Shabbat

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Shabbat 
  
« Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è Sabato in onore del Signore tuo Dio; non farai dunque alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che vive presso di te; poiché in sei giorni il Signore fece i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno cessò; perciò il Signore ha benedetto il giorno di Sabato e l’ha santificato. » (Esodo 20:8-11)
Secondo la Torah, lo Shabbat (Sabato), ovvero il settimo giorno della settimana, rappresenta la festività del riposo durante la quale tutti gli Ebrei devono astenersi dal loro lavoro.
Fu proprio Dio ad osservare per primo lo Shabbat, quando terminò l’opera della creazione il settimo giorno. (Genesi 2:2-3).
Il termine Ebraico Shabbat deriva proprio dal verbo « cessare », o « fermarsi », ed è quindi adatto ad indicare il riposo o la sospensione delle proprie attività ordinarie.
La Bibbia attribuisce a questa festività un duplice significato:
Nel libro dell’Esodo, il Sabato è definito come il giorno sacro in cui Dio completò la creazione (Es. 20:10-11);
Nel Deuteronomio, invece, è scritto che lo scopo del Sabato è quello di ricordare la liberazione dalla schiavitù in Egitto (Deuteronomio 5:15).
Secondo la Halakhà, nonostante ricorra ogni settimana, lo Shabbat è la festa più importante dell’Ebraismo. Infatti, è la prima ad essere menzionata nella Torah; il riposo Sabatico è ordinato nel quarto Comandamento, ma Dio rivelò agli Ebrei la solennità di questo giorno addirittura prima del loro arrivo al Sinai.
Lo Shabbat inizia al tramonto del Venerdì e si conclude al sopraggiungere della sera del giorno seguente.
Prima della festività, la madre di famiglia accende due candele che simboleggiano il ricordo dello Shabbat e la sua osservanza.
Il padre di famiglia, prima del pasto serale, deve recitare il Kiddush, una preghiera di santificazione in cui si ringrazia Dio per il frutto della vite e per il dono del Sabato, ricordando anche i due significati Biblici della festività.
La preghiera da pronunciare al termine dello Shabbat, invece, è detta Havdalah, e tramite essa si saluta il giorno sacro per ritornare al tempo ordinario.
Questo giorno di riposo deve essere dedicato allo studio della Torah, alla preghiera, e alla famiglia. E’ inoltre consigliato ospitare parenti o amici in casa propria, e secondo la Kabbalah, anche avere rapporti sessuali con il coniuge.
Nella tramandazione Ebraica troviamo un elenco di trentanove attività proibite durante lo Shabbat: seminare, arare, mietere, fare i covoni, trebbiare, togliere la pula, setacciare, nacinare, vagliare, impastare, cuocere, tosare la lana, lavarla, cardarla, tingerla, filarla, ordire, dare due punti, tessere due fili, scucire due fili, fare un nodo, disfare un nodo, cucire due punti, strappare con l’intenzione di ricucire due punti, cacciare il cervo, sgozzarlo, pelarlo, salarlo, lavorare la sua pelle, spelarla, tagliarlo, scrivere lettere, cancellare con l’intenzione di scivere, costruire, demolire,spegnere,accendere, forgiare con un martello, trasportare un oggetto da un posto all’altro.
Molti accusano gli Ebrei di aver trasformato il giorno festivo in un peso insostenibile. Infatti, leggendo tutte le regole dell’osservanza dello Shabbat, si è spesso portati a pensare che si tratti di sterile formalismo, nonchè di un insieme di norme insensate e difficili da rispettare.
Questo tuttavia non corrisponde a verità. Gli Ebrei hanno sempre considerato il Sabato come un giorno gioioso, e addirittura come uno dei più preziosi doni che Dio abbia dato al Suo popolo. Un uomo abituato fin da bambino ad osservare la Torah non trova affatto difficile vivere questa festività senza profanarla.
Lo Shabbat, assieme alla circoncisione, è spesso citato nella Bibbia come il simbolo del Patto tra il Creatore e Israele, poichè si tratta di un’usanza che ha da sempre distinto in modo particolare il popolo Ebraico dalle altre nazioni.
L’importanza di questo comandamento è ribadita nel Talmud, dove è scritto che se gli Ebrei osservassero a dovere due Sabati consecutivi, il Messia arriverebbe immediatamente.
L’era Messianica è paragonata proprio allo Shabbat, poichè sarà un tempo di riposo dalle fatiche e dalle ansie per Israele e per tutta la terra.
Per approfondire l’argomento visita il seguente sito:

Publié dans : EBRAISMO, EBRAISMO: LE FESTIVITÀ |le 29 juillet, 2011 |Pas de Commentaires »

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