Archive pour février, 2013

DT 26 4-10 LETTURA INTERPRETATIVA. DOMENICA PRIMA DI QUARESIMA ANNO C

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DT 26 4-10 LETTURA INTERPRETATIVA. DOMENICA PRIMA DI QUARESIMA ANNO C

INTRODUZIONE PIÙ PARTICOLARE ALLA LETTURA DI DEUTERONOMIO 26

(nel sito sotto a questa introduzione ci sono gli schemi interpretativi)

La lettura di Deut 26 viene proposta per la Prima Domenica di Quaresima dell’Anno C come conclusione interpretativa dell’insieme delle letture dei primi undici capitoli della Genesi proposte per le prime domeniche e per la prima lettura della Veglia pasquale. Nelle nostre guide dilettura continua abbiamo sottolineato soprattutto due fili conduttori: il tema di Dio che crea la « terra » come casa abitabile e accogliente per la vita e il tema del desiderio umano di essere « in comunione » con Dio. Tutti e due questi temi sono esposti a rischio e a un lungo cammino di apprendimento. Da una parte la terra è contaminata dalla « violenza » degli umani, dall’altra il rapporto con Dio assume toni di « competizione », sia nei confronti stessi di Dio (Gen 3; 6; 11), sia nei confronti dei fratelli (cf Caino e Abele), quasi per assicurarsi un legame privilegiato con Dio. Scoprire che un tale legame o « comunione di elezione » non può che essere dono da vivere nel « servizio » verso Dio e i fratelli è in realtà il traguardo offerto dai primi capitoli della Bibbia e che la Bibbia stessa mostrerà realizzato pienamente solo come traguardo « utopico » della storia di Dio con l’uomo nel libro dell’Apocalisse. Se in Gen 3 gli umani non hanno saputo imboccare la strada per mangiare dell’albero della vita e sono stati espulsi dal giardino, nella conclusione del libro dell’Apocalisse la situazione è rovesciata: « In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dá dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni » (Ap 22,2); « Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città » (22,14).
Il libro del Deuteronomio dice in altro modo questa medesima convinzione di fede, ponendo il tempio al centro della « terra » abitata da Israele. Come l’albero della vita era al centro del giardino come luogo della piena comunione con Dio, così il tempio è il luogo stesso della « presenza » divina, che si fa vicino al suo popolo e abita con lui. Il vangelo di Giovanni non avrà che da sostituire il « tempio del corpo » del Signore al tempio « costruito da mani d’uomo » per dire la stessa speranza che si realizza: « e venne ad abitare in mezzo e noi vedemmo la sua gloria,gloria come unigenito del Padre » (Gv 1,14). Padre in comunione con i figli: « a quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio » (Gv 1,12).
Dt 26 conclude la sezione cominciata al cap 12 e dedicata alla legge di riforma deuteronomica (Codice Deuteronomico), che cercava di mettere il Tempio di Gerusalemme al centro di ogni attività cultuale. La frase che indica il tempio ritorna come un ritornello, quasi sempre identica: « lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che il Signore vostro Dio avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per stabilirvi il suo nome; là andrete » (Dt 12, 5).
Se il cap. 12 dichiarava l’importanza primaria del tempio centrale e dettava la struttura organizzativa istituzionale della dimensione religiosa della vita di Israele, il cap. 26 indica l’anima e il significato di questa struttura cultuale.
Il capitolo insiste sull’atteggiamento di ringraziamento con cui Israele doveva celebrare di fronte a Dio la grandezza dei doni ricevuti: la scelta a essere suo popolo, liberandolo dalla schiavitù e dandogli una terra dove condurre una vita alternativa a quella dei popoli circostanti, come testimone del suo Dio (Dt 26,16-19).
Questa pagina, a seguito del parere di Gerhard von Rad, fu a lungo considerata una antica professione di fede del popolo di Israele. In realtà, oggi è riconosciuta da tutti gli studiosi come una composizione tardiva redatta dalla corrente deuteronomica, che opera una revisione del culto di Israele, includendovi ogni aspetto di relazione sociale e di serietà morale.
Essere un israelita significava essere il beneficiario di una lunga storia di provvidenza e cura da parte di Dio, che aveva trasformato degli schiavi in cittadini liberi e benestanti. Non solo il beneficiario ma anche il continuatore: le offerte e le decime sono destinate ai concittadini più poveri, agli stranieri, ai leviti perchè tutti godano dei medesimi « doni » di Dio.
Questo è il messaggio che rieccheggia nella professione di fede di Dt 26,5-10. Questo riassunto è stato costruito e redatto sulla base dello schema storico dei racconti delle origini di Israele così come ora è contenuto nei libri da Genesi a Esodo a Numeri, anche se al tempo della sua scrittura non tutti i racconti ora contenuti nei libri suddetti potevano essere a conoscenza dei suoi redattori.

