SANT’AGOSTINO – DISCORSO 39 : « NON TARDARE A CONVERTIRTI AL SIGNORE NÉ RIMANDARLO DI GIORNO IN GIORNO »

http://www.augustinus.it/italiano/discorsi/discorso_050_testo.htm

SANT’AGOSTINO – DISCORSO 39

SUL PASSO SCRITTURALE CHE DICE: « NON TARDARE A CONVERTIRTI AL SIGNORE NÉ RIMANDARLO DI GIORNO IN GIORNO »

Dio non ci assicura il domani.

1. Abbiamo ascoltato, fratelli, come Dio per mezzo del profeta ci dica: Non tardare a convertirti al Signore né rimandarlo di giorno in giorno. Improvvisa infatti sopraggiungerà la sua ira e nel tempo della vendetta ti disperderà 1. Ti ha promesso che nel giorno della tua conversione egli dimenticherà tutta la tua precedente malizia. Ma ti ha forse assicurato la vita per il domani? Dio non te l’ha assicurata; ma forse te l’ha assicurata l’astrologo… Con la conseguenza che [Dio] condannerà e te e lui. È salutare che Dio ti abbia lasciato nell’incertezza per quanto riguarda il giorno della morte. Ciascuno pensi salutarmente al termine della sua vita: è misericordia di Dio che l’uomo non sappia il momento della sua morte. L’ultimo giorno è celato perché tutti i giorni si stia all’erta. 2. Ma il mondo ci possiede, i piaceri ci sollecitano tutt’all’intorno: ci alletta l’abbondanza del denaro, ci alletta lo splendore derivante dagli onori e ci alletta vederci temuti perché potenti. Tutte queste cose ci attraggono; ma si ascolti l’Apostolo: Nulla abbiamo recato in questo mondo e nulla potremo portarne via 2. L’onore deve venire in cerca di te, non tu dell’onore. Tu devi sederti nel posto più umile, affinché colui che ti ha invitato ti faccia salire a un posto più ragguardevole 3. Che se egli non vorrà farlo, tu mangia là dove ti sei seduto, poiché nulla hai recato in questo mondo. E ti pare cosa da poco il mangiare della roba altrui? Siediti dove ti capita e mangia! Dirai: Mangerò del mio? Ascolta l’Apostolo: Nulla abbiamo recato in questo mondo 4. Sei venuto nel mondo; hai trovato una tavola imbandita; ma del Signore è la terra e ciò che essa contiene 5. 3. In realtà coloro che vogliono arricchire 6… (Non dice: Coloro che son ricchi ma: Coloro che vogliono arricchire; pone sotto accusa la bramosia, non i beni posseduti), coloro che vogliono arricchire cadono in tentazione e in molti desideri nocivi che sprofondano gli uomini nel baratro della perdizione 7. Il denaro piace; ma tu non temi il resto? Cosa buona è il denaro, cosa buona è una gran copia di denaro; ma, essi cadono in tentazione. E non temi? Essi cadono in molti desideri stupidi e nocivi. E non temi? E questi desideri dove portano? Sprofondano l’uomo nel baratro della perdizione. E seguiti a fare il sordo? Non temi il baratro della perdizione? Dio tuona così e tu sbadigli?.

Le ricchezze causa di superbia. 4. A coloro che son ricchi l’Apostolo dava questo consiglio: Ai ricchi di questo mondo – diceva – comanda di non nutrire sentimenti di superbia 8. La superbia è il verme della ricchezza: è difficile che non sia superbo colui che è ricco. Togli via la superbia, e la ricchezza non [ti] recherà nocumento. Inoltre bada a quello che devi fare con la ricchezza perché quello che Dio ti ha dato non resti inutilizzato presso di te. Non nutrire sentimenti di superbia! Togli questo vizio. Non sperare nelle ricchezze che sono incerte 9. Togli anche questo vizio. Eliminati questi vizi, esercitati nelle opere buone di cui ti senti dire: Siano ricchi – dice – di opere buone. Non sperino nelle ricchezze così incerte 10; ma dove dovranno sperare? Sperino nel Dio vivo, che ci somministra tutte le cose in abbondanza perché ne usufruiamo 11. Dio offre il mondo al povero e lo offre al ricco. Forse che, per essere ricco, egli avrà due pance da riempire? Osservate e vedete come i poveri dormano, saziati dei doni di Dio. Colui che nutre voi, per mezzo vostro nutre anche loro.

