Archive pour novembre, 2016

REVELATION 22_01-ALPHA AND OMEGA … APOCALYPSE 22

REVELATION 22_01-ALPHA AND OMEGA ... APOCALYPSE 22 dans immagini sacre 13%20CIMABUE%20APOCALYPTICAL%20CHRIST

http://www.artbible.net/2NT/REVELATION%2022_01-ALPHA%20AND%20OMEGA%20…%20APOCALYPSE%2022/slides/13%20CIMABUE%20APOCALYPTICAL%20CHRIST.html

Publié dans:immagini sacre |on 14 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

GLI ULTIMI TEMPI – CF. SAN PAOLO AI TESSALONICESI, I EPISTOLA 4:16-17

http://camcris.altervista.org/ultimitempi.html

(non c’è l’autore, ma il sito propone testi ottimi, potrebbe essere chiesa orientale)

GLI ULTIMI TEMPI – CF. SAN PAOLO AI TESSALONICESI, I EPISTOLA 4:16-17

Il Signore Gesù scenderà dal cielo con grido di comando, e prima risusciteranno i credenti morti. Poi i corpi dei veri cristiani, ancora in vita, saranno trasformati e portati insieme ai credenti risorti sulle nuvole a incontrare il Signore nell’aria per essere sempre con Lui.
Dio ha preannunciato che le condizioni dell’umanità peggioreranno al punto che Egli interverrà con i terribili giudizi descritti nell’Apocalisse.
Già oggi il quadro della nostra società corrisponde alla seguente profezia dell’apostolo Paolo: « Negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza », cioè porteranno il nome di cristiani senza esserlo (II Timoteo 3:1-5).
La nostra società è invasa da un’ondata di sporcizia e degenerazione morale. Ciò che è perverso agli occhi di Dio diventa sempre più accettato dal mondo. Gli ambienti religiosi non sono da meno; esistono delle associazioni di preti e pastori omosessuali, e in molti ambienti le relazioni prematrimoniali non vengono più definite come fornicazione. Gesù predisse che al suo ritorno la situazione sulla terra sarebbe stata come nei giorni prima del diluvio (Matteo 24:37).
È doloroso che dopo tanto progresso in tutti i campi l’uomo sia moralmente a questo livello. Se sfogliamo le pagine della storia rimaniamo inorriditi nel considerare le atrocità commesse per falsi ideali.

IL RITORNO DI GESÙ CAMBIERÀ LA SITUAZIONE UMANA
Il mondo fisico non finirà così presto come certi falsi profeti predicono, però la società, in contrasto con il pensiero di Dio, verrà radicalmente abbattuta. « Il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza » (II Tess. 1:7-9; cfr. Apoc. 19:11-15).
« Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno » (I Tess. 5:3).

I SEGNI CHE ANNUNCIANO IL RITORNO DI GESÙ CRISTO
La seconda venuta di Gesù sarà caratterizzata da vari segni tutti predetti da Lui stesso. Prima di enumerarli vogliamo richiamare l’attenzione su un fatto importante. Nessun avvenimento di grande importanza, o castigo (il diluvio, la distruzione di Sodoma, la caduta di Babilonia, quella di Gerusalemme, ecc.) si è verificato nella storia senza che Dio non lo avesse predetto molto tempo prima, per dare agli uomini il tempo di ravvedersi della loro condotta e sfuggire così al suo giusto giudizio.
Anche oggi, prima della manifestazione della Sua ira, Dio avverte l’umanità per mezzo della Sua Parola di ravvedersi, e invita a convertirsi a Gesù e a riceverLo come Salvatore e Signore (Atti 17:30-31).

