Dal Libro di Bruno Forte: « Seguendo te luce della vita » (aprile 2010)

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Dal Libro di Bruno Forte: « Seguendo te luce della vita »
(aprile 2010)

Alcuni temi principali.

Sulla libertà di Gesù e di Maria e sul loro essere nati senza peccato.
E’ da intendersi come la nostra libertà di uomini nati col peccato, quindi impossibilitati a fare solo il bene?
Gesù ha fatto la sua scelta fondamentale (opzione) dopo 33 anni di riflessione, ha scelto senza condizionamenti esterni, pressioni, coercizioni, non ha seguito un insegnamento particolare (farisei, scribi, sadducei, esseni, Giovanni Battista, zelati, ecc.) né ha seguito un maestro rabbino.
Non è un politico rivoluzionario, un uomo d’ordine, un puritano, un censore. Come ha fatto allora a individuare e prendere una via nuova rispetto a tutte le altre attorno a Lui fatte di stili di vita molto diversi e complicati?
Si sarà reso conto che non andava secondo nessuna delle modalità di pensiero del tempo, la usa era una novità assoluta, la novità di Dio Padre!
Ha fatto quindi una scelta libera e coerente, ma certamente non avrebbe potuto scegliere in modo sbagliato, nel peccato, essendo nato per fare solo il bene. La sua scelta era perfettamente in linea con la volontà del Padre, per portare il Regno di Verità e di perdono e di Amore, e non di menzogna e falsità. Le sue tentazioni forse erano di fare qualcosa come gli uomini del tempo, che Lui però non ha mai condiviso!
Gesù si è reso conto nei suoi 33 anni di non poter peccare e fare ciò che non era secondo la volontà del Padre, e ne aveva piena coscienza. La sua scelta l’ha portato fino alle estreme conseguenze, era per Lui naturale, ne è rimasto fedele e coerente nel comportamento. E sempre si è rimesso al Padre e per questo non ha mai strumentalizzato gli altri: apostoli e discepoli. Ha scelto di non sposarsi per essere tutto di Dio in modo incondizionato e così per la sua missione che è diventata sempre più chiara. Per questo le beatitudini si riferiscono principalmente a Lui. Fin sulla croce perdona i suoi crociffissori Lc 23,34!
La libertà di Gesù gli viene dalla Verità Gv 8,32, di Dio che Lui deve aver ben compreso nei 33 anni di vita nascosta. Capisce che Dio onnipotente si nasconde per non sopraffarci e soffocarci, e per darci lo spazio necessario, si autoelimina (vedi il Padre misericordioso).
Lui spera nel Dio della speranza, che ci fidiamo di Lui e abbiamo fede.
Giacché Dio soffre che l’uomo nasca propenso a fare il male, manda Gesù suo Figlio!
Pag. 60 Anche Maria nata senza peccato, (dal discorso del papa del 7-7-2010: « Il capolavoro della redenzione operata da Cristo ha ottenuto che la sua Madre fosse preservata dal peccato delle origini. Quindi Maria è totalmente redenta da Cristo già prima della concezione ». E questo argomento è quello della « redenzione preventiva ») non avrebbe potuto rifiutarsi e dire NO all’annuncio dell’angelo. Come noi possiamo dire NO all’annuncio di salvezza per la morte e risurrezione di Gesù!
Zaccaria uomo peccatore come tutti noi è incredulo, è per questo un uomo normale e resta muto!
Anche Mosè chiede segni, anche lui perché è uomo peccatore!
Maria non chiede segni (pag. 62), ma si fida in modo totale, come anche Gesù, e fa la sua opzione fondamentale! Non poteva essere diversamente, forse Gesù non è neanche sotto il peso della paura e del condizionamento, continua la sua strada di fedeltà al SI dato a suo tempo, all’inizio.
E’ stato condizionato solo una volta, ma da sua madre, quando gli chiede di cambiare l’acqua in vino alle nozze di Cana, non andava però contro la volontà del Padre, anzi la metteva in atto.
L’annuncio a Maria è come l’annuncio di Pasqua: è risorto, è vivo e ci salva, ed è nella gioia che succede! Maria crede all’annuncio dell’angelo, mentre le donne e Maria Maddalena credono negli angeli che dicono loro che Gesù è risorto, da qui nasce la fede della Chiesa.
Così Dio oltre a Gesù ci ha dato anche Maria che può intercedere presso il Figlio, proprio per i suoi meriti che ci ha ottenuto la salvezza.

