Archive pour mars, 2019

Conversione di San Paolo, frammento da graduale

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Publié dans:immagini sacre |on 14 mars, 2019 |Pas de commentaires »

«CAMMINATE, NELLA CARITÀ!» (EF 5,2).

http://www.atma-o-jibon.org/italiano10/parola_ago15.htm

«CAMMINATE, NELLA CARITÀ!» (EF 5,2).

In questa “Parola”, è racchiusa tutta l’etica Cristiana! L’agire umano, se vuole essere come Dio l’ha pensato, quando ci ha creati, e, quindi, autenticamente umano, deve essere animato dall’amore… Il cammino – metafora, della vita – , per giungere alla sua meta, deve essere guidato dall’amore, compendio di tutta la legge!
L’Apostolo Paolo rivolge questa esortazione ai Cristiani di Efeso, come conclusione, e sintesi, di quanto ha appena scritto loro, sul modo di vivere Cristiano: passare, dall’uomo vecchio, all’uomo nuovo, essere veri, e sinceri, gli uni con gli altri, non rubare, sapersi perdonare, operare il bene…, in una parola: “Camminare, nella carità”!
Converrà leggere, per intero, la frase, da cui è tratta la “Parola” incisiva, che ci accompagnerà, per tutto il mese: «Fatevi, dunque, imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate, nella carità, nel modo in cui, anche Cristo, ci ha amato, e ha dato se stesso, per noi, offrendosi a Dio, in sacrificio di soave odore!».
Paolo è convinto che ogni nostro comportamento deve avere, come modello, quello di Dio… Se l’amore è il segno distintivo di Dio, deve esserlo anche dei suoi figli: in questo, essi devono imitarlo!
Ma, come possiamo conoscere, l’amore di Dio? Per Paolo, è chiarissimo: esso si rivela, in Gesù, che mostra come, e quanto, Dio ama! L’Apostolo lo ha sperimentato, in prima persona: «Mi ha amato, e ha consegnato se stesso, per me!» (“Gal 2,20”), ed, ora, lo rivela, a tutti, perché diventi l’esperienza, dell’intera comunità!

«Camminate, nella carità!».
Qual è, la misura, dell’amore di Gesù, sul quale va modellato il nostro amore?
Esso, lo sappiamo, non ha confini: non pone preclusioni, o preferenze di persone! Gesù è morto per tutti, anche per i suoi nemici, per chi lo stava crocifiggendo, proprio come il Padre che, nel suo amore universale, fa splendere il sole, e fa scendere la pioggia su tutti: buoni, e cattivi, peccatori, e giusti… Ha saputo prendersi cura, soprattutto, dei piccoli, e dei poveri, degli ammalati, e degli esclusi; ha amato, con intensità, gli amici; è stato, particolarmente vicino, ai Discepoli… Il suo amore non si è risparmiato, giungendo fino al punto estremo, di donare la vita!
Ed, ora, chiama tutti a condividere il suo stesso amore: ad amare, come lui ha amato!
Può farci paura, questa chiamata, perché troppo esigente… Come possiamo essere, imitatori di Dio, che ama tutti, sempre, per primo! Come amare, con la misura dell’amore, di Gesù? Come essere, “nella carità”, così come ci viene richiesto, dalla “Parola di Vita”?
È possibile, soltanto se, prima, abbiamo fatto, noi stessi, l’esperienza di essere amati… Nella frase: “Camminate, nella carità, nel modo, in cui, anche Cristo, ci ha amato!”, l’espressione: “Nel modo, in cui…”, può essere tradotta anche con: “Perché…”.