OMELIA (17-02-2013): UNA CHIARA TRACCIA PER LA VITA DI OGNI GIORNO

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OMELIA (17-02-2013)

MONS. ROBERTO BRUNELLI

UNA CHIARA TRACCIA PER LA VITA DI OGNI GIORNO

Quaranta giorni: da qui il nome della quaresima appena iniziata. Sono quaranta (non contando le domeniche) perché tanti sono stati i giorni trascorsi da Gesù nel deserto per preparasi all’adempimento della sua missione, a sua volta ricordando i quarant’anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto, prima di entrare nella terra promessa.
Marco riferisce che nel deserto Gesù fu tentato; Matteo specifica come, elencando le tentazioni cui fu sottoposto, e nel vangelo odierno (4,1-13) Luca riporta, in un ordine lievemente diverso, lo stesso elenco. In comune i tre vangeli hanno il fatto inquietante che anche alla mente di Gesù si è prospettata l’ipotesi di andare contro Dio, e addirittura di cercare di piegarlo a proprio vantaggio. Il fatto ci pone davanti al mistero di come in lui, l’Uomo-Dio, la perfezione divina potesse coesistere con la fragilità umana; il mistero di come chi manifestava una potenza divina nel moltiplicare i pani e i pesci, nel risanare i malati, addirittura nel risuscitare i morti, potesse poi anche provare fame e sete, stanchezza e angoscia e tutti i limiti dell’umana natura. 
Tra essi non mancò la tentazione al male: di tutti i limiti, forse quello che ce lo fa sentire più vicino. E allora è di sommo interesse vedere come nel caso egli si è comportato; se non potremo mai capire fino in fondo la coesistenza in un’unica persona della divinità e dell’umanità, possiamo vedere come, in un episodio in cui tutta e solo la sua umanità si manifesta, egli sia stato un modello per quanti tutta e solo l’umanità vivono ogni giorno.
Le possibili tentazioni cui anche noi possiamo trovarci a dover far fronte sono riassunte in tre. Nel deserto, dopo quaranta giorni di digiuno Gesù « ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane ». E’ la tentazione di pensare solo ai bisogni e alle attrattive immediate; vi si scorge facilmente la tentazione della sensualità, del cercare ciò che piace senza curarsi se è giusto o sbagliato, utile o dannoso. Pur sollecitato in tal senso, Gesù non ricorre ai suoi poteri divini ma supera la tentazione come possiamo fare noi, con la fede. Risponde infatti citando la Bibbia (« Non di solo pane vivrà l’uomo »: Deuteronomio 8,3), cioè la Parola di Dio che egli assume a guida dei propri comportamenti.
La seconda tentazione è quella del potere, del sottomettere gli altri a sé, di imporsi, di voler comandare: in politica, ma anche in famiglia, nei rapporti di lavoro o d’affari e in ogni altro ambito della vita; imporsi non importa come: anche « vendendo l’anima al diavolo », come è invalso l’uso di dire, proprio in base a questo passo del vangelo. « Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: Se ti prostrerai in adorazione davanti a me, tutto sarà tuo ». Anche questa tentazione, secondo l’esempio di Gesù, è superabile alla luce della Parola di Dio: sta scritto, egli risponde riassumendo un’infinità di possibili rimandi ai testi sacri, « il Signore Dio tuo adorerai, a lui solo renderai culto ».
Allora anche il diavolo cita la Scrittura, per presentargli la terza tentazione: « Gettati dall’alto; sta scritto infatti che Dio manderà i suoi angeli a impedire che ti faccia male » (Salmo 91). Se lo dice Dio… Ma la mossa è subdola, perché sottintende una lettura di comodo della divina Parola; vi si riflette l’atteggiamento di chi pretende di trovare nella Bibbia la giustificazione dei propri comportamenti errati, o di chi mette a rischio se stesso e gli altri (basti pensare a chi guida sotto l’effetto di droghe o alcool) magari poi lamentando che Dio non sia intervenuto a impedirne le disastrose conseguenze. La frase della Bibbia che Gesù gli oppone (Deuteronomio 6,16) è questa: « Non metterai alla prova il Signore Dio tuo ».
Tutte risposte sulle quali riflettere, nella quaresima appena iniziata.

