Angelus: Benedetto XVI: l’Anno Paolino, tempo di unità ed evangelizzazione

dal sito: 

http://www.zenit.org/article-14854?l=italian

Benedetto XVI: l’Anno Paolino, tempo di unità ed evangelizzazione

Parole introduttive alla preghiera dell’Angelus

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 30 giugno 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l’intervento pronunciato questa domenica da Benedetto XVI in occasione della preghiera mariana dell’Angelus recitata insieme ai fedeli e ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

* * *

Cari fratelli e sorelle,

questanno la festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo ricorre di domenica, così che tutta la Chiesa, e non solo quella di Roma, la celebra in forma solenne. Tale coincidenza è propizia anche per dare maggiore risalto ad un evento straordinario: lAnno Paolino, che ho aperto ufficialmente ieri sera, presso la tomba dellApostolo delle genti, e che durerà fino al 29 giugno 2009. Gli storici collocano infatti la nascita di Saulo, diventato poi Paolo, tra il 7 e il 10 dopo Cristo. Perciò, al compiersi di circa duemila anni, ho voluto indire questo speciale giubileo, che naturalmente avrà come baricentro Roma, in particolare la Basilica di San Paolo fuori le Mura e il luogo del martirio, alle Tre Fontane. Ma esso coinvolgerà la Chiesa intera, a partire da Tarso, città natale di Paolo, e dagli altri luoghi paolini meta di pellegrinaggi nellattuale Turchia, come pure in Terra Santa, e nellIsola di Malta, dove lApostolo approdò dopo un naufragio e gettò il seme fecondo del Vangelo. In realtà, lorizzonte dellAnno Paolino non può che essere universale, perché san Paolo è stato per eccellenza lapostolo di quelli che rispetto agli Ebrei erano « i lontani » e che « grazie al sangue di Cristo » sono diventati « i vicini » (cfr Ef 2,13). Per questo anche oggi, in un mondo diventato più « piccolo », ma dove moltissimi ancora non hanno incontrato il Signore Gesù, il giubileo di san Paolo invita tutti i cristiani ad essere missionari del Vangelo.Questa dimensione missionaria ha bisogno di accompagnarsi sempre a quella dell

unità, rappresentata da san Pietro, la « roccia » su cui Gesù Cristo ha edificato la sua Chiesa. Come sottolinea la liturgia, i carismi dei due grandi Apostoli sono complementari per ledificazione dellunico Popolo di Dio ed i cristiani non possono dare valida testimonianza a Cristo se non sono uniti tra di loro. Il tema dellunità oggi è messo in risalto dal tradizionale rito del Pallio, che durante la santa Messa ho imposto agli Arcivescovi Metropoliti nominati durante lultimo anno. Sono 40, e altri due lo riceveranno nelle loro sedi. Anche ad essi va nuovamente il mio saluto cordiale. Inoltre, nellodierna solennità è motivo di speciale gioia per il Vescovo di Roma accogliere il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, nella cara persona di Sua Santità Bartolomeo I, al quale rinnovo il mio fraterno saluto estendendolo allintera Delegazione della Chiesa Ortodossa da lui guidata.

Anno Paolino, evangelizzazione, comunione nella Chiesa e piena unità di tutti i cristiani: preghiamo ora per queste grandi intenzioni affidandole alla celeste intercessione di Maria Santissima, Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli.

[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli di Poncarale, Torino, Ivrea, Empoli e Carmignano. Un saluto speciale rivolgo alla città di Roma e a quanti vi abitano: i santi Patroni Pietro e Paolo ottengano all’intera comunità cittadina e diocesana di custodire e valorizzare la ricchezza dei suoi tesori di fede, di storia e di arte. Buona festa a tutti!

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