LA PAGINA DI SAN PAOLO APOSTOLO, STUDI, ANTOLOGIA, IMMAGINI…IN CERCA DI LUI

“…E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo:'Abba! Padre!'” (Rm 8,15)

       

http://santiebeati.it/ 

quello che avevo scritto aprendo questo Blog, il 9 marzo 2008, l'ho  postato nella categoria: “A. Un cammino meraviglioso alla ricerca di Paolo”;
ora è terminato l'anno dedicato a San Paolo, ma così - come nella mia vita il cammino incontro a San Paolo, o meglio, l'incontro, il presentarsi dell'Apostolo,  lui per primo, senza che me lo aspettassi - così come è accaduto tanti anni fa, anche in quest'anno tutto mi è sembrato nuovo e, mentre il mio primo intento iniziale è stato quello di recuperare ed approfondire gli studi su di lui, in seguito, dentro il mio cuore, anzi il mio cuore si è allargato in tante direzioni, verso tanti “luoghi” dove l'avrei potuto incontrare;
come forse avete visto ho postato un po' di tutto, tutte le cose belle che ho trovato, anche preghiere, molte immagini, altre lingue, altre nazioni;
ho incontrato, via internet e poi di persona, un sacerdote innamorato di Paolo, ed ho recuperato, se così posso dire, il colloquio con un mio vecchio (anzi lui ancora giovane) professore di studi paolini, che vi ho presentato, lui a Gerusalemme, ma lo spazio non divide, Paolo unisce;
in più credo di aver capito, ho potuto comprendere, mai come ora, e solo attraverso Paolo - almeno tanto di più rispetto a prima - che cosa è la croce di Cristo e l'amore che il Signore ha avuto per noi;
allora si continua, così come sarò capace, con la ragione, con il cuore, nell'amore, verso Dio, nello Spirito Santo, con il Signore Gesù…e l'aiuto di Paolo,

Gabriella
Roma 2 luglio 2009

quello che avevo scritto in home page di questo Blog il 9 marzo 2008

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/07/02/questo-avevo-scritto-il-9-gennaio-2008-aprendo-questo-blog-in-home-page/

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MAPPE SATELLITARI DI GOOGLE CON I LUOGHI BIBLICI PER OGNI VERSETTO DELLA BIBBIA - MOLTO BELLO!

http://www.biblemap.org/

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LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI, LINK:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

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PER I DOCUMENTI DEL SINODO DELL'AFRICA, SUL SITO VATICANO:

http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/sinodo_index_it.htm 

 

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Holy Trinity Church, Blackheath Hill, Blackheath, 1925

http://www.ideal-homes.org.uk/lewisham/blackheath/holy-trinity-church-1925.htm

“Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti; (1Cor 12,4-6, Lettura breve delle lodi mattutine della Festa della Santissima Trinità)

 jeanmarievianney1.jpg   Jean Marie Vianney

PER L'ANNO SACERDOTALE IL RIFERIMENTO MIGLIORE PER I DOCUMENTI CREDO SIA LA:

CONGREGAZIONE PER IL CLERO

Santa Sede Vaticano

http://www.clerus.org/italiano/00000010_Home_Italiano.html

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Inno alla carità (1Cor 13, 1-13)

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità

ICorinzi 13,1-13;

http://santiebeati.it/

commenti all'Inno alla carità:

Mons Gianfranco Ravasi:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/03/12/mons-gianfrano-ravasi-inno-alla-carita-1cor-13/

Padre Cantalamessa:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/10/30/padre-cantalamessa-inno-alla-carita-1cor-12-31-1313-2612007/

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SULL'INNO ALLA CARITÀ ANCHE:

UNA SERIE DI RIFLESSIONI:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/01/07/sullinno-alla-carita-una-serie-di-riflessioni-1cor-13-1-8/

UNA MEDITAZIONE:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/04/08/meditazione-su-1cor-1318/

PROF. S. LYONNET

L’AMORE «TEOLOGALE» DEL PROSSIMO (1Cor 13)

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/03/28/lamore-teologale-del-prossimo-1cor-13/

PROF. S. LYONNET

SAN PAOLO E L’AMORE DEL PROSSIMO (1Cor 13, 4-7)

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/03/28/san-paolo-e-lamore-del-prossimo-1cor-13-4-7/

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LETTURE DI SAN PAOLO NELLA MESSA DEL GIORNO; LINK A LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI

MERCOLEDÌ 10  FEBBRAIO 2010 -  V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Primo libro dei Re 10,1-10.

