XXVII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2008

XXVII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2008

MEMORIA FACOLTATIVA: San Dionigi e compagni Vescovo e martiri

 

MESSA DEL GIORNO

Prima Lettura Gal 3, 1-5
O stolti Gàlati, chi mai vi ha ammaliati, proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso? Questo solo io vorrei sapere da voi: è per le opere della legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver creduto alla predicazione? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver incominciato con lo spirito, ora volete finire con la carne? Tante esperienze le avete fatte invano? Se almeno fosse invano! Colui che dunque vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della legge o perché avete creduto alla predicazione?

UFFICIO DELLE LETTURE

Prima Lettura
Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo 5, 3-25

Le vedove. I presbiteri
Carissimo, onora le vedove, quelle che sono veramente vedove; ma se una vedova ha figli o nipoti, questi imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, poiché è gradito a Dio. Quella poi veramente vedova e che sia rimasta sola, ha riposto la speranza in Dio e si consacra all’orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario quella che si dà ai piaceri, anche se vive, è già morta. Proprio questo raccomanda, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele. Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant’anni, sia andata sposa una sola volta, abbia la testimonianza di opere buone: abbia cioè allevato figli, praticato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, sia venuta in soccorso agli afflitti, abbia esercitato ogni opera di bene. Le vedove più giovani non accettarle perché, non appena vengono prese da desideri indegni di Cristo, vogliono sposarsi di nuovo e si attirano così un giudizio di condanna per aver trascurato la loro prima fede. Inoltre, trovandosi senza far niente, imparano a girare qua e là per le case e sono non soltanto oziose, ma pettegole e curiose, parlando di ciò che non conviene. Desidero quindi che le più giovani si risposino, abbiano figli, governino la loro casa, per non dare all’avversario nessun motivo di biasimo. Già alcune purtroppo si sono sviate dietro a satana. Se qualche donna credente ha con sé delle vedove, provveda lei a loro e non ricada il peso sulla Chiesa, perché questa possa così venire incontro a quelle che sono veramente vedove. I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento. Dice infatti la Scrittura: Non metterai la museruola al bue che trebbia e: Il lavoratore ha diritto al suo salario. Non accettare accuse contro un presbitero senza la deposizione di due o tre testimoni. Quelli poi che risultino colpevoli riprendili alla presenza di tutti, perché anche gli altri ne abbiano timore. Ti scongiuro davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste norme con imparzialità e di non far mai nulla per favoritismo. Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno, per non farti complice dei peccati altrui. Conservati puro! Smetti di bere soltanto acqua, ma fa’ uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni. Di alcuni uomini i peccati si manifestano prima del giudizio e di altri dopo; così anche le opere buone vengono alla luce e quelle stesse che non sono tali non possono rimanere nascoste.

Responsorio
Cfr. Fil 1, 27; 2, 4. 5
R. Comportatevi in modo degno del Vangelo, combattete unanimi per la fede, * senza cercare il proprio interesse, ma quello degli altri.
V. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
R. senza cercare il proprio interesse, ma quello degli altri

UFFICIO DELLE LETTURE – SECONDA LETTURA DELLA MEMORIA FACOLTATIVA: SAN DIONIGI

storia di San Dionigi su:
http://www.santiebeati.it/dettaglio/29450

DAGLI SCRITTI…
Dal «Commento sul salmo 118» di sant’Ambrogio, vescovo
Sii testimone fedele e forte

Come molto sono le persecuzioni, così molti sono i generi di martirio. Ogni giorno tu sei testimone di Cristo. Sei stato tentato dallo spirito di fornicazione, ma, per timore del futuro giudizio di Cristo, hai conservato la castità dell’anima e del corpo: sei martire di Cristo. Sei stato tentato dallo spirito di avarizia a invadere la proprietà del povero, a violare i diritti della vedova, ma, ricordando i comandamenti di Dio, hai compreso che bisogna aiutare piuttosto che recar danno: sei testimone di Cristo. Tali li vuole Cristo i suoi testimoni secondo quanto sta scritto: «Rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. Su, venite e discutiamo, dice il Signore» (Is 1, 17-18). Sei stato tentato dallo spirito di superbia, ma, vedendo il misero e il povero, ne hai sentito profonda pietà e hai amato l’umiltà più che l’arroganza: sei testimone di Cristo. E, quel che é più, hai reso testimonianza non soltanto a parole, ma anche con le opere. Quale uomo, infatti, é testimone più autorevole e credibile di chi «riconosce che Gesù Cristo é venuto nella carne» (1 Gv 4, 2) proprio osservando le norme del Vangelo? Invece chi ascolta e non fa, nega Cristo. Anche se lo confessa a parole, lo nega con i fatti. A quanti diranno: «Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome»? Risponderà in quel giorno: «Allontanatevi da me, tutti voi operatori di iniquità» (Mt 7, 22-23). Testimone é dunque colui che attesta i precetti del Signore Gesù, soprattutto con la prova dei fatti. Dio solo sa quanti soffrono quotidianamente il martirio in segreto e confessano nel loro cuore il Signore nostro Gesù Cristo! L’Apostolo conobbe questo martirio e questa fedele testimonianza a Cristo, egli che disse: «Questo infatti é il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza» (2 Cor 1, 12). Si verifica anche il contrario. Quanti hanno confessato esternamente e negato internamente! Ecco perché ci si dà questa raccomandazione: «Non prestate fede a ogni ispirazione» (1 Gv 4, 1), e si dice anche: Dai loro frutti conoscerete a chi dovete credere (cfr. Mt 7, 16). Perciò sii fedele e forte nelle persecuzioni interne, per essere approvato anche in quelle che sono pubbliche. Anche nelle persecuzioni interne ci sono re e présidi e giudici terribili per il loro potere. Hai un esempio nella tentazione che ha subito il Signore. Si legge: «Non regni più il peccato nel vostro corpo mortale» (Rm 6, 12). Vedi davanti a quali re sei posto, o uomo? Se fai regnare in te la colpa, sottostarai al re-peccato. Quanti sono i peccati, quanti sono i vizi, altrettanti sono i re. Davanti a questi noi siamo trascinati e davanti a questi siamo posti. Anche questi re hanno un loro tribunale nello spirito di moltissimi. Ma se uno confessa Cristo, fa subito prigioniero quel re, lo atterra dal trono della propria anima. Infatti, come potrebbe restare il tribunale del diavolo in colui nel quale é eretto il tribunale di Cristo? (Disc. 20, 47-50; CSEL 62, 467-469)

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