1. L’APOSTASIA FINALE
Gesù introdusse il discorso del suo ritorno con l’avvertimento: « Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: « Io sono il Cristo ». E ne sedurranno molti. … Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto » (Matteo 24:4-5, 11, 24-25). Secondo la predizione di Gesù ci saranno negli ultimi tempi dei movimenti che nel Suo nome faranno segni e prodigi. Molti pretenderanno di poter entrare nel Regno dei cieli perché avranno profetizzato, cacciato demoni e fatto molte opere potenti nel nome di Gesù, ma Egli dichiarerà loro che non li ha mai conosciuti (Matteo 7:22).
L’apostolo Paolo predisse: « Quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione » (II Tessalonicesi 2.3). Egli scrisse ancora che si avrebbe dato retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni (I Timoteo 4:1).
Assistiamo ad una crescente nascita di nuove religioni. Dottrine di demoni fanno strage fra gli abitanti della terra, senza risparmiare il popolo di Dio.

Si insegna:
tutte le religioni sono sorte per volontà di Dio e portano a Dio;
ma Gesù ha detto: « Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me » (Giovanni 14:6);
l’uomo è fondamentalmente buono, deve solo imparare a controllare la propria mente;
ma Dio dichiara: « Non c’è sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai » (Ecclesiaste 7:20); « Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio » (Romani 3:23); « Le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto » (Isaia 59:2);
ci sono diversi mediatori tra gli uomini e Dio;
ma è scritto: « C’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù » (1 Timoteo 2:5);
si può essere salvati mediante religioni, devozione ai santi defunti, praticando opere buone;
ma la Bibbia avverte: « In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati » (Atti 4:12); « È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti » (Efesini 2:8,9);
Cristo è un simbolo, un’esperienza cosmica o mistica;
ma la Bibbia dichiara: « Nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre » (Filippesi 2:10,11);
non esiste una vita dopo la morte, né una punizione eterna;
ma Dio ne ha parlato largamente nelle Sacre Scritture, e Gesù stesso ha parlato più volte e in modo molto chiaro sia dell’inferno che della resurrezione;
si insegna anche che noi siamo Dio, il divino è dappertutto e lo si può raggiungere con la meditazione;
chi è ammalato è inevitabilmente in peccato o manca di fede;
la consultazione di oroscopi e cartomanti per conoscere il futuro;
radioestesia, pranoterapia, omeopatia, agopuntura, yoga, ecc. per riacquistare la salute;
l’uso del pendolo, talismani, medagliette, amuleti, filtri d’amore, cristalli, magia « bianca »;
la possibilità di soccorrere i morti con preghiere rivolte ad altri morti, buone opere e messe;
le nuove rivelazioni, segreti e apparizioni mistiche « cristiane » che verrebbero da Dio;
e molte altre dottrine simili.
Anche la partecipazione a sedute spiritiche trasmesse in TV, la visione di film e trasmissioni anche per ragazzi, che attingono all’occulto, alla magia e al paganesimo, preparano l’anima di grandi e piccoli all’invasione demoniaca. Il proliferare incontrollato e sempre crescente di tali insegnamenti è un’ulteriore conferma del fatto che stiamo vivendo negli ultimi tempi, e che dunque Gesù sta per ritornare.

2. GUERRE
Gesù proseguì poi dicendo: « Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno » (Matteo 24.6-7).
Dal 1945-1978, in 33 anni, vi sono stati 133 conflitti militari.
Dal 1978-1987, in soli 9 anni, ci sono state circa 70 guerre locali, cioè il 50% in più del periodo precedente.
Ai nostri giorni, aumentano esponenzialmente il terrorismo, le guerre, e conflitti di ogni tipo.

3. MOVIMENTI INSURREZIONALI
Le agitazioni e le guerre etniche dei popoli sono un segno dei tempi profetizzati dal Signore.
Gesù disse una parabola: « Osservate il fico e tutti gli altri alberi. Quando cominciano a germogliare, voi riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina. Così anche voi, quando vedete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino » (Luca 21:29-31) .
Il fico è il simbolo del popolo d’Israele, mentre gli altri alberi sono il simbolo delle nazioni (Ezechiele 31). Il ritorno d’Israele nella Palestina dopo 2000 anni di dispersione e l’indipendenza di molti stati afro-asiatici sono già fatti storici. Da ciò sappiamo che il Regno di Dio è vicino.
Gesù predisse che « Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni finché i tempi delle nazioni siano compiuti » (Luca 21:24). Nell’anno 1967 Israele riconquistò Gerusalemme. Il tempo delle nazioni sta per finire.
L’ultima guerra sarà particolarmente disastrosa. La terza parte degli uomini (che sarebbero oggi circa due miliardi) sarà uccisa nel conflitto (Apocalisse 9:18).

