Archive pour avril, 2008

PAULINE BEATITUDES – PRAYER FOR OUR NATION

Prayer to Saint Paul the Apostle 

http://www.daughtersofstpaul.com/daughters/vocations/vocnews/newsjan25.html

PAULINE BEATITUDES Blessed are they who, like Paul, believe that God has a dream for each one of us (Gal. 1:5) 

They will search for that dream day by day and hold fast to it.  Blessed are they who, like Paul, know how to thank God for everything. (1 Cor. 4:7) They will live in humility and peace.  Blessed are they who, like Paul, consider everything as lost when compared to the profound knowledge of Jesus Christ. (Phil. 3:7) 

They will be stretched into growth by their continual pursuit of Him in everything.  Blessed are they who, like Paul, feel that they have not yet arrived at their goal, and fun consistently toward it. They will reach fullness of life.  Blessed are they who, free of heart like Paul, make themselves servants of all for the sake of the Gospel. (1 Cor. 9:19) 

They will find in their journey innumerable friends.  Blessed are they who, like Paul, know that they possess an immense treasure in vessels of clay. They will come face-to-face with extraordinary power from God.  Blessed are they who, like Paul, have experienced everything in Christ » thirst and hunger, to be poor and to be rich » (Phil. 4:12). 

They will be serene and strong in every situation.  Blessed are they who, like Paul, face thousands of difficulties for the purpose of announcing the Gospel (2 Cor. 11:29)  At the end of their life, they will be lifted up with the beauty and meaning given by this quest. They will not have lived in vain. 

http://www.paulines.ph/about_us/spirituality_paul.htm

For Our Nation  Saint Paul, teacher of the Gentiles, watch over with love, this nation and its people. Your heart expanded so as to welcome and enfold all peoples in the loving embrace of peace. Now, from heaven, may the charity of Christ urge you to enlighten everyone with the light of the Gospel, and to establish the kingdom of love. 
Inspire vocations, sustain those working for the Gospel, render all hearts docile to the Divine Master. 
May this nation ever more find in Christ the Way and the Truth and the Life. May its light shine before the world, and may it always seek the kingdom of God and his justice. 

Holy Apostle, enlighten, comfort and bless us all. Amen.

I COLLABORATORI DI SAN PAOLO – SAN TIMOTEO

I COLLABORATORI DI SAN PAOLO - SAN TIMOTEO dans COLLABORATORI DI PAOLO san_timoteo

http://www.santimoteo.it/index.php/Parrocchia/San-Timoteo.html

I COLLABORATORI DI SAN PAOLO – SAN TIMOTEO

Il più antico storico della Chiesa, il Vescovo Eusebio di Cesarea di Palestina (m. nel 399), scriveva che l’Apostolo Paolo ha dato ai suoi collaboratori nel ministero dell’evangelizzazione « la gloria di una imperitura memoria per averli con tanta frequenza nominati nelle sue lettere » (Storia eccles. III,IV,4). Tra questi uomini glorificati per sempre nella memoria dei Cristiani spicca Timoteo, il cui nome non soltanto ricorre con maggiore frequenza nell’epistolario di Paolo, ma è il più colmo di elogi. A lui soltanto, caso unico nella storia dei libri del Nuovo Testamento, l’Apostolo indirizzò due tenerissime e importantissime lettere personali: di lui si può tracciare, grazie alle testimonianze dell’evangelista Luca, autore degli Atti degli Apostoli, e di Paolo stesso , una sia pur piccola biografia e un efficace ritratto.

Timoteo nacque, probabilmente a Listra, tra il 25 e il 30 d.C. e proprio a Listra, al tempo del suo primo viaggio missionario (47 – 49), Paolo conosce due donne e un giovanetto: Loide, Eunice e Timoteo che formavano una famiglia piissima. Loide era la piu’ anziana: Eunice, sua figlia, era la madre di Timoteo. Le due donne, ebree, avevano educato il bambino nel timor di Dio, istruendolo nelle sacre scritture fin dall’infanzia (2 Tim 3,15), senza però averlo fatto circondere, probabilmente perchè il marito di Eunice era un pagano (At. 16,1). I tre si convertirono alla fede cristiana e forse accolsero nella loro casa Paolo e Barnaba (cfr. At 14,3).