L’Amore di Dio (pag. 122) o il Peccato quale suo amore (pag. 123, 19, 209)
Maria porta l’Amore all’uomo e così diventa icona dell’apostolo trasformato dalla Grazia. (Così dovrebbe essere il MCC e il Corso).
Dio da solo ha cominciato senza motivo ad amare, solo Lui può aver cominciato fin dall’eternità, creando l’uomo, creatura incompiuta però, tale in quanto provocato dal non-amore, ma dandogli compiutezza con suo Figlio Gesù. Fu solo col peccato che la Luce della trasfigurazione venne coperta e nascosta dalla pelle dell’uomo decaduto.
Nel Padre c’è la sorgività dell’Amore e nel Figlio c’è la ricettività dell’Amore che li unisce nella piena libertà della pace totale. L’essenza del Dio cristiano è l’Amore nel suo processo esterno a sé.
Allora il nostro peccato è nel non accettare questo Amore e la Grazia che trasfonde da Dio in noi. E’ il non dare e sentire gratitudine per tutti i benefici, la gratitudine divina perché lo è a partire dalle tre persone, la Trinità!
La luce che ha raggiunto Saulo/Paolo gli fa percepire tutto il peso del peccato personale e di quello radicale che grava sulla condizione umana, la propensione a non fare il bene, la condizione tragica dell’essere umano, l’impotenza a fare il bene che vorremmo (pag. 209), come dice di sé S. Paolo nelle sue lettere. Ma Dio compie meraviglie con la Sua impossibile possibilità!
Così come Maria, anche la Chiesa porta l’Amore: « Amatevi come io vi ho amati ».
La missione di Gesù è fare la Chiesa così! Lo Spirito entra nella carne degli uomini nell’organizzazione. Dato che tutta la vita è una vita impossibilitata a fare solo il bene, Dio diventa possibilità nel compito Chiesa. Se non ci fosse la Chiesa come sapremmo di aver fede in Dio Padre e in Gesù suo Figlio?
Così nella Chiesa i cristiani sono i santi nella comunione (pag. 159), e per i santi ci sono i mezzi di salvezza: i sacramenti = Eucaristia, Parola, ecc.. Quindi NO al disimpegno e SI alla corresponsabilità; NO alle divisioni e SI alla comunione nel dialogo fraterno; NO alla nostalgie del passato e SI alla purificazione e riforma.
Nel magnificat c’è il canto della salvezza possibile per chi non ritiene di aver nessun titolo per meritarla, perché l’uomo non si merita niente, oppure meglio, se lo merita perché fratello di Cristo e per i suoi meriti di Figlio di Dio! In quanto coscienti del nulla che siamo e tuttavia guardati e amati dal Padre. Allora dovremmo essere nella gioia perché ci riconosciamo sotto il suo sguardo continuo.

Sul Peccato
Ognuno di noi quando dice o parla con qualcuno e crede di dire ciò che pensa in modo chiaro e sincero, secondo il suo stile, senza pensare di offendere, ma essendo incapace di fare sempre il bene, è probabile che nei confronti dell’amico che ascolta, possa non essere capito, anzi che pensi addirittura di venire offeso perché nella sua sensibilità non capisce bene cosa voleva dire. Quindi crea peccato agli occhi dell’altro anche se non era nelle sue intenzioni. Questa modalità conferma la nostra incapacità a fare solo e sempre il bene. E quante volte mi è capitato, seppur non volevo creare queste situazioni.
Gesù stesso non veniva compreso e capito da tutti, anzi, ma noi sappiamo che Lui non poteva perdersi nei tranelli, ma era a causa degli altri che non capivano perché abituati a credere e pensare che il loro modo fosse quello giusto.
Dall’Alba al Tramonto 30/3/10: Siccome siamo perduti a causa del peccato, siamo salvati dall’amore di Cristo col suo sangue. Per questo serve una fiducia pura e totale nella sua persona. Perché se Cristo è venuto per salvarci, allora deve salvarci! E’ impossibile che non sia in grado di salvarci, perché è la sua unica opera di salvezza. Se Gesù fa questo, di che abbiamo timore, di che ci preoccupiamo? » Questa è la mia fede, senza dubbi!
Dall’Alba al Tramonto 16/3/10: Senza il peccatore non siamo in grado di capire l’amore di Cristo, né di misurarne la profondità. Per amore del peccatore sono stati svelati i misteri dell’amore di Dio ed è stata aperta a noi la ricchezza di Cristo, ricchezza che né oro, né argento possono acquistare. Non c’è niente che possiamo dare in cambio! Dio ci ama e ci perdona ed è questa la bellezza di essere amati.
Dall’Alba al Tramonto 9/3/10: Se noi riuscissimo solo a percepire questo amore, a prescindere da quello che facciamo, non potremmo non ricambiarlo adottando lo stesso atteggiamento nei confronti dei fratelli. Dio in Cristo « giustifica l’empio » lo rende giusto, è questo un mistero divino, il mistero di salvezza. La fede in questo Dio è considerata giustizia di per sé.
Dall’Alba al Tramonto 6/3/10: Se pensiamo ad Adamo primo peccatore, lui si rese conto della gravità del suo peccato nel giardino dell’Eden, e cercò di riconciliarsi con Dio, avrebbe voluto ristabilire il legame intimo e la fiducia che esisteva tra Dio e le sue creature. L’obiettivo di Adamo era un nuovo tipo di relazione più matura, dal momento che aveva affrontato e superato il momento del dubbio e del tradimento, dopo il pentimento, l’espiazione e la riconciliazione. Questa sua fede più profonda, emerge dalla lotta con sé stesso, è il traguardo del suo pentimento e espiazione. Quindi Adamo aveva già trovato la soluzione, dice il Talmud!
Dall’Alba al Tramonto 5/3/10 = Discorso a Diogneto: Dio che in passato ci dimostrò l’impotenza della nostra natura per raggiungere la vita, nel presente ci mostra il Salvatore che è in grado di salvare tutti.
Nascendo inclini a non fare il bene, ognuno è colpevole per tutti e di fronte a tutti, siamo quindi responsabili di tutti i peccati umani. Quindi tutto parte dalla corretta comprensione del termine peccato, solo così si compie l’opera di Dio.