4. CARESTIE
Gesù predisse delle carestie (Matteo 24:7; vedi anche Apocalisse 6:5-6).
Il mondo è diviso in due parti. Mentre nell’occidente gli uomini hanno abbondantemente da mangiare, altrove esiste una miseria cronica. Giorno dopo giorno muoiono di fame e malattie intorno alle 140.000 persone.
Questa situazione si inasprirà nel prossimo futuro, dato che i popoli poveri, i quali già oggi non possono nutrirsi in modo sufficiente, si moltiplicano più rapidamente di quelli ricchi.

5. TERREMOTI
L’aumento dei terremoti è impressionante. Secondo la statistica dell’osservatorio di Strasburgo risulta che
nel XVII secolo furono registrati – 378 terremoti (il che non esclude che se ne verificarono altri, che non sono stati registrati.
nel XVIII secolo – 640 terremoti
nel XIX secolo (fino al 1930) – 2119 terremoti.
Oggi non si fa più in tempo di contarli. Inoltre gli alluvioni, i tifoni, gli uragani seminano sempre più stragi, rovine e lutti.
« …tutto questo non sarà che principio di dolori » (letteralmente: doglie di parto – Matteo 24.8). Le doglie aumentano d’intensità man mano che si avvicina l’ora del parto.

6. L’ANTICRISTO
Secondo la profezia biblica dovrà sorgere l’ultimo impero della storia, che raggrupperà gli Stati europei. Poi si manifesterà il grande dittatore degli ultimi tempi: l’Anticristo che governerà per sette anni.
Il mondo lo acclamerà come liberatore. Egli stabilirà un patto di « pace » con le nazioni ed il popolo d’Israele, ingannato da lui, lo acclamerà come Messia e come Cristo. Dopo tre anni e mezzo romperà questo patto e rivelerà la sua natura satanica. Allora ci sarà una grande tribolazione, un periodo di persecuzioni, di fame, di pestilenze e terremoti. L’Anticristo obbligherà tutti a portare un marchio sulla mano destra o sulla fronte, senza il quale nessuno potrà comprare o vendere. Coloro che rifiuteranno di portarlo saranno uccisi. Ma chiunque accetterà quel marchio (il nome dell’Anticristo o il suo numero, che è 666) sarà eternamente condannato da Dio (Daniele 9:24-27; Matteo 24:15, 21-22; Apocalisse 13:11-18; 14:9-11; II Tessalonicesi 2:8).
Ai nostri giorni (2000) siamo già nella piena formazione degli Stati Uniti d’Europa come unità politica, economica e militare.
In questo tempo, nel momento stabilito dal Signore, si dovrà compiere il meraviglioso avvenimento conosciuto come rapimento della Chiesa, ossia la sparizione istantanea di coloro che sono fedeli a Cristo e alla sua Parola.
I segni che caratterizzano il ritorno del Signore, si adempiono davanti agli occhi nostri con ritmo crescente, perciò non c’è tempo da perdere. Come l’apostolo Pietro esortiamo: « Salvatevi da questa perversa generazione » (Atti 2:40).

CHE COSA BISOGNA FARE?
Occorre:
Ravvedersi dei propri peccati confessandoli a Gesù e chiederne il perdono,
accettare la salvezza che Egli ti offre grazie al suo sacrificio sulla croce,
e fare di Lui il Signore della propria vita, seguendoLo giorno per giorno.
Con questo atto di fede in Gesù Cristo puoi ricevere la vita eterna e diventare un figlio di Dio (Giovanni 1:12; 3:36).
Che tu possa aprire il tuo cuore all’amore di Gesù Cristo, che ti ama ed è morto per pagare con il suo sangue anche il debito dei tuoi peccati!
Solamente accettando Gesù come Salvatore e vivendo per Lui, potrai sfuggire ai terribili giudizi che si profilano all’orizzonte e ad una eternità ancora più terribile.
Se lo Spirito Santo ha svegliato la tua coscienza non ignorare il suo ammonimento finché non hai realizzata la salvezza in Gesù Cristo, l’Unico che ti può salvare.