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Saint Peter and Paul Orthodox Church, inside

Saint Peter and Paul Orthodox Church, inside dans immagini sacre church_inside_vertical_web

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Publié dans:immagini sacre |on 14 février, 2013 |Pas de commentaires »

PREGHIERE DEL CRISTIANO ORTODOSSO

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ORTODOSSIA ITALIANA

PREGHIERE DEL CRISTIANO ORTODOSSO

PREGHIERA INIZIALE
Benedetto il nostro Dio, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Gloria alla Santa, Consustanziale, Vivificante ed Indivisa Trinità, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Re Celeste, Consolatore, Spirito di Verità, che sei presente in ogni luogo ed ogni cosa riempi, tesoro di beni che doni la vita, vieni ed abita in noi e purificaci da ogni macchia e salva, o Buono, le anime nostre.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi.
Gloria al Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Santissima Trinità, abbi pietà di noi; Signore, purifica i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre colpe; Santo, visita e guarisci le nostre infermità, per il tuo nome.
Signore, abbi pietà; Signore, abbi pietà; Signore, abbi pietà.
Gloria al Padre, ed al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane soprasostanziale e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non permettere che siamo indotti in tentazione; ma liberaci dal maligno.
Poiché tuo è il regno, la potenza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

GRANDE DOSSOLOGIA
Gloria a Dio nelle altezze e pace sulla terra tra gli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Signore, Re celeste, Dio Padre onnipotente, Signore, Figlio unigenito Gesù Cristo e Spirito Santo!
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi, tu che togli i peccati del mondo accogli la nostra preghiera, tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi, perché tu solo sei il Santo, tu solo il Signore, Gesù Cristo nella gloria di Dio Padre. Amen.
Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo Nome nei secoli e per sempre.
In questo giorno degnati, o Signore, di custodirci senza peccato. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri Padri, degno d’ogni lode e gloria è il tuo Nome nei secoli. Amen.
Venga su di noi, Signore la tua misericordia, perché abbiamo sperato in Te!
Benedetto sei tu, Signore, insegnami le tue volontà ! (3 volte)
Sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione, o Signore! Ho detto: “Signore, abbi pietà di me, sana la mia anima, perché ho peccato contro di te!”.
Signore, presso di te ho trovato rifugio, insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio.
Presso di te è la fonte della vita, e nella tua luce vedremo la luce: su quanti ti conoscono estendi la tua bontà.

PROFESSIONE DI FEDE
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli; Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato; della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu pure crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, e morì e fu sepolto e il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture . È salito al cielo e siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei Profeti. Credo nella Chiesa Una, Santa, Cattolica ed Apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del che verrà. Amen.

