Omelia (15-06-2009) – Commento su 2Cor 6,8-10

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/15495.html

Omelia (15-06-2009) - Commento su 2Cor 6,8-10

Eremo San Biagio

Dalla Parola del giorno
“Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!”

Come vivere questa Parola?
In queste espressioni e in altre della prima lettura odierna si coglie il temperamento di Paolo che è caratterizzato da forti contrasti. Nella sua vita come nelle sue lettere, quel che affascina e sconcerta di lui è proprio il contrasto. C’è in lui la tempra del lottatore e nello stesso tempo la sensibilità – a volte – di una madre!
Bisogna però dire che questi contrasti sono tipici anche del vero cristiano. Si tratta di opposti che, in Cristo, sono la continua novità del creare un’armonia, un equilibrio più alto di quello possibile solo alla natura.
“Afflitti, ma sempre lieti” richiama l’evangelico “Beati gli afflitti perché saranno consolati”, cioè è beato chi vive l’afflizione ma con la consolazione dello Spirito Santo-Amore. “Poveri, ma facciamo ricchi molti”. È il fatto di vivere una vita sobria e semplice che consente di dare agli altri, per grazia di Dio: per la ricchezza del suo amore.
E quel bellissimo “non avere nulla e possedere tutto” esprime l’assoluta libertà del cuore e della vita quando si è deciso che il nostro vero Bene è Dio. Allora si capisce anche quello che Gesù oggi chiede nel Vangelo: “Dà a chi ti domanda e a chi chiede da te un prestito non volgere le spalle”.

Oggi nel mio rientro al cuore chiederò a Gesù di amare la mia ‘povertà’ nel senso che quello che ho è tutto ‘dono’ di Dio:

lode a Te Signore Gesù, perché non solo mi ami di amore infinito, mi doni anche tutto con sovrabbondante grazie!

Le parole di un testimone dei nostri giorni
Ogni uomo è chiamato a diventare Dio (per grazia non per natura). Ma essere Dio non vuol dire avere tutto e servirsi di tutti. Essere Dio vuol dire essere così liberi dalla ricchezza da diventare “potente” nel dare speranza ai disperati, gioia a chi piange, luce a chi non vede .
Ernesto Olivero

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