Dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo a Roma – preghiera (traduzione dal francese)

è una preghiera che ho trovato sul sito : « Fraternité de Jerusalem » per la dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo, ho cercato il testo in italiano, ma non l’ho trovato, così ho tradotto io, credo corrisponda bene con il testo francese, comunque metto – qui di seguito – anche il testo originale per chi conosce il francese, dal sito, l’avevo già tradotto a settembre, ho rifatto la traduzione oggi: 16 ottobre 2008:

http://jerusalem.cef.fr/pages/24homelies/index.php?hid=205

Dedicazione delle Basiliche di San Pietro e Paolo a Roma

Frère Pierre-Marie  

Niente “nella vita”, come si dice,

predisponeva questi due uomini,

che la liturgia congiunge oggi in una sola festa,

ed incontrarsi

e meno ancora a lavorare insieme.

Un punto comune, tuttavia, all’inizio:

tutti e due sono di stirpe Giudea.

Un grande punto in comune alla fine:

tutti e due muoiono come apostoli di Gesù Cristo.

*

Il primo si chiama Simone

Dal nome del secondo figlio dell’antenato Giacobbe.

Il secondo porta il nome di Saul

Come il primo re concesso da Dio al popolo di Israele.

Simone è un pescatore di Betsaida

E passa la maggior parte del tempo

Sulle acque del lago di Tiberiade.

È un Galileo, immerso nel cuore di questa terra,

luogo di incontro (incrocio) delle nazioni pagane.

Vieni al mio seguito, io farò di te un pescatore di uomini.

Lasciando là le reti egli parte subito al seguito di Gesù.

E diviene suo discepolo.

Qualche tempo dopo, al termine di tutta una notte in preghiera,

sui fianchi della montagna, Gesù chiama di nuovo

e lo pone alla testa dei Dodici,

ed egli riceve, come gli altri, il nome di apostolo.

E come colui che vi ha chiamati è santo,

scriverà un giorno nella sua prima lettera

agli stranieri della diaspora,

“diventate santi in tutta la vostra condotta” (1Pt 15.16)

Predicando, essendo per primo d’esempio [credo sia giusto]

Buon pastore e modello del gregge di Dio

Il discepolo Simone, l’apostolo Pietro

Diventerà, semplicemente: San Pietro

Quale itinerario (!):

la Galilea, la Samaria, Gerusalemme,

nella notte, memorabile e terribile,

quella dell’agonia del suo Signore,

o volendo camminare, lui anche, al suo seguito,

sulle acque della morte,

egli prende paura, tutto ad un tratto, perché il vento era cambiato,

ancora una volta,

ed era diventato contrario (Mt 14, 24.30)

E, poi, la mattina radiosa del Santo Giorno di Pasqua.

Il vento folle d’amore, divenuto di nuovo favorevole,

riempie di fuoco il giorno di Pentecoste (At 2,2.47).

Ancora Gerusalemme, Giaffa, Cesarea Marittima,

Antiochia e Roma, infine.

Egli sarà dunque: San Pietro di Roma.

Nel luogo stesso del suo martirio, si costruirà una chiesa

Sotto la protezione e alla memoria del suo nome.

Voi dunque, come pietre vive

Per la costruzione di un edificio spirituale (1Pt 2, 5)

*

- Saul, Saulo, perché mi perseguiti?

- Chi sei, o Signore?

- Io sono Gesù, che tu perseguiti (At 9, 4-5)

Allora, questo circonciso l’ottavo giorno, della stirpe d’Israele,

della tribù di Beniamino, Ebreo, figlio di Ebrei,

quanto alla Legge un Fariseo, quanto a zelo un persecutore della Chiesa,

quanto alla giustizia che può donare la Legge,

un uomo irreprensibile,

si manifesta [letteralmente : si rialza] (Fil 3,5-6).

Accecato dalla luce, abbattuto nella carne,

scosso nelle sue certezze, e riconoscendosi infine

il primo dei peccatori (1Tim 1,15)!

Due anni nel deserto, Gerusalemme, Antiochia, Cipro…

La Cilicia, la Galazia, la Lidia, la Misia, la Macedonia,

Efeso, Filippi, Tessalonica, Atene, Corinto…

Tutto il bacino del mediterraneo percorso

In molti viaggi missionari

E, per finire, per lui anche, la città di Roma,

dove egli morirà, ugualmente, come martire di Cristo.

*

Presso la collina vaticana

Al posto del circo di Nerone,

l’apostolo Pietro è crocifisso.

Sulla strada di Ostia, fuori le mura,

l’apostolo Paolo è decapitato.

Noi festeggiamo oggi, fratelli e sorelle,

la dedicazione di queste due Chiese,

erette nel cuore della capitale dell’Impero,

divenuta la città dove il vescovo di Roma, il Papa

presiede alla carità di tutte le Chiesa:

la Basilica di San Pietro di Roma,

e la Basilica di San Paolo fuori le mura.

Offerte con tutto il cuore all’annuncio del Vangelo

Ecco questi due uomini che tutto avrebbe potuto separare,

più che mai uniti nel dono del loro sangue.

Del loro sangue venuto a fecondare la terra della città

la più pagana del mondo,

per farne la culla, dopo Gerusalemme dove la Chiesa è nata

di tutta la cristianità!

*

Fratelli e sorelle,

lodiamo Pietro e Paolo

per l’esempio indimenticabile delle loro vite.

Anche noi, malgrado tutte le diversità, di molteplici itinerari,

eccoci, profondamente uniti,

nella fede in Gesù Cristo,

il Salvatore di tutti gli uomini,

e l’appartenenza alla sua Chiesa universale

per la quale è piaciuto a Dio far passare la salvezza.

Quale grazia appartenere alla Gerusalemme nuova

dove tutto insieme fa corpo!

La salvezza viene dai Giudei,

aveva detto Gesù ad una donna pagana di Samaria.

Ora, con Pietro e Paolo, noi possiamo dire di nuovo:

Noi siamo tutti figli di Dio per la fede in Gesù Cristo.

Tutti voi, in effetti, battezzati in Cristo,

avete rivestito il Cristo.

Non c’è più ne Giudeo, né Greco, né schiavo, né uomo libero,

né uomo, né donna, perché tutti siete che uno

in Cristo (Gal 3,27-28).

Ma se voi appartenete a Cristo,

voi siete dunque della discendenza di Abramo,

eredi secondo la promessa.

Veramente i doni e la chiamata di Dio

Sono senza ripensamento e le promesse

per sempre!

Come dice l’orazione della messa in

questa festa della Dedicazione,

noi possiamo ripetere questa preghiera:

“Guarda le tue Chiese, Signore,

sotto la protezione degli apostoli Pietro e Paolo.

Affinché esse ricevano per essi,

il primo annuncio del Vangelo

che esse ricevano fino alla fine dei tempi

la grazia della quale hanno bisogno di crescere!”

San Pietro e Paolo di Roma,

pregate per noi!

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