La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi.
Venne in Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva pensato.
Salomone rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse risposta o che restasse insolubile per Salomone.
La regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di Salomone, il palazzo che egli aveva costruito,
i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l'attività dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato.
Allora disse al re: “Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza!
Io non avevo voluto credere a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n'era stata riferita neppure una metà! Quanto alla saggezza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita.
Beati i tuoi uomini, beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza!
Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te sì da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perché tu eserciti il diritto e la giustizia”.
Essa diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone.

Salmi 37(36),5-6.30-31.39-40.

Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, come il meriggio il tuo diritto.
La bocca del giusto proclama la sapienza, e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, i suoi passi non vacilleranno.
La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 7,14-23.

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene:
non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».
.
Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola.
E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo,
perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.
Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi,
adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».

LETTURE DI, E SU, SAN PAOLO NELLA LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/leture-di-san-paolo-nella-oliturgia-del-giorno/

PER I SANTI, COLLEGAMENTO:

monaciinpreghiera.jpg

LITURGIA DELLE ORE, COLLEGAMENTO DIRETTO ALLA LITURGIA APPROPRIATA ALL'ORA NELLA QUALE SI APRE IL SITO “LA CHIESA IT”:

http://www.liturgiadelleore.it/ 

 bicicletta.jpg

DA RICORDARE:

che ”message recents”, ossia i post recenti che metto, avvisa solo degli ultimi tre, se ne metto di più, quattro o cinque, i primi non li scrive, bisogna tornare alla pagina precedente;

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LA PREGHIERA IN SAN PAOLO

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San Paolo in meditazione (Rembrant)


LA PREGHIERA IN SAN PAOLO

scritti sulla preghiera, questo è il link a tutte e quattro le sottocategorie, come vedete in “categorie”:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/

scritti sulla preghiera, questo è il link alla sola categoria “preghiere e meditazioni”:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/preghiere-e-poemi-italiano-inglese-francese/

PREGHIERE A SAN PAOLO
del Beato Alberione (1884 1971) fondatore della Famiglia Paolina, PDF:

http://www.paoline.it/download/preghiere_san-paolo_alberione_paoline08.pdf

sanpaolo120.bmp

PENSIERI IN CAMMINO CON PAOLO

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/appunti-di-questo-viaggio-meraviglioso-alla-ricerca-di-paolo/

QUALCHE RIFLESSIONE VERSO LA FINE DELL'ANNO PAOLINO, CERCANDO DI CONTINUARE:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/06/08/sto-cercando-di-camminare-incontro-a-san-paolo-oltre-il-termine-dellanno-paolino/

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Omelia per mercoledì 10 febbraio

dal sito:

http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/6214.html

Omelia (11-02-2004) 
Eremo San Biagio

Dalla Parola del giorno
Gesù disse: “Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive”.

Come vivere questa parola?
Nella pratica religiosa del mondo ebraico assumeva un ruolo importante la disciplina della purità codificata in scrupolose norme alimentari che regolavano l'assunzione dei cibi, accuratamente distinti in puri e impuri. Gesù scardina questa concezione affermando che a contaminare l'uomo non è ciò che entra nel ventre ma ciò che esce dal cuore. Più tardi, nella visione degli animali impuri, una voce dal cielo dirà a Pietro “Quello che Dio ha dichiarato puro, tu non considerarlo pagano” (At 11,9). Come potrebbe del resto non ritenersi buono in se stesso tutto ciò che è uscito dalle mani del Creatore?
In tal senso, Gesù enumera dodici intenzioni cattive, una sorta di catalogo dei vizi che traggono origine proprio “dal di dentro”: pensieri malvagi e concupiscenze vergognose che induriscono il cuore a tal punto da gettarlo nelle tenebre. Eppure il cuore, nella Bibbia, è il luogo dell'interiorità profonda in cui Dio sposa la libertà dell'uomo attirandolo a sé nell'amore.
L'affermazione di Gesù ci richiama alla verità di noi stessi. E' al nostro pensiero, al nostro volere e desiderare che dobbiamo applicare scrupolosamente le norme della purezza, imparando a dire dei precisi “no” a tutto ciò che ci rende schiavi del peccato e dei precisi “sì” ad ogni ispirazione di bene che scaturisce dal nostro quotidiano contatto con la Parola di Dio. Si tratta dunque di puntare sul primato dell'interiorità, custodita e alimentata dall'Amore.

