli a predicare«

        Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4), cioè di Gesù Cristo. È necessario perciò che il Cristo sia annunciato a tutti i popoli e a tutti gli uomini e che in tal modo la Rivelazione arrivi fino ai confini del mondo… «Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta la Rivelazione del sommo Dio, ordinò agli Apostoli di predicare a tutti, comunicando loro i doni divini, come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale, il Vangelo che, prima promesso per mezzo dei profeti, Egli ha adempiuto e promulgato di sua bocca» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7].

        La trasmissione del Vangelo, secondo il comando del Signore, è stata fatta in due modi: oralmente, «dagli Apostoli, i quali nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero sia ciò che avevano ricevuto dalla bocca, dal vivere insieme e dalle opere di Cristo, sia ciò che avevano imparato per suggerimento dello Spirito Santo»; e per iscritto, «da quegli Apostoli e uomini della loro cerchia, i quali, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, misero in iscritto l’annunzio della della salvezza» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7].

        «Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i vescovi, ad essi affidando il loro proprio compito di magistero» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. Infatti, «la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua fino alla fine dei tempi» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, è chiamata Tradizione, in quanto è distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene ad essa strettamente legata. Per suo tramite «la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. «Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega» [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. In tal modo la comunicazione, che il Padre ha fatto di sé mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane presente e operante nella Chiesa

Catechismo della Chiesa cattolica : « Credo nella risurrezione della carne » (2)

dal sito:

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Sabato della XXXIII settimana del Tempo Ordinario : Lc 20,27-40
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica
§ 996-1001

« Credo nella risurrezione della carne » (2)

Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato incomprensioni ed opposizioni. « In nessun altro argomento la fede cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione della carne ». (S. Agostino) Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa risorgere per la vita eterna?
Che cosa significa « risuscitare »? Con la morte, separazione dell’anima e del corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù.
Chi risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: « Usciranno [dai sepolcri], quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna » (Gv 5,29).
Come? Cristo è risorto con il suo proprio corpo: « Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! » (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita terrena. Allo stesso modo, in lui, « tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti », (Concilio Laterano IV) ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, (Fil 3 , 21) in « corpo spirituale » (1 Cor 15,44): « Ma qualcuno dirà: « Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno? ». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore, e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco [...]. Si semina corruttibile e risorge incorruttibile. [...] È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità » (1 Cor 15,35-53). Il « modo con cui avviene la risurrezione » supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione all’Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo: « Come il pane che è frutto della terra, dopo che è stata invocata su di esso la benedizione divina, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena, l’altra celeste, così i nostri corpi che ricevono l’Eucaristia non sono più corruttibili, dal momento che portano in sé il germe della risurrezione ». (S. Ireneo)
Quando? Definitivamente « nell’ultimo giorno » (Gv 6,39-40); «alla fine del mondo ». Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla parusia di Cristo.

Catechismo della Chiesa Cattolica : Il significato del Sabato

dal sito:

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Venerdì della XXX settimana del Tempo Ordinario : Lc 14,1-6
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa Cattolica – (trad. © copyright Libreria Editrice Vaticana) 
345-349

Il significato del Sabato

      Il Sabato – fine dell’opera dei « sei giorni ». Il testo sacro dice che « Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto » e così « furono portati a compimento il cielo e la terra »; Dio « cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro », « benedisse il settimo giorno e lo consacrò » (Gen 2,1-3). Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari.

      Nella creazione Dio ha posto un fondamento e delle leggi che restano stabili, sulle quali il credente potrà appoggiarsi con fiducia, e che saranno per lui il segno e il pegno della incrollabile fedeltà dell’Alleanza di Dio. Da parte sua, l’uomo dovrà rimaner fedele a questo fondamento e rispettare le leggi che il Creatore vi ha inscritte. La creazione è fatta in vista del Sabato e quindi del culto e dell’adorazione di Dio. Il culto è inscritto nell’ordine della creazione. « Nulla si anteponga all’Opera di Dio », dice la Regola di san Benedetto, indicando in tal modo il giusto ordine delle preoccupazioni umane. Il Sabato è al cuore della Legge di Israele. Osservare i comandamenti equivale a corrispondere alla sapienza e alla volontà di Dio espresse nell’opera della creazione.

      L’ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della Risurrezione di Cristo. Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L’ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l’opera della creazione culmina nell’opera più grande della Redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima.

Catechismo della Chiesa Cattolica: « Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica »

dal sito:

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Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa Cattolica
§ 823 – 827

« Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica »

La Chiesa è santa: « Noi crediamo che la Chiesa… è indefettibilmente santa. Infatti Cristo, Figlio di Dio, il quale col Padre e lo Spirito è proclamato « il solo Santo », ha amato la Chiesa come sua Sposa e ha dato se stesso per essa, al fine di santificarla, e l’ha unita a sé come suo corpo e l’ha riempita col dono dello Spirito Santo, per la gloria di Dio ». La Chiesa è dunque « il popolo santo di Dio », e i suoi membri sono chiamati « santi » (Lumen Gentiul 39,12; 1Cor 6,1)…. La Chiesa, unita a Cristo, da lui è santificata; per mezzo di lui e in lui diventa anche santificante… È in essa che « per mezzo della grazia di Dio acquistiamo la santità». Nei suoi membri, la santità perfetta deve ancora essere raggiunta…

« Mentre Cristo « santo, innocente, immacolato », non conobbe il peccato, ma venne allo scopo di espiare i soli peccati del popolo, la Chiesa che comprende nel suo seno i peccatori, santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento » (LG 42). Tutti i membri della Chiesa, compresi i suoi ministri, devono riconoscersi peccatori. In tutti, sino alla fine dei tempi, la zizzania del peccato si trova ancora mescolata al buon grano del Vangelo.

La Chiesa raduna dunque peccatori raggiunti dalla salvezza di Cristo, ma sempre in via di santificazione: « La Chiesa è santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il sangue di Cristo e il dono dello Spirito Santo ».

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