Durante il secondo viaggio missionario (50 – 52), Paolo incontra nuovamente Timoteo, ormai nel fiore della giovinezza: cristiano ardente e fedele, di carattere schivo e timido (1Cor. 16,10; 2Tim 1,7-8), forse per essere stato educato da donne, fragile e sofferente di stomaco (1Tim. 5,23).

Paolo dovette essere conquistato da quella bontà delicata e dal sincero fervore del figlio di Eunice, il quale si era già fatto una buona fama fra i Cristiani della sua città e della vicina Iconio (At 16,2). Inoltre, a ragione della sua doppia ascendenza, giudaica per parte di madre e pagana per parte di padre, Timoteo poteva essere (e lo sarà, difatti) un collaboratore ideale nel ministero che Paolo svolgeva sia tra i Giudei che tra i pagani. Così Timoteo prese il suo posto accanto a Paolo, come « aiutante » (At. 13,5) e per facilitargli il ministero in ambiente giudaico Paolo, provvederà anche alla sua circoncisione.

Timoteo venne quindi solennemente deputato, con l’ordinazione, al ministero apostolico: il collegio dei presbiteri impose le mani sull’eletto nel gesto consueto che indicava la trasmissione dei poteri soprannaturali necessari (1Tim. 1,14; 2Tim. 1.6) e così Timoteo ricevette la grazia dello Spirito Santo e iniziò la sua grande avventura al servizio del Vangelo. Non si separerà più dal maestro se non quando la necessità dell’apostolato renderanno necessario un distacco, sempre profondamente sofferto. La sua biografia, a questo punto, si fonde con quella di Paolo, compagni di ogni viaggio, di ogni missione, di ogni esperienza.

Quando la vita tormentata dell’Apostolo delle genti volgerà alla fine, ritroviamo Timoteo accanto al suo maestro a raccoglierne l’eredità e a

confortarlo con la sua presenza delle tante amarezze subite.

Probabilmente testimone del suo martirio, avvenuto nel 67, Timoteo ritornò, orfano nell’anima, alla sua Chiesa di Efeso per edificarla nel nome e nella grazia di Gesù, secondo gli ammaestramenti del suo indimenticabile maestro.

Forse conservò la direzione e la responsabilità della chiesa efesina fino alla morte, che la tradizione fissa al 22 gennaio dell’anno 97, al tempo dell’imperatore romano Nerva. A tale proposito si racconta che il Vescovo Timoteo, preoccupato degli eccessi deplorevoli che si verificavano in occasione di una mascherata pagana, abbia tentato di convertire la folla al vero Dio, ma i suoi ascoltatori risposero percuotendolo con bastoni e lanciandogli pietre. Raccolto agonizzante dai Cristiani sarebbe stato trasportato su una vicina collina, dove, poco tempo dopo, coronò nell’aureola del martirio la sua vita consacrata al Vangelo di Cristo.

Il suo corpo fu sepolto presso la città di Efeso, nelle vicinanze della tomba dove riposerà Giovanni l’evangelista, che ad Efeso trascorse gli ultimi anni della sua lunga vita. Vi morì, infatti, vecchissimo, verso il 104 d.C.. Probabilmente Timoteo ebbe la fortuna di ascoltare il discepolo prediletto di Gesù, giunto ad Efeso forse una ventina d’anni prima.

Il 24 giugno del 356, le reliquie del corpo di Timoteo furono trasportare da Efeso a Costantinopoli e poste sotto un altare di argento purissimo insieme alle reliquie dell’Apostolo Andrea e dell’Evangelista Luca nella grande Basilica dedicata agli Apostoli.

Il 12 aprile del 1204 Costantinopoli fu saccheggiata dai guerrieri della quarta Crociata e quella chiesa non sfuggì alla devastazione. Da allora si perdono le tracce delle reliquie di Timoteo.

Nei primi giorni del maggio 1945, durante alcuni scavi praticati sotto il presbiterio della cattedrale di Termoli, costruita nel XIII secolo, fu ritrovata una cassetta di legno consunto, coperta da una lastra di marmo che recava una iscrizione latina dell’anno 1239, nella quale si leggeva che nell’urna era conservato il corpo « del beato Timoteo, discepolo di Paolo Apostolo ». Si trattava, come risulto’ dagli esami scientifici, dei resti di uno scheletro di adulto di età avanzata. Il cranio mancava, fatta eccezione per un frammento di mandibola. Nella stessa cattedrale, si conserva, in un reliquario della prima metà del secolo XIII, « il capo di S. Timoteo », mancante appunto di una mandibola.

