TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (A) – LETTURE DELLA MESSA E COMMENTO

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TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (A)

FESTA DEL SIGNORE

Quando questa festa ricorre in domenica, si proclamano le tre letture qui indicate; se la festa ricorre in settimana si sceglie come prima lettura una delle due che precedono il Vangelo; il Salmo Responsoriale è sempre lo stesso.
Prima Lettura
Dal libro del profeta Daniele (7,9-10.13-14)
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco apparire, sulle nubi del cielo,
uno, simile ad un figlio di uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;
il suo potere è un potere eterno,
che non tramonta mai, e il suo regno è tale
che non sarà mai distrutto.

* Il libro di Daniele racchiude l’ultima pagina della storia di questo mondo. Il profeta Daniele mostra che il Cristo in gloria rivelerà in tutto il suo splendore il compimento della creazione e della redenzione, rivelerà la risurrezione dei morti e la regalità universale del Crocifisso.
Salmo Responsoriale (dal Salmo 96)
Splende sul suo volto la gloria del Padre.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Tu sei, Signore,
l’Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli déi.

Seconda lettura (o Prima lettura opzionale in settimana)
Dalla seconda lettera di San Pietro Apostolo (1,16-19)
Carissimi, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.

* La trasfigurazione è il preludio alla venuta gloriosa del Signore Gesù, è una proiezione anticipata della Parusìa. La storicità di essa garantisce la certezza del ritorno trionfale del Cristo alla fine del mondo. E S .Pietro afferma: «Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte».
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo».

Alleluia.

Vangelo
† Dal vangelo secondo Matteo (17,1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

* La narrazione fa una sintesi della storia della salvezza: il Sinai e Mosè, Elia e il profetismo; ma tutto è centrato su Gesù («discorrevano con Gesù»). «Maestro, è bello per noi stare qui». La luce che rende le vesti splendenti è la gloria di Dio; la nube è la presenza, la « shekinàh » di Dio; la voce è la Parola del Padre che dal Fiat della Genesi aveva annunciato con sempre maggior precisione la gloria futura di un uomo misterioso che sarebbe stato figlio di Davide, figlio della Vergine Maria, figlio dell’uomo, figlio di Dio: «Gesù solo con loro».
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Bagliore di una luce lontana
Gesù si trasfigura su un monte. Il suo abito e il suo volto si mutano completamente; sfolgorano di vivissima luce. Tutto viene irradiato dallo splendore della gloria divina. Mosè ed Elia che gli compaiono vicini rappresentano la Legge e i Profeti. È un lampo, una fugace, fugacissima manifestazione del Regno di Dio nella sua gloria. L’Antica e la Nuova Alleanza partecipano alla gloria di Cristo. Ogni tenebra diventa luce, ogni sofferenza si muta in gloria. Ma al momento presente non c’è ancora uno stato permanente di gloria. C’è solo la preparazione attraverso la sofferenza e la croce. Solo dopo la risurrezione diventerà duratura. Adesso è solo come l’antifona di un salmo, è come il bagliore di una luce lontana, è una pausa di respiro nel cammino verso la morte, un barlume di ciò che sfolgorerà nell’aldilà. È appena un murmure. Gli apostoli, presenti alla trasfigurazione, ne rimangono talmente stupiti che Pietro propone di allestire delle tende per prolungare la visione e il soggiorno e rendere duraturo ciò che è transitorio. Ma una nube nasconde il Signore e i due testimoni dell’altro mondo. La nube significa (oltre all’indicazione della presenza di Dio) il buio che resta ancora da attraversare; nel mistero di Dio si entra solo con la morte. La trasfigurazione, nella sua realtà, appartiene alla vita futura; la fede introduce in questa gloria. Proprio in quel momento, risuona la voce del Padre Celeste: «Questi è il mio Figlio diletto e unico, ascoltatelo».
L’episodio della trasfigurazione si chiude con una frase molto semplice: « … non videro più nessuno, se non Gesù solo». La luce si è spenta, lo splendore è sbiadito, la voce si è andata perdendo a poco a poco. Silenzio. Solitudine. Pace. Solo la fede parla di Gesù, e fa comprendere quale splendore abiti in lui e verso quale gloria egli si diriga. Gli apostoli silenziosi conservano il segreto per sé. In questa scena si mescolano luce e tenebre, gloria e passione, vita eterna e morte temporanea, meta e via.
LA PAROLA PER ME OGGI
Molti tra noi non sanno più sopportare né il silenzio né la solitudine, mentre la voce di Dio è così sottile che non possiamo udirla che nel silenzio. In questa giornata, festa della Trasfigurazione del Signore, voglio prepararmi ad un incontro cuore a cuore con Gesù-Parola e Eucaristia, nella solitudine e nel silenzio.
LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Padre, la potenza del tuo Spirito spezzi la nostra sufficienza, perché diventiamo capaci di vedere e accettare il volto dell’Amore da sempre chinato sul mondo, il volto del tuo Figlio che oggi si rivela a noi nel suo splendore, non più velato. Insegnaci ad ascoltare la sua Parola perché i nostri volti ne siano illuminati e divengano liberi e fraterni, splendenti di luce e di riconoscenza.

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