1.LA SANTITÀ DI SAN PAOLO EBBE PRINCIPIO IL GIORNO DELLA SUA CONVERSIONE (Alberione)

http://www.alberione.org/100anni/documenti/convspaolo/alberione-mese.pdf

DON GIACOMO ALBERIONE – MESE A SAN PAOLO

Sesto giorno – Conversione di San Paolo.

1.LA SANTITÀ DI SAN PAOLO EBBE PRINCIPIO IL GIORNO DELLA SUA CONVERSIONE. Ora: che cosa è la conversione? E’ un cambiamento, è un mutare strada, è un prendere un altro metodo di vita. Importa: cambiamento di pensieri, di desideri, di opere: cioè che il convertito cominci a stimare quanto prima disprezzava e disprezzare ciò che prima
stimava. La conversione non si può soltanto avere cambiando religione, o lasciando una vita di vizi1 e di peccati: si può anche verificare lasciando certi difetti. Chi da disobbediente si fa obbediente, da pigro si fa laborioso, da freddo diventa fervoroso, da superbo diviene umile: si converte. In questo senso la Chiesa ogni giorno mette in
bocca ai suoi sacerdoti questa preghiera: Signore, degnatevi convertirci: e il Venerabile Olier2 chiedeva e proponeva spesso di convertirsi.
2.La conversione di San Paolo3 fu così straordinaria, così completa, così stabile che la chiesa ha creduto di ricordarla con una festa speciale che si deve celebrare in tutto il mondo solennemente. Fu straordinaria più di quella di Pietro e di Sant’Agostino perché avvenne per un prodigio, avendolo Gesù atterrato sulla via di Damasco ed essendo Paolo allora così persuaso della verità della sua religione che era divenuto un vero e fiero persecutore della Chiesa: la sua conversione fu così
repentina che neppur Anania e gli Apostoli volevano crederla: fu così completa che egli cominciò subito4 a predicare Gesù Cristo con tanto ardore e tanta convinzione quanto prima ne aveva usate nell’incoraggiare i farisei a uccidere Santo Stefano e nel cercare di incarcerare i cristiani: fu così stabile che mai più egli ebbe un giorno di esitazione né per il tempo che passò nella solitudine, né durante i viaggi apostolici, né nelle sue prigionie.
3.San Paolo esortando gli Ebrei a convertirsi dice loro: Abbiate grande fiducia nella divina misericordia5: andate solo con sincero sentimento: portate una grande volontà di far meglio. Chi avesse dei peccati gravi dovrebbe fare una buona
confessione e cambiare radicalmente. – E gli altri? Scegliere il loro difetto principale, col consiglio del confessore: dichiararvi una guerra senza tregua: giorno per giorno pregare, promettere, esaminarsi; settimana per settimana renderne conto al Confessore; una grande vigilanza, una violenza costante. Si richiederanno anche anni ed anni; ma si riuscirà ad acquistare la virtù opposta: sarà la fede, sarà la carità, sarà
1Nel ms: vizzi.
2Jean-Jacques Olier (1608-1657), sacerdote francese; fondatore della « Società di San Sulpizio » (Sulpiziani) per la formazione del clero. Guidato spiritualmente da san Vincenzo de’ Paoli, l’Olier operò con risultati eccellenti sia nel ministero parrocchiale sia nella cura dei seminaristi. Vi fu chi, a motivo soprattutto della sua finezza di sentimento, lo accostò a san Francesco di Sales. La sua spiritualità, ispirata all’Oratorio francese e specialmente alla dottrina del cardinale de Bérulle, si caratterizza soprattutto per l’amore verso Cristo e la mistica unione con il Verbo incarnato.
3Il racconto della conversione, o vocazione, di san Paolo si può leggere in At 9,1-30. Come sappiamo, l’apostolo stesso racconta più volte il suo incontro decisivo con il Signore Gesù: At 22, 3-21; At 26, 2-23; Ga1 l, 11-24.
4subito: aggiunto nel ms.
5Cf Eb 4,16.

la umiltà, sarà l’obbedienza? Qualunque sia: è certo che in pratica è impossibile acquistare completamente una virtù, senza che con essa ne vengano molte altre. Esempio. Il fatto della conversione di San Paolo. Saulo, poi Paolo, persuaso della verità della religione ebraica, desiderava mettere a morte tutti i cristiani. Avendo ottenuto la facoltà di andare a Damasco e incarcerarne quanti troverebbe, si recava colà con soldati. Presso Damasco all’improvviso lo circondò uno splendore improvviso6 di luce e cadendo a terra udì una voce che diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? – Rispose: E chi sei, o Signore? – E questi: Io sono quel Gesù che tu perseguiti. – Tremando e stupito, Saulo rispose: Signore, che vuoi che io faccia? – E il Signore: Entra in città e ti sarà detto il da farsi. – I circostanti udivano, ma non vedevano: alzarono Saulo, che più non vedeva, e lo condussero per mano in Damasco. Vi rimase tre giorni pregando e digiunando. – In fine il Signore mandò al discepolo Anania una visione in cui l’avverti di cercare Saulo all’albergo, senza alcun timore, e di dargli il battesimo. – Così fece Anania: Saulo fu battezzato, riacquistò la vista, fu ripieno di Spirito Santo e di sapienza. Da quel giorno egli fu il più fervente fra gli Apostoli di Nostro Signore Gesù Cristo.
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Per umiltà rifiuta gli onori divini: V. Atti degli Apostoli7; oppure Bosco, Vita di San Paolo8, pag.27.
6Vocabolo aggiunto in un secondo momento, a margine del foglio. Probabilmente, l’Autore non si ricordava di aver già espresso lo stesso concetto con l’avverbio « all’improvviso ».
7Si tratta di una aggiunta a fondo pagina. Per questo riferimento, cf At 14,13ss.
8Si tratta di un’opera scritta da san Giovanni Bosco: « Vita di S. Paolo Apostolo dottore delle genti, per cura del Sacer. Bosco Giovanni », Torino, Tip. di G.B. Paravia e Comp., 1857. – Verosimilmente, Don Alberione avrà utilizzato una edizione più recente.

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