Sant’Agostino, Discorso 290: Nel natale di San Giovanni Battista

dal sito:

http://www.augustinus.it/italiano/discorsi/discorso_404_testo.htm

SANT’AGOSTINO

DISCORSO 290 – NEL NATALE DI GIOVANNI BATTISTA

La testimonianza di Giovanni su Cristo e di Cristo su Giovanni.
1. 1. S. Giovanni, non l’Evangelista, ma il Battista, fu inviato prima della comparsa di Cristo a prepararne le vie. La testimonianza di Cristo su Giovanni è: Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista 1. La testimonianza di Giovanni su Cristo è: Chi viene dopo di me è più grande di me, io non sono degno di sciogliere a lui il legaccio del sandalo 2. Prendiamo a considerare l’una e l’altra testimonianza: quella che il Signore rese al servo e quella che il servo rese al Signore. Qual è la testimonianza del Signore sul servo? Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista. Qual è la testimonianza del servo sul Signore? Chi viene dopo di me è più grande di me. Quindi, se tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista, che è chi è più grande di lui? Un grande uomo Giovanni, ma uomo: Cristo più grande di Giovanni perché Dio e uomo. Entrambi di nascita mirabile, l’araldo e il Giudice, la lucerna e il giorno, la voce e la Parola, il servo e il Signore. Da una donna sterile il servo, da una vergine il Signore. Nel seno sterile, da un vecchio padre e da una madre vecchiarella lo stesso Signore si fece un servo: ed ancora lo stesso Signore, che fece il primo uomo senza padre e senza madre, si fece un corpo nel seno di una vergine, senza uomo per padre. Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista. Giovanni figurò così grande che da alcuni fu persino ritenuto il Cristo. Né per sua superbia sfruttò l’errore altrui, né ebbe l’ardire di affermare: Sono quel che voi credete; ma, poiché aveva rettitudine, si riconobbe qual era perché il servo si abbassasse fino ai piedi del Signore e fino al legaccio del sandalo, così che la lucerna non venisse spenta dal vento della superbia.

perché si celebra il Natale di Cristo e di Giovanni e non degli altri.
2. 2. Infine, poiché la nascita di Giovanni avvenne in un grande mistero, di questo solo giusto la Chiesa celebra il giorno natalizio. Anche il Natale del Signore viene celebrato, ma come Natale del Signore. Tra i Patriarchi, i Profeti, gli Apostoli, eccettuato Giovanni, datemi un altro servo di cui la Chiesa di Cristo celebri il giorno della nascita. Celebriamo il giorno del martirio di moltissimi servi, di nessuno, se non di Giovanni, il giorno della nascita. Durante la lettura del Vangelo avete ascoltato in che ordine di tempo siano avvenute le nascite di entrambi, del precursore e del Dominatore e, come ho detto poco fa, dell’araldo e del Giudice, della voce e della Parola. L’angelo Gabriele annunzia Giovanni, proprio lo stesso angelo Gabriele annunzia il Signore Gesù Cristo. Quello precede, questo viene dopo: l’uno precede in riverente sottomissione, l’altro segue con potere sovrano. Viene dopo infatti quanto alla nascita, viene prima perché esercita il dominio: infatti Cristo creò anche lo stesso Giovanni, dopo il quale fu creato il Cristo, e creatore e creato; creatore prima della madre, creatore della madre, creato nella madre. E che dirò: creatore prima della madre? Prima che Abramo fosse Io sono 3 affermò egli stesso, dice il Vangelo; ascoltate, o leggete. Ma non basta creatore prima di Abramo: creato prima di Adamo, creatore prima del cielo e della terra, prima di tutti gli Angeli e di ogni creatura spirituale, Troni, Dominazioni, Principati e Potestà, creatore prima di tutte le cose. Perché In principio non era stato fatto il Verbo, ma era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio: egli era in principio presso Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui 4. Se ha creato tutte le cose, quelle visibili e quelle invisibili, il cielo e la terra, anche la vergine Maria: perché anche la Vergine è dalla terra, anche Cristo, artefice della terra, è creato dalla terra, infatti la verità è germogliata dalla terra 5.

