XXVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – VENERDÌ 17 OTTOBRE 2008

XXVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

VENERDÌ 17 OTTOBRE 2008

SANT’IGNAZIO D’ANTIOCHIA – Vescovo e martire

Sull’Osservatore Romano del 17 ottobre 2008 c‘era un articolo su Sant’Ignazio d’Antiochia, l’articolo faceva l’ipotesi che Sant’Ignazio fosse stato un Papa, non posso mettere il link all’Osservatore Romano perché stupidamente l’ho dimenticato e ora c’è l’edizione del 18, ossia di domani (su internet), ho trovato, però, chi l’ha già postato, quindi, se volete leggerlo lo trovate al link:

http://testispirituali.splinder.com/post/18747630/Ipotesi+su+Sant’Ignazio+d’Anti

MESSA DEL GIORNO

Prima Lettura   Ef 1, 11-14
Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi, 
essendo stati predestinati secondo il piano di colui 
che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà, 
perché noi fossimo a lode della sua gloria, 
noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. 
In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, 
il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, 
avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, 
il quale è caparra della nostra eredità, 
in attesa della completa redenzione di coloro 
che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria  

UFFICIO DELLE LETTURE

Metto la seconda lettura dal proprio di San Ignazio, non ci sono riferimenti, ma l’epoca e l’importanza di questo santo martire sono tali che riferimenti agli apostoli ed a Paolo sono pensabili se non evidenti;

Seconda Lettura
Dalla «Lettera ai Romani» di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
(Capp. 4, 1-2; 6, 1 – 8, 3; Funk, 1, 217-223)

Sono frumento di Dio: sarò macinato dai denti delle fiere
Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per il Signore. A nulla mi gioveranno i godimenti del mondo né i regni di questa terra. E’ meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. E’ vicino il momento della mia nascita. Abbiate compassione di me, fratelli. Non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio. Se qualcuno lo ha in sé, comprenda quello che io voglio e mi compatisca, pensando all’angoscia che mi opprime. Il principe di questo mondo vuole portarmi via e soffocare la mia aspirazione verso Dio. Nessuno di voi gli dia mano; state piuttosto dalla mia parte, cioè da quella di Dio. Non siate di quelli che professano Gesù Cristo e ancora amano il mondo. Non trovino posto in voi sentimenti meno buoni. Anche se vi supplicassi, quando sarà tra voi, non datemi ascolto: credete piuttosto a quanto vi scrivo ora nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
Ogni mio desiderio terreno è crocifisso e non c’è più in me nessun’aspirazione per le realtà materiali, ma un’acqua viva mormora dentro di me e mi dice: «Vieni al Padre». Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di David; voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile. Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con poche parole: credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero: egli è la bocca verace per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità. Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo secondo la carne, ma secondo il pensiero di Dio. Se subirò il martirio, ciò significherà che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, sarà segno che mi avete odiato.

LODI

Lettura Breve 2 Cor 1, 3-5
Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione.

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