I luoghi raccontano: 18.02.05 – I nomi di Dio 2 – YHWH

dal sito:

http://www.terrasantapiemonte.org/luoghi30.htm

I luoghi raccontano

JewishEncyclopedia.com

18.02.05 – I nomi di Dio 2 – YHWH

Dei nomi di Dio quello che nell’AT ricorre più frequentemente (6823 volte) è il cosiddetto Tetragramma YHWH ( ), il nome personale distintivo del Dio di Israele. Nelle traduzioni moderne questo nome è comunemente rappresentato dalla forma « Jehovah », la quale comunque è una impossibilità filologica. Questa forma è emersa come tentativo di pronunciare le consonanti del nome con le vocali di Adonai ( = « Signore »), che i Masoreti hanno inserito nel testo per indicare in tal modo che doveva essere letto (kere perpetuum) Adonai invece di YHWH. Quando il nome Adonai precede, per evitare la ripetizione di questo nome, YWHW è scritto dai Masoreti con le vocali di Elohim; in questo caso viene letto Elohim anziché YHWH. In conseguenza di questa lettura masoretica, le traduzioni italiane della Bibbia in genere rendono YWHW con « Signore ».

Questo nome, secondo il racconto di Es 3 (E), fu fatto conoscere a Mosè in visione all’Oreb. In un altro racconto parallelo (Es 6,2.3 [P]) si dice che il nome non era conosciuto dai Patriarchi. Esso è usato da una delle fonti documentarie della Genesi (J), ma poco o mai dalle altre. Il suo uso è evitato anche da alcuni scrittori più tardivi. Non ricorre affatto in Qo e in Dn si trova solo nel cap. 9. Lo scrittore di Cronache mostra di preferire la forma Elohim, e in Sal 42-83 Elohim ricorre più spesso che YHWH , probabilmente perché sostituito in alcuni luoghi dall’altro, come in Sal 53 (cfr. Sal 14).

Apparentemente, YHWH ( ) è la III persona singolare imperfetto (qal) del verbo (essere), che significa « egli è », oppure « egli sarà », o forse « egli vive », poiché l’idea base della parola è probabilmente « esplodere, respirare », da cui « vivere ». Con questa spiegazione concorda il significato del nome dato in Es 3,14, dove Dio è presentato nell’atto di parlare, e quindi con la I persona singolare « Io sono » ( , da , quest’ultimo equivalente alla radice arcaica ). Pertanto il significato dovrebbe essere: « Colui che è autoesistente, autosufficiente », o più concretamente: « Colui che vive » (dal momento che il concetto astratto è estraneo al pensiero ebraico). Senza dubbio, l’idea della vita era intimamente connessa con il nome YHWH fin dai tempi antichi. Egli è il Dio vivente, in opposizione con gli dèi pagani senza vita, ed egli è la fonte e l’autore della vita (cfr. 1Re 18; Is 41,26-29; 44,6-20; Ger 10,10.14; Gen 2,7; ecc.). Questo concetto di Dio è così familiare alla mentalità ebraica che appare nella comune formula di giuramento: « chai YHWH » (« così come Dio vive », Rut 3,13; 1Sam 14,45; ecc.).

Se la spiegazione della forma data sopra è quella vera, la pronuncia originale deve essere stata Yahweh ( ) o Yahaweh ( ). Da questo, la forma contratta Jah o Yah ( ) è presto spiegata, come anche le forme Jeho o Yeho ( = ), e Jo o Yo ( , contratta da ), che assume nella prima parte di nomi propri composti, e Yahu or Yah ( ) nella seconda parte di tali nomi. Si può citare che nella poetica samaritana fa rima con parole simili terminanti con Yahweh, e Teodoreto (Quæst. 15 in Exodum) afferma che i Samaritani pronunciavano ‘Iabé. Epifanio attribuisce la stessa pronuncia ad una setta cristiana primitiva. Clemente di Alessandria, più esattamente, pronuncia ‘Iaouvé o ‘Iaouai, e Origene ‘Ia. Aquila scrive il nome in lettere ebraiche arcaiche. Nei papiri maigici giudaico-egiziani esso appare come Iaoouee. Almeno all’inizio del III secolo a.C. il nome sembra essere stato considerato dai Giudei come un « nomen ineffabile », a motivo di una qualche interpretazione estrema di Es 20,7 e Lv 24,11 (v. Filone, De vita Moisis, III,519.529). Scritto con le sole consonanti, la vera pronuncia fu da loro dimenticata. La Settanta, e più tardi il Nuovo Testamento, rende invariabilmente con kurios (« il Signore »).

Varie congetture sono state fatte in tempi recenti riguardo ad una possibile origine straniera di questo nome. Alcuni lo fanno derivare dai Cheniti con i quali Mosè soggiornò, (essendo il Sinai l’antica abitazione di YHWH nel paese chenita, secondo l’antichissima tradizione). E’ stata proposta un’origine cananaica ed anche babilonese, ma su basi tuttora incerte. Sono state proposte varie spiegazioni, diverse dalle precedenti, del significato del nome; per es., (1) esso deriva da (« cadere »), originariamente riferito a qualche oggetto sacro, quale una pietra, probabilmente un acrolito ritenuto caduto dal cielo; (2) da (« esplodere »), un nome per il dio del vento e della tempesta; (3) dalla forma hifil di (« essere »), da cui « Colui che fa essere », « il Creatore »; (4) dalla stessa radice, con il significato di « cadere »: « Colui che fa cadere » la pioggia e i fulmini (« il dio della tempesta »). La prima spiegazione, seguendo Es 3,14, è, nel complesso, da preferirsi.   

Vous pouvez laisser une réponse.

Laisser un commentaire

Une Paroisse virtuelle en F... |
VIENS ECOUTE ET VOIS |
A TOI DE VOIR ... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | De Heilige Koran ... makkel...
| L'IsLaM pOuR tOuS
| islam01