PREGHIERE DEL MATTINO
Destatici dal sonno, ci prostriamo davanti a Te, o Dio di bontà e ti cantiamo l’inno degli Angeli, o Dio potente: Santo, Santo, Santo sei, o Dio.
Per l’intercessione della Madre tua, abbi pietà di me.
Gloria al Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
O Signore che mi hai svegliato dal sonno, illumina la mia mente e apri le mie labbra ed il mio cuore per cantarti, Trinità Santa: Santo, Santo, Santo sei o Dio.
Per l’intercessione della Madre di Dio, abbi pietà di noi.
Signore, abbi pietà (12 volte)
Destatomi dal sonno ti ringrazio, o Santa Trinità, che nella tua bontà infinita e paziente non ti sei adirata con me indolente e peccatore e non mi hai condannato per i miei peccati, ma come sempre hai avuto compassione di me, scotendomi dalla mia insensibilità per farmi fin dal mattino adorare la tua gloriosa potenza.
Ed ora illumina gli occhi della mia mente affinché mi istruisca alla tua parola, comprenda i tuoi comandamenti ed adempia la tua volontà ed apri la mia bocca affinché ti lodi con tutto il cuore ed inneggi al Santissimo tuo Nome, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA DI SAN MACARIO
Signore, amico degli uomini, a Te ricorro al mio risveglio, cominciando il compito assegnatomi nella tua misericordia: assistimi in ogni tempo ed in ogni cosa; preservami da ogni seduzione mondana, da ogni influenza del demonio; salvami e introducimi nel tuo Regno eterno.
Tu sei infatti il mio Creatore, la fonte ed il dispensatore di ogni bene: in te riposa tutta la mia speranza, ed io ti rendo gloria ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Mio Dio, purifica me, peccatore, che non ho mai fatto il bene davanti a Te; liberami dal male e fa che si compia in me la tua volontà: affinché senza timore di condanna, apra le mie labbra indegne e celebri il tuo Santo Nome: Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Abbi pietà di noi, Signore, abbi pietà di noi, privi di ogni giustificazione, noi peccatori ti rivolgiamo, o nostro Sovrano, questa supplica: abbi pietà di noi.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, abbi pietà di noi: in te infatti, abbiamo riposto la nostra fiducia; non ti adirare oltremodo con noi, né ricordare i nostri peccati; ma misericordioso come sei, volgi su di noi il tuo sguardo benigno e liberaci dai nostri nemici.
Tu infatti sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo; tutti siamo opera delle tue mani ed abbiamo invocato il tuo nome.
Ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Schiudi la porta della tua misericordia, o benedetta Madre di Dio; fa’ che sperando in te, non restiamo delusi, ma siamo liberati per mezzo tuo dalle avversità: tu infatti hai pietà del popolo cristiano.

BACIANDO L’ICONA DEL CRISTO
Veneriamo la tua purissima immagine, o Buono, chiedendo perdono delle nostre colpe, o Cristo Dio. Hai voluto infatti liberamente salire con il tuo Corpo sulla Croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che tu hai plasmato.
Perciò con riconoscenza gridiamo a te: hai riempito di gaudio l’universo, o nostro Salvatore, venuto a salvare il mondo.

BACIANDO L’ICONA DELLA MADRE DI DIO
O Madre di Dio, fonte di misericordia, rendici degni della tua compassione; rivolgi il tuo sguardo benigno sul tuo popolo che ha peccato; mostra come sempre la tua potenza.
Sperando in te, ti gridiamo: “Salve!”, come un tempo fece Gabriele, principe delle schiere angeliche.

BENEDIZIONE DEL TEMPO
Tu che in ogni tempo ed in ogni ora, nel cielo e sulla terra, sei adorato e glorificato, Cristo; Tu che sei infinitamente paziente, molto compassionevole, molto misericordioso, Tu che ami i giusti ed hai pietà dei peccatori, Tu che chiami a salvezza con la promessa dei beni futuri, Tu, o Signore, accogli anche in quest’ora le nostre preghiere e dirigi la nostra vita secondo i tuoi comandamenti. Santifica le nostre anime, purifica i nostri corpi, dirigi i nostri pensieri, rettifica le nostre idee, liberaci da ogni afflizione, male e dolore. Circondaci con i tuoi santi Angeli, affinché protetti e guidati dalle loro falangi, raggiungiamo l’unità della fede e la cognizione della tua inaccessibile gloria, perché Tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA AL SIGNORE GESÙ CRISTO (COMPOSTA DA SANT’ISSACO IL SIRO)
O Signore Gesù Cristo, nostro Dio, Tu che hai pianto per Lazzaro versando per lui lacrime di tristezza e di misericordia, ricevi le mie lacrime e con la Tua Passione guarisci le mie passioni. Con le Tue ferite, guarisci le mie ferite. Con il Tuo sangue purifica il mio sangue e mescola nel mio corpo il profumo del Tuo corpo datore di vita. Il fiele che i Tuoi nemici Ti hanno fatto bere addolcisca il fiele che mi ha fatto bere il Nemico. Il Tuo Corpo steso sulla Croce, stenda verso di Te la mia mente trascinata in basso dai demoni. La testa che Tu hai chinata sulla Croce, alzi la mia testa schiaffeggiata dai nemici. Le Tue Santissime Mani, inchiodate dagli empi sulla Croce, mi tirino dall’abisso della perdizione , così come Tu stesso hai promesso. Il Tuo volto beffeggiato con schiaffi e sputi, riempia di splendore il mio volto macchiato dalle iniquità. Il Tuo Spirito che mentre eri crocifisso hai affidato al Padre, mi guidi verso di Te con l’aiuto della Tua grazia. Non ho un cuore addolorato per cercarti. Non ho il pentimento e l’umiltà che fanno ritornare i figli alla loro eredità. Non ho lacrime di consolazione, o Signore. La mia mente è stata offuscata da preoccupazioni mondane, e non è in grado di cercarti con sentimenti di dolore.
A causa di tante tentazioni il mio cuore si è raffreddato e non può riscaldarsi con lacrime d’amore verso di Te. Ma Tu, o Signore Gesù Cristo, nostro Dio, Tesoro di beni, dammi pentimento perfetto ed anima addolorata ed infranta per andare con tutto il cuore alla Tua ricerca; poiché senza di Te, diventerò estraneo ad ogni bene. Dammi dunque, o Buono, la Tua grazia!
Il Padre Tuo, dal quale sei nato prima di tutti i secoli, rinnovi in me la Tua immagine. Ti ho abbandonato, Signore; non abbandonarmi! Mi sono allontanato da Te; esci per ricercarmi. Portami al Tuo pascolo spirituale. Numerami tra le pecore del Tuo gregge eletto. Nutrimi insieme con loro alla erba dei Tuoi divini Sacramenti.
Poiché Tu dimori nelle loro anime pure e risplenda in esse la luce delle Tue rivelazioni.
Il Tuo Splendore è la consolazione ed il riposo di quanti hanno faticato per Te in tentazioni e nelle sofferenze. Di questo Splendore rendi degno, me indegno, con la grazia e l’amore per gli uomini del nostro Salvatore Gesù Cristo, nei secoli dei secoli. Amen!

