LA LETTERA AI ROMANI – PRESENTAZIONE

LA LETTERA AI ROMANI

PRESENTAZIONE

stralcio dal libro: Lémonon L.P., Lettere di San Paolo [Romani], Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1999;

INTRODUZIONE

« La lettera ai Romani costituisce insieme alle due lettere ai Corinzi e a quella ai Galati, il gruppo delle paoline, così chiamate a motivo della loro lunghezza e del ruolo che hanno avuto nella storia del cristianesimo.

UN TRATTATO O UNA LETTERA? [UN TRATTATO O UNO SCRITTO?]

[una interpretazione che l’ autore afferma esser la più felice

« La lettera trae origine, infatti dalla vita della comunità. A Roma sono sorte discussioni che rischiano di spezzare l’unità dei cristiani e di compromettere la natura stessa del cristianesimo; in particolare, cresce la tensione tra cristiani che rifiutano ogni riferimento ad Israele e altri rimasti fedeli alle pratiche giudaiche. È urgente impedire che si sviluppi un’ atmosfera malsana, tanto più che quello che accade a Roma ha ripercussioni in tutto l’impero. Desideroso di creare una vera comunione e bene informato sulla vita dei cristiani di Roma, Paolo interviene. I capitoli 12-15 sono preziosi, perché ci fanno conoscere le preoccupazioni dei cristiani della capitale, che Paolo conta di visitare recandosi in Spagna (15,28).

GIUDEI E CRISTIANI A ROMA

La presenza dei giudei a Roma è molto anteriore agli inizi del cristianesimo, poiché vengono menzionati una prima volta in occasione di un’espulsione avvenuta nel 139 a.C.; il loro numero aumentò in maniera significativa quando Pompeo inviò a Roma prigionieri ridotti in schiavitù in seguito alla presa di Gerusalemme nel 63 a.C.. Alcuni decenni più tardi i giudei sono numerosi e abbastanza influenti, attirano (pagani simpatizzanti) e proseliti (pagani convertiti al giudaismo).

Delle tredici antiche sinagoghe identificate a partire da iscrizioni funerarie, almeno cinque esistevano al principio della nostra era. I giudei sono organizzati intorno alle sinagoghe in comunità soggette alle leggi romane sulle associazioni. Ogni sinagoga ha la sua propria vita; non esiste a Roma un potere giudaico centralizzato, come è il caso, per esempio, di Alessandria.
Non sappiamo chi introdusse il cristianesimo a Roma, ma una decina d’anni dopo la morte del Cristo abbiamo tracce della presenza di cristiani in una o più sinagoghe.

[i cristiani]

Ispirandosi al modelli di organizzazione giudaico, i cristiani si costituiscono in comunità che si riuniscono in luoghi diversi. In occasione delle loro assemblee, sono ricevuti da la cui casa è abbastanza vasta per accogliere un gruppo di parecchie decine di persone. Alla fine della lettera, Paolo, saluta, fra gli atri, l’assemblea che si riunisce in casa di Prisca e Aquila (16,5); questo raduno dà vita a una delle comunità cristiane di Roma. Si parla della comunità di Roma soltanto se si consideral’insieme dei cristiani che vivono in questa città.

segue

Publié dans : Lettera ai Romani |le 9 avril, 2008 |Pas de Commentaires »

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