CONTROVERSIA AD ANTIOCHIA [CONCILIO DI GERUSALEMME (Atti 15:1-32)]

CONTROVERSIA AD ANTIOCHIA [CONCILIO DI GERUSALEMME (Atti 15:1-32)] dans Paolo - la sua vita, i viaggi missionari, il martirio

CONTROVERSIA AD ANTIOCHIA [CONCILIO DI GERUSALEMME (Atti 15:1-32)]

(vedere quanto ho premesso all prima parte:)

per il racconto breve struttura del racconto dal sito : 

ALL ABOUT TURKEY – 

With tour guide Burak Sansal:

http://www.allaboutturkey.com/ita/paul.htm

 e integrato dal testo biblico degli Atti, testo della BJ: 

Controversia ad Antiochia [Concilio di Gerusalemme] (Atti 15:1-32)

Alcuni cristiani, provenienti da Gerusalemme, insegnavano ai cristiani di Antiochia che dovevano essere circoncisi e seguire le Leggi di Mosé per essere salvati (v. 1). Per chiarire questa discussione fondamentale, Paolo, Barnaba si opponevano risolutamente contro costoro e si decise che Paolo e Barnaba con alcuni cristiani conosciuti si recassero a Gerusalemme dagli Apostoli. Essi, dunque, scortati per un tratto dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samaria  raccontando la conversione dei pagani e suscitando una grande gioia  in tutti i fratelli (v. 3), giunsero a Gerusalemme. 

A Gerusalemme furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono tutto ciò che Dio aveva fatto per mezzo loro (v. 4) 

Paolo – nel discutere con la setta dei farisei, e con coloro che volevano obbligare i pagani alla  circoncisione – si rese conto che si stava trattando del punto centrale della fede cristiana: la salvezza che non veniva dalla osservanza della Legge, ma unicamente da Cristo. Il problema iniziale era stato posto quando, a Gerusalemme, si rimproverò a Pietro di essere entrato in casa di uomini circoncisi ed aver mangiato con loro (Atti 11, 3); ossia che cosa si domandava ai pagani di osservare per perché fosse possibile ai giudeo-cristiani di frequentarli? (cfr. BJ nota a 15,20) 

A quello che, appunto, viene definito come il « Concilio di Gerusalemme » prima parla Pietro e testimonia che lo Spirito Santo non aveva fatto nessuna discriminazione tra i pagani e i giudei concedendo anche a loro lo Spirito Santo, purificandone i cuori con la fede  (v. 7b-9); 

In seguito si alza a parlare Giacomo, il quale aggiunge che Simone (Pietro) aveva riferito come Dio fin dal principio aveva voluto scegliere tra i pagani un popolo per consacrarlo al suo nome e che anche la parola dei profeti si accordava a quanto detto da Pietro:

« Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta, ne riparerò le rovine e la rialzerò perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tute le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore che fa queste cose da lui conosciute dall’eternità«   (Amos 9,11-12)

Dopo questo discorso venne deciso che i convertiti non erano obbligati ad essere circoncisi o seguire la Legge, perché la fede di Gesù Cristo era sufficiente per tutti. Si decise, comunque che fosse ordinato loro di astenersi dalle sozzure degli idoli, dalla impudicizia, dagli animali soffocati e dal sangue (v. 20):

Atti 15, 19-21:

« Per questo io ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, ma solo si ordini loro di astenersi dalle sozzure degli idoli, dalla impudicizia, dagli animali soffocati e dal sangue. Mosè, infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, perché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe. »

[Vorrei aggiungere – riguardo Israele nel pensiero di Paolo -  che  è interessante leggere della Lettera ai Romani 11: « Il resto di Iraele »; Paolo dice che noi: « i pagani, i gentili » siamo stati innestati nella radice santa di Israele, sì, sono stati tagliati alcuni rami e al loro posto siamo stati innestati noi, gli oleastri, quindi:

Alla fine del Concilio, una lettera fu mandata ai cristiani di Antiochia per comunicare loro le decisioni prese. Paolo, Barnaba, Sila e Giuda chiamato Barsabba, tenuti in grande considerazione tra i fratelli (v. 23b) furono incaricati per questo compito. A questo punto degli Atti, con il capitolo 15, termina l’incontro a Gerusalemme, il « primo concilio ». Si deve dire, tuttavia che la polemica non si esaurì con questa decisione, ma problemi sussistettero fino a quando la Chiesa divenne autonoma dall’influenza della Sinagoga.

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