Archive pour juillet, 2009

Diàdoco di Foticea: «Chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna» (Gv 12,25)

da sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20090801

Sabato della XVII settimana del Tempo Ordinario : Mt 14,1-12
Meditazione del giorno
Diàdoco di Foticea (circa 400- ?), vescovo
Capitoli sulla perfezione spirituale, 12

«Chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna» (Gv 12,25)

Chi ama la sua vita (Gv 12,25) non può amare Dio ; chi invece non ama se stesso per possedere le ricchezze ben più sublimi dell’amore di Dio, costui ama Dio. Questi non cerca mai la sua gloria, ma quella di Dio. Infatti chi ama se stesso ricerca la propria gloria, chi invece ama Dio desidera la gloria del suo creatore. È proprio dell’anima che sperimenta e ama Dio ricercare sempre la sua gloria, compiendo in ogni cosa la sua volontà e rallegrandosi profondamente di essergli soggetto, perché a Dio è dovuta la gloria per la sua liberalità verso di noi, all’uomo invece si addice la sottomissione per poter essere ammesso alla sua intimità; perciò quando avremo agito esultanti per la gloria di Dio, incominceremo a dire senza posa come Giovanni Battista: «Egli deve crescere, e io invece diminuire» (Gv 3,30).

Saint Paul mordu par la vipère, crypte de la cathédrale de Canterbury, photo de notre pèlerinage aux saints Orthodoxes du Kent (29 juillet 2005)

Saint Paul mordu par la vipère, crypte de la cathédrale de Canterbury, photo de notre pèlerinage aux saints Orthodoxes du Kent (29 juillet 2005) dans IMMAGINI (DI SAN PAOLO, DEI VIAGGI, ALTRE SUL TEMA) canter10
http://stmaterne.blogspot.com/2008/01/fte-orthodoxe-de-la-conversion-de-saint.html

Saint Paul prêchant à Athènes

Saint Paul prêchant à Athènes dans IMMAGINI (DI SAN PAOLO, DEI VIAGGI, ALTRE SUL TEMA) paul_p10

http://stmaterne.blogspot.com/2008/01/fte-orthodoxe-de-la-conversion-de-saint.html

PREGHIERE A SAN PAOLO APOSTOLO, LINK (testo ed immagini)

dal sito:

http://www.webalice.it/imsangel/Pagine/pregasanpaolo.html

PREGHIERE A SAN PAOLO APOSTOLO

del Beato Giacomo Alberione (1884-1971)
fondatore della Famiglia Paolina

(forse ho già messo qualcosa di queste preghiere, ma su questa pagina sono messe insieme e vi sono diverse belle immagini, anche per questo non copio perché possiate veder le immagini)

Sant’Ignazio di Loyola…

Sant'Ignazio di Loyola... dans immagini sacre

sul sito, in data di oggi, la biografia;

http://www.santiebeati.it/

Publié dans:immagini sacre |on 31 juillet, 2009 |Pas de commentaires »

SABATO 1 AGOSTO 2009 – XVII SETTIMANA DEL T.O.

SABATO 1 AGOSTO 2009 – XVII SETTIMANA DEL T.O.

SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI (m)

UFFICIO DELLE LETTURE

Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 12, 14 – 13, 13

L’Apostolo annunzia una sua visita ai cristiani di Corinto per correggerli
Fratelli, ecco, è la terza volta che sto per venire da voi, e non vi sarò di peso, perché non cerco i vostri beni, ma voi. Infatti non spetta ai figli mettere da parte per i genitori, ma ai genitori per i figli. Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime. Se io vi amo più intensamente, dovrei essere riamato di meno?
Ma sia pure che io non vi sono stato di peso; però, scaltro come sono, vi ho preso con inganno. Vi ho forse sfruttato per mezzo di qualcuno di quelli che ho inviato tra voi? Ho vivamente pregato Tito di venire da voi e ho mandato insieme con lui quell’altro fratello. Forse Tito vi ha sfruttato in qualche cosa? Non abbiamo forse noi due camminato con lo stesso spirito, sulle medesime tracce?
Certo, da tempo vi immaginate che stiamo facendo la nostra difesa davanti a voi. Ma noi parliamo davanti a Dio, in Cristo, e tutto, carissimi, è per la vostra edificazione. Temo infatti che, venendo, non vi trovi come desidero e che a mia volta venga trovato da voi quale non mi desiderate; che per caso non vi siano contese, invidie, animosità, dissensi, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini, e che, alla mia venuta, il mio Dio mi umilii davanti a voi e io abbia a piangere su molti che hanno peccato in passato e non si sono convertiti dalle impurità, dalla fornicazione e dalle dissolutezze che hanno commesso.
Questa è la terza volta che vengo da voi. Ogni questione si deciderà sulla dichiarazione di due o tre testimoni (Dt 19, 15). L’ho detto prima e lo ripeto ora, allora presente per la seconda volta e ora assente, a tutti quelli che hanno peccato e a tutti gli altri: quando verrò di nuovo non perdonerò più, dal momento che cercate una prova che Cristo parla in me, lui che non è debole, ma potente in mezzo a voi. Infatti egli fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la potenza di Dio. E anche noi che siamo deboli in lui, saremo vivi con lui per la potenza di Dio nei vostri riguardi.
Esaminate voi stessi se siete nella fede, mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi! Spero tuttavia che riconoscerete che essa non è contro di noi. Noi preghiamo Dio che non facciate alcun male, e non per apparire noi superiori nella prova, ma perché voi facciate il bene e noi restiamo come senza prova. Non abbiamo infatti alcun potere contro la verità, ma per la verità; perciò ci rallegriamo quando noi siamo deboli e voi siete forti. Noi preghiamo anche per la vostra perfezione. Per questo vi scrivo queste cose da lontano: per non dover poi, di presenza, agire severamente con il potere che il Signore mi ha dato per edificare e non per distruggere.
Per il resto, fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Responsorio   Cfr. 2 Cor 13, 11; Fil 4, 7
R. State lieti, tendete alla perfezione, vivete in pace. * E il Dio della pace e dell’amore sarà con voi.
V. La pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori in Cristo Gesù.
R. E il Dio della pace e dell’amore sarà con voi.
 
