Archive pour décembre, 2016

TE DEUM LATINO ITALIANO, METTO IL LINK

http://www.maranatha.it/PDApregh/05tedeum.htm

 

tedeum

Publié dans:TE DEUM |on 31 décembre, 2016 |Pas de commentaires »

Byzantine Icon-Mother of God

Byzantine Icon-Mother of God dans immagini sacre Mother_of_God_Sign

http://shoebat.com/2016/01/05/a-correct-understanding-of-the-mother-of-god-what-every-jew-and-christian-should-know/

Publié dans:immagini sacre |on 30 décembre, 2016 |Pas de commentaires »

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO (01/01/2017) OMELIA

http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=38863

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO (01/01/2017) OMELIA

padre Gian Franco Scarpitta

« Nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge »(Gal 4,4). Così Paolo descrive il Cristo venuto nella carne, che è entrano nella storia umana, uomo fra gli uomini. « Nato da donna » è espressione spesso adoperata dalla mariologia per dare risalto a Maria Madre del Dio fatto uomo e alla sua figura di modello e di maternità anche per noi. A mio avviso, la frase si limita semplicemente a riferire l’elemento estremamente terreno, carnale che Cristo ha voluto assumere immedesimandosi nella nostra condizione. Anche lui, cioè, come uomo è nato da una donna, è stato concepito carnalmente pur restando Figlio di Dio, ha assunto forma umana prendendo carne da un soggetto femminile. Tutto questo non pregiudica però che egli si sia sottomesso a maternità sia in quanto Dio che in quanto Uomo. Entrando a far parte dell’umanità, Cristo da Figlio di Dio è diventato Figlio dell’Uomo, mantenendo intatta la sua divinità ma vivendo come uomo la vita divina. In altre parole è rimasto sempre, in ogni caso, vero Dio e vero Uomo. Di conseguenza ecco la figura di Maria in relazione a questa sua condizione: la Vergine è Madre di Dio in quanto Madre del Dio che si era incarnato, del Dio che si faceva uomo.
Nell’incarnazione avviene che Dio diventa uomo, condivide con noi la nostra natura, fa ingresso nella nostra storia senza violarla, ma percorrendone tutte le tappe e sperimentando quanto di più umano possa essere esperibile. Egli però non rinuncia ad essere Dio, ma semplicemente unisce la natura umana e la natura divina, in una solta Persona (Ipostasi). Come descrive Sant’Agostino, nel Figlio di Dio vi sono effettivamente due nascite: la prima è quella eterna, per la quale egli è « generato, non creato », l’altra è invece temporale e in essa a Betlemme egli viene concepito di Spirito Santo nella carne nel grembo di Maria. Di conseguenza, Maria è Madre di Dio, cioè del Dio che si fa uomo fatta salva la sua divinità.. Ella è madre del Dio fattosi carne allo scopo di apportare la nostra salvezza. Nell’incontro con Maria Elisabetta riconosce in lei la Madre del Verbo: « A che debbo che la madre del mio Signore venga a me » (Lc 1, 48) professando così la fede nel Dio che si incarnava per la salvezza degli uomini e riponendo nella stessa Madre del Verbo tutte le sue speranze e fondando anche tutte le sue attese.
Andando oltre, avviene però che la maternità di Maria non resta affatto un tesoro geloso che la Vergine custodisce per sé o limita al proprio Figlio. Come deliberatamente affermò Paolo VI in una certa occasione del Concilio Vaticano II, Maria essendo Madre di Cristo (Dio – Uomo) è anche Madre della Chiesa, poiché noi tutti, battezzati, formiamo con lui un unico Corpo. Madre quindi della Chiesa in quanto Madre del Capo (Cristo) che è sempre unito alla sue membra (i battezzati cristiani). Di conseguenza Maria estende la sua maternità anche a ciascuno di noi, che ci sentiamo ulteriormente sospinti a progredire in forza di una speciale protezione e di un imput che ci sprona a fare di meglio. La presenza di una Madre celeste non può che incutere coraggio e non può che animarci e guidarci verso i sentieri di vita, fiduciosi nell’avvenire.
Particolarmente in questo anno incipiente 2017, la Madre del Signore ci da un saggio particolare della sua intercessione, perché ci invita a coltivare speranze e attese per progetti che intraprenderemo per i prossimi mesi, e la sua intercessione materna mentre ci rassicura ci invita anche a cercare sempre lo stesso Cristo Signore in ogni ambito, a rivolgere costantemente l’attenzione verso il Dio Amore che non manca mai di guidarci chiamandoci alla comunione con sé. La Madre di Dio rivaluta ancora una volta, del resto, la verità che Dio assume la sua umanità fino in fondo, sottomettendosi con umiltà e senza riserve a una madre terrena dalla quale avverte la necessità di dover apprendere e dalla quale essere guidato costantemente.
In questa ottica di gioia e di speranza, auguro a tutti un FELICE E PROSPEROSO ANNO 2017.

