Archive pour la catégorie 'BIBLE SERVICE (sito francese)'

commento alla seconda lettura di domenica 21 marzo 2010: Fil 3, 8-14 (traduzione un po’ difficile)

dal sito:

http://www.bible-service.net/site/377.html

Philippiens 3,8-14

Par la grâce du Seigneur (1 Corinthiens 15, 10), quel chemin Paul n’a-t-il pas parcouru depuis sa conversion ! Lui, si farouchement attaché à la Loi, en reconnaît maintenant la limite. Pourtant, que de psaumes font l’éloge de cette Loi (psaume 118 en particulier) !
Certes, la Loi n’est pas « mauvaise » (nos Dix commandements n’en sont-ils pas extraits ?) et Jésus « n’est pas venu abolir mais accomplir la Loi. » (Matthieu 5, 17) Mais l’accueil de la grâce a conduit Paul à une façon totalement différente d’être croyant ; il ne s’agit plus de se prouver qu’on est juste parce qu’on accomplit la Loi à la lettre, mais de s’ attacher à quelqu’un, le Christ, connu dans la foi.

Filippesi  3, 8-14

Per la grazia del Signore (1 Cor 15, 10), quale cammino Paolo non ha percorso dopo la sua conversione? Lui, così fortemente attaccato alla legge, ne riconosce ora il limite. Eppure quanto i salmi rendono lode della presente legge (Salmo 118, in particolare)!
Certo,  la legge non è « cattiva » (i dieci comandamenti non sono per noi indicazioni,?) E Gesù « non è venuto ad abolire, ma per dare compimento (alla Legge). « (Matteo 5, 17) Ma l’accoglienza della grazia ha portato Paolo ad un modo completamente diverso di essere religioso, non si tratta più di provare che si è giusti che si compie la Legge alla lettera, ma di legarsi ad una persona, Cristo, conosciuto nella fede.

dal sito Bible Service comento alla 1Cor 15, 12.16,20, seconda lettura di domani domenica 14

dal sito:

http://www.bible-service.net/site/377.html

1 Corinthiens 15,12. 16,20

Le style d’argumentation peut paraître rebutant. Les  » si  » s’accumulent. Les fréquents aller et retour entre la résurrection du Christ et celle des chrétiens donnent l’impression d’une pétition de principe. La pointe de l’argumentation est précisément ce lien indissoluble entre la résurrection du Christ et l’espérance qu’elle fonde pour les croyants. La résurrection du Christ est l’événement fondateur qui inaugure un régime nouveau. La vie du croyant est focalisée par l’avènement de ce monde nouveau. Si tout s’arrête à la mort, c’est l’échec total. Sur un autre registre, Paul rejoint le message des Béatitudes.

1 Corinzi 15,12. 16,20

Lo stile di argomentazione può sembrare poco attraente. I « si » si accumulano. I frequenti rimandi, avanti e indietro, tra la risurrezione di Cristo e quella dei cristiani danno l’impressione di una petizione di principio. Il punto di discussione è proprio il legame inscindibile tra la risurrezione di Cristo e la speranza fondante per credenti. La risurrezione di Cristo è l’evento fondante che inaugura un nuovo regime. La vita del credente è focalizzata con l’avvento di questo nuovo mondo. Se tutto si ferma al momento della morte è un fallimento totale. Con un altro sviluppo, Paolo riprende il messaggio delle Beatitudini

COMMENTO BIBLICO A TUTTE E TRE LE LETTURE DI DOMANI, IN FRANCESE…

SI TRATTA DEL SITO: BIBLE SERVICE DEL QUALE HO MESSO ANCHE IL LINK;

METTO IL LINK AL MIO BLOG FRANCESE DOVE HO MESSO INSIEME IL COMMENTO ALLE TRE LETTURE; SUL SITO BLIBLE SERVICE, INVECE,  SI TROVANO IN DUE PAGINE SEPARATE, OSSIA IL COMMENTO A PAOLO DA UNA PARTE ED IL COMMENTO ALLA PRIMA LETTURA, AL SALMO ED AL VANGELO DA UN ALTRA, NON CAPISCO BENE PERCHÉ FORSE VOGLIONO SEPARARE LA LETTERATURA PAOLINA, COMUNQUE QUESTO LINK CORRISPONDE AL MIO BLOG FRANCESE E TROVATE IL COMMENTO A TUTTE E TRE LE LETTURE E AL SALMO;

http://gabriellaroma.unblog.fr/2010/02/06/commentaire-biblique-a-le-lecture-du-dimanche-7-fevrier/