 PREGHIERA ALLA MADRE DI DIO DI PAOLO, MONACO DEL MONASTERO DI EVERGITIS
Incontaminata, incorrotta, purissima, intatta Vergine, sposa di Dio e Sovrana, che con il tuo gloriosissimo concepimento hai unito Dio Verbo agli uomini e ricongiunta la natura decaduta del genere umano a quella celeste; sola speranza dei disperati, sostegno degli abbandonati, protezione sempre pronta di chi ricorre a Te e rifugio di tutti i cristiani, non disdegnare me peccatore, misero, che con cattivi pensieri, parole ed opere ho reso inutile tutto me stesso, e per debolezza di spirito sono andato dietro ai piaceri della vita.
Ma Tu, quale Madre del Dio amante degli uomini, intenerisciti e sii compassionevole per me peccatore, abbandonato al vizio e ricevi la preghiera che ti offro, anche da labbra indegne; prega per me il tuo Figlio e nostro Sovrano, mettendo in opera la tua audacia materna, affinché apra anche a me le pietose viscere della sua bontà, e senza tener conto delle mie innumerevoli colpe, mi converta a penitenza e mi renda fedele esecutore dei suoi comandamenti.
E restami sempre vicina, come misericordiosa e compassionevole e benigna; nella vita presente, come valida protettrice ed aiuto, respingendo le insidie dell’avversario e guidandomi alla salvezza; al momento della mia morte proteggendo la mia anima abbandonata e allontanando da lei le tenebrose apparizioni dei maligni demoni; e nel giorno terribile del giudizio, liberandomi dalla eterna condanna e facendomi erede della gloria ineffabile del tuo Figlio e Dio nostro.
Fa’ che riceva tutto questo, mia Sovrana, Santissima Madre di Dio, grazie al tuo intervento ed alla tua protezione, per la grazia e la bontà del tuo unigenito Figlio, Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, a cui si addice ogni gloria, onore e adorazione con il tuo eterno Padre ed il santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.+

 PREGHIERA ALLA VERGINE
Santissima Sovrana, o Madre di Dio, per le tue sante e potenti preghiere, allontana da me, tuo umile e miserabile servitore, ogni scoraggiamento, tiepidezza, pigrizia, errore, ed ogni pensiero impuro, cattivo ed empio proveniente dal mio cuore miserabile e dalla mia intelligenza ottenebrata.
Spegni la fiamma delle mie passioni, perché io sono povero e miserabile.
Liberami dai miei numerosi e cattivi ricordi e azioni e preservami da ogni moto cattivo.
Poiché Tu sei benedetta da tutte le genti e il tuo nome venerando è glorificato nei secoli dei secoli. Amen.

 PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE
Angelo santo, preposto alla custodia della mia anima miserabile e della mia vita di passioni, non abbandonare me peccatore e non allontanarti da me a causa della mia intemperanza, non lasciare posto al maligno che cerca di impadronirsi di me con la seduzione di questo corpo mortale. Fortifica il mio debole braccio e conducimi nella via della salvezza. Sii, o Santo Angelo di Dio, custode dell’anima mia e del mio corpo miserabili, perdonami tutto quello con cui ti ho offeso tutti i giorni della mia vita; se ho peccato nel giorno trascorso, proteggimi in questa notte, e preservami contro ogni tentazione nemica, in modo che non attiri la collera del mio Dio peccando; prega per me il Signore, affinché mi mantenga nel suo santo timore e faccia di me un servitore degno della sua misericordia.
A Te, o Madre di Dio, invincibile stratega, noi tuoi servi innalziamo l’inno della vittoria e della riconoscenza per essere stati salvati da terribili sciagure. Tu dunque, nella tua insuperabile potenza, liberaci da ogni male, affinché ti esclamiamo: Salve, o Sposa sempre Vergine.

PER LA CHIESA
Ricordati Signore, in primo luogo della tua Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica che è tua perché Tu l’hai creata col Tuo sangue prezioso e la guidi mediante il tuo Santo Spirito, confermala, rafforzala, estendila, moltiplicala, pacificala e salvala nei secoli contro le porte dell’inferno; sciogli i dissensi tra le chiese, soffoca gli errori dei pagani, distruggi e sradica rapidamente le eresie che si manifestano e converti ciascuno di noi per la potenza del tuo Santo Spirito.

PER I VESCOVI ED I SACERDOTI
Salva, o Signore, ed abbi pietà di tutti i Vescovi, del nostro Vescovo N., dei Sacerdoti, dei Diaconi, dei Monaci e di tutto il Clero che Tu hai stabilito per pascere il gregge con la tua Parola di Verità.
Dona a tutti l’umiltà, lo spirito di sacrificio e la coscienza della loro missione al servizio al tuo popolo del quale Tu sei l’unico e sommo Pastore. Abbi pietà di loro e salvali.

PER I GENITORI E I PARENTI
Salva, o Signore, ed abbi pietà dei miei genitori N. e N., dei miei fratelli e sorelle N., dei miei parenti secondo la carne, di tutti i congiunti della mia famiglia e degli amici: concedi loro la fede, la salute, la pace, il lavoro e i tuoi doni.

PER I GOVERNANTI
Ricordati, Signore, di coloro che ci governano, fa intendere al loro cuore i buoni consigli riguardo alla tua Santa Chiesa e a tutto il tuo popolo, preservali dal male e dalla corruzione, affinché anche noi, nella pace da loro procurataci, viviamo una vita tranquilla e pacifica, in tutta pietà e santità.

PER TUTTI
Salva, o Signore, ed abbi pietà degli anziani, dei giovani, dei poveri, degli orfani e delle vedove, dei disadattati, dei sofferenti, dei malati, di coloro che sono nel dolore, nelle difficoltà, nelle afflizioni, di coloro che sono rinchiusi nelle prigioni e nei luoghi di detenzione, ed innanzitutto di coloro che sono perseguitati per il tuo nome e per la fede. Ricordati di tutti loro, visitali, fortificali, dona loro presto, per la tua gloria, libertà e liberazione.

Publié dans:CHIESA ORTODOSSA, LA PREGHIERA (SULLA) |on 14 février, 2013 |Pas de commentaires »

Alla scuola dei Santi fratelli Cirillo e Metodio, Missionari dei popoli Slavi (anche Paolo)

http://www.consolata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=10407:alla-scuola-dei-santi-fratelli-cirillo-e-metodio-missionari-dei-popoli-slavi&catid=37&Itemid=161

Alla scuola dei Santi fratelli Cirillo e Metodio, Missionari dei popoli Slavi

Scritto da P. Antonio Rusconi, IMC

(Alla scuola di  Paolo…)

