Omelia (27-05-2011): Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/22506.html

Omelia (27-05-2011)

Movimento Apostolico – rito romano

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

L’amore di Cristo per i suoi discepoli è stato di: generazione, nuova creazione, elevazione, santificazione, liberazione dal peccato, espiazione vicaria, dono del suo corpo e del suo sangue, della vita eterna e del suo Santo Spirito, del Padre suo celeste e della Madre sua terrena. Gesù per i suoi discepoli si annientò, si annichilì, si svuotò di se stesso per darsi interamente a loro. Questa è la ricchezza del suo amore.
Questo amore raggiunge il suo vertice sulla croce. Non finisce nella morte. Ricomincia tutto intero con la sua gloriosa risurrezione. Il prezzo è altissimo. È la sua vita data in riscatto per l’umanità intera. Lui muore perché noi viviamo. Si offre perché noi risorgiamo. Si immola perché noi fossimo liberati dal potere del diavolo. Il suo è insieme amore divino ed umano, è di Cristo Gesù, ma anche del Padre e dello Spirito Santo. Tutta la santità del Cielo e della terra è in questo amore.
Cosa chiede ora Gesù ai suoi discepoli? Che si amino gli uni gli altri come Lui ha amato loro. Anche il loro amore deve essere di: salvezza, redenzione, rigenerazione, nuova creazione, espiazione, liberazione, elevazione, annientamento di sé e svuotamento perché l’altro si possa ricolmare di Cristo, del Padre e dello Spirito Santo, che discendono nel loro cuore solo attraverso l’amore del discepolo che ama alla maniera di Gesù Signore. Non si tratta allora di fare qualcosa per gli altri. È invece questione di perfetta imitazione di Gesù. Gesù non diede qualcosa. Diede se stesso dalla Croce. Diede la sua vita nella quale è ogni vita.
L’amore che Gesù chiede ai suoi discepoli si può vivere in un solo modo: mettendo interamente la vita a disposizione degli altri, al loro servizio per il dono della carità di Dio e di Cristo Gesù, nello Spirito Santo. Cristo Gesù non è venuto nel mondo per portare il suo amore, bensì quello del Padre suo. Non è venuto per darci la sua Parola, ma quella del Padre suo. Non è venuto per dare cose. È venuto per darci il Padre e lo Spirito Santo, l’amore del Padre e la comunione dello Spirito Santo.
È questo lo specifico, l’unicità dell’amore di Gesù Signore: ha dato tutto se stesso, ma per dare tutto il Padre e lo Spirito Santo. È questo il fallimento dell’amore cristiano: il dono di qualcosa della terra, anziché il dono di tutto il Cielo. Perché questo fallimento? Perché per poter dare tutto il Cielo agli uomini è necessario che il discepolo interamente si consegni al Cielo, in una obbedienza perfettissima, in tutto simile a quella di Gesù Signore. Gesù si è consegnato tutto al Padre. Il Padre si è donato tutto a Lui, nello Spirito Santo. Nello Spirito Santo Gesù dona tutto il Padre che è nel suo cuore ai suoi fratelli e con questo dono li salva, redimendoli e giustificandoli. È grande il mistero cristiano. Noi tutti lo abbiamo banalizzato, vilipeso, calpestato, ridicolizzato. Dobbiamo necessariamente riprendere, riappropriarci del nostro mistero, se vogliamo incidere profondamente nella nostra società, in questo tempo di crisi spirituale.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, sii tu il faro che ci indica la verità del nostro essere discepoli di Gesù. Angeli e Santi di Dio, aiutateci ad essere solo del Padre.

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 26 mai, 2011 |Pas de Commentaires »

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