OMELIA FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA – IL SOGNO CONTINUA

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20161230.shtml

OMELIA – IL SOGNO CONTINUA

È passata solamente una settimana da quando abbiamo contemplato il sogno di Giuseppe: un sogno nel quale gli è toccato di comprendere che di fronte ai progetti di Dio non bisogna macchinare pensieri o preparare progetti alternativi. Bisogna solamente meravigliarsi, accettare con stupore che la sua Grazia trascenda, superi la nostra Natura e le nostre sia pur legittime aspirazioni, e attraverso questa capacità di stupirsi giungere a contemplare la salvezza di Dio. « I sogni ci salveranno », avevamo detto terminando la nostra riflessione di domenica scorsa: ed effettivamente, quanto sognato da Giuseppe, in questa settimana si è compiuto, lo stiamo ancora contemplando nel mistero del Natale.
Ecco ora un altro sogno di Giuseppe: anzi, tre diversi sogni nell’arco di pochi versetti, costruiti intorno a qualcosa che è l’esatta antitesi dei sogni, ovvero la ferocia inaudita e abominevole della cosiddetta « strage degli Innocenti », che nel Vangelo di oggi non ci viene narrata, forse per pudore, forse perché già in settimana abbiamo onorato la memoria di questi Santi, tanto martiri quanto ignari di esserlo. La cruda realtà della malvagità umana, dell’aberrazione di ogni forma di coscienza, sembra davvero quadrare ben poco con quella costante capacità di meraviglia e di stupore per il mistero che i sogni di Giuseppe portano con sé. Eppure, anche in mezzo al dramma di salvare il proprio figlio da una carneficina inutile ed esecrabile, Giuseppe sogna. Sogna una fuga, sogna un ritorno, sogna un cambio di prospettiva.
La fuga di Giuseppe in Egitto con Maria e il Bambino è il sogno di una libertà che esiste solo « oltre »: oltre la cattiveria umana che impedisce ogni anelito di vita. E per sognare la libertà, non è sufficiente « evadere » di poco, cambiare un po’ aria: per « evadere » con la mente, sono sufficienti altri modi, oggi molto diffusi, meno sani ma di certo più immediati di una fuga all’estero. Per sognare « oltre » occorre anche andare fisicamente « oltre »: oltre il deserto, oltre il Mar Rosso, oltre quella Babele delle genti che faceva di ebrei ed egiziani due popoli in continua contrapposizione. Giunti in Egitto, un altro sogno spinge Giuseppe a tornare, perché chi cercava di eliminare il Bambino, non c’è più, i potenti sono morti (che sogno…), e allora si può tornare a ricostruire una vita, là dove il Bambino era nato e aveva iniziato a muovere i primi passi verso la vita.
Invece no, i potenti non sono morti, ce n’è sempre uno, hanno sempre un figlio dopo l’altro, e allora il Figlio umile del Re più potente viene portato via, un’altra volta in sogno, là dove Giuseppe aveva iniziato a sognare, a Nazareth, là dove Maria aveva iniziato a credere. Non più Figlio di Davide, nato e vissuto a Betlemme ma « Nazareno », « Galileo », agitatore di folle, rivoluzionario, un po’ straniero, diverso, « extracomunitario », diremmo oggi.