DOMENICA 25 OTTOBRE 2009 – XXX DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 25 OTTOBRE 2009 - XXX DEL TEMPO ORDINARIO dans BIBLE SERVICE (sito francese) 14%20DUCCIO%20HEALING%20OF%20THE%20BLIND%20MAN

luk-18,35 (passo parallelo)-Healing Blindness-Guerissant les aveugles

http://www.artbible.net/3JC/-luk-18,35-Healing%20Blindness-Guerissant%20les%20aveugles/slides/14%20DUCCIO%20HEALING%20OF%20THE%20BLIND%20MAN.html

DOMENICA 25 OTTOBRE 2009 – XXX DEL TEMPO ORDINARIO

MESSA DEL GIORNO LINK:

http://www.maranatha.it/Festiv2/ordinB/B30page.htm

MESSA DEL GIORNO

Seconda Lettura   Eb 5, 1-6
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.

Dalla lettera agli Ebrei
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: «Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek».

http://www.bible-service.net/site/377.html

Hébreux 5,1-6

 S’il était relativement facile aux premiers chrétiens, à la lumière de Pâques, de reconnaître en Jésus le Messie, le nouvel Élie, le Fils de Dieu, il n’en allait pas de même avec la dimension sacerdotale. Jésus n’est pas de famille sacerdotale et n’a jamais exercé de fonction sacerdotale. C’est principalement l’auteur de l’épître aux Hébreux qui, courageusement, s’est attelé à démontrer que Jésus accomplissait aussi cet aspect de la foi d’Israël. Jésus est le grand prêtre attendu, mais il l’est  » à la manière de Melchisedek  » ce grand prêtre mystérieux rencontré et respecté par Abraham. Le prêtre était un intermédiaire entre Dieu et les hommes. Seul, Jésus peut être cet intermédiaire et de façon efficace puisqu’il est pris d’entre les hommes et qu’il est le Fils, engendré de Dieu. Après Jésus il ne peut donc plus y avoir de prêtres comme avant. Ce sacerdoce de l’Ancien Testament n’a plus de raison d’être.

Ebrei 5, 1-6

Se era relativamente facile per i primi cristiani, alla luce della Pasqua, riconoscere in Gesù il Messia, il nuovo Elia, il Figlio di Dio, non era altrettanto facile riconoscere in lui la dimensione sacerdotale. Gesù non era di una famiglia sacerdotale e non ha mai esercitato la funzione sacerdotale. È soprattutto l’autore della Lettera agli Ebrei che, coraggiosamente, si è impegnato a dimostrare che Gesù realizzava anche questo aspetto della fede di Israele. Gesù è il grande sacerdote atteso, ma lo è « alla Maniera di Melchisedek », questo grande e misterioso sacerdote incontrato e rispettato da Abramo. Il sacerdote era un intermediario tra Dio e gli uomini. Solo Gesù può essere questo intermediario e in un modo efficace poiché egli si è messo (che brutto in italiano!) fra gli uomini e che è il Figlio nato da Dio. Dopo di lui non ci possono sacerdoti come prima. Questo sacerdozio dell’Antico Testamento non ha più ragione di essere.

PRIMI VESPRI

Lettura breve   Col 1, 2b-6
Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. Noi rendiamo continuamente grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nelle nostre preghiere per voi, per le notizie ricevute circa la vostra fede in Cristo Gesù, e la carità che avete verso tutti i santi, in vista della speranza che vi attende nei cieli. Di questa speranza voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo il quale è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità.

UFFICIO DELLE LETTURE

(non ci sono riferimenti a Paolo, ma sono letture talmente belle!)

