Tormento invece che gioia – Senza pace niente ha significato

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(anche Paolo, molto; Chiesa Evangelica)

Tormento invece che gioia – Senza pace niente ha significato

Ci sono molte cose terrene che desideriamo: salute, amore, ricchezza, bellezza, telenti, potere, forza, liberta’ ma senza pace interiore tutte queste cose portano tormento invece di gioia. Se abbiamo la pace, non importa ciò di cui manchiamo, la vita merita d’essere vissuta. Senza la pace, il possesso di ogni altra cosa non ha significato.

Da: La psichiatria di Dio di Charles L. ALLEN

Paolo potè dire (Filippesi 4)
… io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo.
So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.

IL SEGRETO DI PAOLO
Qual’è il segreto per tale forza spirituale? Per tale serenità di spirito, per questa pace che sorpassa le circostanze? Lo stesso apostolo lo spiega in altri passaggi delle sue famosissime lettere che compongono parte del Nuovo Testamento, leggiamo infatti:
Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me (Galati 2:20)
Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato (Romani 6:6)
Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo (Galati 6:14)
Questi versetti potrebbero apparire, per chi si avvicina alla Bibbia per la prima volta, molto criptici.
Infatti più che rivelare un segreto che da pace qui Paolo ci parla di morte e di croce, e quindi?
E quindi è proprio questa la buona notizia, c’è un modo per trovare pace e serenità, si tratta di sostituire, di cambiare, stravolgere la propria vita. In un certo senso un morire a questo sistema, al peccato, all’insoddisfazione, alla fame insaziabile e irrefrenabile, a diversi livelli e su diversi piani, di trasgredire.
Un modo di vivere, di fare scelte, che nascono proprio da quel desiderio di colmare quel vuoto nel cuore che ha una forma ben precisa, la forma di Dio. Proviamo a metterci un pò di tutto, ma è sempre insufficiente.
Ecco che Paolo ad un certo punto della Sua vita, proprio quando è all’apice della sua guerra contro la nascente chiesa, comprende, a seguito di una clamorosa chiamata, e si arrende. Depone la sua vita a quella croce e l’abbraccia, trovando la pace e il senso di ogni cosa.
Quella chiamata oggi è per te.
Chi ha conosciuto Cristo sa molto bene che l’esperienza con il Salvatore libera da ansie, paure e, sopratutto, dal giudizio e dall’Ira del Signore. Ecco che, quindi, il primo passo è rivolgerci a coLui che è il compitore della pace: Cristo Gesù.
La pace, per Gesù, fu la Sua missione, il Suo compito:
Io vi lascio pace, vi do la mia pace, Io non vi do come il mondo dà.. (Giovanni 14:27)
Gloria a Dio nei luoghi altissimi, pace in terra fra gli uomini che Egli gradisce. (Luca 2:14)
Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia, (Efesini 2.13-14)
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore (Romani 5:1)
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo (Matteo 11:28).
E’ quanto meno urgente, quindi, abbracciare il dono di Cristo. Alla croce, infatti, Gesù Cristo ha preso il tuo peccato, il mio peccato, il peccato di tutti quelli che riconoscono il bisogno, la necessità, di essere purificati dalle proprie azioni e dei pensieri peccaminosi e, alzando gli occhi ai piedi della croce gridano: « Cristo, sono in guerra con Dio, lo sento dentro, ho provato ha darmi pace con ogni tipo di bene, ho cercato soldi, ho provato ogni tipo di piacere pensando di avere pace, mi accorgo, invece, che più cercavo e più la perdevo. Mi accorgo, Gesù, che non ho pace perchè sono in guerra con Dio e sento già il dolore della Sua condanna, che fare, Cristo! »
E’ alla croce, e solo alla croce, che Gesù può guardarci e risponderci: « faccio io, tu seguimi ».
Alla croce Dio condanna, nel corpo innocente di Cristo, il peccato. Li, alla croce, Gesù fa pace con Dio e ci dona questa pace. Dona questa pace compiuta abolendo l’inimicizia causata dal peccato, la dona a tutti quelli che arrivano ai Suoi piedi inchiodati e sanguinanti facendo di quel sangue un ringraziamento e una lode incessante.
IL RISCHIO DI FERMARCI ALLA TEORIA
Tuttavia anche per quanti hanno sperimentato la nuova nascita, come la chiama Gesù (Giovanni 3.7), vi è il rischio di essere nuovamente attratti dalle chimere del mondo che, come tutti gli spot, promettono qualcosa che non potranno mai dare. Ecco che ci viene incontro un’altra indicazione dalla scrittura:
Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:9)
Non si tratta, quindi, solo di teoria ma di applicazione.
Paolo poteva essere in pace, pur tra afflizioni e persecuzioni, perchè era stato crocifisso non soltanto al peccato ma al mondo (Galati 6.14).
Non aveva, quindi, rinunciato solo al peccato ma ad ogni attività che il mondo, seppur in apparenza lecita, gli offriva. E’ così, fratelli, non inganniamoci. Il mondo è attualmente in mano al nemico (efesini 2.2) e cosa potrà darci di più l’esercitarci negli hobby e nelle passioni che esso offre, che non l’applicarci alle cose dello Spirito?