Niente di più vero, perché oggi Giuseppe e Maria non sarebbero in perenne viaggio in sella a un asinello, come bucolicamente ce li ricordiamo, con gli angeli che allietano le loro pause suonando e cantando lodi celestiali (così l’iconografia rinascimentale). Giuseppe oggi per sé, per la sua sposa e per il suo bambino, sogna la libertà – ancora una volta – oltremare, oltre il deserto del nulla della propria terra, e oltre la malvagità dei signori della guerra che cercano di uccidere le speranze dei popoli. E vanno in cerca di questa speranza nelle terre d’oltremare, dove regnano altri signori (alleati economicamente con quei signori della guerra) che prima li attirano a sé, e poi cercheranno di espellerli, in ogni modo e in ogni forma, con la legge o senza la legge, incuranti del fatto che hanno attraversato un deserto ostile e un mare che è ancora, sì, « Mar Rosso », ma del sangue dei loro fratelli naufragati (una nuova strage degli Innocenti): e questo mare li beffa’, chiamandosi « Mare Nostrum ».
Ma il sogno non si ferma: la terra d’oltremare c’è, Giuseppe con Maria e il Bambino la raggiungono. Altre famiglie non ce la faranno mai. Un po’ di ospitalità la trovano, ad accoglierli trovano anche tante telecamere e obiettivi, qualche uomo in divisa un po’ burbero e un po’ angelo, qualche politico che li usa come passerella propagandistica, qualche operatore che li disinfetta dalla scabbia, e qualcuno che gli rinnova la speranza di trovare pane per i loro denti, casa e lavoro.
Un giorno terminerà anche la potenza dei signori della guerra, e allora Giuseppe con Maria e il Bambino torneranno, forse non più nel loro paese, forse là dove i signori della guerra sono spariti per davvero, forse dove il bambino crescerà in maniera diversa da come egli aveva pensato, ma perlomeno crescerà. E un giorno, forse, anche lui tornerà a sognare che c’è una terra oltremare dove poter sfuggire a quei signori della guerra che si rigenerano in continuazione.
Le molte famiglie di Nazareth che ancora oggi solcano deserti e mari per giungere qua, dove a loro pare che si stia meglio, non possono rimanerci indifferenti. Ci interpellano, ci chiedono una mano, la stessa mano che a noi è stata tesa anni fa – perché la storia, alla fine, ci restituisce tutto – quando abbiamo solcato mari e monti in cerca di un lavoro degno e di una terra da lavorare, quella terra e quel lavoro che anche a noi i signori della guerra, padri di quelli attuali, avevano tolto in nome di un grande sogno che non venne mai.
Maria, sposa di Giuseppe, lo sa bene: « Ha rovesciato i potenti dai torni, ha innalzato gli umili ». I sogni dei potenti sono stati frantumati dalla storia; il sogno degli umili continua.

Saint Paul imprisoned at Philippi

Saint Paul imprisoned at Philippi dans immagini sacre 051115

http://blog.adw.org/2015/05/what-does-the-arrest-of-st-paul-at-philippi-teach-a-sometimes-timid-church/

Publié dans:immagini sacre |on 28 décembre, 2016 |Pas de commentaires »

“LA SPERANZA CHE NON DELUDE” (RM 5,1-5)

http://anemaecore.myblog.it/2012/02/04/la-speranza-che-non-delude-rm-5-1-5/

“LA SPERANZA CHE NON DELUDE” (RM 5,1-5)

