LE VIRTU’ CARDINALI: LA FORTEZZA – 1

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LE VIRTU’ CARDINALI: LA FORTEZZA – 1

Un esempio di fortezza La Signora del sogno dei nove anni aveva detto a Giovannino Bosco, mostrandogli una moltitudine di capretti, cani, gatti, orsi: “Renditi umile, forte e robusto, e ciò che ora vedrai succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i miei figli”. E d’improvviso, al posto di quegli animali comparvero altrettanti agnelli mansueti che belavano, correvano e saltellavano. “Non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità dovrai guadagnare questi tuoi piccoli amici”, gli aveva detto il Personaggio che gli era comparso prima nel sogno. Umiltà: Don Bosco sapeva bene che ogni cosa buona viene da Dio, per questo non si è mai insuperbito per i grandi risultati delle sue opere. Robustezza: Don Bosco ha sempre dimostrato grande robustezza fisica, e per questo ha potuto affrontare disagi e fatiche e un lavoro quotidiano senza soste di riposo. Fortezza: questo dono dello Spirito Santo lo ha reso davvero forte nello spirito e perseverante nell’affrontare vittoriosamente 62 anni di sudori e di sacrifici per il bene dei suoi ragazzi e tantissime altre persone che accorrevano a lui.

In che consiste la Virtù Cardinale della Fortezza Così recita il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1808: 1) La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. 2) Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli, nella vita morale. 3) La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni. 4) Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. 5) “Mia forza e mio vanto è il Signore” (Sal 118,14). “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).

Preghiamo con il Salmo 17 Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza. Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali. Nel mio affanno invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido. Il Signore tuonò dal cielo, apparve il fondo del mare, si scoprirono le fondamenta del mondo. Stese la mano dall’alto e mi prese, mi sollevò dalle grandi acque, mi liberò da nemici potenti, da coloro che mi odiavano ed eran più forti di me. Mi portò al largo, mi liberò perché mi vuol bene.

La fortezza e la ricerca del bene Prima di tutto, la virtù della fortezza assicura da parte di Dio la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Per ogni cristiano il bene, il vero e supremo bene è il Signore Gesù nostro unico Salvatore. Sovente noi ci troviamo di fronte a terribili dubbi, tentennamenti, proposte allettevoli che vorrebbero farci deviare dal nostro Signore fino al punto di rinnegarlo, cambiando credo e religione. Qui parliamo della fortezza che non è la supremazia dei muscoli, del denaro, della tirannia, ma di una fortezza spirituale che ci viene dall’alto, e che conferma la risposta sicura e incrollabile agli interrogativi che San Paolo si pone nella lettera ai Romani, capitolo 8,35-39. “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?”. Non le tribolazioni né i pericoli, non la fame né la nudità e neppure la spada. Nulla, dunque. Perché la forza dell’amore di Dio ci ha conquistati e ci ha resi come una fortezza invincibile; perché nessuna creatura ci potrà separare dall’amore di Cristo Gesù. Certo, quando uno non prega, non legge a dovere la Bibbia, non frequenta la Santa Messa domenicale e i sacramenti, quando uno ascolta più volentieri i nemici della Chiesa e di Gesù Cristo, costui rischia sempre di rinnegare il vero Dio e di mettersi tra coloro che rifiutano lo Spirito Santo.

Preghiamo con il Salmo 1 Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti. Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina.

Fortezza nelle tentazioni La virtù della fortezza “rafforza la decisione di resistere alle tentazioni” che ci vengono dal mondo e dalla stessa nostra fragilità. È un dono che ci rende capaci di essere fedeli alla vocazione cristiana nello stato in cui ognuno di noi si trova, rispondendo con decisione contro ogni sollecitudine cattiva che vuole farci cadere nella trappola del Maligno. Siamo chiamati a essere vigilanti come le cinque vergini sagge che attendono lo sposo. Non deve mancare in noi l’olio della preghiera allo Spirito Santo, perché questa supplica continua accompagnata dalla vigilanza, formi una vera barriera quando ci assalgono le tentazioni e ci colpiscono le sofferenze che si abbattono a grappoli su di noi. Tutto questo ci rende pazienti ma di una pazienza fatta di fortezza e di fermezza, capace di affrontare mille ostacoli e di suscitare in noi stupende energie di rinnovamento spirituale per noi e per i nostri fratelli.

Preghiamo con il Salmo 7 Signore, mio Dio, in te mi rifugio: salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, levati contro il furore dei nemici, alzati per il giudizio che hai stabilito. Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; rafforza l’uomo retto, tu che provi mente e cuore, Dio giusto. La mia difesa è nel Signore, egli salva i retti di cuore. Loderò il Signore per la sua giustizia e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.

Don Timoteo Munari SDB

Publié dans : VIZI E VIRTÙ |le 17 novembre, 2015 |Pas de Commentaires »

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