Estratto da: Salvatore Garofalo: TIMOTEO – IL DISCEPOLO CHE PAOLO AMAVA – Editrice COR UNUM – Tipografia Poliglotta Vaticana – Edizione 1985

 

Publié dans:COLLABORATORI DI PAOLO |on 15 avril, 2008 |Pas de commentaires »

QUARTA SETTIMANA DI PASQUA

  QUARTA SETTIMANA DI PASQUA  dans LETTURE DI SAN PAOLO NELLA LITURGIA DEL GIORNO ♥♥♥ 05%20MOSAIQUE%20LE%20BON%20PASTEUR%20RAVENNE%20MAUSOLEE%20GALLA 

http://www.artbible.net/3JC/-Joh-10,01-Good_shepherd_Bon_Berger/index.html

QUARTA SETTIMANA DI PASQUA 

LITURGIA EUCARISTICA

letture della messa della feria della quarta settimana del tempo di Pasqua; 

(breve lettura tratta dal messale feriale) 

la settimana, è cominciata, domenica con la lettura degli Atti ed il vangelo del Buon Pastore, nella seconda lettura la 1Pietro; 

la prima lettura – Atti tutta la settimana;

 continua a presentarci negli Atti degli apostoli, la predicazione dei discepoli prima ai giudei e poi ai pagani; lunedì, Pietro conferma la chiamata dei gentili, difficile da comprendere per la prima comunità di Gerusalemme; martedì, i discepoli si trovano ad Antiochia di Siria e qui cominciano a parlare anche ai greci, qui, anche cominciano ad essere chiamati cristiani; mercoledì, Paolo e Barnaba vengono chiamati per l’annuncio del Vangelo; giovedì, Paolo e i suoi compagni cominciano a predicare ad Antiochia di Pisidia, annunziano Cristo morto e risorto;   venerdì, continua  la  predicazione di Paolo: Dio ha attuato per noi la promessa risuscitando Gesù; sabato, i Giudei respingono l’annunzio di Paolo e Barnaba, essi si rivolgono ai pagani, la chiamata di Paolo come apostolo dei Gentili è sempre più chiara; 

nel Vangelo – vangelo di Giovanni per tutta la settimana;

 al lunedì  ritroviamo di nuovo la lettura del Buon Pastore, il buon pastore da la sua vita per le pecore; martedì ritorna l’allegoria pastore-pecore, i Giudei gli chiedono di dire se egli è il messia, ma non lo ascoltano, le pecore di Gesù ascoltano la sua voce; mercoledì Gesù grida a gran voce : Io sono la luce del mondo, ma c’è chi non crede, Gesù non condanna chi non crede, perché non è venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo; giovedì, è il vangelo di Giovanni, come in tutta la settimana, ora ci troviamo alla fine del vangelo, nel contesto dell’ultima cena, dopo la lavanda dei piedi , Gesù comanda ai discepoli di fare altrettanto, lui conosce coloro che ha scelto,e afferma: che accoglie Colui che mi ha mandato accoglie me, la  predizione del tradimento di Giuda in questo vangelo prelude alla Pasqua che deve venire, quando tutto sarà accaduto crederanno che : Io sono; 

(dal libro della liturgia delle ore) 

MARTEDÌ 15.4.08 

VESPRI

Lettura breve

Rm 1, 1-6
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. 

UFFICIO DELLE LETTURE   

Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo, vescovo
(Disc. 108; PL 52, 499-500):
sotto la categoria : liturgia

MERCOLEDÌ 16 APRILE 2008-04-17

siamo nel momento in cui negli Atti si incomincia a parlare di Paolo, prima come Saulo, poi definitivamente come Paolo, la comunità è quella di Antiochia di Siria; Giovanni Marco è il Marco evangelista (molto probabilmente );

MESSA DEL GIORNO

Prima Lettura -At 12,24-13,5a
Riservate per me Bàrnaba e Sàulo.

Dagli Atti degli Apostoli
24. In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. 25. Bàrnaba e Saulo poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con loro Giovanni, detto anche Marco. 
13, 1. C’erano nella comunità di Antiòchia profeti e dottori: Bàrnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaen, compagno d’infanzia di Erode tetrarca, e Sàulo. 
2. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l’opera alla quale li ho chiamati». 3. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. 
4. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. 5a. Giunti a Salamìna cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagòghe dei Giudei. 

