COSMO, REDENZIONE E COMUNIONE.

http://www.corsodireligione.it/bibbiaspecial/vangeli/vangeli_teologia/cosmologia_cristiana_5.html

COSMO, REDENZIONE E COMUNIONE.

Ogni cosa riceve un nuovo senso nell’incarnazione del verbo,
ogni cosa e’ chiamata alla santificazione in Gesù.

Dio è il creatore del mondo. Questa è la rivelazione.
Che cosa significa che Dio ha creato il mondo?
La Bibbia risponde a questa domanda dicendo che Dio crea il mondo continuamente , attraverso una azione storica che lo salva continuamente dalla sparizione.

La creazione divina si rivela come storia, storia di salvezza dalla sparizione che è la corruzione, la decomposizione, la morte. Dio salva il mondo dalla sparizione, gli fornisce energia e vita , luce, perchè il mondo permette la vita al suo popolo, Israele. Dio salva il mondo per salvare Israele.
Dio ha un progetto che ha rivelato nella storia: dare la vita eterna al suo popolo,e questo progetto include la vita eterna per il mondo in cui il suo popolo vive.
Ef 1,egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito 10 per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

Stephanos Charalambidis : Cosmologia Cristiana in Iniziazione alla pratica della teologia

Il Cristo, con la sua Incarnazione, «ha assunto un corpo perché in lui abiti la pienezza della divinità» (Col 2,9) e Dio dona la vita eterna al suo popolo incorporandolo in Gesù. Gesù, l’uomo-dio incorpora in sè coloro che si affidano a lui, li salva dalla sparizione, dalla corruzione, dando loro la compartecipazione al suo Spirito, alla sua natura divina. La natura divina è vita eterna e alla morte fisica essa trascinerà il corpo -con cui è fusa – nella dimensione della vita divina: è la resurrezione del corpo.
La grande Tradizione patristica definisce l’uomo come ‘microcosmo’ nel senso che nel suo corpo umano, egli ricapitola tutta la creazione. Così il cristiano, il salvato, che come uomo incorpora in sè tutta la creazione, la ricapitola in sè , porta la creazione nella dimensione della vita eterna. Attraverso la resurrezione del corpo umano i figli di Dio raggiungeranno la loro pienezza, , risponderanno pienamente alla  » chiamata divina », e insieme a loro, ricapitolata il loro anche la creazione entrerà definitivamente nella vita eterna.
L’essere creato, materiale, corruttibile e mortale,è chiamato a diventare un un essere di comunione, un essere eterno .
E’ la capacità stessa di comunione dell’uomo che condiziona lo stato di tutto il nostro universo
Rm 8,9 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti è stata sottomessa alla caducità non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
La Chiesa considera il mondo come un prodotto che si realizza, che raggiunge la propria verità quando risponde all’amore creatore di Dio. Essendo incorporato nell’uomo-microcosmo, il mondo risponde all’amore di Dio, raggiunge la sua verità solo insieme all’uomo. L’uomo è il solo essere nella creazione ad essere libero, capace di autodeterminarsi : incarna la possibilità di personalizzare la vita.
Solo l’uomo, che racchiude in sè la creazione può, attraverso le sue libere scelte, i suoi comportamenti autodeterminati, portare la creazione nella giusta relazione con Dio, portarla a rispondere pienamente alla chiamata divina verso la vita eterna, l’esistenza vera. Attraverso quella congiunzione tra il divino e il terrestre che è l’uomo salvato, il cristiano, l’essere del mondo costituisce un fatto di comunione con Dio.
Il cristiano-in quanto «santuario dello Spirito santo» secondo l’espressione di S. Paolo può realizzare nel proprio corpo la risposta positiva o negativa della creazione intera alla chiamata dell’amore divino .
Noi possiamo esistere per sempre, partecipare alla vita eterna (al di là del tempo e dello spazio, della corruzione e della morte) se accettiamo l’amore divino nella libertà del nostro amore.