 

Publié dans:Lettera ai Tessalonicesi - prima |on 14 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

LA PARUSIA NELLE LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19150618_parusia-paolo_it.html

PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA

LA PARUSIA OVVERO LA SECONDA VENUTA DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO NELLE LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO

Ai seguenti dubbi presentati, la Pontificia Commissione biblica ha deciso di rispondere come segue:

1. Per risolvere le difficoltà che si incontrano nelle lettere di San Paolo e degli altri apostoli quando si tratta della «parusia», come la chiamano, cioè della seconda venuta di nostro Signore Gesù Cristo, è permesso all’esegeta cattolico asserire che gli Apostoli, sebbene sotto l’ispirazione dello Spirito Santo non insegnino alcun errore, hanno ciononostante espresso i propri sentimenti umani nei quali può subentrare l’errore o l’inganno?
Risposta: No.

II. Avendo presente l’autentica nozione dell’ufficio apostolico e la indubbia fedeltà di San Paolo alla dottrina del Maestro, come anche il dogma cattolico dell’ispirazione e dell’inerranza delle Sacre Scritture, secondo il quale tutto ciò che l’agiografo asserisce, enunzia, insinua, si deve ritenere come asserito, enunciato, insinuato dallo Spirito Santo, e avendo esaminato i testi delle lettere dell’Apostolo in sé considerati, del tutto consoni al modo di parlare del Signore stesso, è opportuno sostenere che l’apostolo Paolo nei suoi scritti non abbia affermato alcuna cosa che non concordi perfettamente con quella ignoranza del tempo della parusia che Cristo stesso proclamò essere propria degli uomini?
Risposta: Sì.

III. Avendo prestato attenzione all’espressione greca «noi i vivi, i superstiti» e avendo considerata l’esposizione dei Padri, in primo luogo di San Giovanni Crisostomo, profondo conoscitore sia della lingua patria, sia delle lettere paoline, è lecito rifiutare come troppo forzata e priva di solido fondamento l’interpretazione tradizionale nelle scuole cattoliche (accettata anche dagli stessi riformatori del secolo XVI) che spiega le parole di Paolo in 1Ts 4,15-17 senza in alcun modo coinvolgere l’affermazione di una parusia tanto prossima che l’Apostolo conti se stesso e i suoi lettori fra i fedeli che superstiti andranno incontro a Cristo?
Risposta: No.

Il giorno 18 giugno 1915, nell’udienza benignamente concessa al Reverendissimo Segretario consultore sottoscritto, il nostro Santo Padre Benedetto Pp. XV ha ratificato le suddette risposte e ha comandato di pubblicarle.

Lorenzo JANSSENS, O.S.B.
Ab. tit. di Monte Blandino
Segretario consultore

Publié dans:PARUSIA (LA) |on 14 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

6«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Luca 21,6

6«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Luca 21,6 dans immagini sacre img3

Publié dans:immagini sacre |on 10 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

OMELIA XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) (17/11/2013)

http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=30270

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) (17/11/2013)