Questo secondo viaggio in Macedonia della settimana scorso è stato una ottima opportunità per conoscere le radici del cattolicesimo in Macedonia. 
Fui ospite dell’unico vescovo cattolico, Monsignor Kiro Stojanov, della chiesa di rito romano e dell’Esarcato Apostolico di rito Greco Bizzantino.
Scopo era di portare una delle rare “fotocopie” della Sindone di Torino, voluta e desiderata dal Vescovo Mons. Kiro, che in un suo recente e-mail  mi ringraziava per “Il preziosissimo regalo della Sacra Sindone”.  
Tutti sappiamo quanto fu grande l’affluenza di popolo che visitò la Sindone quando fu esposta recentemente a Torino. Anche tra i fedeli cattolici, e forse anche Ortodossi, verrà esposta  nelle chiese della Macedonia. Cristo è unico, Cristo sofferente della Sindone ( sempre che l’uomo del telo è Cristo)  fa riflettere tutti battezzati
Per me fu una occasione  per approfondire, la storia, i santi, le culture dei popoli slavi, e in modo speciale del popolo Macedone.  Più volte, con il vescovo Kiro, parlammo di Cirillo e Metodio, i due grandi missionari dei popoli slavi e che sono ben noti in Macedonia, riconosciuti tali sia dalla chiesa cattolica sia dalla chiesa ortodossa.
La tomba di S. Cirillo poi si trova a Roma e per un privilegio speciale del papa, una volta all’anno, una delegazione di entrambe le chiese, cattolica di ambo i riti e Ortodossa va a pregare sulla tomba, occasione di un ecumenismo costruttivo e dialogante.
I rapporti fra cattolici,  che tra l’altro non supera il due per cento e gli ortodossi  che è la stragrande  maggioranza della popolazione macedone, sono ottimi.   Un cammino  difficile alla ricerca della  unità perduta lungo la storia, ma che la nuova evangelizzazione, in un mondo secolarizzato, lo impone.
 I santi Cirillo e Metodio, nati in Macedonia a Tessalonica, sono le stelle che devono illuminare il cammino verso l’unità, così mi diceva il Vescovo Kiro.
S. Paolo  nell’anno 51 vide in sogno un Macedone che lo invitava  a venire tra loro  ad aiutarli a conoscere meglio il messaggio di Cristo (atti 16,9). Madre Teresa di Calcutta nacque a Skopje, Capitale della Macedonio: Questi sono i modelli per fare missione  oggi.
Alla scuola di. S. Paolo che subito al mattino, dopo il sogno notturno, parte per la  Macedonia senza indugio, e con  Cirillo e Matodio, e con Madre Teresa di Calcutta  sono i parametri  a cui rifarsi per uno stile di missione sempre attuale.
Sappiamo tutti lo stile di S. Paolo, sempre pronto alla voce dello Spirito a partire, meno forse conosciamo lo stile del Fratelli Cirillo e Metodio, Quantunque  la loro  vita che fu breve ma il loro camminare tra i popoli Slavi  fu grande ed efficace. Le varie lingue slave attuali si ricollegano a loro  L’ antico slavo ecclesiastico giocò un ruolo basilare nella storia delle lingue slave moderne. Se vogliamo possiamo fare un confronto con il latino per le lingue moderne dell’Europa.
Essere missionari oggi occorre avere questi Santi modelli che ci fanno essere sempre attenti alle esigenze della missione di oggi.
Sono rientrato qui a Milano contento di questo viaggio in terra Macedone, .Ho lasciato il telo dell’uomo sofferente, che con molta probabilità è del Cristo sofferente.
Con la quaresima del 2011 il telo sindonico inizierà la sua itineranza, e ci sarà una tre giorni per preparare sacerdoti e laici che faranno passare da mano a mano la sindone, forse ci vado ancora e sarà per me occasione per conoscere questi due giganti missionari: Cirillo e metodio.

Publié dans:SAN PAOLO E GLI ALTRI SANTI, SANTI |on 14 février, 2013 |Pas de commentaires »

SENZA ASCOLTO, SIAMO VECCHI DENTRO! (Zenith.org, meditazione)

http://www.zenit.org/it/articles/senza-ascolto-siamo-vecchi-dentro

SENZA ASCOLTO, SIAMO VECCHI DENTRO!

