LETTERA A TE PAOLO – LA MIA, COSÌ COME SONO RIUSCITA A SCRIVERTI

Ciao Paolo,

ti scrivo questa lettera perché tra due giorni è la festa della tua « conversione », se così si può dire;
ti devo domandare qualcosa: perché sei sempre vicino a me? perché mi aiuti? io non lo merito, la fragilità è il mio mestire;
io sono contenta perché tu esisti, solo perché ci sei, perchè trovo i tuoi scritti, mi sazio delle tue parole, sono come l’aria fresca del mattino, potrei osare nel dirti che ti amo, ma io so che tu ami me di più perché tu sai amare;
è bello leggere e rileggere i tuoi scritti alle Chiese, il racconto della tua vita negli Atti, ogni parola da te pronunciata sembra che percorra questa terra e, nello stesso tempo, si lanci verso il cielo, e si moltiplichi come in mille frammenti di luce, così che, ognuno di noi che ti ama, possa cogliere la sua speciale luce e, attraverso te, possa correre verso Dio;
sono confusa, sono felice, sono sofferente, ho speranza e dispero, ho fede e tremo, ho carità e non amo, « me infelice » diresti tu, « chi mi libererà da questo corpo mortale »;
come è perfetto il tuo cammino verso il Signore, Gesù che tu hai amato: i tuoi piedi quante strade hanno percorso, il tuo corpo quante volte ha lacrimato per amore, il tuo cuore quante volte ha sofferto, per amici e nemici;
ogni incontro con te, nella Parola, in una immagine, in un tuo pensiero ricordato improvvisamente, è soprendente, è come se tu ci mostrassi continuamente il cammino da percorrere;
come se tu ci aprissi la porta che conduce a Dio, con te sembra non esserci la divisione con il cielo,  come un muro invalicabile che ci separa dal Signore, attraverso di te, come una tenda, la Tenda del Convegno, Dio è vicino e più visibile;
come se tu, come Mosè, ti trovassi sul Monte Sion e ci portassi in dono le Tavole della Legge, ma già comprensibili per tutti, già compiute, già amate;
tu, come i Sapienti, tuoi lontani fratelli, inneggiassi alle meraviglie delle opere di Dio;
come i Profeti, ci insegnassi i nostri errori;
tu come Maria, la Madre, dicessi per tutti noi un infinitamente dolce, irraggiungibile sì;
tu, come il Signore Gesù ha detto… »non la mia, ma la tua volontà sia fatta », hai pronunciato le stesse parole, intimamente, dentro di te e nella tua morte;
e con lui, il tuo amato, il tuo amore, ci abbracciassi tutti per condurci nell’ infinità del cuore di Dio,

ti amo Paolo

ciao,

Gabriella

Publié dans : 1. CON TE PAOLO |le 24 janvier, 2010 |Pas de Commentaires »

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