Giovanni soltanto uomo per rivelare, riconoscendosi inferiore a lui, che Cristo è più che uomo.
3. 3. In breve, pertanto, vi rendo partecipi di un grande mistero. Siccome vi sarebbero stati molti inclini a ritenere che Cristo non è altro che uomo, che nulla esiste che trascenda l’uomo, perciò gli rese testimonianza un uomo grande, tale che più grande di lui non ci fu alcuno degli uomini, Giovanni, sottomesso, riverente, umiliato. Fino a che punto non si sarebbe umiliato se si fosse dichiarato degno di sciogliere il legaccio del sandalo? Considerate il legaccio del sandalo all’interno di un grande mistero. Quanto non si sarebbe mostrato umile, anche se Giovanni se ne sarebbe detto degno? Che fece dicendosene indegno? Per questo è stato annotato il giorno della sua nascita e ne è stata affidata la celebrazione alla Chiesa.

Quasi le stesse le parole a Zaccaria e a Maria, non medesima l’incredulità.
4. 4. È assai importante in verità, e non solo per le madri, che Maria sia stata vergine e l’altra una donna sterile; l’una dallo Spirito Santo resa Genitrice del Figlio di Dio Signore nostro e l’altra, da suo marito senescente, del precursore del Signore. E fate attenzione a quel che segue. Zaccaria restò incredulo; perché non credette? Chiese all’angelo una prova per la quale accertarsi di ciò che prometteva, essendo egli vecchio e sua moglie avanti negli anni. E l’angelo gli disse: Ecco, sarai muto, non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a suo tempo 6. Proprio lo stesso angelo si reca da Maria, annunzia che il Cristo nascerà da lei secondo la carne e Maria dice qualcosa di simile. Infatti, Zaccaria aveva detto: Da che posso conoscere questo? In realtà io sono vecchio e mia moglie avanzata negli anni 7 E gli risponde: Ecco, sarai muto: e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose si avvereranno perché non hai creduto alle mie parole. E ricevette la pena del mutismo a causa della diffidenza. Che aveva detto il profeta di Giovanni? La voce che grida nel deserto 8. È muto Zaccaria che sarà padre della voce. Rimase muto perché non credette, a ragione fu muto fino alla nascita della voce. Se infatti fu giustamente detto, anzi, proprio perché nel Salmo fu detto con piena verità: Ho creduto, perciò ho parlato 9, per il fatto che non credeva, a ragione non parlava. Ma ti prego, Signore, sto picchiando insieme a coloro che mi ascoltano, aprici, rendici chiaro il senso di tale questione. Zaccaria chiede all’angelo le condizioni per riconoscere quel che gli viene annunziato, essendo vecchio e sua moglie avanzata negli anni. Gli si dice: Perché non hai creduto, sarai muto 10. Cristo è annunziato alla vergine Maria, che a sua volta s’informa della condizione e dice all’angelo: Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo 11. E Zaccaria: Da che posso conoscere questo? In realtà, io sono vecchio e mia moglie avanzata negli anni 12. E Maria: Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo. A quello dice: Sarai muto perché non credi: a lei, invece, spiega la condizione, non le si impone il silenzio. Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo. E l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te, e la potenza dell’Altissimo su te stenderà la sua ombra 13. Ecco il modo in cui avverrà e che vuoi sapere, ecco come tu che non conosci uomo sarai anche madre, ecco come: perché lo Spirito Santo scenderà su di te e su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Non puoi temere l’ardore della libidine all’ombra di così eccelsa santità. Perché questo? Se teniamo conto delle parole, o entrambi credettero o entrambi dubitarono, Zaccaria e Maria. Mentre noi siamo capaci solo di ascoltare le parole, Dio può rivolgersi ai cuori.

Zaccaria interroga nella diffidenza, Maria per comprendere. Nell’Incarnazione del Verbo la grazia di Dio è la più grande possibile.
5. 5. Noi comprendiamo, carissimi, che Zaccaria, dicendo: Da che posso conoscere questo? In realtà io sono vecchio e mia moglie avanzata negli anni 14, parlò nella diffidenza, non per capire meglio: ma, al contrario, quando Maria domandò: Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo 15, parlò decisa a comprendere, non per diffidenza. Nel porre la domanda, non dubitò della promessa. O veramente piena di, grazia! Proprio così fu salutata dall’angelo: Ave, piena di grazia 16. Chi è in grado di rendere manifesta tale grazia? Chi è capace di un rendimento di grazie ad essa adeguato? Si fa uomo, mentre l’uomo, per il libero arbitrio, si perdette, viene riconosciuto quale uomo chi ha fatto sì che l’uomo, da lui creato, non andasse perduto. In principio il Verbo, Dio presso Dio, per il quale tutte le cose sono state create, si fa carne: Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi 17. Diventa carne il Verbo, ma si aggiunge al Verbo la carne, il Verbo non scompare nella carne. O grazia! E che eravamo degni di ottenere questo?