Gesù verrà di nuovo a giudicare i vivi e i morti

padre Antonio Rungi

Nel credo noi professiamo questa verità di fede fondamentale per la nostra vita presente e per quella futura. Riguardo a Gesù Cristo, Figlio di Dio, inviato nel mondo a salvare l’umanità mediante la croce e risurrezione, il Simbolo Apostolico ci fa dire con la mente, le labbra e soprattutto con il cuore. « Egli di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine ». E’ la professione di fede nel secondo avvento di Cristo sulla terra e sul giudizio universale.
In queste ultime domeniche dell’anno liturgico ci vengono richiamate all’attenzione le verità ultime della vita umana e cristiana: la morte, il giudizio, ma anche l’inferno e il paradiso. Meditare su queste realtà ci aiuta a vivere meglio nell’orizzonte dell’eternità, senza deprimerci o scoraggiarci affatto, sapendo che passeremo, inevitabilmente, per queste realtà e verità.
In ragione di tutto questo abbiamo il sacrosanto dovere di vigilare sulla nostra condotta morale e di perseverare sino alla fine nel nostro proposito di santità. Vigilanza e perseveranza sono i due termini che oggi ci spingono a fare della nostra celebrazione eucaristica un’occasione per ripromettere a noi stessi, davanti alla severità della parola di Dio che non inganna mai, di non ingannarci e di non ingannare gli altri, ma di camminare nella verità che ci fa liberi e rende libero il cuore di tante persone che non credono affatto all’eternità, né al giudizio universale.
Il profeta Malachia, nel significativo anche se sintetico brano della prima lettura della liturgia della parola di oggi, ci riporta alla realtà della vita e della storia dell’umanità. Se il giudizio di Dio appare severo e forse anche terribile per quanti vivono in peccato e fanno del male, per le persone buonde, sante, generose, pacifiche, rette e giuste, tale giorno viene visto e valutato come un giorno positivo, il giorno più luminoso per l’umanità perché sorgerà il sole di giustizia e i raggi luminosi riscalderanno il cuore del mondo. Sarà il giorno dell’amore universale e della ricapitolazione in Cristo di ogni cosa, nell’amore e della giustizia, nella separazione definitiva tra il bene e il male, senza più possibilità di confondersi e soprattutto il male condizionare il bene ed apparire per bene quando non lo è affatto.
La prospettiva della pace universale e della verità assoluta è ben sintetizzata nell’antifona di ingresso della messa di oggi e nella preghiera comune della colletta, molto bella per esprimere il senso più vero della vita in Dio mediante Gesù Cristo. Quante vicende liete il Signore ci ha fatto sperimentare lungo i pochi o molti giorni della nostra vita! Quante vicende tristi hanno contrassegnato la storia dell’umanità da sempre e soprattutto oggi e non ultimo in questi giorni con le tragedie che colpiscono persone innocenti ed inermi, con i vari disastri naturali. Nonostante questi patimenti diretti o indiretti, il nostro sguardo deve continuare ad essere fisso, con la virtù della speranza che ci sostiene in ogni situazione di emergenza, in Colui che è la vita per sempre: Gesù e il suo regno futuro. Nell’attesa di questo Regno non possiamo stare con le mani conserte, chiusi su noi stessi e dentro i nostri pensieri e preoccupazioni della vita. Dobbiamo lavorare alacremente non solo per conquistarci il cibo materiale, ma soprattutto quello spirituale.
Ce lo dice a caratteri cubitali e con chiarezza assoluta, senza fraintendimenti di sorta, l’Apostolo Paolo nel brano della seconda lettura di oggi, tratta dalla sua lettera ai Tessalonicesi. Lavorare onestamente per guadagnarsi il pane e parimenti vivere in modo retto perché il rischio di una vita moralmente disordinata può riguardare tutti, in quanto la cultura dell’effimero, del passeggero, del piacere, del materialismo può invadere la coscienza anche delle figure più emblematiche della comunità dei credenti. I moniti continui di Papa Francesco ci mettono davanti alle nostre responsabilità morali. Con Dio e con la salvezza della nostra anima non si scherza, né si banalizza ciò che il Signore, attraverso la voce autorevole del successore di Pietro, oggi dice con estrema chiarezza, semplicità ed incidenza a quanti vogliono non « fare » i cristiani, ma « vivere » da cristiani, essere cristiani non occasionalmente, ma sempre, non per alcuni, ma per tutti gli aspetti.
Alla luce di queste verità si comprende il brano del vangelo di oggi, molto duro e forte per gli argomenti che affronta e ci propone, sui quali dobbiamo meditare seriamente per il nostro bene, in questa terra e per l’eternità, che per noi inizierà una volta per sempre con la nostra morte corporale.
Mi sembra la fotografia esatta della vita umana e della storia del mondo di oggi e di sempre. Tante volte si è fissato in un anno e in un giorno particolare di esso la fine del mondo. Finora non è successo e per ora non succederà, ma certamente arriverà. Una fine di certi valori e sensibilità oggi è da registrarsi a vari livelli: da quello prettamente personale a quello familiare, sociale, economico, mondiale, naturale, umano. Parole forti che ci fanno riflettere: « Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome ». E poi « Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo ».
Il genere letterario apocalittico che è utilizzato in questo brano potrebbe spaventarci e mettere ansia nel nostro cuore. Le parole hanno un significato preciso, i fatti sono invece la realtà della vita di oggi. Guardiamo intorno e vediamo se tutto quello che sta accadendo nel mondo non possa essere indicato come propedeutico alla fine del mondo causato dalle mani dell’uomo?
Come vorremmo essere in sintonia con il Salmo responsoriale di oggi: « Risuoni il mare e quanto racchiude, il mondo e i suoi abitanti. I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne davanti al Signore che viene a giudicare la terra ». Purtroppo ancora oggi il mare, l’acqua, la violenza della natura hanno fatto strage nelle Filippine causando migliaia di vittime ed aumentando i tanti problemi relativi alla sopravvivenza di tanti milioni di persone, soprattutto dei bambini.
Signore liberaci da questi terribili eventi disastrosi della natura che portano tanto dolore nel cuore dell’uomo. Amen.

