Archive pour août, 2009

Il Cuore misericordioso di Gesù in San Paolo

dal sito:

http://www.piaunionedeltransito.org/Sacro_Cuore_e_San_Paolo.html

Il Cuore misericordioso di Gesù in San Paolo

 Pia Unione del Transito
 
Non è ovviamente possibile in poche righe parlare del Cuore di Cristo in San Paolo: tutta la sua riflessione è un’altissima meditazione sulla profondità del mistero racchiuso in Gesù, e una contemplazione di quel Nome che è al di sopra di ogni altro nome. In questo senso, vorrei solamente proporre alla vostra meditazione e alla vostra preghiera un’affermazione paolina che mi pare assolutamente centrale: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”(Gal 2, 20).

In questo troviamo il tema fondamentale della teologia di San Paolo: la “giustificazione”. Potremmo tradurla come “il giusto rapporto” con Dio, cioè l’essere fatti giusti da Lui; il giusto rapporto con Dio per Paolo non può essere dato dalle “opere”, cioè da quanto facciamo noi, perché quel che noi facciamo è sempre deficitario, è sempre troppo poco rispetto a quello che dovremmo fare. E del resto, tutti sperimentiamo non solo che non facciamo (tutto) quel che dovremmo, ma che disgraziatamente facciamo anche molte cose che non dovremmo (e forse neanche vorremmo) fare. Perciò secondo Paolo la “legge” (quella mosaica, ma il discorso vale per tutta la legge) non “giustifica”, ossia non mette nel giusto rapporto con Dio, e neanche può farlo: manifesta che siamo peccatori più che renderci giusti. La “giustizia”, ossia la giusta relazione con Dio, ci viene data dalla fede, ossia dalla fiducia personale in Gesù Cristo: come Giovanni, ma con parole sue, Paolo mostra che chi crede ha in sé il germe della vita nuova, cioè è passato dalla morte del peccato alla vita della grazia, compie cioè la Pasqua. E così capiamo l’affermazione che prima abbiamo riferito: “mi ha amato e ha dato se stesso per me”. La devozione al Cuore di Gesù è innanzi tutto questa dulcis Iesu memoria, questa dolce memoria di Gesù, e il segno del Suo cuore è per noi innalzato sulla croce: “Gesù confido in te”, ci fa ripetere suor Faustina, l’apostola della Divina Misericordia nel ventesimo secolo. La confidenza in Lui apre alla fiducia, scioglie l’angoscia, toglie la tristezza, trasforma il nostro modo di vedere noi stessi e anche gli altri, poiché ci rivela che tutti siamo stati amati e perdonati da Lui sulla croce, e quindi ci apre a ricevere questo amore, a testimoniarlo, e a vedere tutti come immersi in questo grande mistero. Così siamo liberati dai nostri rancori e dalle nostre divisioni, proprio perché Lui ha accolto tutti nel Suo cuore, nel colpo di lancia da Lui ricevuto: e se lui ci ha perdonato, impariamo così a perdonarci gli uni gli altri. E questo è il primo e principale frutto della devozione al cuore di Gesù.

Il secondo frutto, è la trasfigurazione di noi stessi nel cuore di Cristo, di modo che anche per noi diventi vita quel che di sé dice Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Gesù sulla croce fa a noi dono del Suo Spirito, e lo Spirito desidera scendere in ognuno e fare di noi “altri Cristi”, uomini e donne rivestiti degli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, cioè di misericordia, umiltà, mansuetudine e pazienza. Di più, desidera condurre ognuno di noi alla medesima intimità che il Figlio ha con il Padre, alla medesima preghiera, alla medesima fiducia, al medesimo abbandono. E per questo ogni mattina diciamo al Cuore di Gesù: “ti offro le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze”, non perché siano un dono degno di Lui, ma perché Lui le riempia di sé stesso, siano cioè azioni degne di Lui, cioè sia il Suo agire in noi per gloria del Padre. E così le preghiere nostre siano la Sua preghiera, le nostre sofferenze siano un prolungamento delle Sue, sofferte nel medesimo abbandono e nella medesima fiducia, e perfino le gioie siano corroborate ed esaltate dalla Sua stessa purissima gioia.

Di conseguenza, poiché finché viviamo vivremo nella “carne”, cioè nell’umana debolezza che si manifesta in molti modi, non stanchiamoci mai di guardare a Colui che “mi ha amato e ha dato se stesso per me”: Lui è come il serpente di bronzo che fu innalzato nel deserto, e che gli Israeliti guardandolo guarivano dai morsi velenosi dei serpenti.

Lui è la sorgente di acqua viva, cioè dello Spirito, che sgorga dal Suo cuore trafitto dalla lancia come dalla roccia colpita dalla verga di Mosè uscì l’acqua che dissetò il popolo nel deserto.

E quest’acqua, irrigando le profondità del nostro spirito, non solo ci renderà simili a Lui, ma dal nostro stesso seno sgorgherà acqua viva per dissetare molti, come Lui stesso ci ha preannunziato. 

Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia, 1: « Io sono il pane della vita »

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090802

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B : Jn 6,24-35
Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II
Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia, 1

« Io sono il pane della vita »

La Chiesa vive dell’Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un’esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: « Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo » (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un’intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza, ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza.

Giustamente il Concilio Vaticano II ha proclamato che il Sacrificio eucaristico è « fonte e apice di tutta la vita cristiana » (LG 11). « Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che, mediante la sua carne vivificata dallo Spirito Santo e vivificante, dà vita agli uomini » (PO 5). Perciò lo sguardo della Chiesa è continuamente rivolto al suo Signore, presente nel Sacramento dell’Altare, nel quale essa scopre la piena manifestazione del suo immenso amore.

IL PERDONO DI ASSISI (TESTO ED IMMAGINI)

IL PERDONO DI ASSISI (TESTO ED IMMAGINI) dans immagini e testi, Porziuncola05

IL PERDONO DI ASSISI

IL RACCONTO E DIVERSE BELLE IMMAGINI

http://www.tanogabo.it/religione/il_perdono_di_assisi.htm

Publié dans:immagini e testi, |on 1 août, 2009 |Pas de commentaires »

2 AGOSTO (DOMENICA) – PERDONO DI ASSISI, SOLENNITÀ PER I FRANCESCANI

2 AGOSTO (DOMENICA) - PERDONO DI ASSISI, SOLENNITÀ PER I FRANCESCANI dans Lettera ai Galati 

http://www.santiebeati.it/ 

2 AGOSTO DOMENICA – PERDONO DI ASSISI, SOLENNITÀ PER I FANCESCANI

SANTA MARIA DEGLI ANGELI ALLA PORZIUNCOLA

MESSA DEL GIORNO LINK:

http://www.maranatha.it/Festiv2/festeSolen/0802Page.htm

MESSA DEL GIORNO

Seconda Lettura   Gal 4, 3-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, noi quando eravamo fanciulli, eravamo come schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli, ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; se poi figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

UFFICIO DELLE LETTURE LINK:

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0802letPage.htm

DOMENICA 2 AGOSTO – XVIII DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 2 AGOSTO - XVIII DEL TEMPO ORDINARIO dans Lettera agli Efesini 20%20FUCIKOVA%20LA%20MANNE%20ET%20LES%20CAILLES

LA MANNE ET LES CAILLES

http://www.artbible.net/1T/Exo1601_Manna_Quails/pages/20%20FUCIKOVA%20LA%20MANNE%20ET%20LES%20CAILLES.htm

DOMENICA 2 AGOSTO – XVIII DEL TEMPO ORDINARIO

MESSA DEL GIORNO LINK:

http://www.maranatha.it/Festiv2/ordinB/B18page.htm

MESSA DEL GIORNO

Seconda Lettura   Ef 4, 17. 20-24
Rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, vi dico e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri.
Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità.

http://www.bible-service.net/site/376.html

Éphésiens 4,17-24

L’esprit païen est caractérisé par la recherche du néant. À la poursuite de la vanité les païens deviennent vanité. Ils se laissent corrompre par les désirs trompeurs. (Romains 1,18-32).

Il y a un homme ancien au cœur de tout homme, qui a besoin d’être sauvé, renouvelé par l’Esprit. L’homme nouveau, le chrétien sincère, est celui qui  » apprend le Christ « . Cette expression signifie dans la pensée de l’apôtre une mise à l’ écoute comme disciple de l’enseignement du Christ, s’exercer à lui ressembler, se demander : que ferait-il à ma place ? Et le faire. Mais il peut y avoir illusion. Ne me suis-je pas inventé un Christ à ma ressemblance qui ne me met pas en question ? Le critère de vérité, c’est la croix et la conversion du cœur et de la vie.

Efesini 4, 17-24

Lo spirito pagano è caratterizzato dalla ricerca del nulla. Al seguito delle vanità i pagani diventano, loro stessi, vanità. Essi si lasciano corrompere dai desideri ingannevoli. (Rm 1.18-32).

C’è l’uomo vecchio nel cuore dell’uomo, che ha bisogno di essere salvato, rinnovato dallo Spirito. L’uomo nuovo, il cristiano sincero, è colui che « conosce Cristo ». Questa espressione significa nel pensiero dell’apostolo un mettersi all’ascolto dell’insegnamento di Cristo come discepolo, esercitarsi a rassomigliare a lui, a domandarsi: che farebbe Lui al mio posto?. E farlo. Ma potrebbe essere una illusione. Non mi sono inventato io un Cristo a mia somiglianza che non mi mette in questione? Il criterio della verità è la croce e la conversione del cuore e della vita.

PRIMI VESPRI

Lettura breve   Col 1, 2b-6
Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. Noi rendiamo continuamente grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nelle nostre preghiere per voi, per le notizie ricevute circa la vostra fede in Cristo Gesù, e la carità che avete verso tutti i santi, in vista della speranza che vi attende nei cieli. Di questa speranza voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo il quale è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità.

SECONDI VESPRI

Lettura Breve   2 Ts 2, 13-14
Noi dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

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