L’azione sacramentale della Chiesa e il cosmo
La Chiesa è la ‘gloria’ del Verbo, la sua apparizione e la sua manifestazione , e ciò realmente e direttamente avviene grazie all’azione dello Spirito santo. Il mondo, come natura della storia, costituisce di fatto la « gloria del Verbo », la manifestazione e la rivelazione della persona del Verbo. Così, la gloria del Verbo come inizio e come fine della storia rimane il mistero della fede e la possibilità della vita «Camminiamo nella fede, non ancora in visione» (2 Cor 5,7).
Questa grazia naturale dello Spirito santo, che costituisce il fondamento stesso dell’essere di creatura, è nella carne del mondo, nella sostanza mondiale; essa è la condizione della santificazione di questa sostanza , santificazione che avviene per mezzo della ricezione dello Spirito santo.
Il fatto della « trasfigurazione » di tutte le cose in Gesù è il presente continuo della Chiesa e di conseguenza è la theósis, la deificazione del mondo.
Le cose non esistono se non per essere presenti e partecipi nelle preghiere e nelle benedizioni (sacramentali) e nelle trasmutazioni (i sacramenti) che vengono operate nella Chiesa.
Preghiere, benedizioni e trasmutazioni realizzano tutta una gradazione di consacrazioni delle cose per « partecipazione »: come se in tutto ciò la materia morta e insensibile ricevesse in sé « la forza di Dio » e trasmettesse i suoi grandi miracoli.
La Chiesa del Cristo conosce diverse santificazioni della materia che hanno luogo nella maggior parte dei sacramenti e dei sacramentali. (acqua, olio, sale, pane, vino, …) La benedizione delle acque del Giordano per la discesa dello Spirito santo, da cui provengono tutte le benedizioni delle acque (battesimali e non), quella del sacro crisma e dell’olio, del pane e del vino (eucaristici e non), la consacrazione delle chiese e degli oggetti di culto, la benedizione dei frutti, dei cibi e in generale di tutti gli oggetti, etc.
Così, per esempio, tutta una teologia della natura viene esplicitata il giorno dell’Epifania: lo Spirito si effonde nell’acqua del battesimo come si effonde nell’olio del sacro crisma; il battesimo attualizza, la discesa del Cristo nel Giordano, è segno della sua discesa vittoriosa agli inferi. Allo stesso modo, le epiclesi di tutte le azioni sacramentali costituiscono come una continuazione della Pentecoste, la ripresa, in un dinamismo rinnovato, della Pentecoste cosmica delle origini.
Tutto culmina allora nella metabole’ eucaristica. La liturgia eucaristica, mondo trasfigurato in Cristo Per S. Ireneo di Lione, «è tutta la natura visibile che noi offriamo nei santi doni affinchè essa venga eucaristiata, perché nell’eucarestia, uno dei due fattori è terrestre» Nell’anafora, ricorda S. Cirillo di Alessandria, si fa memoria del ciclo e della terra, del mare, del sole, di tutta la creazione visibile ed invisibile» .
Che cosa rappresenta questa santificazione nel suo principio?
Come le cose e la materia possono ricevere e trattenere l’azione dello Spirito santo?
Il Cristo risorto è la vera Bellezza dell’uomo, e la vita dello Spirito santo è la Vita Reale, eterna.
In questo quadro divino-umano- in cui il corpo nell’attesa della sua resurrezione è anche designato come segno dell’essere cristificato- l’uomo viene salvato con le sue cose e i suoi gesti.
Così, se «i cicli, la creazione di Dio narrano la sua gloria» (Sal 19,1) le opere dell’uomo che continuano la creazione dì Dio, hanno anch’esse per scopo supremo, attraverso la creazione, la glorificazione di Dio.
Il corpo allora è teofanico , in esso si manifesta la gloria di Gesù, e non è più considerato come nemico dell’uomo. E non è neanche esclusivamente il compagno dell’anima. Il corpo umano è soprattutto un microcosmo portatore di tutto il cosmo davanti a Dio e mediatore tra di essi. Con i sacramenti avviene una Nuova Creazione .