CRISTO CONTINUA A TROVARE UN POPOLO SORDO

ROMA, 26 GENNAIO 2013 (ZENIT.ORG). EGIDIO CHIARELLA

Una delle cose più terribili, che possa accadere oggi ad un cristiano, è quella di essere considerato vecchio dentro, nel suo modo di appartenere alla realtà in cui vive. La società avanza, si rinnova, utilizza la sua ragione per allargare i confini della conoscenza e si estende all’inverosimile. L’ascolto di Dio ci permette di governare l’attualità nella giustizia sociale, senza rimanere imbrigliati nelle proprie certezze acquisite, subendo il nuovo che avanza. Senza la consapevolezza della attualità della Parola, cresce il rischio di non avvertire gli effetti positivi di quanto va oltre il passato e indirizza il mondo. L’intelligenza dell’uomo non deve mai andare in cantina, così come la forza spirituale di cui esso è dotato. Questi due elementi centrali nella struttura dell’essere umano, lo accompagneranno sempre, prima di ogni cosa, a percepire il valore soprannaturale dell’ascolto.
Ecco cosa rispose Gesù a uno degli scribi che gli aveva chiesto quale fosse il primo dei comandamenti. “Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”.
L’ascolto del Signore genera l’amore per il prossimo. Ascoltare diventa così amare e quindi saper vivere, permettendo all’uomo di leggere e intendere il tempo, nelle sue continue e necessarie trasformazioni.
Noi oggi rischiamo di essere vecchi dentro, perché non abbiamo la forza di liberarci dalla regnatela dei nostri soliti pensieri. Siamo bravi, a parole, nel rottamarli, mentre per una forma di vera conservazione, li tolleriamo, anche se portatori  di affanni e di dolori. Il vescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nell’omelia d’ inaugurazione della catechesi del Movimento Apostolico nella sua diocesi di Locri-Gerace, ha esortato i battezzati ad ascoltare la Parola del vangelo, per vincere la desertificazione della fede, ricordando Benedetto XVI nell’ultima assemblea generale del Sinodo. Senza la Parola, ha esortato il Pastore, già Superiore Generale dell’Ordine dei Minimi, non può crescere quella fede dentro di noi, necessaria a fare arrivare “porta a porta” la propria esperienza di vita cristiana, senza intimidirsi dinnanzi ad espressioni o convinzioni, diametralmente opposti.
Se il mondo oggi è ancora in preda alle guerre; alla corruzione; alla prostituzione selvaggia; alla droga, quale status di vita; alla menzogna organizzata; alla derisione del prossimo; alla illegalità diffusa; alla criminalità organizzata, significa che Cristo continua a trovare un popolo sordo.
Si è perso lo spirito originale dell’ascolto. Noi sbaciucchiamo le immagini dei santi, ma non seguiamo la freschezza della loro vita. Loro hanno cambiato la storia, noi restiamo ancorati alla carezza immobile del passato. Don Bosco, pur senza alcun tipo di sostegno, prese i ragazzi per strada e li fece uomini. Oggi le nostre strutture di solidarietà, a qualsiasi livello, molte volte chiudono le porte e mentre lamentano mancanza di soldi, rimangono inattive. Intanto il prossimo si perde! Il vero ascolto svanisce. Noi cattolici siamo troppo attenti a difendere le nostre corazze sicure, rischiando di sovrastare la nostra predisposizione ad ascoltare la freschezza della Parola dello Spirito. È proprio l’ascolto che ci pone in una contemporaneità continua. In qualsiasi campo l’uomo deve aggiornarsi e se saprà ascoltare Cristo, riuscirà meglio a distinguere il vento del cambiamento e non essere così, per usare un termine attuale, “fuori mercato”. Chi sa ascoltare rivede e rinnova la sua vita e sfugge ad una triste e precoce vecchiaia interiore. Il Cristiano sia, in questo tempo difficile, nell’ascolto della Parola di Cristo, l’attualità di Dio nella storia!
* Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, collabora con il Ministero dell’Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo La nuova primavera dei giovani.

Publié dans:by Zenith.org, MEDITAZIONI |on 14 février, 2013 |Pas de commentaires »

Santi Cirillo e Metodio

Santi Cirillo e Metodio dans immagini sacre saintscyrilandmethodius_equalstotheapostles

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Publié dans:immagini sacre |on 13 février, 2013 |Pas de commentaires »
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