Omelia prima lettura: 2Pt 3,12.14

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/12859.html

Omelia (03-06-2008) 
Eremo San Biagio

Commento su 2Pt 3,12.14

Dalla Parola del giorno
Fratelli, attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio… Nell’attesa di questi eventi, cercate d’essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace.

Come vivere questa Parola?
La prima comunità cristiana attendeva e invocava con insistenza il ritorno di Gesù: « Maranatha! Vieni, Signore Gesù! », cantava con giubilo durante le adunanze liturgiche. Era un’attesa carica di gioia di speranza di desiderio!
Finalmente quei « cieli nuovi e terra nuova » promessi da Gesù saranno una condizione stabile, non insidiata più dal male che è dentro e fuori del cuore umano. S. Pietro quindi esorta a vivere questa attesa nell’impegno di una vita pura, senza macchia, avendo cura della pace che è premessa e condizione, per i singoli e per i popoli, di una qualità d’esistenza buona e lieta.
San Pietro ci invita, inoltre, non solo ad attendere, ci esorta altresì ad « affrettare la venuta del giorno di Dio », come?
Attraverso la predicazione, la testimonianza, la preghiera.
La predicazione del Vangelo ha caratterizzato e caratterizza la vita del discepolo: donare la Parola ai fratelli attraverso l’annuncio diretto è compito di quanti fanno dell’evangelizzazione la loro chiamata e la loro missione.
La testimonianza è possibile a ciascuno di noi, a tutti coloro che seguendo Gesù fanno del comandamento dell’amore la legge di ogni relazione autentica.
La preghiera è quell’invocazione costante che parte dal cuore della Chiesa tutta, dal cuore di ciascuno di noi ogni volta che ripetiamo la preghiera che Gesù ci ha insegnato: « Venga il tuo Regno… »

Oggi, nella mia pausa contemplativa, rinnoverò l’impegno di una vita pura e senza macchia e pregherò: Signore Gesù, donaci apostoli e testimoni del Vangelo, sostieni i missionari e gli evangelizzatori, dona a tutti noi il tuo Spirito di fortezza per continuare a lavorare incessantemente perché finalmente sorgano « cieli nuovi e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia ».

La voce di una grande evangelizzatrice dei tempi moderni
Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo. Vorrei dire di più: perdersi nella folla, per informarla del divino, come s’inzuppa un frusto di pane nel vino. Vorrei dire di più: fatti partecipi dei disegni di Dio sull’umanità, segnare sulla folla ricami di luce e, nel contempo, dividere col prossimo l’onta, la fame, le percosse, le brevi gioie. Perché l’attrattiva del nostro, come di tutti i tempi, è ciò che di più umano e di più divino si possa pensare: Gesù e Maria, il Verbo di Dio, figlio d’un falegname, la Sede della Sapienza, Madre di casa.
Chiara Lubich 

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 31 mai, 2010 |Pas de Commentaires »

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