«Nella consacrazione -scrive il Padre Sergej Bulgakov in Il Paraclito – si effettua una discesa dello Spìrito santo, una comunicazione della sua forza al creato naturale e pneumatoforo; la Sofia di creature si unisce con la Sofia divina, lo Spirito santo con lo Spirito di Dio nella creazione. Si produce così una misteriosa ‘transustanziazione’ della materia e non solamente nell’eucarestia, ma in ogni atto sacramentale. Avviene una trasfigurazione della creatura, misteriosa, impercettibile allo sguardo. Restando ontologicamente la stessa, essa diventa trasparente allò Spirito e diventa atta a comunicare con Dio. In tal modo, questa permeabilità delle cose allo Spìrito e nella «comunicazione degli idiomi» o perìcoresi che ne risulta , abbiamo l’unità senza separazione e senza confusione della vita creata e della vita divina. In altre parole, va compiendosi la teantropia; ma non soltanto nell’uomo, bensì nel mondo umano e che si umanizza; quello che nell’uomo ha il suo punto centrale ontologico. È la divinizzazione della creatura avente come condizione necessaria la conservazione del suo essere proprio» «Fuoco ineffabile e prodigioso, nascosto nell’essenza delle cose»
Il tempo dello Spirito è il tempo della ‘sinergia’, cioè di una collaborazione, di una creatività dìvino-umana; nel Nome del Cristo, cioè nella presenza sua più intensa, ecclesiale, si apre un campo infinito alla libertà umana resa creatrice dallo Spìrito, affinchè ‘il Dio-uomo’, come diceva Vladimir Soloviev, divenga ‘Dio-umanità’ e ‘Dio-universo’…Lo Spirito discende in persona nel cuore del mondo,- trasparenza originale – ed eccolo : coscienza della nostra coscienza, vita della nostra vita, soffio del nostro soffio»
«Oltre che nella Chiesa, l’azione dello Spirito si manifesta nel mondo della materia e in quello della cultura. Essa si manifesta innanzitutto nella natura vivente, che ha la sua libertà, anche se limitata. Questa libertà sta nella spontaneità elementare del movimento. Nel mondo inorganico regna la legge che porta il segno della razionalità del Logos, del fondamento matematico-ideale del mondo. Nel mondo organico interviene Io « slancio creatore » che testimonia la forza vivificante del!o Spirito non soltanto nell’uomo ma anche nell’animale, nel vegetale e in genere nel cosmo tutto intero».
OLIVIER CLÉMENT, L’Eglise, espace de l’esprit saint, conferenza tenuta a Notre-Darac di Parigi, il 24 ottobre 1976:
La Chiesa esercita il suo ministero per mezzo dei sacramenti (o misteri).
I ‘misteri’ della Chiesa, cioè i diversi aspetti della vita della Chiesa come sacramento del Cristo nello Spirito santo, costituiscono il centro e il senso della vita cristiana .
Facendo ciò la Chiesa esercita anche un ministero cosmico: i sacramenti della Chiesa costituiscono il centro e il senso della vita cosmica. E’ nell’azione sacramentale che le cose vengono  » santificate  » per opera dello Spirito. Vivificate, ricreate, deificate.
È perché c’è la ‘Chiesa e la liturgia, che il mondo resta ancorato all’essere, cioè al Corpo del Cristo . La Chiesa rimane il luogo spirituale in cui l’uomo fa l’apprendistato di una esistenza eucaristica e diventa autenticamente sacerdote e re: mediante la liturgia egli scopre il mondo trasfigurato nel Cristo e ormai collabora alla sua metamorfosi definitiva, il che significa, in termini espliciti, alla sua trasfigurazione.
La liturgia eucaristica diventa allora l’accttazione del mondo e della creazione in senso pienamente positivo, e ciò nell’azione: ogni fedele che va alla liturgia porta in sé il mondo nel modo più realistico che si possa pensare.
Non porta soltanto la propria carne di uomo, il proprio essere concreto con le sue debolezze e le sue passioni: egli porta la sua relazione con il mondo naturale, con la creazione. Il mondo che entra nello spazio liturgico è il mondo decaduto ma esso non vi entra per rimanere tale: la liturgia è un rimedio di immortalità [leggi eternità ] perché nella sua accettazione e nella sua affermazione del mondo, essa ne rifiuta appunto la corruzione per offrirlo, invece, a Dio, al Creatore.
In tal modo, nella liturgia eucaristica, il mondo non cessa mai di essere il cosmo di Dio: una simile visione del mondo non lascia possibilità alla dissociazione tra naturale e soprannaturale; ciò che qui esiste di fatto è l’unica realtà della natura e della creazione completa fino all’identificazione tra la realtà terrena e la realtà celeste .

