Sant’Alfonso Maria de Liguori: «Vengo ad annunciarvi una buona notizia, una grande gioia per tutto il popolo»

dal sito:

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Natale del Signore: Messa della notte, solennità : Lc 2,1-14
Meditazione del giorno
Sant’Alfonso Maria de Liguori (1696-1787), vescovo e dottore della Chiesa
Novena del Santo Natale, Discorso 10 (Opera Omnia, Èulogos 2007)

«Vengo ad annunciarvi una buona notizia, una grande gioia per tutto il popolo»

        «Evangelizo vobis gaudium magnum». Così disse l’angelo a’ pastori, e così dico a voi in questa notte, anime divote. Vi porto una nuova di grande allegrezza. E qual nuova di maggior allegrezza può darsi ad un popolo di poveri esiliati dalla patria e condannati alla morte, che quella d’esser già venuto il lor Salvatore non solo a liberarli dalla morte, ma ancora ad ottenere loro il ritorno alla patria? E ciò è quello appunto che stanotte io vi annunzio: Natus est vobis… Salvator…

      Quando entra la prima volta il re in una città del suo regno, quali onori non se gli apprestano? quanti apparati, quanti archi trionfali! Preparati dunque, o felice Betlemme, a ricever con onore il tuo Re… E sappi, dice il profeta (Mi 5,1), che fra tutte le città della terra tu sei la fortunata, che s’ha eletta per nascere in terra il Re del cielo, affin di regnare poi non già nella Giudea, ma né cuori degli uomini, che vivono nella Giudea e in tutta la terra… Oh che avran detto gli angeli in vedere entrar la divina Madre e Partorire in quella grotta [il Re dei re]! I figli de’ principi nascono nelle stanze addobbate d’oro…, col corteggio de’ primi signori del regno. E poi al re del cielo si apparecchia per nascervi una stalla fredda e senza fuoco? poveri pannicelli per coprirlo, un poco di paglia per letto, ed una vil mangiatoia per riporvelo?…

      Ah che in considerare la nascita di Gesù Cristo e ‘l modo come nacque, dovressimo tutti ardere d’amore; e in sentir nominare grotta, mangiatoia, paglia, latte, vagiti, tali nomi – pensando alla nascita del Redentore – dovrebbero essere per noi tutte fiamme d’amore, e saette che ci ferissero i cuori. Sì, voi foste fortunati, o grotta, o presepe, o paglie; ma son più fortunati quei cuori che amano con fervore e tenerezza questo amabilissimo Signore, ed infiammati d’amore l’accolgono poi nella santa comunione. Oh con qual desiderio e contento va Gesù Cristo a riposare in un cuore che l’ama!

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