XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (10/09/2017)

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Investire in fraternità

don Luciano Cantini

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (10/09/2017)

Se il tuo fratello
Basterebbe la prima parola per aprire una riflessione infinita.
« Ogni uomo è mio fratello » è il titolo del messaggio che Papa Paolo VI° ha inviato per la giornata della pace del 1° gennaio 1971 che tra l’altro cita la dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo: «Tutti gli uomini nascono liberi ed eguali nella dignità e nei diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza, e devono comportarsi gli uni verso gli altri come fratelli».
Purtroppo alle dichiarazioni di principio ritenute universali fanno seguito comportamenti opposti e correnti di pensiero che pongono limitazioni e distinguo stanno facendo breccia nel genere umano. Per Gesù, invece, la fraternità tra gli uomini è talmente forte che comprende anche coloro che ci sono nemici (Mt 5,44). L’altro, ogni altro fa parte di me. Io sono chiamato ad essere custode del mio fratello (Gn 4,9). È proprio la parola fratello che concede tutte le autorizzazioni per rompere ogni isolamento, sanare ogni interruzione di fraternità.
La preoccupazione di Gesù in questo testo non è tanto suggerire una tecnica per dirimere le questioni quanto aiutare a comprendere il senso della comunione come fondamento del vivere fraterno.
Vivere da soli può essere relativamente facile, vivere in comunità richiede sicuramente una capacità organizzativa del tempo e dello spazio, una capacità relazionale, di interazione tra le persone, ma ancor più è richiesto uno spirito di comunione.
Una o due persone
Nel testo è descritta un’azione progressiva fino al coinvolgimento di tutta la comunità. La comunione inizia sempre da un io e un tu che progressivamente si allarga fino a farsi carico l’uno dell’altro nella comunità. L’invito del Signore è nel prendere coscienza di una realtà che più modernamente oggi si chiamerebbe globalizzazione. Non c’è mai un fatto o un avvenimento totalmente privato, tutto interagisce anche inavvertitamente e tutti ne siamo coinvolti. “Nessun uomo è un’isola” è il titolo di un saggio del monaco pensatore Thomas Merton “Quello che faccio viene dunque fatto per gli altri, con loro e da loro: quello che essi fanno è fatto in me, da me e per me. Ma ad ognuno di noi rimane la responsabilità della parte che egli ha nella vita dell’intero corpo”.
Fa riflettere non poco un articolo che mostrava l’intima connessione con la crescente attività aggressiva del dittatore nord coreano e la soppressione da parte USA di Saddam Hussein (Damiano Serpi, il Sismografo, 5.9.17). Anche le guerriglie in Congo hanno come causa l’incremento della vendita dei cellulari nel mondo occidentale. Sappiamo bene come gli uragani sempre più pericolosi sono provocati dal un innalzamento della temperatura del globo da cui non è estraneo la mancata revisione della mia auto.
La storia, la natura continuano a raccontarci dei legami che ci allacciano l’uno all’altro, a noi è la scelta se viverli come catene da cui liberaci (ma sarà poi davvero possibile?), o come relazioni che ci aiutano a crescere.
Avrai guadagnato
Il senso di tutto questo insegnamento sta nella espressione avrai guadagnato il tuo fratello. Chi mai penserebbe che l’altro, riconosciuto come fratello sia un “guadagno”! Nella prospettiva, anche economica, di questo guadagno c’è bisogno di investire nella comunione, compiere ogni sforzo per realizzare concretamente la fraternità. Non si concede il perdono, non si fa l’elemosina all’altro, non si benefica nessuno, piuttosto si investe in fraternità per crescere insieme perché ognuno diventa ricco dell’altro.
D’accordo
La parola greca che viene tradotta con si metteranno d’accordo è la parola sumphoneo che richiama l’armonia delle diversità. Le corde di una chitarra accordata non emettono lo stesso suono, come gli strumenti di una orchestra sinfonica, ma ogni suono interagisce con l’altro ed entra in armonia se accetta e rispetta la diversità. Lontano da noi l’idea di un pensiero unico, omologato, normalizzato prodromo di ogni integralismo origine di violenza. La comunità della Chiesa capace di realizzare nella storia la presenza del Signore – lì sono io in mezzo a loro – mette la sua abilità nel farsi carico l’un l’altro del peccato, sa radunare ogni diversità per renderla sinfonica convergendola nella prospettiva evangelica.

 

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 8 septembre, 2017 |Pas de Commentaires »

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