«Camminate, nella carità!».
Camminare, qui, equivale ad agire, a comportarsi: come a dire che, ogni nostra azione, deve essere ispirata, e mossa, dall’amore… Ma, forse, non a caso, Paolo impiega questa parola dinamica, per ricordarci che amare si impara, che c’è tutta una strada da percorrere, per raggiungere la larghezza, del cuore di Dio!
Egli usa anche altre immagini, per indicare la necessità del progresso costante, quale la crescita che, da neonati, conduce fino all’età adulta (cfr. “1 Cor 3,1-2”), lo sviluppo di una piantagione, la costruzione di un edificio: la corsa, nello stadio, per la conquista del premio (cfr. “1 Cor 9,24”)…
Non siamo, mai, degli arrivati! Ci vuole tempo, e costanza, per giungere alla meta, senza arrendersi, davanti alle difficoltà, senza mai lasciarci scoraggiare, dai fallimenti, e dagli sbagli: pronti, sempre, a ricominciare, senza rassegnarsi alla mediocrità!
Agostino d’Ippona, forse pensando al suo sofferto cammino, scriveva, in proposito: «Ti riesca sempre sgradito ciò, che sei, se vuoi giungere a ciò, che non sei, ancora! Infatti, là, dove ti senti bene, ti fermi; e dici, addirittura: “Basta, così!”, e, così, sprofondi… Aggiungi, continuamente, cammina, sempre, procedi, in avanti, di continuo: non fermarti, lungo il cammino, non voltarti, non deviare! Resta indietro, chi non avanza!».
«Camminate, nella carità!».
Come procedere, più celermente, nel cammino, dell’amore?
Poiché l’invito è rivolto, a tutta la comunità: – “Camminate!” – , sarà utile aiutarsi, reciprocamente… È, infatti, triste, e difficile, intraprendere un viaggio, da soli.
Potremmo iniziare, col trovare l’occasione, per ridirci, ancora una volta, tra noi – con gli amici, i famigliari, i membri della stessa Comunità Cristiana… – , la volontà di camminare, insieme!
Potremmo condividere le esperienze positive, su come abbiamo amato, in modo da imparare, gli uni dagli altri…
Possiamo confidare, a chi può comprenderci, gli sbagli commessi, e le deviazioni, dal cammino, in modo da correggerci!
Anche la preghiera, fatta insieme, potrà darci luce, e forza, per andare avanti…
Uniti, tra noi, e con Gesù, in mezzo a noi – la Via! – , percorreremo, fino in fondo, il nostro “Santo Viaggio”; semineremo amore, attorno a noi, e raggiungeremo la meta: l’Amore!

Fabio Ciardi

Publié dans:QUARESIMA 2019 |on 14 mars, 2019 |Pas de commentaires »

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Publié dans:STUDI DI VARIO TIPO |on 13 mars, 2019 |Pas de commentaires »

IL SEGRETO DELLA PACE INTERIORE San Bernardo *

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IL SEGRETO DELLA PACE INTERIORE

San Bernardo *

San Bernardo (1090-1153) si fece monaco a Citeaux e, tre anni più tardi, divenne il primo abate di Chiaravalle. I doni della natura e della grazia hanno dotato questo letterato, questo teologo e questo mistico di un fascino particolarissimo. La sua opera resta ancor oggi di vasta portata. Nei suoi sermoni sul Cantico dei Cantici, egli dà libero sfogo, con arte consumata, al frutto di una lunga esperienza spirituale.

