Omelia sulla prima lettura, il ricordo della benedizione di San Francesco a frate leone

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Omelia (01-01-2011)

padre Mimmo Castiglione

Si rendono gli onori!

Per frate Leone, triste per la solitudine e tentato nello spirito,
san Francesco scrisse una benedizione,
la stessa berakah di Aronne,
come lo spezzare il pane di Gesù.
La pergamena si trova attualmente nella cappella delle reliquie,
nella grandiosa e bella basilica a lui dedicata
sul colle del paradiso (che un tempo fu dell’inferno) in Assisi.
L’augurio è che il Signore mostri il suo Volto benedicente.
Vegli propizio concedendo doni.
Guardi proteggendo, operando la misericordia e la grazia,
donando la pace la salvezza, facendoci suoi figli!
Leone, sepolto accanto al Santo poverello
insieme agli altri primi compagni: Masseo Angelo e Ruffino,
la conservò piegata nella sua tasca per ben 46 anni, fino alla morte!

Altro annuncio, questa volta rivolto ai pastori,
che ascoltano la buona notizia
e si mettono in cammino verificando il segno.
Gente solitaria e silenziosa. Considerati impuri e ladri.
Ritenuti lontani da Dio ed emarginati.
Proprio loro sono stati visitati dalla buona e bella notizia,
che procura salvezza a quanti accolgono e non rifiutano,
a quanti camminano e non si fermano,
a quanti sperano e non s’arrendono.

Abramo era pastore ed anche i Patriarchi dopo di lui.
Pastore era Davide prima d’essere unto re.
Gesù sarà pastore di cuori, il solo, l’unico,
il vero e bel Pastore, gratificando così la categoria,
che per prima gli aveva reso onore.

Gesù bambino l’ottavo giorno viene circonciso, segnato!
Sfregiato appartiene al popolo dell’Alleanza,
Lui il solo Fedele consacrato a Dio!
E lo sarà sino alla fine. Sulla sua pelle sigillo indelebile inciso.
Sacrificato per il convito!
Dalla mangiatoia alla Croce!
L’Ottavo giorno, quello della risurrezione.
All’ottavo giorno assume il Nome!
Il Nome del Signore, del Re dei re e del Salvatore!
Circoncisione: memoria dell’esodo pasquale e della liberazione!

Maria dell’Itria madre nel cammino,
che ci sostieni nel viaggio,
prega per noi nomadi e viandanti.
Tu che c’insegni a serbare riflessiva,
in attesa della comprensione, del compimento.
Archivista delle operazioni di Dio meravigliose,
pian piano ne scopri il nesso, il vincolo, ed è stupore!
Insicuri e precari a te guardiamo,
dentro la grotta della povertà umana,
dove Dio ha deciso d’incontrarci in Gesù,
deposto nel luogo dove mangiano le bestie.
Come sarà in futuro, al sepolcro!
Jeshûa-Jah: salvezza è (solo) il Signore.
Jahweh è generoso!
Noi ancora con te, sotto la croce del dolore
di quanti continuano a soffrire
oppressi da una morte
che sembra non aver mai fine.

Celebriamo in questo primo giorno dell’anno
Maria di Nazareth Madre di Gesù Figlio di Dio,
ed anche il nostro desiderio di riconciliazione.
La gloria di Dio stabilisce giustizia nella pace.
Prosperità! Dio ci benedica col sorriso nel Volto!
Per carità, un po’ di solidarietà col nostro vicino bisognoso,
che figlio anche lui piange lacrime amare,
dandosi da fare per trovare un po’ di pane.

PREGHIERA

Pietà Signore, di me che stento a mettermi in cammino
e non riconosco il segno di te che vieni in povertà.
Pietà di me Signore, che non accolgo parole di fiducia,
rimanendo indifferente alle catastrofi.
Dinanzi all’esasperazione di quanti soffrono fuggo per non vedere,
e così presto poter dimenticare.

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