IL MISTERO PASQUALE

dal sito:

http://centrostudiedithstein.myblog.it/archive/2010/03/12/il-mistero-pasquale.html

12/03/2010
IL MISTERO PASQUALE

Il mistero che celebriamo ogni anno e che tentiamo sempre di approfondire non smetterà mai di stupirci se sapremo guardarlo con occhi limpidi e accoglierlo con cuore aperto.
È il vertice della nostra salvezza, il punto centrale che conferisce senso a tutta la nostra esistenza di cristiani credenti in quel Gesù di Nazareth che è il Cristo.
Se osservo lo stile di vita odierno, e le ragioni a questo sottese, in molte persone che conosco ritrovo in uno iato, perché?
Trovo un vuoto che non si lascia spiegare e sembra contraddistinguere atteggiamenti, scelte, iniziative. Un vuoto che potrebbe richiamare all’essenziale, a quanto vi è di ineludibile e che, a meno di essere degli uomini struzzo e quindi di vivere con la testa sotto la sabbia, una volta o l’altra si dovranno affrontare.
Il vuoto può parlare ed esprimere essenzialità, accoglienza, disponibilità a essere colmato; oppure tragicamente, parlare ed esprimere, distruzione, macerie, rifiuto a ricevere.
La conseguenza è netta: il vuoto si orna, si creano orpelli, esigenze di comparire e di apparire, le vetture sono di cilindrata super, le case sono eccessivamente lussuose, gli abiti sono stravaganti e ricercati.
Sotto vi è cenere e disgusto. Insipienza di vita e timore di morte.
Nessuno ha tramandato, in famiglia prima, nella scuola o nei più svariati ambienti di vita poi, una cultura di vita autentica che sappia contenere in sé la vita, quella bella, quella di cui sempre ringraziare come dono, quella ardua che richiede fatica ma che consente di non amputare la persona e di lasciarla invece sviluppare in pienezza assoluta.
La perdita dei valori diviene tragedia e genera commedia: una commedia che mistifica il reale e lacera la persona. Senza umorismo, satura di riso amaro e salato.
Come uscire dallo iato? Guardando a Colui che lo ha colmato, con la sua stessa vita, con la sua stessa persona.
Ho sempre prediletto la cultura egiziana, la sua raffinatezza, l’acutezza e la genialità di cui attestano la lingua, i testi e le costruzioni che ci restano. Tuttavia, mi rimane un profondo interrogativo sulla concezione della vita e della morte egizia.
Mi spiego. Osservate quel mirabile prodotto di ingegneria che è la piramide, io ne resto sempre attonita, con tutto l’arredamento interno che riproduce la vita del defunto nei minimi particolari, con una ricchezza e un dispendio di denaro e abilità artistiche e artigianali di grande classe.
In fin dei conti però è riproporre il già vissuto in una dimensione che non si conosce e si nega proprio con lo stesso riproporla, per timore dell’ignoto, perché la vita non è stata letta nella sua corretta interpretazione.
Questo è uno iato, antico e con la polvere dei secoli che lo fa diventare archeologia.
Però, perché vivere e dare il proprio contributo alla vita con figli, azione sociale, impegno politico, servizio agli altri, quando io, tutti e tutto saremo condannati e relegati ad un’archeologia polverosa?
Bene, ritengo che questo iato sia abitabile, sia possibile dimorarvi, proprio oggi, mentre si avvicina il giorno di Pasqua.
Come? Con una mossa molto semplice e elementare: stando seduti all’Anastasis, a quello che, erroneamente, è detto il Santo Sepolcro, mentre con termine greco corretto è appunto l’Anastasis, cioè la Risurrezione.
Le pietre nude, il masso rovesciato, l’incavo in cui fu deposto il corpo del Crocifisso, le bende abbandonate, tutto parla di vita, di futuro, non di archeologia polverosa.
Allora perché spendere la propria vita costruendosi la propria piramide, invece di sostare all’Anastasis’
Sia questo il dono di vita di Colui che è il Risorto. 

C. Dobner

(Il Castello dell’anima, 31.03.07)

Publié dans : LITURGIA, LITURGIA STUDI, SPIRITUALITÃ |le 29 mars, 2010 |Pas de Commentaires »

Vous pouvez laisser une réponse.

Laisser un commentaire

Une Paroisse virtuelle en F... |
VIENS ECOUTE ET VOIS |
A TOI DE VOIR ... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | De Heilige Koran ... makkel...
| L'IsLaM pOuR tOuS
| islam01