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IL buon Samaritano

paolo

Publié dans:immagini sacre |on 12 juillet, 2019 |Pas de commentaires »

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) (14/07/2019)

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XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) (14/07/2019)

Lo stesso identico: allora e oggi
don Luciano Cantini

«Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».
Davanti a Gesù e al dottore della Legge c’è la Thorà, i primi cinque libri della scrittura, non si smette mai di scrutarli nella ricerca della volontà di Dio. Una ricerca meticolosa, accurata, spesso pedante nel desiderio di individuare ogni singola norma, ogni precetto per poi metterlo in fila e cercare quello più importante: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» (Mc 12,28). Una domanda simile, oggi, all’uomo moderno sarebbe impensabile; come districarsi tra Costituzione, codici, leggi, decreto-legge, decreti applicativi, circolari che si adattano ad ogni nuova presunta necessità?
Con la Rivoluzione francese e l’indipendenza americana siamo arrivati a comprendere che la Legge è uguale per tutti, ma bisogna arrivare al dicembre del 1948 per leggere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sembrava un passo in avanti dell’umanità ma non è così nella maggior parte del mondo ed è questa una delle cause principali che spinge l’emigrazione nel perseguimento di migliori condizioni di vita.
“Tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità” (Dichiarazione d’indipendenza 4 luglio 1776).
Oggi i movimenti sovranisti, capaci di condizionale la politica, affermano un principio contrario “prima… gli italiani, gli americani, gli ungheresi, gli austriaci…e così via”: tutti hanno gli stessi diritti ma per alcuni c’è una precedenza, un maggior diritto, un privilegio, una distinzione.

Cadde nelle mani dei briganti
Ecco allora Gesù racconta una parabola.
Un uomo… anzi degli uomini, donne, bambini… stavano faticosamente salendo sulla strada della loro vita, ma sin dal loro nascere si imbatterono in una guerra civile… nella ingiustizia, nella sopraffazione, nella povertà, nella siccità… ché spogliatili di tutto, privatili dei loro affetti, li lasciarono mezzi morti.
A fatica scapparono dalla loro terra per buttarsi sul ciglio di un’altra strada… « forse qualcuno passerà di qua. Forse qualcuno timorato di Dio… quello stesso Dio che noi preghiamo… »
Si trovarono in mezzo al mare proprio sul ciglio di un altro mare (non il « mare nostro »… ma come un mare privato che chiamano acque territoriali) e lì vicino passarono i governi dei paesi ricchi ma il primo disse che non spettava a lui e passò oltre, l’altro disse che era una questione di principio, l’altro ancora pensò che c’era una invasione in atto… così tutti passarono oltre…
Ma come succede in ogni paese civile si aprì un dibattito: « bisogna prima pensare agli italiani che muoiono di fame!!! » poi si guardò intorno e non ne vide, ma il principio era sacrosanto.
« non si può aprire le porte a tutti!!! », ma erano solo poche centinaia di fronte ai 60 milioni d’italiani, senza pensare agli europei, ma lì per lì sembrarono troppi.
« Bisogna salvaguardare la nostra cultura » e verificarono che nelle aule delle scuole ci fossero ancora i crocifissi e non si accorsero che i crocifissi veri (e non di plastica) erano piantati in mezzo al mare. Quando la religione è “il sentimento di un mondo senza cuore” (C.Marx) allora sopravanzano le regole del Levita e del Sacerdote del tempio, come un bel paramento finemente decorato, l’angelica armonia di canti antichi o il mistero di una lingua che non parla più nessuno.
Nel dibattito parteciparono le Nazioni ognuna con i propri diritti sacrosanti, si smossero Televisioni e giornali… sui social è apparso di tutto dal presunto smalto alle unghie delle migranti, ai telefonini ultimo modello, per mascherare e non vedere, nessuno controlla o verifica la verità dei messaggi ma tanto basta. Le leggi e i decreto-legge si susseguirono per salvaguardare i diritti di alcuni a spese di altri.

«Va’ e anche tu fa’ così».
La parabola che Gesù racconta, di un realismo incredibile, non solo ci dice chi è il mio prossimo ma sottolinea piuttosto la prossimità degli emarginati: il disgraziato per un verso e il samaritano per l’altro sono due emarginati eppure ci raccontano la prossimità: il bisogno dell’uno si fa prossimo al cuore dell’altro.
Potremo domandarci a cosa servono i barconi che sbarcano a Lampedusa, o i barboni che dormono nelle stazioni, o la marea di umanità emarginata, siano immigranti o emigrati, nomadi o naviganti. Ecco sono un “segno dei tempi”, forse un dono di Dio al nostro cuore, perché si svegli in noi la Fede, quella che, più che i profumi d’incenso, cerca di concretizzarsi nel farsi prossimo e amarlo come se stessi.

Publié dans:OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |on 12 juillet, 2019 |Pas de commentaires »

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