Seconda Lettura
Dalla «Pratica di amare Gesù Cristo» di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo (Cap. 1, 1-5)

L’amore di Cristo
Tutta la santità e la perfezione di un’anima consiste nell’amar Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore. La carità è quella che unisce e conserva tutte le virtù che rendono l’uomo perfetto.
Forse Iddio non si merita tutto il nostro amore? Egli ci ha amati sin dall’eternità. «Uomo, dice il Signore, considera ch’io sono stato il primo ad amarti. Tu non eri ancora al mondo, il mondo neppure v’era ed io già t’amavo. Da che sono Dio, io t’amo». Vedendo Iddio che gli uomini si fan tirare da’ benefici, volle per mezzo de’ suoi doni cattivarli al suo amore. Disse pertanto: «Voglio tirare gli uomini ad amarmi con quei lacci con cui gli uomini si fanno tirare, cioè coi legami dell’amore». Tali appunto sono stati i doni fatti da Dio all’uomo. Egli dopo di averlo dotato di anima colle potenze a sua immagine, di memoria, intelletto e volontà, e di corpo fornito dei sensi, ha creato per lui il cielo e la terra e tante altre cose tutte per amor dell’uomo; acciocché servano all’uomo, e l’uomo l’ami per gratitudine di tanti doni.
Ma Iddio non è stato contento di donarci tutte queste belle creature. Egli per cattivarsi tutto il nostro amore è giunto a donarci tutto se stesso. L’Eterno Padre è giunto a darci il suo medesimo ed unico Figlio. Vedendo che noi eravamo tutti morti e privi della sua grazia per causa del peccato, che fece? Per l’amor immenso, anzi, come scrive l’Apostolo, per il troppo amore che ci portava, mandò il Figlio diletto a soddisfare per noi, e così renderci quella vita che il peccato ci aveva tolta.
E dandoci il Figlio (non perdonando al Figlio per perdonare a noi), insieme col Figlio ci ha donato ogni bene: la sua grazia, il suo amore e il paradiso; poiché tutti questi beni sono certamente minori del Figlio: «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8, 32).

VENERDÌ 31 LUGLIO 2009 – XVII SETTIMANA DEL T.O.

VENERDÌ 31 LUGLIO 2009 – XVII SETTIMANA DEL T.O.

SANT’IGNAZIO DI LOYOLA (m)

UFFICIO DELLE LETTURE

Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo apostolo 11, 30 – 12, 13

La potenza di Dio si manifesta nella debolezza dell’Apostolo
Fratelli, se è necessario vantarsi, mi vanterò di quanto si riferisce alla mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città dei Damasceni per catturarmi, ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani.
Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa — se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio — fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo — se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio— fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.
Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi ci avete costretto. Infatti avrei dovuto essere raccomandato io da voi, perché non sono per nulla inferiore a quei «superapostoli», anche se sono un nulla. Certo, in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo, in una pazienza a tutta prova, con segni, prodigi e miracoli. In che cosa infatti siete stati inferiori alle altre Chiese, se non in questo, che io non vi sono stato d’aggravio? Perdonatemi questa ingiustizia!

Responsorio   Cfr. 2 Cor 12, 9; 4, 7
R. Mi glorio della mia debolezza, perché abiti in me la potenza di Cristo. * La sua forza si manifesta nella nostra debolezza.
V. Portiamo questo tesoro in vasi fragili, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio.
R. La sua forza si manifesta nella nostra debolezza.

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