Colui che procede guidato dallo Spirito Santo non rimane costantemente nel medesimo stato e non sempre progredisce con la stessa facilità. Il cammino dell’uomo non appartiene all’uomo ma dipende dall’iniziativa dello Spirito Santo, sua guida, che a suo piaci mento gli concede di dimenticare ciò che è passato e di andare avanti, ora con lentezza, ora con slancio. Penso che, se fate attenzione, la vostra esperienza interiore confermerà quanto sto per dire.
Se ti senti preda del torpore dell’angoscia o del disgusto, non devi malgrado ciò perdere la fiducia, né devi abbandonare il piano studiato per la tua vita spirituale. Piuttosto devi cercare la mano di colui che è il tuo aiuto. Imploralo che ti attiri a sé (cf. Canto 1, 3), fino al momento in cui, attratto dalla grazia, tu non ritrovi la rapidità e la gioia della tua corsa. Allora potrai dire: Correrò per la via dei tuoi comandi; se mi allarghi il cuore (Sal. 118, 32). Fino a che là è la grazia, rallegratene; ma non devi credere di possedere questo dono di Dio per diritto ereditario, come se ti fosse stata data l’assicurazione di non doverlo perdere mai. Altrimenti, solo che Dio allontani un po’ la sua mano e ritiri il suo dono, perderai il coraggio e cadrai in una tristezza eccessiva. Quand’anche fossi appagato, non esclam1:lre: Nulla mai mi farà vacillare, per non dover poi dire nel pianto il seguito del salmo: Tu hai distolto da me il tuo volto, e sono sprofondato (Sal. 29, 7-8). Piuttosto, se sei saggio, dovrai farti premura di seguire il consiglio della Sapienza. Nel tempo della sventura, non dimenticare i momenti di felicità, e nel tempo della prosperità non dimenticare i giorni di sfortuna (cf. Ecclesiastico 11, 27).
Così, il giorno in cui ti senti forte, non adagiarti in uno stato di sicurezza, ma grida verso Dio col profeta: Quando le forze mi verranno meno, non mi abbandonare (Sal. 70, 9). Nel momento della prova, ripeti a te stesso per prendere coraggio: Attirami dietro a te, Signore; corriamo all’aroma dei tuoi profumi (Cant. 1, 3). Così la speranza non ti verrà meno nel momento della sventura, né la prudenza nel giorno della gioia. Nel bel mezzo dei successi e dei fallimenti di questi tempi instabili, la tua anima conserverà, ad immagine dell’eternità, un costante equilibrio. Tu benedirai il Signore in tutti i tempi e così al centro di un mondo vacillante, tu troverai la pace, una pace per così dire incrollabile; comincerai a rinnovarti ed a riformarti a immagine e somiglianza di un Dio la cui serenità dura in eterno.

* Sermone 21 sul Cantico, 4-6. Testo latino in J. Leclerq «S. Bernardi Opera»; vol. 1. Edit. Cister. Roma, 1957 – pp. 124-125.

 

Publié dans:QUARESIMA 2019 |on 13 mars, 2019 |Pas de commentaires »

San Francesco abbraccia i piedi di Gesù

la mia e paolo San-Francesco-abbraccia-i-piedi-di-Cristo - Copia

Publié dans:immagini sacre |on 11 mars, 2019 |Pas de commentaires »

ITINERARIO QUARESIMALE IN COMPAGNIA DEI SANTI

https://www.tuttavia.eu/2017/03/16/itinerario-quaresimale-in-compagnia-dei-santi/

