Salmo 113 e commento dei Padri della Chiesa

Salmo 113 e commento dei Padri della Chiesa dans A. UN PENSIERO DAI SALMI...PRIMA DELLA NOTTE sunset-thunderstorm-am2ad1-sw

Sunset Thunderstorm

http://science.nationalgeographic.com/science/enlarge/sunset-thunderstorm.html

dal sito:

http://www.padrelinopedron.it/data/edicola/Padre%20Lino%20Pedron%20-%20Salmi/SALMO%20113.doc

SALMO 113

 1 Alleluia.
 Lodate, servi del Signore,
 lodate il nome del Signore.
 2 Sia benedetto il nome del Signore,
 ora e sempre.
 3 Dal sorgere del sole al suo tramonto
 sia lodato il nome del Signore.
 4 Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
 più alta dei cieli è la sua gloria.
 5 Chi è pari al Signore nostro Dio
 che siede nell’alto
 6 e si china a guardare
 nei cieli e sulla terra?
 7 Solleva l’indigente dalla polvere,
 dall’immondizia rialza il povero,
 8 per farlo sedere tra i principi,
 tra i principi del suo popolo.
 9 Fa abitare la sterile nella sua casa
 quale madre gioiosa di figli.

Commento dei Padri della Chiesa
vv. 1-2. Nel salmo precedente il profeta ha chiamato beati tutti quelli che temono il Signore. Ha descritto il modo in cui devono vivere e con quale ricompensa saranno coronati. In questo salmo li chiama bambini perché sono appena nati e perché non sono più servi ma figli. Come a bambini che non sanno ancora nulla, lo Spirito profetico, facendosi per noi pedagogo, c’ispira le parole per lodare Dio: Sia benedetto il nome del Signore! Rimanga sempre con noi il nome del Signore e non ci abbandoni mai, ma si riposi nella nostra vita (Eusebio).
Il popolo nuovo è invitato a cantare il suo Salvatore. Lo Spirito profetico, come un maestro di scuola, insegna a bambini ignoranti quali siamo noi come si debba lodare Dio. Pone sulla nostra bocca le parole dell’inno: Sia benedetto il nome del Signore! (Origene).
La lode è una grande cosa [vedi Eb 13,15]. Anzitutto suppone che si cominci con il purificare la propria vita, perché la sua lode non si addice alla bocca del peccatore [Sir 15,9], poi che si lodi con le opere: gli uomini vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli [Mt 5,16]. Non per nulla il salmista invita gli angeli a lodare Dio per primi: Lodate il Signore dai cieli [Sal 148,1]. Bisognerebbe essere angeli per lodare bene Dio. Prima della nostra bocca, la nostra vita faccia sentire la lode di Dio! E’ necessario anche cantare tutti d’accordo, in sinfonia. La lode di Dio presuppone la carità fraterna (Crisostomo).
Il Cristo stesso ci ha detto di pregare così: Sia santificato il tuo nome [Mt 6,9], cioè: sia glorificato anche per mezzo della nostra vita (Crisostomo).
vv. 3-4. Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il nome del Signore. Questo si è realizzato con l’avvento del Signore nostro Gesù Cristo, perché prima Dio non era conosciuto che in Giudea, il suo nome non era magnificato che in Israele [cf. Sal 76,2]. Le genti, votate all’idolatria, non conoscevano neppure il suo nome. Ma quando il Signore ha inviato i suoi discepoli tra tutte le genti, allora questo inno, tramandato ai gentili, è stato cantato nel mondo intero (Eusebio).
Dopo l’incarnazione, una scienza divina è stata concessa alle genti, e tutta la terra è stata riempita della conoscenza (Origene).
E’ ben giusto rendere gloria al Signore, che ha preso per noi la forma di schiavo (Origene).
vv. 5-6. Egli è presente ovunque e si occupa delle più piccole cose. Davanti a Dio tutto è umile, sulla terra come in cielo, ma nella sua provvidenza egli guarda tutti questi umili esseri (Origene).
Dio ama gli umili e anche i peccatori (Atanasio).
Egli guarda nel cielo quelli che ha già chiamato e nei quali abita; sulla terra, quelli che chiama per abitare in loro. Egli possiede già i primi che pensano alle cose del cielo; sveglia gli altri che sognano le cose della terra (Agostino).
vv. 7-8. Questo popolo povero e indigente è l’umanità pagana. Il Signore, infatti, ha risollevato questo popolo indigente che giaceva nei propri vizi e l’ha fatto sedere con i principi d’Israele, che è il suo popolo. Questi principi del popolo giudeo sono gli apostoli e i patriarchi: tutti quelli dei gentili che avranno creduto abiteranno con loro. E’ il Signore stesso che ha detto: Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli [Mt 8,11]. L’umanità pagana, ridotta in schiavitù sotto il peccato, egli l’ha fatta partecipe dei beni promessi a Israele; la natura umana, caduta nell’abisso infernale, egli l’ha presa, ricondotta, fatta sedere più in alto di tutti i principati, potenze e dominazioni, più in alto di ogni nome pronunciato in questo e nel mondo futuro (Eusebio).
Dio risolleva l’anima dalla malizia alla virtù; risolleva lo spirito dall’ignoranza alla conoscenza (Origene).
Ha risollevato il genere umano dal suo decadimento e gli ha dato la gloria dell’adozione. Lo ha posto insieme con gli angeli (Agostino).
Il Padre ha risuscitato il Cristo, che per noi si è fatto povero e indigente… Il Cristo regna sui principi, cioè sugli angeli. Le sue membra regnano con lui (Girolamo).
Pur essendo di natura divina… svuotò se stesso assumendo la condizione di servo [Fil 2,6] per poter sollevare da terra il povero al quale aveva detto nella sua ira: Tu sei polvere e in polvere tornerai [Gen 3,19]. Nel Cristo ha risollevato l’uomo e lo ha posto con i principi (Arnobio il giovane).
v. 9. La sterile è la Chiesa (Origene).
La sterile è la moltitudine dei gentili. Essa è divenuta casa spirituale da quando il Signore abita in essa. E’ anche la madre felice d’innumerevoli figli perché i suoi figli hanno ottenuto, mediante la fede, la salvezza nel Cristo (Atanasio).
Questo inno è perfetto: annuncia la fine del giudaismo, la nascita della nuova Chiesa e il nuovo sacrificio (Crisostomo).
Al Figlio del re il suo popolo rifiutò l’offerta. Il Signore inviò il suo messaggio alle genti, condusse i Magi con i loro doni. Non guidò tutti i gentili a Betlemme, troppo piccola per riceverli nel suo seno; ma dilatò il seno della Chiesa per accogliere tutti i suoi figli. Benedetto! Lui che rese feconda la sterile (Efrem, Inni).

La sterile è la Chiesa delle genti (Teodoreto).

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