Prima Lettura
Dal libro della Sapienza 1, 1-15

Elogio della sapienza di Dio
Amate la giustizia, voi che governate sulla terra,
rettamente pensate del Signore,
cercatelo con cuore semplice.
Egli infatti si lascia trovare da quanti non lo tentano,
si mostra a coloro che non ricusano di credere in lui.
I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio;
l’onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti.
La sapienza non entra in un’anima che opera il male
né abita in un corpo schiavo del peccato.
Il santo spirito, che ammaestra,
rifugge dalla finzione,
se ne sta lontano dai discorsi insensati,
è cacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.
La sapienza è uno spirito amico degli uomini;
ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra,
perché Dio è testimone dei suoi sentimenti,
e osservatore verace del suo cuore
e ascolta le parole della sua bocca.
Difatti lo spirito del Signore riempie l’universo
abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.
Per questo non gli sfuggirà
chi proferisce cose ingiuste,
la giustizia vendicatrice non lo risparmierà.
Si indagherà infatti sui propositi dell’empio,
il suono delle sue parole giungerà fino al Signore
a condanna delle sue iniquità;
poiché un orecchio geloso ascolta ogni cosa,
perfino il sussurro delle mormorazioni
non gli resta segreto.
Guardatevi pertanto da un vano mormorare,
preservate la lingua dalla maldicenza,
perché neppure una parola segreta sarà senza effetto,
una bocca menzognera uccide l’anima.
Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
non attiratevi la rovina
con le opere delle vostre mani,
perché Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza;
le creature del mondo sono sane,
in esse non c’è veleno di morte,
né gli inferi regnano sulla terra,
perché la giustizia è immortale.

Responsorio    Pro 3, 13. 15. 17; Gc 3, 17
R. Beato l’uomo che ha trovato la sapienza: è più preziosa delle perle; * le sue vie sono deliziose, e tutti i suoi sentieri conducono alla pace.
V. La sapienza che viene dall’alto è pura, pacifica, mite, arrendevole; piena di misericordia e di buoni frutti;
R. le sue vie sono deliziose, e tutti i suoi sentieri conducono alla pace.
 
Seconda Lettura
Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa
(Capp. 19, 2 – 20, 12; Funk, 1, 87-89)

Dio ordina il mondo con armonia e concordia e fa del bene a tutti
Fissiamo lo sguardo sul padre e creatore di tutto il mondo e immedesimiamoci intimamente con i suoi magnifici e incomparabili doni di pace e con i suoi benefici. Contempliamolo nella nostra mente e scrutiamo con gli occhi dell’anima il suo amore così longanime. Consideriamo quanto si dimostri benigno verso ogni sua creatura.
I cieli, che si muovono sotto il suo governo, gli sono sottomessi in pace; il giorno e la notte compiono il corso fissato da lui senza reciproco impedimento. Il sole, la luce e il coro degli astri percorrono le orbite prestabilite secondo la sua disposizione senza deviare dal loro corso, e in bell’armonia. La terra, feconda secondo il suo volere, produce a suo tempo cibo abbondante per gli uomini, le bestie e tutti gli esseri animati che vivono su di essa, senza discordanza e mutamento alcuno per rapporto a quanto egli ha stabilito. Gli stessi ordinamenti regolano gli abissi impenetrabili e le profondità della terra. Per suo ordine il mare immenso e sconfinato si raccolse nei suoi bacini e non oltrepassa i confini che gli furono imposti, ma si comporta così come Dio ha ordinato. Ha detto: «Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l’orgoglio delle tue onde» (Gb 38, 11). L’oceano invalicabile per gli uomini e i mondi che si trovano al di là di esso sono retti dalle medesime disposizioni del Signore.
Le stagioni di primavera, d’estate, d’autunno e d’inverno si succedono regolarmente le une alle altre. Le masse dei venti adempiono il loro compito senza ritardi e nel tempo assegnato. Anche le sorgenti perenni, create per il nostro godimento e la nostra salute, offrono le loro acque ininterrottamente per sostentare la vita degli uomini. Persino gli animali più piccoli si stringono insieme nella pace e nella concordia. Tutto questo il grande creatore e Signore di ogni cosa ha comandato che si facesse in pace e concordia, sempre largo di benefici verso tutti, ma con maggiore abbondanza verso di noi che ricorriamo alla sua misericordia per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. A lui la gloria e l’onore nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDI VESPRI

Lettura Breve   2 Ts 2, 13-14
Noi dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 – XXIX DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 - XXIX DEL TEMPO ORDINARIO dans BIBLE SERVICE (sito francese)

http://www.santiebeati.it/

DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 – XXIX DEL TEMPO ORDINARIO

SAN LUCA EVANGELISTA

MESSA DEL GIORNO LINK:

http://www.maranatha.it/Festiv2/ordinB/B29page.htm

MESSA DEL GIORNO

Seconda Lettura   Eb 4, 14-16
Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia.

Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno

http://www.bible-service.net/site/376.html

Hébreux 4,14-16


 L’auteur contemple Jésus qui a vraiment partagé nos faiblesses et nos épreuves. En vérité il a été tenté et éprouvé (les Évangiles le disent assez, du Jourdain à Gethsémani et au  » grand cri  » de la Croix selon Hébreux 5,7). Mais ces épreuves ne l’ont jamais éloigné de Dieu, de la confiance totale ni de l’obéissance filiale. Comme l’affirment encore les Évangiles et tout le Nouveau Testament : lui  » n’a pas péché « . Cela pourtant ne l’éloigne nullement de nous pécheurs ; on le voit déjà dans de nombreuses scènes de l’Évangile où les pécheurs se sentent compris, accueillis. Ce n’est pas le péché qui constitue la vraie solidarité avec les pécheurs ! Celui qui est  » sans péché  » sait encore mieux comprendre et compatir.
  » Avançons-nous donc avec pleine assurance.  » L’ invitation a une résonance cultuelle dans l’Église qui célèbre son Seigneur mort et ressuscité  » pour nous « . Lui-même nous a révélé définitivement que le Dieu tout puissant est Celui qui fait grâce, le Dieu de miséricorde, notre Père.

Ebrei 4, 14-16

L’autore contempla Gesù che ha veramente condiviso le nostre debolezze e le nostre prove. In verità egli è stato tentato e provato (i Vangeli lo raccontano abbondantemente, dal Giordano al Getsemani fino al « grande grido (con: forti grida e lacrime, letteralmente) » dalla Croce secondo Ebrei 5,7). Ma queste prove non l’hanno mai allontanato da Dio, né dalla fiducia totale, né dalla obbedienza filiale. Come affermano i Vangeli e tutto il Nuovo Testamento: lui « non ha peccato ».  Tuttavia ciò non lo ha mai allontanato da noi, peccatori; si vede anche dalle numerose scene del Vangelo dove i peccatori se sentono compresi, accolti. Non è il peccato, tuttavia, che costituisce la vera solidarietà con i peccatori! Colui che è « senza peccato » sa ancora meglio comprendere e compatire.
« Accostiamoci dunque con piena fiducia… » Un invito ad una risonanza culturale nella Chiesa che celebra il suo Signore morto e risuscitato « per noi ». Lui stesso ci ha rivelato definitivamente che il Dio Onnipotente è colui che fa grazia, il Dio di misericordia, nostro Padre.

PRIMI VESPRI

Lettura breve   Rm 11, 33-36
O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? (Is 40, 13; Ger 23, 18; Gb 41, 3). Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

UFFICIO DELLE LETTURE

(la Lettera a Proba l’ho già messa per intero su una Pages)

Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo
(Lett. 130, 8, 15. 17 – 9, 18; CSEL 44, 56-57. 59-60)