ITINERARIO QUARESIMALE IN COMPAGNIA DEI SANTI

Michelangelo Nasca

«Vogliamo chiedere a Dio la grazia di poter contemplare il volto dei Santi senza fare l’errore o il peccato di proiettare sul loro volto le nostre preoccupazioni, il nostro modo di vedere le cose, la nostra sensibilità o perfino i nostri sentimentalismi. Dobbiamo invece lasciare che dal loro volto emani proprio quella luce che essi devono e vogliono riflettere» (P. Antonio Maria Sicari).
Con questa breve nota introduttiva, trentacinque anni fa, nasceva a Brescia l’esperienza dei “Ritratti di Santi”, un particolare “itinerario quaresimale” pensato – in preparazione della Pasqua – per imparare a contemplare il volto dei santi, la loro vocazione e la loro missione nella Chiesa e nel mondo; un’inedita e singolare iniziativa ecclesiale destinata a diventare uno dei punti fermi della storia del Movimento Ecclesiale Carmelitano.
I Santi sono nella Chiesa la manifestazione evidente della presenza e del volto di Dio, «in loro è egli stesso che ci parla e ci dà un segno del suo regno verso il quale… siamo potentemente attirati» (Lumen Gentium, 50). Quello del santo è un volto completamente trasfigurato dalla Grazia divina. «Al pari del volto di un bambino – dichiarava P. Aldino Cazzago, direttore della rivista teologica “Communio” – nel quale i tratti somatici di un genitore sono particolarmente accentuati, in quello del santo i lineamenti del volto di Cristo hanno trovato una nuova modalità di espressione».
La testimonianza di vita cristiana trasmessaci dai Santi, vissuta con sincerità e disponibilità nella sequela Christi, è oggi per noi un’importante risorsa di fede, una «via sicurissima per la quale, tra le mutevoli cose del mondo e secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo, cioè alla santità» (Lumen Gentium, 50).
Santo è colui che permette a Dio di diventare la sua unica ragione di vita, che è capace di rispondere generosamente e liberamente ai bisogni dell’Amore, che è disponibile ad orientare e a coinvolgere ogni istante della propria vita a vantaggio degli altri. Il grande teologo svizzero, H.U. von Balthasar, a tal proposito scriveva: «Ogni uomo che si lascia espropriare da Dio e dal suo incarico è una pietra d’angolo di comunione, uno spazio in cui gli altri possono prosperare, crescere e procurarsi materiale per costruire se stessi. Ogni santo è essenzialmente tale non per se stesso, ma per Dio e per i fratelli».
Il richiamo alla santità negli ultimi anni della storia della Chiesa è divenuto sempre più pressante. L’ultimo Concilio Ecumenico ne ha, infatti, voluto sottolineare l’importanza dedicando il quinto capitolo della Lumen Gentium all’universale vocazione alla santità. Ogni battezzato non può sentirsi escluso da questo esigente richiamo. Non si tratta di una scontata e semplice esortazione morale, ma – sottolineava Giovanni Paolo II in Christifideles Laici, 16 – di un’insopprimibile esigenza del mistero della chiesa; e ancora: «Il santo è la testimonianza più splendida della dignità conferita al discepolo di Cristo».
Tutti nella chiesa siamo, infatti, chiamati alla santità, ciascuno nei vari generi di vita e nei vari uffici, con compiti che sono propri secondo la realtà vocazionale abbracciata dal singolo fedele.
«La santità – rispondeva Madre Teresa di Calcutta a chi le chiedeva di parlare della sua santità – è una necessità della vita e spiega che non si tratta di un lusso per pochi, come quelli che scelgono di condurre una vita religiosa, ma «è un semplice dovere di tutti. La santità è per tutti».
L’itinerario quaresimale “Ritratti di Santi” – che prende nome dalla raccolta di biografie di santi curata dal teologo carmelitano P. Antonio Maria Sicari – è una proposta che il Movimento Ecclesiale Carmelitano (di cui Sicari è fondatore) rivolge a tutti, durante il tempo di quaresima. In ciascuna delle cinque settimane che precedono la Pasqua – accompagnate dall’esecuzione di brani di musica sacra – viene proposta una lettura-meditazione corrispondente alla vita di un santo. Quest’anno – con il patrocinio dell’Ufficio della Pastorale della Cultura e dell’Educazione dell’Arcidiocesi di Palermo – l’Itinerario quaresimale sarà proposto nella Parrocchia San Basilio Magno (Via F. Paruta, 10) alle ore 20:45. Nel programma, il racconto di santità del Servo di Dio Salvo D’Acquisto (9 marzo), San Tommaso D’Aquino (16 marzo), Beato Clemente Vismara (22 marzo), Serva di Dio Elisabetta Leseur (29 marzo), i Sacri Cuori di Gesù e di Maria (6 aprile)
Oggi più che mai percepiamo l’urgenza di rimanere ancorati a questo particolare itinerario di fede e di grazia indicato dai Santi, proprio oggi che – affermava Giovanni Paolo II – è diventato necessario riproporre a tutti con convinzione una «misura alta» della vita cristiana ordinaria, orientando tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane verso questa direzione. «Una vera e propria pedagogia della santità, – precisava Wojtyla – che sia capace di adattarsi ai ritmi delle singole persone»; un modello di comunità cristiane destinate a diventare autentiche «scuole» di preghiera (Cfr. Novo millennio ineunte, 31-33).
«Ma non capite – costatava il giovane Renzo rivolgendosi a Lucia – che, quando è un santo che parla, è il Signore che lo fa parlare?».

Publié dans:QUARESIMA 2019 |on 11 mars, 2019 |Pas de commentaires »

Gesù tentato dal diavolo

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Publié dans:immagini sacre |on 9 mars, 2019 |Pas de commentaires »
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