LODI – LETTURA BREVE

1 Cor 15, 54-57
54. Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

La morte è stata ingoiata per la vittoria (Is 25, 8).

55. Dov’è, o morte, la tua vittoria?

Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? (Os 13, 14). 
56. Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. 57. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

VESPRI – LETTURA BREVE

1 Cor 15, 12-14. 20
12. Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13. Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 14. Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.
20. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

GIOVEDÌ – MESSA DEL GIORNO

ATTI 13, 13-25

13 Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. 14 Essi invece proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia di Pisidia ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. 15 Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: « Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate! ». 16 Si alzò Paolo e fatto cenno con la mano disse: « Uomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. 17 Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. 18 Quindi, dopo essersi preso cura di loro per circa quarant’anni nel deserto, 19 distrusse sette popoli nel paese di Canaan e concesse loro in eredità quelle terre, 20 per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele. 21 Allora essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù di Beniamino, per quaranta anni. 22 E, dopo averlo rimosso dal regno, suscitò per loro come re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri. 23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. 24 Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele. 25 Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.

LODI – LETTURA BREVE

At 13, 36-38
36. Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione. 37. Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione. 38. Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera di lui vi viene annunziata la remissione dei peccati 

VESPRI – LETTURA BREVE

2 Cor 4, 13-14
13. Animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato (Sal 115, 10) anche noi crediamo e perciò parliamo, 14. convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

VENERDÌ 18 APRILE 2008-04-19

MESSA DEL GIORNO

 

PRIMA LETTURA – ATTI 13, 26- 33

(predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia)


In quei giorni, giunto Paolo ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga: 26. «Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata questa parola di salvezza. 27. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato; 28. e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. 29. Dopo aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. 30. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti 31. ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono i suoi testimoni davanti al popolo. 32. E noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, 33. poiché Dio l’ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: « Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato »». 

LODI – LETTURA BREVE

At 13, 34-35

(predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia)


34. Dio ha risuscitato Cristo dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione. Infatti ha dichiarato:

Darò a voi le cose sante promesse a Davide, quelle sicure (Is 55, 3).

35. Per questo anche in un altro luogo dice:

Non permetterai che il tuo santo subisca la corruzione (Sal 15, 10).

VESPRI – LETTURA BREVE

Fil 3, 7. 10-11
7. Quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. 10. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, 11. con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

SABATO 19 APRILE 2008-04-19

MESSA DEL GIORNO

PRIMA LETTURA – ATTI 13, 44-52

44. Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. 45. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. 46. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: « Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. 47. Così infatti ci ha ordinato il Signore:

« Io ti ho posto come luce per le genti,

perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra« ». (nota)
48. Nell’udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. 49. La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. 50. Ma i Giudei sobillarono le donne pie di alto rango e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li scacciarono dal loro territorio. 51. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio, 52. mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

nota BJ: citazione libera dai LXX; riferimenti: Is 49,6; Gv 8,12;

UFFICIO DELLE LETTURE – SECONDA LETTURA

Dal «Commento sulla lettera ai Romani» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo
(Cap. 15, 7; PG 74, 854-855):

vedere sotto la categoria: Liturgia

LODI – LETTURA BREVE

(discorso di Paolo davanti all’Areopago di Atene)

At 17, 30b-31
30b. Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, 31. poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti.

Benedetto XVI in preghiera sulla tomba di Paolo – 26 aprile 2005 -

Benedetto XVI in preghiera sulla tomba di Paolo


26 aprile 2005 -  ieri alla Basilica romana di San Paolo fuori le Mura per la prima uscita ufficiale dal Vaticano di Benedetto XVI: oltre 20 mila persone ad accogliere il Papa, che si
è recato a pregare sulla tomba dellapostolo delle genti 

http://www.oecumene.radiovaticana.org/IT1/Articolo.asp?c=34932

 TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell
Episcopato e nel Sacerdozio,
cari Fratelli e Sorelle nel Signore!