I ricchi, cioè i superbi, vanno privati di tutto, mentre gli affamati, cioè gli umili, vanno colmati di beni. Ricco il fariseo, povero il publicano.
6. 6. Ma notate che cosa giunge a dire proprio santa Maria, piena di fede, piena di grazia, futura madre e che resterà vergine? Che dice tra le altre cose, le quali, considerate singolarmente, certamente impegnano a parlarne a lungo? Che dice? Ha ricolmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi 18. Chi sono gli affamati? Gli umili, i bisognosi. Chi sono i ricchi? I superbi e i vanagloriosi. Non vi mando lontano: mi limito a indicarvi, in uno stesso tempio, un uomo ricco, di quelli che si rimandano a mani vuote, e un uomo povero, di quelli che sono ricolmati di beni. Due uomini salirono al tempio a pregare, uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo diceva 19. Che diceva? Osserva il ricco che mette fuori quanto non ha digerito, che smaltisce la sbornia, ma di superbia, non di giustizia: O Dio – dice – ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana, pago le decime di tutto ciò che possiedo 20. Sei venuto a pregare o a lodare te stesso? Hai detto di avere tutto, nulla hai chiesto da povero. Come allora sei venuto a pregare? Ti ringrazio, Signore. Non dice: Signore, fammi grazia. Perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri. Dunque, tu solo sei giusto? Perché non sono come questo pubblicano. Stai insultando, non a compiacerti. Digiuno due volte alla settimana, pago le decime di tutto ciò che possiedo. O ricco da lasciare a mani vuote! Fatti avanti, fatti avanti, o povero, o pubblicano affamato: anzi, resta là, dove sei. Infatti, il pubblicano si teneva a distanza 21. Ma il Signore si avvicina all’umile. Né osava alzare gli occhi al cielo. Dove non alzava gli occhi, là aveva il cuore. Ma si batteva il petto dicendo: Signore, abbi pietà di me peccatore 22. O affamato da ricolmare di beni!

Il giudizio del Signore sul fariseo e sul publicano. Rimprovera i pelagiani più superbi dello stesso fariseo.
6. 7. Tu hai ascoltato la contraddizione, Signore; emetti la sentenza. Attenti alla sentenza emanata tra le due parti. Il vinto non fa ricorso perché manca chi lo riceva. Infatti non si appella dal Figlio al Padre. Perché Dio Padre non giudica alcuno, ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio 23. Sia la Verità a pronunziare la sentenza tra le parti; dice: In verità vi dico che questi si allontanò giustificato dal tempio, a differenza di quel fariseo 24. Ti prego, perché questo? con quale giustizia? Vuoi sapere? Perché chi si esalta sarà umiliato; e chi si umilia sarà esaltato 25. Da lui questi sarà esaltato e chi si esalta umiliato. Poiché ha ricolmato di beni gli affamati ed ha rimandato i ricchi a mani vuote 26. Ora va’ ed esibisci in giro le tue ricchezze: vantati e di’: Sono ricco. Quanto ricco? Se voglio, sono giusto; se non voglio, non sono giusto. È in mio potere essere o non essere giusto. Non ascolti nel Salmo: Essi confidano nella loro forza 27. Insomma, Dio ti ha dato la carne, Dio ti ha dato i sensi, Dio ti ha dato l’anima, Dio ti ha dato la memoria, Dio ti ha dato l’intelligenza: da parte tua ti dai la giustizia? Che è la carne, che sono i sensi, che è l’anima, che è la mente, che è l’intelligenza senza la giustizia? Se mancano della giustizia, tutte queste doti non serviranno forse per la condanna? Allora sei tanto ricco che, mentre Dio ti ha concesso i beni inferiori, tu te ne dài di migliori? O ricco per la rovina, ricco da rimandare a mani vuote, se pure possiedi quel che hai detto di avere, che hai che non hai ricevuto? 28 Da quel superbo e ricco fariseo neppure hai imparato a ringraziare il Signore di quei beni che hai detto di avere.

Publié dans : Santi: San Giovanni Battista |le 23 juin, 2010 |Pas de Commentaires »

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