Dice la liturgia orientale:
«Ricordandoci quindi di questo comandamento di salvezza e di tutto ciò che è stato fatto per noi: della Croce, della Tomba, della Resurrezione al terzo giorno, dell’Ascensione al cielo, della sessione alla destra (del Padre), del secondo e glorioso Nuovo Avvento, i tuoi doni che prendiamo tra i tuoi doni, noi te li offriamo in tutto e per tutto ».
L’Eucarestia, rispondendo in modo fondamentale a certe attese contemporanee, può salvare l’uomo contemporaneo dall’opposizione e dalla dissociazione tra eternità e tempo che lo spingono a rifiutare Dio; quel Dìo che la teologia troppo spesso ha collocato in una sfera ormai incomprensibile per gli uomini di oggi. Considerata da questo punto di vista, la liturgia eucaristica può anche rivestire una dimensione profondamente polìtica: essa può ristrutturare il tempo, lo spazio, i rapporti tra le persone umane nonché il rapporto tra l’essere umano e la natura.
Se i cristiani riuscissero a vivere pienamente il sacrificio della messa in questo modo, non soltanto sarebbero capaci di conservare il mondo che Dio ha loro affidato, ma senza alcun dubbio lo svilupperebbero all’infinito e lo trasfigurerebbero veramente in sacrificio ‘logico’, ragionevole, cioè conforme al Logos, alla Parola sempre creatrice di Dio .
La liturgia dunque è il nostro rendimento di grazie più autentico per il mondo creato, reso nel nome dello stesso mondo. Essa è anche la restaurazione del mondo decaduto e la piena partecipazione dei fedeli alla salvezza (portata dall’Incarnazione del Logos divino) attraverso cui questo stesso Logos viene dato al cosmo tutto intero. La liturgia eucaristica è infine l’immagine del Regno, che è il Cosmo diventato Ecclesiale

Il pentimento e l’ascesi cristiana nel ministero cosmico della Chiesa
Il pentimento e l’ascesi sono la lotta con la quale l’uomo- in- Cristo fa morire in se stesso e nelle proprie opere la propria autonomia malvagia, il solo elemento di sè che debba essere respinto (1 Tim 4,4).
Il pentimento e l’ascesi ricollocano l’uomo nella sua bellezza originale; essi volgono lo specchio verso il sole reale. E le creazioni dell’uomo ricevono in tal modo la luce e la vita.
Il cristiano, l ‘uomo santificato è un uomo che santifica tutto e la sua «coscienza eucaristica» cerca, nel cuore degli esseri e delle cose, il punto di trasparenza in cui far irradiare la luce della trasfigurazione di Gesù sul Tabor.
Questa partecipazione a tutta la creazione, alla dossologia che è diretta al Creatore, questa atmosfera di riconciliazione della natura e della religione nel culto, noi le ritroviamo pienamente espresse nell’iconografia bizantina: l’ascesi e la mistica, lungi dal concernere unicamente l’anima, appaiono in tal modo come l’arte e la scienza del soma pneumatikon (corpo spirituale), e questo corpo, penetrato dalla Luce, la comunica all’ambiente cosmico da cui è inseparabile.

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