Publié dans:OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |on 10 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

Philemon, From slave to son

Philemon, From slave to son dans immagini sacre reconciliation-e1379356376255

http://www.quickandpowerful.org/wp-content/uploads/2013/09/reconciliation-e1379356376255.jpg

Publié dans:immagini sacre |on 9 novembre, 2016 |Pas de commentaires »

PAPA FRANCESCO – 35. Visitare i malati e i carcerati – (« il grande Paolo » cit)

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2016/documents/papa-francesco_20161109_udienza-generale.html

PAPA FRANCESCO – 35. Visitare i malati e i carcerati – (« il grande Paolo » cit)

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro

Mercoledì, 9 novembre 2016

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La vita di Gesù, soprattutto nei tre anni del suo ministero pubblico, è stata un incessante incontro con le persone. Tra queste, un posto speciale hanno avuto gli ammalati. Quante pagine dei Vangeli narrano questi incontri! Il paralitico, il cieco, il lebbroso, l’indemoniato, l’epilettico, e innumerevoli malati di ogni tipo… Gesù si è fatto vicino a ognuno di loro e li ha guariti con la sua presenza e la potenza della sua forza risanatrice. Pertanto, non può mancare, tra le opere di misericordia, quella di visitare e assistere le persone malate.
Insieme a questa possiamo inserire anche quella di essere vicino alle persone che si trovano in prigione. Infatti, sia i malati che i carcerati vivono una condizione che limita la loro libertà. E proprio quando ci manca, ci rendiamo conto di quanto essa sia preziosa! Gesù ci ha donato la possibilità di essere liberi nonostante i limiti della malattia e delle restrizioni. Egli ci offre la libertà che proviene dall’incontro con Lui e dal senso nuovo che questo incontro porta alla nostra condizione personale.
Con queste opere di misericordia il Signore ci invita a un gesto di grande umanità: la condivisione. Ricordiamo questa parola: la condivisione. Chi è malato, spesso si sente solo. Non possiamo nascondere che, soprattutto ai nostri giorni, proprio nella malattia si fa esperienza più profonda della solitudine che attraversa gran parte della vita. Una visita può far sentire la persona malata meno sola e un po’ di compagnia è un’ottima medicina! Un sorriso, una carezza, una stretta di mano sono gesti semplici, ma tanto importanti per chi sente di essere abbandonato a se stesso. Quante persone si dedicano a visitare gli ammalati negli ospedali o nelle loro case! È un’opera di volontariato impagabile. Quando viene fatta nel nome del Signore, allora diventa anche espressione eloquente ed efficace di misericordia. Non lasciamo sole le persone malate! Non impediamo loro di trovare sollievo, e a noi di essere arricchiti per la vicinanza a chi soffre. Gli ospedali sono vere “cattedrali del dolore”, dove però si rende evidente anche la forza della carità che sostiene e prova compassione.
