Omelia (08-11-2009) – Commento su 1Re 17,12

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/16575.html

Omelia (08-11-2009) 

Eremo San Biagio
Commento su 1Re 17,12

Dalla Parola del giorno
« Non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: ne mangeremo e poi moriremo »

Come vivere questa Parola?
Protagonista dell’episodio è una povera vedova a cui Elia aveva chiesto da bere e un pezzo di pane. Nella risposta della donna, la presentazione rassegnata di una situazione non solo precaria, ma disperata: esaurite le poche risorse, ella si dispone a morire insieme al figlio. Non ha più nulla, eppure trova il coraggio di condividere la sua estrema miseria. Proprio come la vedova del vangelo a cui va il riconoscimento ammirato di Gesù: « Ha dato tutto quanto aveva per vivere! ».
Ma proprio queste due donne divengono, l’una strumento di salvezza, l’altra maestra di vita. Sì, veramente Dio « sceglie le cose che non sono per confondere quelle che sono ». Gli umili, i piccoli, gli ultimi, nella misura in cui sanno fidarsi e affidarsi, senza calcoli previ, nella gratuità più pura, divengono nelle mani di Dio strumenti eletti perché il suo progetto di amore avanzi nella storia.
Non è stato così per il ‘poverello di Assisi’, l’umile Francesco, o per l’orfanello dei Becchi divenuto poi don Bosco, il ‘padre dei giovani’? Non continua ad essere così anche oggi, in una società in cui i pochi ostentano spudoratamente potere e opulenza a fronte di masse di indigenti?
Non è stata ancora cancellata dal ricordo la piccola figura avvolta in un povero sari di Madre Teresa di Calcutta. Povera tra i poveri è riuscita a far risuonare il suo scomodo appello nei luoghi del potere. E il suo stesso funerale si è trasformato nella più eloquente manifestazione che gli umili verranno esaltati.

Oggi, nel mio rientro al cuore, mi lascerò ammaestrare dai piccoli e dagli umili che attraversano la mia strada e verso cui sarei tentato di considerarmi creditore, mentre debbo loro il senso della mia stessa vita, se mi lascio provocare.

Ti prego, Signore, fa’ che lo sguardo del povero che incontro all’angolo della strada, mi penetri dentro come una spada, ricordandomi che sotto quegli stracci c’è ‘mio fratello’.

La voce di un dottore della Chiesa
Quanto dai al bisognoso, è un guadagno anche per te stesso. Quanto riduce il tuo capitale, accresce in realtà il tuo profitto. Il pane che dai ai poveri, è esso ad alimentarti. Perché chi prova compassione per il bisognoso, coltiva se stesso con i frutti della propria umanità.
S. Ambrogio 

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