Omelia (08-11-2009) – Ti amo, Signore, mia forza

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/16581.html

Omelia (08-11-2009) 

don Remigio Menegatti
Ti amo, Signore, mia forza

PREGHIERA DI COLLETTA
O Dio, Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri, giustizia agli oppressi, sostieni la speranza del povero che confida nel tuo amore, perché mai venga a mancare la libertà e il pane che tu provvedi, e tutti impariamo a donare sull’esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio…

Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri, giustizia agli oppressi
Il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. In terra straniera il profeta è uno sconosciuto, un estraneo, pur tuttavia chiede aiuto ad una donna già per se stessa in difficoltà: una vedova.
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Il prendersi cura del tempio e dei poveri che venivano aiutati dal tempio è un modo per partecipare alla generosità di Dio, collaborando con lui per i più poveri, riconosciuti come fratelli da non abbandonare nell’indigenza.
Sono attento alle varie situazioni, anche nuove, di disagio delle persone vicine a me? Mi rendo solidale o rimango spettatore distratto, o giudice degli altri?

Mai venga a mancare la libertà e il pane che tu provvedi
Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio. La donna chiama Dio a testimone della sua assoluta povertà per cui non può aiutare il profeta.
La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia. Fidandosi della parola del profeta – che per lei era uno sconosciuto – la donna sperimenta la generosità di Dio che provvede anche ad una vedova straniera.
Venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Viene messa in risalto proprio la generosità della vedova.
Che spazio ha la carità nel mio cammino di fede? Spezzo il pane quotidiano che chiedo nella preghiera? Partecipo alla provvidenza di Dio verso i suoi figli, e miei fratelli?

Tutti impariamo a donare sull’esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù
Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: « La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra. La generosità di Dio fonda l’esigenza di imitare il suo amore verso tutti, anche gli stranieri.
In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere. Gesù approva e conferma in modo autorevole – in verità vi dico – il valore del gesto della vedova; lei si fida di Dio e non teme di dare al tempio – e quindi anche ai poveri – quanto possiede per vivere; Gesù valorizza il gesto grande della donna.
Quali scelte concrete sto vivendo per imitare Gesù, colui che si prende cura di tutti i figli di Dio anche grazie all’attenzione dei suoi fratelli?

PREGHIERA CONCLUSIVA
Padre, riconosciamo la tua provvidenza perché non abbandoni chi con fiducia a si affida a te. Aiutaci a non sottovalutare o disprezzare nessun gesto di amore, anche quello che potrebbe apparire troppo piccolo. Insegnaci invece a spezzare il pane quotidiano, quello che chiediamo a te quando ti invochiamo come Padre nostro che sei nei cieli…

Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ |le 7 novembre, 2009 |Pas de Commentaires »

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