Alla stessa stregua, penso a quanti sono rinchiusi in carcere. Gesù non ha dimenticato neppure loro. Ponendo la visita ai carcerati tra le opere di misericordia, ha voluto invitarci, anzitutto, a non farci giudici di nessuno. Certo, se uno è in carcere è perché ha sbagliato, non ha rispettato la legge e la convivenza civile. Perciò in prigione, sta scontando la sua pena. Ma qualunque cosa un carcerato possa aver fatto, egli rimane pur sempre amato da Dio. Chi può entrare nell’intimo della sua coscienza per capire che cosa prova? Chi può comprenderne il dolore e il rimorso? È troppo facile lavarsi le mani affermando che ha sbagliato. Un cristiano è chiamato piuttosto a farsene carico, perché chi ha sbagliato comprenda il male compiuto e ritorni in sé stesso. La mancanza di libertà è senza dubbio una delle privazioni più grandi per l’essere umano. Se a questa si aggiunge il degrado per le condizioni spesso prive di umanità in cui queste persone si trovano a vivere, allora è davvero il caso in cui un cristiano si sente provocato a fare di tutto per restituire loro dignità.
Visitare le persone in carcere è un’opera di misericordia che soprattutto oggi assume un valore particolare per le diverse forme di giustizialismo a cui siamo sottoposti. Nessuno dunque punti il dito contro qualcuno. Tutti invece rendiamoci strumenti di misericordia, con atteggiamenti di condivisione e di rispetto. Penso spesso ai carcerati … penso spesso, li porto nel cuore. Mi domando che cosa li ha portati a delinquere e come abbiano potuto cedere alle diverse forme di male. Eppure, insieme a questi pensieri sento che hanno tutti bisogno di vicinanza e di tenerezza, perché la misericordia di Dio compie prodigi. Quante lacrime ho visto scendere sulle guance di prigionieri che forse mai in vita loro avevano pianto; e questo solo perché si sono sentiti accolti e amati.
E non dimentichiamo che anche Gesù e gli apostoli hanno fatto esperienza della prigione. Nei racconti della Passione conosciamo le sofferenze a cui il Signore è stato sottoposto: catturato, trascinato come un malfattore, deriso, flagellato, incoronato di spine… Lui, il solo Innocente! E anche san Pietro e san Paolo sono stati in carcere (cfr At 12,5; Fil 1,12-17). Domenica scorsa – che è stata la domenica del Giubileo dei Carcerati – nel pomeriggio è venuto a trovarmi un gruppo di carcerati padovani. Ho domandato loro che cosa avrebbero fatto il giorno dopo, prima di tornare a Padova. Mi hanno detto: “Andremo al carcere Mamertino per condividere l’esperienza di san Paolo”. È bello, sentire questo mi ha fatto bene. Questi carcerati volevano trovare Paolo prigioniero. È una cosa bella, a me ha fatto bene. E anche lì, in prigione, hanno pregato ed evangelizzato. È commovente la pagina degli Atti degli Apostoli in cui viene raccontata la prigionia di Paolo: si sentiva solo e desiderava che qualcuno degli amici gli facesse visita (cfr 2 Tm 4,9-15). Si sentiva solo perché la grande maggioranza lo aveva lasciato solo … il grande Paolo.
Queste opere di misericordia, come si vede, sono antiche, eppure sempre attuali. Gesù ha lasciato quello che stava facendo per andare a visitare la suocera di Pietro; un’opera antica di carità. Gesù l’ha fatta. Non cadiamo nell’indifferenza, ma diventiamo strumenti della misericordia di Dio. Tutti noi possiamo essere strumenti della misericordia di Dio e questo farà più bene a noi che agli altri perché la misericordia passa attraverso un gesto, una parola, una visita e questa misericordia è un atto per restituire gioia e dignità a chi l’ha perduta.

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