E’ assai probabile che l’impegno del proprio tempo, delle proprie energie e le attenzioni alle attività del mondo ci tolga qualcosa di prezioso, passo dopo passo, in maniera impercettibile, con l’inganno che solo il dominatore di questo mondo sa architettare, rischiamo di farci trascinare lontano dalla pace, lontano dalla croce.
Nella palude dei desideri infranti, delle occasioni colte, dei pensieri coltivati, nelle fantasie che diventano realtà, infine nel peccato che spegne lo Spirito Santo.
Non si tratta, ovviamente, di abbandonare ogni attività per applicarci ad una vita ascetica ultraterrena.
Siamo chiamati a lavorare, per esempio, ad accudire i nostri figli, le nostre mogli o mariti, etc..
Tuttavia in questa nuova vita, in questa nuova via siamo chiamati ad una operazione che potremmo definire di « sostituzione » sostituire, cioè, le cose del mondo con le cose dello Spirito.
IL CAMMINO DELLA CROCE
E’ necessario restare vigili, o svegliarsi. Ancora una volta il Signore, per bocca di Paolo, ci da dei suggerimenti per mantenere l’automobile in carreggiata:
Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne.
Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste.
Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.
Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.
Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito.
Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi.
Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore.
Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore;
ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo – Efesini 5
Quali programmi televisivi ti piacciono, quale musica ascolti? Molte delle cose che vediamo ed ascoltiamo sono in abominio a Dio, ci chiediamo poi, perchè non c’è pienezza e movimento dello Spirito Santo in noi.
Camminare nello Spirito significa sostituire le cose del mondo con quello dello Spirito. Non solo, ovviamente, le questioni palesamenti illecite e peccaminose quale: alcol, pornografia, maldicenza, adulteri, pensieri immorali. La sostituzione deve avvenire anche per questioni che, apparentemente, non risultano così compromettenti ma che, di fatto, tolgono spazio alle cose dello Spirito.
Ascoltiamo musica cristiana, utilizziamo i lettori mp3 per ascoltare prediche, la bibbia in mp3, leggiamo libri cristiani, spengiamo la tv, utilizziamo internet per testimoniare, etc.
E quando ci arrivano pensieri contrari allo Spirito, immoralità, ira, ribellione, etc, utiliziamo queste armi:
Ringraziamo il Signore
Cantiamo e lodiamo il Signore (in questo campo, nella lode, il nemico non ha armi)
Aggrappiamoci alle Sue promesse, quelle che ha fatto alla Sua chiesa e quelle che sappiamo averci fatto a noi, avendole lette nella Sua Parola.
Quando utilizziamo il nostro tempo per dedicarlo alle cose dello Spirito dovremmo per forza sacrificare, il termine qui è assai azzeccato, la nostra vita, per esempio, a queste attivita’:
Lettura della Bibbia
Meditazione della Bibbia
Preghiera, personale e di gruppo
Lode, personale e di gruppo
Canto, personale e di gruppo
Incontri con altri fratelli
Opere che il Signore ci ha preparato da compiere
Culto
Testimonianza
Evangelizzazione
Visite negli ospedali
Visite nei carceri
Visite agli affamati e senza tetto
Visite agli ammalati
etc, etc, etc, etc, etc,
Cosa potrà darci il mondo, buona musica?
Certamente, a chi non piace?
Bei film? Relaity? Documentari su come fare torte, pance, seni, sesso, giardinaggio, case con i lego?
Ma cosa ci arriverà nel cuore da quanti hanno vite sbandate che spesso culminano in eccessi di droga, sesso, alcol, suicidi, etc?
Non illudiamoci, a tutti noi piace quello che ci offre il mondo, qui non vogliamo moralizzare o demonizzare a prescindere.
E certamente vedere un buon film con i propri figli è salutare.
Il punto è fare delle scelte, sapendo che queste ci costeranno, ma ricordando il contraccambio: la pace.
In questo bailamme, in questo correre velocemente, in questo turbine del consumo, del piacere, di farfalline nello stomaco, di separazioni, scandali, pensieri immorali, divisioni, settarismi, etc, etc, come cristiani abbiamo quest’urgenza: ricordare, ritornare.
Non illudiamoci, se impegniamo ore in cose che piacciono a tutti e minuti in cose che piacciono a Dio non stiamo camminando avanti, indietreggiamo. Ci stiamo accontentando di una nuova religione, poi, quando verrà il momento delle decisioni importanti, chi ci guidera?
Alle chiese, ai membri delle assemblee, a me, Gesù dice:
« Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti.
Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. hi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono. Apocalisse 3:19-22 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese ».
Torniamo alla croce, li c’è pace, guarigione, ancora.

Publié dans : anche Paolo, CHIESA EVANGELICA |le 4 octobre, 2018 |Pas de Commentaires »

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