Le aspirazioni del cuore, anima della preghiera
Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo, santuario»? (Sal 26, 4). Ivi infatti non c’è successione di giorni come se ogni giorno dovesse arrivare e poi passare. L’inizio dell’uno non segna la fine dell’altro, perché vi si trovano presenti tutti contemporaneamente. La vita, alla quale quei giorni appartengono, non conosce tramonto.
Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi. Nella preghiera infatti ci rivolgiamo a colui che, come dice il Signore medesimo, già sa quello che ci è necessario, prima ancora che glielo chiediamo (cfr. Mt 6, 7-8).
Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci. Questo dono, infatti, è assai grande, mentre noi siamo tanto piccoli e limitati per accoglierlo. Perciò ci vien detto: «Aprite anche voi il vostro cuore! Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli» (2 Cor 6, 13-14).
Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d’uomo (cfr. 1 Cor 2, 9), perché è là che il cuore dell’uomo deve entrare. Lo riceviamo con tanta maggiore capacità, quanto più salda sarà la nostra fede, più ferma la nostra speranza, più ardente il nostro desiderio.
Noi dunque preghiamo sempre in questa stessa fede, speranza e carità, con desiderio ininterrotto. Ma in certe ore e in determinate circostanze, ci rivolgiamo a Dio anche con le parole, perché, mediante questi segni, possiamo stimolare noi stessi e insieme renderci conto di quanto abbiamo progredito nelle sante aspirazioni, spronandoci con maggiore ardore a intensificarle. Quanto più vivo, infatti, sarà il desiderio, tanto più ricco sarà l’effetto. E perciò, che altro vogliono dire le parole dell’Apostolo: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17) se non questo: Desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla quella vita beata, che niente varrebbe se non fosse eterna?

SECONDI VESPRI

Lettura Breve   2 Cor 1, 3-4
Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio.

DOMENICA 5 LUGLIO 2009 – XIV DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 5 LUGLIO 2009 - XIV DEL TEMPO ORDINARIO dans BIBLE SERVICE (sito francese) 21%20BABOUN%20PALESTINIAN%20PAINTER%20%20REJECTED%20IN%20NAZARETH

Mt 13, 53-58, parallelo di Mc 6, 1-6

http://www.artbible.net/Jesuschrist_fr.html

DOMENICA 5 LUGLIO 2009 – XIV DEL TEMPO ORDINARIO

S. Antonio M. Zaccaria (fondatore del Barnabiti, biografia e lettura a parte)

MESSA DEL GIORNO, LINK ALLE LETTURE:

http://www.maranatha.it/Festiv2/ordinB/B14page.htm

MESSA DEL GIORNO:

Seconda Lettura   2 Cor 12, 7-10

Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

DAL SITO BIBLE SERVICE:

http://www.bible-service.net/site/378.html

2 Corinthiens 12,7-10

Rarement saint Paul fait autant confidence de sa vie intime. Pour défendre l’authenticité de son caractère d’apôtre, contesté par les chrétiens corinthiens, il avoue ses faiblesses. Il y voit comme un piège de Satan qui ne cesse de faire obstacle à l’Évangile et au projet de salut de Dieu.

La triple prière à Jésus, à l’image de celle de ce même Jésus à Gethsémani, n’est pas restée sans écho. Méditant la croix et la mort de Jésus, Paul accueille la lumière :  » La puissance du Ressuscité donne toute sa mesure dans la faiblesse  » du Crucifié. L’apôtre saisit la passion ou est saisi par elle. Comme pour Jésus, son maître, c’est alors qu’il est faible et impuissant que la force de Dieu habite en lui, comme la Gloire habite la tente au désert (Exode 40,34), comme la Parole vivante de Dieu habite la condition fragile et mortelle de l’homme (Jean 1,14).

L’homme qui se sait démuni ne peut mettre à son compte ce qui est l’œuvre de Dieu. Et le salut est de Dieu, il est grâce ; il n’est pas de l’homme, de ses œuvres, de son obéissance à la loi.

2 Corinzi 12,7-10

Raramente San Paolo fa tanta (una così profonda) confidenza della sua vita intima. Per difendere l’autenticità della sua caratteristica di apostolo contestata dai cristiani di Corinto, egli ammette le sue debolezze. Egli vede queste debolezze come una trappola di Satana che non cessa di fare ostacolo al Vangelo e al piano di salvezza di Dio.

La tripla preghiera a Gesù, ad immagine di quella stessa di Gesù nel Getsemani, non è rimasta senza eco. Mediante la croce e la morte di Gesù, Paolo accoglie (riceve, forse meglio) la luce: «  »Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza ». » (v. 9) del Crocifisso. L’apostolo afferra (colpito dalla) la passione o è afferrato (anche sequestrato) da essa. Come per Gesù, suo maestro, è allora che, debole e impotente, la forza di Dio abita in lui, come la Gloria abita la tenda del deserto (Es 40,34), come la parola vivente di Dio abita la condizione fragile e mortale dell’uomo (Gv 1,14).