Dalla parabola del Padre misericordioso.
Il Figlio prodigo:
bisogna star male, per voler stare meglio. E bisogna ricordarsi di come si stava prima nel bene. Ma se non se ne è fatta esperienza prima del bene come si può fare? Così come fare a scoprire dov’è la casa del Padre? Bisogna avere la speranza e credere, fidarsi, che è possibile una vita diversa!
Senza questa conversione resta un pio desiderio!
Il Figlio maggiore:
un credente è colui che non è mai uscito dalla casa del Signore. Ma se non evangelizza, non significa necessariamente vicinanza del cuore, resta solo un pio desiderio, non è conversione completa. Questi non perdona al Padre di aver perdonato al fratello! Deve uscire dalla sua logica del merito e del profitto, per entrare nella logica dell’Amore.
(Implicanze per il MCC: pag. 137, ci siamo incamminati decisamente con Lui verso la terra delle promesse di Dio, in altre parole adempiamo il carisma? Vi stiamo conducendo con fedeltà e speranza coloro che ci sono stati affidati?)

La Fede.
La fede di Abramo è come la roccia su cui si fonda la nostra fede e da cui deriva la nostra identità spirituale. Abramo viene scelto da Dio per fare qualcosa di particolare, e riceve due promesse: una terra feconda e una discendenza numerosa. Quindi tutto sommato, una promessa bella da accogliere, lui che non aveva figli naturali, né una terra propria, perché era nomade. Ma la sua vera fede nasce dalla prova che Dio gli chiede quando deve immolare Isacco. Solo dalla prova si capisce se è vera fede.
E allora la mia fede personale è vera fede? Se non ci sono state prove particolari?
Abramo alla fine non deve immolare Isacco, mentre Dio immola suo Figlio Gesù per noi, ma Gesù era anche Dio e così il Padre l’ha potuto fare! Dio tenta se stesso ma non fallisce, ogni uomo avrebbe umanamente fallito nell’impresa!
Se non faccio così vuol dire che non ho fede sufficiente? Credo in Dio perché mi dà consolazione nella salvezza, di cosa è fatta la mia fede, di un semplice tornaconto (pag. 98)?
Gesù stesso prega per la nostra fede (pag. 175), vedi Lc 22,32, perché non venga mai meno!

Alleanza
1. La prima: tra Dio e Abramo che avrà una discendenza grande come i granelli di sabbia (ebrei, cristiani e musulmani), avrà poi una terra: Israele, ancora oggi, e questa è stata mantenuta fino ad oggi per 4000 anni.
2. la seconda tra Dio e Mosè e il suo popolo con le tavole della legge Es cap.19 fino 24 e dopo 40 anni in Dt cap.4.
3. la terza tra Dio e il popolo di Israele in Ne cap.8.
4. la quarta, nuova ed eterna in Maria, con la Trinità nel magnificat (Pag. 178). Maria secondo la carne, è madre di Cristo perché l’ha generato Mt 26,28, ma tutti generiamo secondo la fede Cristo ad altri.
5. in Cristo secondo 1Cor 11,23.

La Buona Notizia
La sofferenza di Dio rivelata sulla croce è veramente la Buona Notizia. Annunciando la Buona Notizia i discepoli di Gesù testimoniano la loro identità « donandola-perdendola », mettendola a servizio degli altri per ritrovarla nell’unico livello degno dei seguaci di Cristo: l’Amore.
Non si annuncia se non Colui che si è incontrato, di cui si è fatto e si fa esperienza via e trasformante, vedi il Corso del MCC! (pag. 113)
E’ celebrare la gloria di un così grande Amore: è il senso di proclamare, confessare l’unità e unicità di Dio in tutta la tradizione biblica.

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