Pubblicato il 4 febbraio 2012

Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; 2 per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. 3 E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata 4 e la virtù provata la speranza. 5 La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Riflessione:
Pace a tutti voi, carissimi, in Dio Padre nostro e nel Signore Gesù Cristo. Con l’aiuto dello Spirito Santo, volevo proporvi questo passo della Bibbia, tratto dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani. Fu composta intorno al 57-58 d. C. L’autore è san Paolo, si rivolge principalmente ai convertiti dal paganesimo e ai convertiti dal Giudaismo, residenti nella città di Roma, all’epoca considerata il centro del mondo. Dagli esegeti è ritenuto uno scritto che compendia in sè l’intero pensiero di Paolo. Or dunque, Paolo ci dice subito che siamo in Pace con Dio Padre grazie a Gesù Cristo. Allude alla passione, morte e resurrezione di Cristo, che come ben sappiamo ci ha abilitati in Lui e con Lui ad essere figli del Padre Celeste e lo Spirito Santo ce nè dà conferma. (cf. Gal 4,4-6). Ci esorta, dunque, a vantarci di questa realtà di cui siamo stati rivestiti, e a vantarci anche nelle tribolazioni! Un’osservazione va fatta: Paolo non esclude dalla vita dei credenti in Cristo le tribolazioni, quindi, la sofferenza che talvolta sembra accanirsi contro chi si sforza di compiere il volere di Dio. Ma bensì Paolo ci svela un bel segreto che è quello che distingue, o ahimè! Dovrebbe distinguere noi Cristiani dal resto del “mondo”, ossia ci dice che lo Spirito Santo che ci è stato donato dal Padre nel Figlio suo Gesù Cristo ha posto la sua Dimora nei nostri cuori! E’ questa dev’essere per noi una GRANDE SPERANZA CHE DIO NON CI DELUDERA’! Ma che tuttavia, malgrado le sofferenze e le persecuzioni che non mancheranno mai al Popolo di Dio, se le viviamo in Cristo e con Cristo con la perseveranza nella PREGHIERA soprattutto, e nell’ascolto della PAROLA di Dio, Dio le trasformerà in un bene per noi e per il prossimo che ci è accanto! Poichè ritengo che l’arte di Dio consiste in questo: da un male peggiore trarne un bene MIGLIORE! Per cui edificati da questa Parola, sforziamoci di restare saldi in Cristo, servendo il Padre Celeste coi doni di cui ci riveste lo Spirito Santo. Così facendo, saremo degni soldati di Cristo e il maligno che è sempre in agguato specie con chi si sforza di servire Cristo, sarà scacciato dalla Potenza del nostro Dio! Che già medinte il “Si” della Vergine Maria lo ha sconfitto e abbattuto con L’AMORE! Tuttavia, noi Cristiani nel nostro tempo e durante il nostro pellegrinaggio terreno, siamo provati dal male, Dio stesso permette questo, per renderci sempre più conformi al suo Amore e per manifestarsi quale Signore Onnipotente nella nostra vita! Invitandoci ad essere vigilanti nella perseveranza della fede in Lui e dell’Amore a Lui che si concretizza nell’Amore che manifestiamo al prossimo, in attesa del suo Glorioso ritorno e del compimento definitivo della nostra salvezza che avverà nel Giorno del Giudizio Universale.

Preghiera
Dio Padre Onnipotente, te ne prego proteggi e custodisci i tuoi figli da ogni male, illuminali con la tua Parola affinchè possano discernere quale direzione tu vuoi che intraprendano, al fine di renderti grazie e servirti come tu desideri in Cristo tuo figlio e nostro Signore, edificali con la Speranza che non DELUDe nei momenti di sconforto e arrecagli un sollievo di pace con il tuo Eterno Amore. Te lo chiedo per Gesù Cristo nostro Salvatore! Amen

Publié dans:Lettera ai Romani |on 28 décembre, 2016 |Pas de commentaires »

Saint Stephen, Deacon and Martyr

 Saint Stephen, Deacon and Martyr dans immagini sacre saint-stephen-2

https://forallsaints.wordpress.com/2010/12/27/saint-stephen-deacon-and-martyr/

Publié dans:immagini sacre |on 26 décembre, 2016 |Pas de commentaires »
12345

Une Paroisse virtuelle en F... |
VIENS ECOUTE ET VOIS |
A TOI DE VOIR ... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | De Heilige Koran ... makkel...
| L'IsLaM pOuR tOuS
| islam01