L’uomo che si conosce impotente non può mettere a proprio conto l’opera di Dio. E la salvezza è da Dio, egli è la grazia, non è dall’uomo, dalle sue opere, dalla sua obbedienza alla legge.


PRIMI VESPRI

Lettura breve   Col 1, 2b-6
Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. Noi rendiamo continuamente grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nelle nostre preghiere per voi, per le notizie ricevute circa la vostra fede in Cristo Gesù, e la carità che avete verso tutti i santi, in vista della speranza che vi attende nei cieli. Di questa speranza voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo il quale è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità.

SECONDI VESPRI

Lettura Breve   2 Ts 2, 13-14
Noi dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

DOMENICA 21 GIUGNO 2009 – XII SETTIMANA DEL T.O.

DOMENICA 21 GIUGNO 2009 - XII SETTIMANA DEL T.O. dans BIBLE SERVICE (sito francese) 17%20REMBRANDT%201633%20LE%20CHRIST%20DANS%20LA%20TEMPETE%20B

Mat-08,23-He calms a storm_Il calme une tempete (Mc 4,35-41)

http://www.artbible.net/3JC/-Mat-08,23-He%20calms%20a%20storm_Il%20calme%20une%20tempete/index3.html

DOMENICA 21 GIUGNO 2009 – XII SETTIMANA DEL T.O.

MESSA

LINK ALLE LETTURE:

http://www.maranatha.it/Festiv2/ordinB/B12page.htm

Seconda lettura  2 Cor 5,14-17
Ecco, son nate cose nuove.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.
Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

dal sito:

http://www.bible-service.net/site/376.html

2 Corinthiens 5,14-17

Dans ce passage, nous comprenons mieux à quelle source Paul puise tout son dynamisme missionnaire :  » L’amour du Christ nous saisit.  » L’amour est donc le moteur de sa vie et de son apostolat ; mais cet amour n’est pas tellement le sien que celui du Christ qui a donné sa vie pour tous les hommes.
La solidarité entre les croyants et le Christ est exprimée à l’aide de formules des premières confessions de foi que Paul a reçues de la Tradition chrétienne. L’expression  » pour nous  » met en relation la mort de Jésus avec notre délivrance, notre salut.  » Pour nous  » signifie en notre faveur.
Transformés par la mort du Christ, les croyants accèdent à un nouveau mode de connaissance qui n’est plus la connaissance selon la chair ; cela signifie jeter sur le Christ un regard d’homme pécheur. À cette connaissance selon la chair s’opposent une nouvelle création et une réalité toute neuve qui découle de la mort du Christ. Au centre de cette nouvelle création, il y a précisément l’homme, tel un nouveau roi  » né  » dans le Christ pour une vie nouvelle dans la justice et la sainteté.

2 Corinzi 5, 14-17

In questo passaggio, noi comprendiamo meglio a quale fonte Paolo trae il suo dinamismo missionario: « L’amore di Cristo ci afferra » L’amore è dunque il motore della sua vita e del suo apostolato; ma questo amore non è tanto il suo, ma quello di Cristo che ha dato la vita per tutti gli uomini.
La solidarietà tra i credenti e il Cristo è espressa (manifesta) dall’aiuto delle formule delle prime confessioni di fede che Paolo a ricevuto dalla Tradizione cristiana. L’espressione « per noi » mette in relazione la morte di Gesù con la nostra liberazione, con la nostra salvezza. « Per noi » significa a nostro favore.
Trasformato dalla morte di Cristo il credente accede ad un nuovo modo di conoscenza che non è più quella secondo la carne; questo significa gettare sul Cristo uno sguardo d’uomo peccatore, A questa conoscenza secondo la carne si oppone una nuova creazione ed una realtà completamente nuova che procede dalla morte di Cristo. Al centro di questa nuova creazione, c’è precisamente un uomo, come un nuovo re « nato » nato dal Cristo per la strada nuova della giustizia e della santità.

LODI

Lettura Breve   2 Tm 2, 8.11-13
Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti. Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

SECONDI VESPRI

Lettura Breve   Eb 12, 22-24
Voi vi siete accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell’aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele

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