Omelia (28-01-2010)

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/17087.html

Omelia (28-01-2010) 
padre Lino Pedron

La lampada è la parola di Dio: « Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino » (Sal 119,105; cfr 2Pt 1,19). La parola del vangelo è come una luce posta sul candelabro: essa illumina tutto ciò che è nascosto nel cuore dell’uomo. Nella Lettera agli Ebrei 4,12-13 si legge: « Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto ». E’ la parola che mostra chiaramente se l’uomo è simile a un buon terreno o a un terreno pieno di pietre o di spine. Essa ha la funzione di giudice: è l’espressione del giudizio di Dio. Ognuno faccia dunque attenzione al proprio modo di ascoltare, perché l’ascolto è la misura del messaggio ricevuto: ognuno infatti intende solo ciò che può o vuole intendere. L’uomo si giudica da se stesso, secondo il modo e la misura del suo ascolto. La frase finale: « A chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha » si chiarisce alla luce del contesto: ciò che si tratta di avere sono, anzitutto, delle orecchie in grado di ascoltare. Ritroviamo qui il tema sapienziale della capacità di accoglienza della conoscenza; questa aumenta a misura della disponibilità. La sapienza divina è principio di comprensione sempre più profonda per chi si lascia ammaestrare da lei: « Ascolti il saggio e aumenterà il sapere » (Pr 1,5), ma diventa progressivamente impenetrabile per chi la rifiuta: « Il beffardo ricerca la sapienza, ma invano » (Pr 14,6).
Come nella parabola del seminatore si sottolinea la necessità di non soffocare il seme del regno di Dio, annunciato dalla parola di Gesù, così in questo brano siamo invitati a non chiudere gli occhi dinanzi alla luce che si manifesta e che, se accolta, diventerà sempre più sfolgorante. 

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 28 janvier, 2010 |Pas de Commentaires »

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