Omelia (27-01-2010) su 2Sam 7,5-7

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/17146.html

Omelia (27-01-2010) 
Eremo San Biagio
Commento su 2Sam 7,5-7

Dalla Parola del giorno
« Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro? »

Come vivere questa Parola?
Davide si è proposto di edificare una casa al Signore e ne ha parlato al profeta Natan, ricevendone un incoraggiamento. Si tratta infatti di un gesto rivelativo del suo amore e della sua riconoscenza e dipendenza da YHWH.
Ma ecco, in una visione notturna, Dio prende una inaspettata posizione: Ho vagato con Israele sotto una tenda e non ho mai chiesto di costruirmi una casa di cedro.
Certamente il desiderio di Davide è sincero e buono, ma si allinea con una visione di Dio più filosofica che di fede. In discussione non c’è l’opportunità o meno di elevare luoghi di culto dignitosi, ma l’inconscia tendenza a relegare Dio in un « cielo » lontano e astratto che ne salvaguardi la trascendenza.
Ben altro è il volto che Dio ha voluto rivelarci. Il suo vagare col popolo sotto una tenda, parla di un’estrema vicinanza: Egli si fa pellegrino con chi si trova ad attraversare il deserto della vita. Giungerà persino a piantare la sua tenda in mezzo a noi nel mistero mirabile dell’incarnazione. È un Dio che non si deve andare a cercare in luoghi appositi, entrando presso di lui in punta di piedi e timorosi di alzare lo sguardo. Un Dio che « abita » il nostro quotidiano segnato dalla precarietà di una dimora che – ne siamo ben coscienti – non è definitiva, perché altra è la nostra patria. Un Dio che posso trovare accanto a me in ogni istante: basta che presti attenzione alla sua presenza.
La « casa » che si attende da noi? È Gesù stesso ad indicarcela nell’Apocalisse: « Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me » (Ap 3,20). Una dimora ben più grande e preziosa di qualunque cattedrale!

La voce di un testimone dei nostri tempi
Instancabilmente Gesù ci accompagna. Illumina le nostre anime di una luce inattesa. E scopriamo che, se anche può rimanere in noi qualche oscurità, in ciascuno c’è soprattutto il mistero della sua presenza.
frère Roger di Taizé 

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 27 janvier, 2010 |Pas de Commentaires »

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