San Giovanni Crisostomo: « Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono » (Cor)

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/www/main.php?language=FR&localTime=06/12/2008#

San Giovanni Crisostomo (verso il 345-407), vescovo di Antiochia poi di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Commento alla lettera ai Corinzi, n° 24

« Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono »

«Pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane» (1 Cor 10,17). Cos’è questo pane? Il Corpo di Cristo. E cosa diventano coloro che lo ricevono? Il Corpo di Cristo. Non sono più diversi corpi, ma un solo Corpo. Quanti chicchi di grano compogono il pane! Eppure chi vede questi chicchi? Sono veramente nel pane che hanno formato, eppure nulla li distingue gli uni dagli altri, tanto sono uniti.Così noi siamo uniti gli uni con gli altri e con Cristo. Non ci sono più parecchi corpi nutriti da parecchi cibi; formiamo un solo corpo nutrito e vivificato da un unico pane. Per questo Paolo dice: «Tutti partecipiamo dell’unico pane». Se partecipiamo tutti dell’unico pane, se siamo nutriti in lui al punto di diventare un medesimo corpo, perché mai non siamo uniti dal medesimo amore, strettamente legati tra noi dalla medesima carità.

Rileggete la storia dei nostri progenitori nella fede e troverete quel quadro insigne: «La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32). Ma purtroppo, non è così oggi. Ai nostri giorni la Chiesa mostra lo spettacolo contrario; non si vedono che conflitti dolorosi, divisioni accanite tra i fratelli… Eravate lontani da lui, eppure Cristo non ha esitato ad unirvi a lui. E ora non vi degnate di imitarlo per unirvi di tutto cuore con il fratello?… A causa del peccato, i nostri corpi plasmati con la polvere del suolo (Gen 2,7) avevano perso la vita e erano divenuti schiavi della morte; il Figlio di Dio vi ha aggiunto il lievito della sua carne, libera da ogni peccato, in una pienezza di vita. E ha dato il suo corpo in cibo per tutti gli uomini affinché, rinnovati da questo sacramento dell’altare, partecipino tutti della sua vita immortale e beata.

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