Rendo grazie a Dio che, all
inizio del mio ministero di Successore di Pietro, mi concede di sostare in preghiera presso il sepolcro dellapostolo Paolo. E questo per me un pellegrinaggio tanto desiderato, un gesto di fede, che compio a nome mio, ma anche a nome della diletta Diocesi di Roma, della quale il Signore mi ha costituito Vescovo e Pastore, e della Chiesa universale affidata alle mie premure pastorali. Un pellegrinaggio, per così dire, alle radici della missione, di quella missione che Cristo risorto affidò a Pietro, agli Apostoli e, in modo singolare, anche a Paolo, spingendolo ad annunciare il Vangelo alle genti, fino a giungere in questa Città, dove, dopo avere a lungo predicato il Regno di Dio (At 28,31), rese con il sangue lestrema testimonianza al suo Signore, che lo aveva conquistato (Fil 3,12) e inviato. Prima ancora che la Provvidenza lo conducesse a Roma, lApostolo scrisse ai cristiani di questa Città, capitale dellImpero, la sua Lettera più importante sotto il profilo dottrinale. Ne è stata proclamata pocanzi la parte iniziale, un denso preambolo in cui lApostolo saluta la
comunit
à di Roma presentandosi quale servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione
(Rm 1,1).
E pi
ù avanti aggiunge: Per mezzo di lui [Cristo] abbiamo ricevuto la grazia dell
apostolato per ottenere lobbedienza alla fede da parte di tutte le genti
(Rm 1,5).
Cari amici, come Successore di Pietro, sono qui per ravvivare nella fede questa
grazia dellapostolato, perché Dio, secondo unaltra espressione dellApostolo delle genti, mi ha affidato la sollecitudine per tutte le Chiese (2 Cor 11,28). E dinanzi ai nostri occhi lesempio del mio amato e venerato predecessore Giovanni Paolo II, un Papa missionario, la cui attività così intensa, testimoniata da oltre cento viaggi apostolici oltre i confini dItalia, è davvero inimitabile. Che cosa lo spingeva ad un simile dinamismo se non lo stesso amore di Cristo che trasformò lesistenza di san Paolo (cfr 2 Cor 5,14)? Voglia il Signore alimentare anche in me un simile amore, perché non mi dia pace di fronte alle urgenze dellannuncio evangelico nel mondo di oggi. La Chiesa è per sua natura missionaria, suo compito primario è levangelizzazione. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha dedicato allattività missionaria il Decreto denominato, appunto, Ad gentes, che ricorda come gli Apostoli seguendo lesempio di Cristo, «predicarono la parola della verità e generarono le Chiese» (S. Aug., Enarr. in Ps. 44,23: PL 36,508) e che “è compito dei loro successori dare continuità a questopera, perché «la parola di Dio corra e sia glorificata» (2 Ts 3,1) e il Regno di Dio sia annunciato e stabilito in tutta la terra (n. 1). Allinizio del terzo millennio, la Chiesa sente con rinnovata vivezza che il mandato missionario di Cristo è più che mai attuale. Il Grande Giubileo del Duemila lha condotta a ripartire da Cristo, contemplato nella preghiera, perché la luce della sua verità sia irradiata a tutti gli uomini, anzitutto con la testimonianza della santità. Mi è caro qui ricordare il motto che san Benedetto pose nella sua Regola, esortando i suoi monaci a nulla assolutamente anteporre allamore di Cristo (cap. 4). In effetti, la vocazione sulla via di Damasco portò Paolo proprio a questo: a fare di Cristo il centro della sua vita, lasciando tutto per la sublimità della conoscenza di lui e del suo mistero damore, ed impegnandosi poi ad annunciarlo a tutti, specialmente ai pagani, a gloria del suo nome (Rm 1,5). La passione per Cristo lo portò a predicare il Vangelo non solo con la parola, ma con la stessa vita, sempre più conformata al suo Signore. Alla fine, Paolo annunciò Cristo con il martirio, e il suo sangue, insieme a quello di Pietro e di tanti altri testimoni del Vangelo, irrigò questa terra e rese feconda la Chiesa di Roma, che presiede alla comunione universale della carità
(cfr s. Ignazio Ant., Ad Rom., Inscr.: Funk, I, 252). Il secolo ventesimo è stato un tempo di martirio. Lo ha messo in grande risalto il Papa Giovanni Paolo II, che ha chiesto alla Chiesa di aggiornare il Martirologio e ha canonizzato e beatificato numerosi martiri della storia recente. Se dunque il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani, allinizio del terzo millennio è lecito attendersi una rinnovata fioritura della Chiesa, specialmente là dove essa ha maggiormente sofferto per la fede e per la testimonianza del Vangelo. Questo auspicio affidiamo allintercessione di san Paolo. Voglia egli ottenere alla Chiesa di Roma, in particolare al suo Vescovo, e a tutto il Popolo di Dio, la gioia di annunciare e testimoniare a tutti la Buona Novella di Cristo Salvatore.

