SANT’AGOSTINO: DISCORSO 350 – CARITÀ PRECETTO NUOVO CHE FA NUOVO L’UOMO.

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SANT’AGOSTINO: DISCORSO 350

LA CARITÀ.

CARITÀ PRECETTO NUOVO CHE FA NUOVO L’UOMO. (Paolo 1Cor)

1. Fratelli miei, chi ha il cuore colmo di carità comprende senza alcun errore e custodisce senza alcuna fatica la molteplice ricchezza delle divine Scritture e quella immensa dottrina. Lo testimonia l’Apostolo: Il compimento della legge è la carità 1. E ancora: Il fine del precetto è la carità, che sgorga da cuore puro, da buona coscienza e da fede sincera 2. Il fine del precetto che cosa è se non il suo realizzarsi? E il realizzarsi del precetto che cosa è se non il compimento della legge? Perciò quel passo in cui [l'Apostolo] ha detto: Il compimento della legge è la carità coincide con quello che ha aggiunto dopo: Il fine del precetto è la carità. Né si può dubitare in alcun modo che l’uomo in cui risiede la carità sia tempio di Dio, perché Dio è carità 3, lo afferma Giovanni. Gli Apostoli, nel dirci queste cose, ed esaltandoci la preminenza della carità, non fanno altro che trasmettere a noi ciò di cui essi stessi si sono alimentati. Loro alimento fu lo stesso Signore che li nutrì con la parola della verità, con la parola della carità, che è poi lui stesso, il pane vivo disceso dal cielo. Disse loro: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. E ancora: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri 4. Colui infatti che venne ad annientare la corruzione della carne attraverso l’obbrobrio della croce e a sciogliere il vincolo antico che ci legava alla morte, con la novità della sua morte, con questo comandamento rese nuovo l’uomo. Era una cosa vecchia il morire dell’uomo. Ma perché appunto questa cosa vecchia non trionfasse perpetuandosi nella condizione umana, avvenne questa cosa nuova: che Dio morisse. Ma poiché è morto solo nella carne, non nella divinità, non permise, in virtù della vita eterna della divinità, che la morte della carne fosse definitiva. Così, come dice l’Apostolo: E` stato messo a morte per i nostri peccati, ed è risorto per la nostra giustificazione 5. Colui dunque che contrappose a quella cosa vecchia che è la morte la novità della vita, contrappose anche al vecchio peccato un comandamento nuovo. Perciò, se vuoi estinguere il peccato, che è cosa vecchia, estingui la cupidigia osservando il comandamento nuovo, e pratica la carità. La carità è radice di ogni bene, come la cupidigia è radice di ogni male 6.

TUTTA LA DOTTRINA DELLE SCRITTURE È CONTENUTA NELLA CARITÀ.
2. La carità, per la quale amiamo Dio e il prossimo, contiene sicuramente in sé tutta la grandezza e la vastità delle parole divine. C’insegna infatti il divino, unico Maestro: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente; e amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge ed i Profeti 7. Per cui, se non hai tempo di indagare su tutte le Pagine sante, di togliere il velo ai sacri discorsi, di penetrare tutti i segreti delle Scritture, attieniti alla carità, su cui tutto si fonda. Così possederai quello che lì hai imparato e possederai anche quello che non hai ancora imparato. Se hai conosciuto la carità, hai conosciuto ciò da cui dipende anche quello che eventualmente ancora non conoscessi. In sostanza quel tanto che capisci delle Scritture è Carità che ti si rivela, e quello che non capisci è Carità che ti resta nascosta. Pertanto chi pratica la carità possiede, delle divine Scritture, tanto quello che è palese, quanto quello che resta nascosto.

LODE DELLA CARITÀ.
3. Perciò, fratelli, esercitate la carità, dolce e salutare vincolo delle anime: senza di essa il ricco è povero; con essa il povero è ricco. Essa è paziente nella avversità, moderata nella prosperità. E` forte in mezzo alle dure sofferenze, piena di gioia nelle opere buone; nelle tentazioni sicurissima; nell’ospitalità larghissima; lietissima tra i veri fratelli; pazientissima con quelli falsi. In Abele che sacrifica è gradita a Dio, in Noè sicura nel diluvio; nelle peregrinazioni di Abramo fedelissima; in Mosè, fra le ingiurie, mitissima; nelle tribolazioni di Davide sommamente mansueta. Nei tre fanciulli [della fornace] aspetta con tranquilla innocenza contro le fiamme che saranno innocue; nei Maccabei è forza che sostiene le fiamme crudeli. E` casta in Susanna sposa, in Anna vedova, in Maria vergine. E` franca in Paolo nell’incolpare, è umile in Pietro che ubbidisce. E` umana nei cristiani che si confessano, divina nel perdono che Cristo accorda. Ma che potrei mai dire di più o con maggior ricchezza di quanto ha detto il Signore, che intona una lode alla carità per bocca dell’Apostolo, il quale dimostra la superiorità, su tutte, di questa via? Egli dice: Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente; è benigna la carità; non è invidiosa la carità; non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tien conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine 8. Quanto è grande la carità! E` l’anima dei Libri sacri, è la virtù della profezia, è la salvezza dei sacramenti, è la forza della scienza, il frutto della fede, la ricchezza dei poveri, la vita dei morenti. Che cosa c’è di più magnanimo che dare la vita per i malvagi? Quale benevolenza maggiore che amare i nemici? Solo la carità fa sì che la felicità altrui non ti turbi, perché non è gelosa. Solo essa non si esalta per la prosperità, perché non si gonfia di superbia. In virtù di essa sola non vi è rodìo di cattiva coscienza, perché non agisce con ingiustizia. Essa va tranquilla fra gli insulti, è benefica fra gli odi. Di fronte al ribollire delle ire è placida, in mezzo a trame insidiose è innocente. E` afflitta nelle cattiverie, respira nella verità. Di fronte alle ingiurie che cosa vi è di più forte della carità? In quanto non ricambia le offese ma lascia correre. Che cosa vi è di più fedele della carità? Fedele non all’effimero ma all’eterno. Essa sopporta tutto nella presente vita, per la ragione che tutto crede sulla futura vita: sopporta tutte le cose che qui ci sono date da sopportare, perché spera tutto quello che le viene promesso là. Giustamente non ha mai fine. Perciò praticate la carità e portate, meditandola santamente, frutti di giustizia. E se troverete voi, a sua lode, altre cose che io non vi abbia detto ora, lo si veda nel vostro modo di vivere. Il discorso di un vecchio occorre che sia non solo sostanzioso, ma anche breve.

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