VASI DI TERRA E POTENZA DI DIO (2Cor 4,7)

http://www.ilritorno.it/rifl_pillole/47_vasi%20di%20terra.htm

VASI DI TERRA E POTENZA DI DIO

(inviataci da Claudia Guiati )

«Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.» 2 Corinzi 4:7

Hai mai visto un vaso di coccio? Nelle regioni del Sud, ed in tutto il Mediterraneo, viene ancora oggi usato nelle campagne per tenere in fresco l’acqua d’estate, oppure per l’olio e il vino. Oppure lo puoi vedere più spesso sui balconi per contenere i gerani.
Il coccio è molto fragile, forse ancor più del vetro, perché si può sbreccare o spaccare molto facilmente. Ha poco valore in sé stesso, perché spesso non ha decorazioni particolari, ma è semplicemente argilla che è stata impastata e modellata dal vasaio, e poi cotta o fatta asciugare al sole.
La Bibbia usa più volte l’immagine del vaso di coccio per rappresentare l’essere umano.
La Parola afferma che come il coccio, anche noi siamo tratti dalla terra, dalla polvere «Dio il SIGNORE formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un essere vivente.» (Genesi 2:7)
«Dice il Signore: «Ecco, quel che l’argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia.» (Geremia 18:6)
Siamo vasi di terra in mano a Dio: Egli ha formato il primo uomo prendendo un po’ di polvere, e donandogli quell’alito di vita che solo Lui poteva donare. Ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza, e tuttavia abbiamo in noi la fragilità della polvere, perché siamo esseri tratti “dalla terra”, esseri terreni e non celesti.
Questa origine così bassa ci dimostra tutta la nostra impotenza e fragilità. Noi che pensiamo di fare tutto ciò che vogliamo, di poter fare della nostra vita ciò che ci passa nella testa, dovremmo riflettere più spesso su questa fragilità! Dovremmo più spesso visitare un ospedale infantile, un asilo per anziani, una casa per disabili, perché così riusciremmo a ridimensionare l’immagine che abbiamo di noi stessi.
Basta un virus invisibile, uno squilibrio chimico nel nostro cervello, un’alterazione del DNA in una cellula per cambiare improvvisamente tutta la nostra vita da un giorno all’altro: e ci ritroviamo in un letto d’ospedale, per un ciclo di chemioterapia o per una dialisi che ci rende invalidi per sempre.
Paolo ha imparato bene la lezione dei vasi di terra: la sua vita è stata trasformata, capovolta, dalla mano di Dio, che ha fatto di lui ciò che voleva. L’incontro con Gesù Cristo sulla via di Damasco l’ha reso invalido per sempre perché ha provocato in lui un problema alla vista duraturo: questa menomazione fisica ha ridimensionato il suo orgoglio e l’ha obbligato a dipendere da altri.
« Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. » Dio si è servito delle vicende avverse della vita di Paolo, per obbligarlo a concentrarsi sulla potenza di Dio e non sulla sua. Egli ha imparato a mettere da parte l’orgoglio che gli derivava dai suoi natali, dalle scuole elevate che aveva frequentato, dalle proprie convinzioni religiose, ecc…
Ma torniamo a noi … per trarre una lezione importante dall’esperienza di Paolo.
Anche tu ed io abbiamo dei punti deboli, delle fragilità, dei difetti, degli squilibri caratteriali; poco importa l’immagine di perbenismo e di perfezione che cerchiamo di offrire al nostro prossimo! Noi ci conosciamo bene e Dio ci conosce ancora meglio!
Pensiamo di poter nascondere le nostre imperfezioni, i nostri difetti e i nostri peccati, per raggiungere il successo? Pensiamo proprio di poter riuscire a dimostrare a tutti che siamo i migliori, basandoci sulla nostra autosufficienza?
Come cristiani, abbiamo già compreso che è Dio che cambia la nostra vita, che ci trasforma; tuttavia, molto spesso, ce lo scordiamo e ricadiamo nei nostri inutili tentativi di dimostrare che siamo delle persone eccellenti. Crediamo di dover dimostrare al mondo che siamo dei buoni cristiani e questo ci fa indossare delle maschere ridicole: chi ci vive vicino sa benissimo che tutta questa parata di perbenismo nasconde un’umanità molto imperfetta.
Se avvengono dei cambiamenti in noi non è certo per merito nostro: qualsiasi cosa cambierà nel nostro comportamento o nelle nostre situazioni, sarà solo per merito di Dio, che utilizzerà la nostra debolezza per dimostrare la Sua potenza. Allora riusciremo a dire come Paolo: «Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica» (Filippesi 4:13)
Ricorda: “… affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.” Il vanto del nostro cambiamento non può essere attribuito a noi, perché la gloria del cristiano deve essere solo Dio!
Ora ti chiederai: “Come devo fare?” Considera la tua debolezza, quella che ti fa soffrire di più, perché ti fa sentire inadeguato e carente, considerala come un peccato da condannare e da giudicare. Poi prega il Signore, il tuo potente vasaio, di modellare questa tua debolezza a Suo piacimento, per dimostrare la Sua potenza e la Sua volontà.
Ci vorrà probabilmente molto tempo, perché i cambiamenti non sono mai troppo repentini; ma un giorno, guardando al passato, sarai stupito di constatare che sei cambiato molto … e in meglio!
Ti renderai conto che Dio ha compiuto un’opera che tu non saresti mai stato in grado di compiere; e, nel frattempo, avrai imparato a dipendere solo da Dio.
“E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Filippesi 1:6)

Claudia

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