A San Paolo, apostolo delle genti

dal sito:

http://www.annunziatine.org/pagine/preghiere.html 

A San Paolo, apostolo delle genti

O santo Apostolo, che con la tua dottrina e la tua carità hai ammaestrato il mondo intero, volgi benigno lo sguardo sopra di noi, tuoi figli e discepoli. Tutto aspettiamo dalla tua preghiera presso il Maestro divino e presso Maria, Regina degli Apostoli. Fa’, o Dottore delle genti, che viviamo di fede, che ci salviamo per la speranza, che sola regni in noi la carità. Ottienici, o vaso di elezione, docile corrispondenza alla grazia divina, affinché essa in noi non rimanga infruttuosa. Fa’ che possiamo sempre meglio conoscerti, amarti, imitarti; che siamo le membra vive della Chiesa, corpo mistico di Gesù Cristo. Suscita molti e santi apostoli. Passi sul mondo il caldo soffio della vera carità. Fa’ che tutti conoscano e glorifichino Dio e il Maestro divino, Via e Verità e Vita. E tu, o Signore Gesù, che conosci come non abbiamo fiducia alcuna nelle nostre forze, per la tua misericordia, concedici di essere difesi contro ogni cosa avversa dalla potente intercessione di san Paolo, nostro maestro e padre. 

Prayers to St. Paul (three)

Prayers to St. Paul

http://www.2heartsnetwork.org/Paul.htm

Patron of Evangelists

to Paul’s Prayer

O glorious St. Paul, after persecuting the Church you became by God’s grace its most zealous Apostle. To carry the knowledge of Jesus, our Divine Savior, to the uttermost parts of the earth you joyfully endured prison, scourgings, stonings, and shipwreck, as well as all manner of persecutions culminating in the shedding of the last drop of your blood for our Lord Jesus Christ.

Obtain for us the grace to labor strenuously to bring the faith to others and to accept any trials and tribulations that may come our way. Help us to be inspired by your Epistles and to partake of your indomitable love for Jesus, so that after we have finished our course we may join you in praising Him in heaven for all eternity. Amen.

star17.gif

Great convert and Apostle of the Gentiles, you became Christlike and knew only Christ Crucified. Though extremely learned, you relied completely on the Wisdom received from the Spirit and taught from the abundance of your heart. Instruct modern evangelists–those who preach Christ to others. Let them realize that their actions speak louder in conveying their God-given message but to rely above all on the promptings of the Spirit. Amen.

star17.gif

Thou art the Vessel of election, Saint Paul the Apostle, the Preacher of truth in the whole world.V. Pray for us, Saint Paul the Apostle,
R. That we may be made worthy of the promises of Christ.

Let us pray: Almighty and everlasting God, Who, of Thy Divine mercy, didst instruct Thy blessed Apostle Paul what he should do that he might be filled with the Holy Ghost; by his admonitions directing us and his merits interceding for us, grant that we may serve Thee in fear and trembling and so be filled with the comfort of Thy heavenly gifts. Through Christ our Lord. Amen.

Prière à Saint Paul

dal sito:

http://catholique-nanterre.cef.fr/Prier-par-l-intercession-des#paul 

Prière à Saint Paul 

Glorieux saint Paul,
Ap
ôtre plein de zè
le,
Martyr par amour du Christ,
obtiens-nous une foi profonde,
une esp
é
rance ferme,
un amour br
û
lant pour le Seigneur
afin que nous puissions dire avec toi :
’’Ce nest plus moi mais le Christ qui vit en moi’’
.
Aide-nous
à devenir des apô
tres
qui servent l
Eglise avec une conscience pure,
des t
émoins de sa grandeur et de sa beaut
é
au milieu des ténè
bres de notre temps.
Avec toi nous louons Dieu notre P
è
re,
A lui la gloire, dans l
Eglise et dans le Christ
pour tous les
âges et tous les siècles.

Amen 

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