Preghiera a san Paolo

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DAL SITO DELLE FIGLIE DI SAN PAOLO

Preghiera a san Paolo

« L’apostolo Paolo bisogna che viva, e significa che viva con la sua scienza, col suo zelo, che viva con il suo spirito. Dobbiamo aspirare a questo:
di risuscitare il suo spirito in noi; di apprendere la sua scienza; di rivivere, di ridestare il suo zelo altissimo di apostolo…
Egli in verità ha saputo penetrare la scienza della carità di Gesù Cristo: in alto, nella sua profondità, nella sua larghezza, nella sua ampiezza… » (FSP34, p. 93).

G. Preghiamo nell’atteggiamento della lode e del rendimento di grazie, nel desiderio di far risuscitare lo spirito di san Paolo in noi… Come Paolo possiamo anche noi vivere la profonda consapevolezza: mi ha scelto, mi ha chiamato per grazia, ha rivelato in me il Figlio, perché lo annunziassi. Invochiamo la luce dello Spirito Santo perché ci doni di penetrare, come Paolo, la scienza della carità di Gesù Cristo.

Canto allo Spirito Santo: Emilie Spiritum tuum (n. 155)
Ascoltiamo l’esperienza diretta dell’apostolo Paolo

L 1 : Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco (Gai 1,13ss).
Rit. Sancte Paule aposlole

L 2: Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio (ICor 2,3-4).
Rit. Sancte Panie apostole

L 1: Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitemi dal Vangelo (ICor 9,16-18).
Rit. Sancte Panie apostole

L 2: Abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinchè appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo (2Cor 4,7-10).
Rit: Sancte Panie apostole…

L 1: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati (Rm 8,35.37).
Rit. Chi ci separerà dalla sua pace, la persecuzione, forse il dolore? Nessun potere ci separerà da Colui che è morto per noi.

L 2: lo sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Rm 8,38ss).
Rit. Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono? Nessuno al mondo ci allontanerà dalla vita in Cristo Signore.

G. Paolo è stato affascinato da Cristo e ormai per lui c’è un solo tesoro, Cristo stesso. Quando Paolo pensa alla sua esperienza di incontro con Gesù, l’immagine che gli viene in mente è quella di una forza travolgente: « Sono stato conquistato da Gesù Cristo ». La sua conversione è un atto da innamorato, provocato dalla follia dell’amore: lascia le cose più stimate per seguire la persona amata. Dirà al suo discepolo Timoteo:

Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al ministero: io che per l’innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento (ITm 1,12-13).

Inno a San Paolo (dal vespro proprio)

Esalti festante la Chiesa l
a gloria sublime di Paolo
che Dio tramutò da nemico
in docile apostolo suo.

Se prima spirava minacce
agli umili servi di Cristo
amore più intenso ora spira
ghermito dal Cristo risorto.

O sorte stupenda di eletto!
al ciclo rapito in visione
ascolta un arcano linguaggio,
contempla i misteri di Dio.

Spargendo il buon seme del Verbo
edifica chiese ferventi:
in terra sua lettera viva,
in ciclo suo gaudio e corona.

Al mondo smarrito nel buio sono faro di luce i suoi scritti; le tenebre eterne egli sfida finché Verità non trionfi.
A Cristo l’onore e la gloria col Padre e lo Spirito Santo, che in Paolo ha donato alle genti un padre e un maestro di vita. Amen.
Con i sentimenti di Paolo e sentendoci unite a tutte le sorelle che in questi giorni emettono la prima professione o la professione perpetua, rinnoviamo l’offerta della nostra vita.

Tutte: Rinnovazione dei voti (LdP p. 55).

Ant. al Magnificat
Paolo, apostolo del Vangelo e maestro di tutti i popoli, prega per noi Dio che ti ha eletto.
Preghiera conclusiva
Signore, Dio nostro, che nel tuo amore per gli uomini hai scelto e inviato l’apostolo Paolo ad annunciare il vangelo di Gesù Cristo morto e risorto, concedi a noi che lo onoriamo ispiratore e padre, di imitarlo nel portare la Parola che salva agli uomini del nostro tempo. Per Cristo nostro Signore.

Canto finale: Laudate omnes gentes (n. 813).

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