La triade cristiana di fede, carità e speranza in Paolo (N. Ibrahim)

dal sito:

http://www.custodia.org/spip.php?article5031&lang=it

“S. PAOLO E L’IDENTITÀ CRISTIANA” —

SBF • 35º Corso di Aggiornamento Biblico-Teologico — Gerusalemme, 14-17 aprile 2009

La triade cristiana di fede, carità e speranza in Paolo (N. Ibrahim)

La triade di fede, speranza e carità si trova soltanto in Paolo e in Eb 10,22-24; 1Pt 1,21-22. La forma unita delle tre virtù ricorre in 1Ts 1,2-3; 5,8; 1Cor 13,13 e Col 1,4-5, mentre altrove si trovano nel contesto di altre virtù, come in Gal 5,5-6; Rm 5,1-5; Eb, 10,22-24 e 1Pt 1,21-24.

1. La triade di fede, speranza e carità nell’esordio della Prima Lettera ai Tessalonicesi

1Ts 1,2-3: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere,
continuamente, rammentando la vostra opera della fede, la fatica della carità e la costanza della speranza nel Signore nostro Gesù, davanti a Dio e Padre nostro».

2. L’evento del Vangelo, inizio della vita cristiana

«Sapendo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da lui. [5] Il nostro vangelo, infatti, non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione, come ben sapete che siamo stati in mezzo a voi per il vostro bene» (1,4-5).

3. La fama della vostra fede si è diffusa dappertutto

«[6] E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione, [7] così da diventare modello a tutti i credenti che sono nella Macedonia e nell’Acaia. [8] Infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro non soltanto in Macedonia e nell’Acaia, ma la fama della vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, di modo che non abbiamo più bisogno di parlarne. [9] Sono loro infatti a parlare di noi, dicendo come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti a Dio, allontanandovi dagli idoli, per servire al Dio vivo e vero [10] e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, che ci libera dall’ira ventura» (1Ts 1,6-10).

4. La vita cristiana deve crescere

Nell’esordio, Paolo mette in risalto la testimonianza della vita impegnata nella fede, carità e speranza. Più avanti, però, prega Dio perché i fedeli tessalonicesi abbiano modo di fare crescere la loro vita cristiana:
–«Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi, per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio, [10] noi che con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che ancora manca alla vostra fede? [11] Voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù dirigere il nostro cammino verso di voi! [12] Il Signore poi vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti, come anche
noi lo siamo verso di voi, [13] per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi» (3,9-13).

5. La testimonianza dell’Apostolo Paolo

Paolo e i suoi compagni hanno predicato il vangelo in Tessalonica, offrendo un esempio di sopportazione gioiosa delle persecuzioni, suscitando l’imitazione dei credenti: «E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione» (1Ts 1,6).
Ritornando all’evento felice della conversione ed elezione dei credenti tessalonicesi, Paolo dice:
–«[7] Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. [8] Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. [9] Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno
vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio. [10] Voi siete testimoni, e Dio stesso è testimone, come è stato santo, giusto, irreprensibile il nostro comportamento verso di voi credenti; [11] e sapete anche che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, [12] incoraggiandovi e scongiurandovi a comportarvi in maniera degna di quel Dio che vi chiama al suo regno e alla sua gloria» (2,7-12). –
I credenti sono chiamati a vivere sempre meglio la carità fraterna, ricordando la testimonianza evangelica di Paolo: «Il Signore poi vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti, come anche noi lo siamo verso di voi» (1Ts 3,12). Anche la speranza trova in Paolo un esempio da imitare: «[19] Chi infatti, se non proprio voi, potrebbe essere la nostra speranza, la nostra gioia e la corona di cui ci possiamo vantare, davanti al Signore nostro Gesù, nel momento della sua venuta? [20] Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia» (1Ts 2,19-20).

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