Con la morte si lascia ogni ricchezza. 5. Non si ami dunque il denaro. Se lo si possiede ecco come spenderlo. Siate pur ricchi, voi che possedete il denaro; ma ricchi di che cosa? Di opere buone. Dice: Ne distribuiscano con facilità, ne comunichino [agli altri] 12. Ma ecco che l’avarizia si chiude in sé. Ascolta di nuovo il testo: Ne distribuiscano con facilità, ne comunichino [agli altri. Gli succede] come quando si spande dell’acqua fredda: si raggela, stringe il seno e dice: Non voglio perdere i miei lavori. Infelice! non vuoi perdere i tuoi lavori? Ecco, morrai; e come non ti sei recato nulla in questo mondo, così nulla potrai portarti via. Se non potrai portarti via niente, non perderai tutti i tuoi lavori? Ascolta dunque il suggerimento di Dio. Non spaventarti perché ti ha detto di distribuire con facilità e di comunicarlo agli altri. Ascolta il seguito [del discorso]. Aspetta: non chiudere la porta contro di me, non chiudere l’orecchio del tuo cuore; aspetta. Vuoi comprendere come col distribuire con facilità e col comunicare agli altri non perdi nulla e solo in questa maniera non lo perdi? Dice: Si accumulino per l’avvenire un tesoro posto su un fondamento solido per conseguire la vera vita 13. La vita presente, che pur tanto ti diletta, è una vita falsa. Qui vivi quasi dormendo. Se vivi quasi dormendo, quando morrai ti sveglierai e così ti troverai senza aver nulla in mano. È come quando si addormenta il mendico: nel sonno gli era sopraggiunta una eredità e, prima che si alzi, nessuno è più felice di lui. Nel sonno si vede maneggiare vesti lussuose, vasi preziosi di oro e d’argento, passeggiare per campi amenissimi e spaziosissimi, si vede riverito da molte famiglie potenti. Si sveglia e piange. E come l’uomo desto accusa colui che l’ha spogliato [dei suoi averi] così lui accusa colui che l’ha svegliato. Di questo parla in maniera quanto mai chiara il salmo che dice: Dormirono il loro sonno e nulla trovarono, tutti gli uomini ricchi, nelle loro mani 14, quand’ebbero terminato il loro sonno.

Dio ha fatto il ricco e il povero. 6. Come non ti sei recato nulla [in questo mondo] così non ti porterai via nulla 15. Spedisci lassù ciò che hai potuto trovare, sicuro che non lo perderai. Dàllo a Cristo. Cristo stesso infatti volle ricevere da te in questo mondo; e tu, dando a Cristo del tuo, forse che lo perderai? Non lo perdi affidandolo al tuo servo, e lo perderai se lo affidi al tuo Signore? Non lo perdi quando affidi al tuo servo ciò che ti sei acquistato, e lo perdi affidando al tuo Signore ciò che da lui stesso, il tuo Signore, hai ricevuto? Cristo ha voluto esperimentare il bisogno in questo mondo, ma l’ha fatto per noi. Cristo poteva nutrire tutti i poveri che incontrate, come nutrì Elia servendosi d’un corvo. Tuttavia giunse il momento in cui anche ad Elia fece mancare il corvo. E il fatto che Elia fu sostentato dalla vedova, non fu un beneficio concesso ad Elia ma alla vedova stessa 16. Quando dunque Dio dispone che ci siano i poveri – poiché è lui che non vuole posseggano beni materiali – quando crea i poveri mette alla prova i ricchi. Così infatti sta scritto: Il povero e il ricco si corsero incontro 17. Dove si corsero incontro? In questa vita. Nacque l’uno e nacque anche l’altro: si conobbero, si incontrarono. E chi li fece? Il Signore 18. Fece il ricco perché aiutasse il povero, fece il povero per mettere alla prova il ricco. Ciascuno faccia [l'elemosina] secondo le sue disponibilità. Non deve largheggiare, il ricco, in modo da venirsi a trovare lui stesso nelle strettezze. Non diciamo questo. Il tuo superfluo è necessario all’altro. Or ora, quando si leggeva il Vangelo, avete ascoltato: Chi darà un bicchiere di acqua fresca a uno di questi miei più piccoli per amor mio non perderà la sua ricompensa 19. Mise come in vendita il regno dei cieli, e stabilì che suo prezzo fosse un bicchiere di acqua fresca. Ma questo bicchiere di acqua fresca potrà essere [sufficiente] come elemosina quando chi la fa è anche lui povero; se invece uno ha di più deve dare di più. Quella vedova diede due spiccioli 20; Zaccheo diede la metà del suo patrimonio, riservandosi l’altra metà per risarcire le truffe che aveva commesso 21. Le elemosine giovano a coloro che cambiano vita, e in tanto dài a Cristo bisognoso in quanto ti serve per redimere i peccati commessi. Se viceversa volessi dare presumendo che ti sia lecito continuare nel peccato, non nutriresti Cristo ma tenteresti di corrompere il tuo giudice. Fate dunque l’elemosina perché le vostre orazioni siano esaudite e Dio vi aiuti a cambiare in meglio la vostra vita. Se infatti cambiate la vostra vita, cambiatela in meglio. E in conseguenza delle vostre elemosine e preghiere siano cancellate le vostre colpe passate e vengano su di voi i beni futuri, quelli eterni.

Publié dans : SANT'AGOSTINO |le 22 janvier, 2014 |Pas de Commentaires »

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