Oggi nella mia pausa contemplativa, affondando con pacatezza nelle profondità del cuore stenderò anch'io il libello delle mie fragilità, nascoste e manifeste, collocandovi accanto il controaltare delle virtù opposte perché possa maturare nella fiducia che, puntando sulla grazia di Dio, non c'è niente in me che non possa essere radicalmente trasformato. Questa la mia preghiera:

Rendimi puro, Signore, e allontana da me le suggestioni del male perché possa esserti fedele nella sobria limpidezza del cuore abitato da Te.

La voce di una mistica del secolo scorso
Mio Dio, tu conosci la mia fragilità e l'abisso senza fondo della mia miseria…, se io dovessi un giorno essere infedele, se io dovessi retrocedere e abbandonare il tuo cammino così dolce, fuggendo il tenero appoggio delle tue braccia, oh!, io ti supplico e ti scongiuro, fammi la grazia di morire all'istante.
Marthe Robin 

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San Gregorio Nisseno: « Crea in me, o Dio, un cuore puro » (Sal 51,12)

dal sito:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php?language=IT&module=commentary&localdate=20100210

Mercoledì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario : Mc 7,14-23
Meditazione del giorno
San Gregorio Nisseno (circa 335-395), monaco e vescovo
Omelie sulle Beatitudine, 6, PG 44, 1269-1272

« Crea in me, o Dio, un cuore puro » (Sal 51,12)

        Chi ha purificato il suo cuore può contemplare l'immagine della divina natura nella bellezza della sua stessa anima. Se dunque laverai le brutture che hanno coperto il tuo cuore, risplenderà in te la divina bellezza. Come il ferro, liberato dalla ruggine splende al sole, così anche l'uomo interiore, quando avrà rimosso da sé la ruggine del male, ricupererà la somiglianza con la forma originale e primitiva (Gen 1, 27), e sarà buono. Infatti chi assomiglia alla Bontà, è necessariamente buono…

        In tal modo diviene beato chi ha il cuore puro (Mt 5, 8), perché mentre guarda la sua purità scorge, attraverso questa immagine, la sua prima e principale forma. Coloro che vedono il sole in uno specchio, benché non fissino i loro occhi in cielo, vedono il sole non meno bene di quelli che guardano direttamente l'astro luminoso. Così anche voi, benché le vostre forze non siano sufficienti per scorgere e contemplare la luce inaccessibile, se ritornerete alla grazia originaria, troverete in voi ciò che cercate.

        La divinità infatti è purezza, è assenza di passioni, è lontananza da ogni male. Se dunque queste realtà sono in te, Dio è senz'altro in te. Quando pertanto la tua anima sarà pura da ogni sorta di vizi, libera da passioni e difetti e lontana da ogni inquinamento, allora sarai felice per l'acutezza e la limpidezza della vista.

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Commento alla Lettera ai Galati, studio biblico da una Parrocchia, schematico e chiaro

da domenica nell'Ufficio delle Letture si trova, giorno dopo giorno tutta, come prima lettura la Lettera ai Galati, bellissima, anche se è quasi ovvio lo scrivo ugualmente, posto due introduzioni alla lettera, dal sito:

 http://www.parrocchiadibazzano.it/catechesi/letturaq/galati.pdf

Commento alla lettura quotidiana:
Lettera ai Galati

Galati 1,1-10
Paolo scrive alle Chiese della Galazia, regione centrale dell’attuale Turchia. Queste Chiese hanno ricevuto il vangelo da lui (At 18,23). Ora però lo stanno “stravolgendo” (7). Così facendo si allontanano da “Colui che li ha chiamati per la grazia di Cristo” (6). Il vangelo infatti è una chiamata alla vita tramite il favore amorevole (grazia) che Dio ha manifestato a noi attraverso la morte di Gesù Cristo: egli “ha dato se stesso per i nostri peccati al fine di strapparci da questo mondo cattivo” (4). E’ questo l’annuncio o la buona notizia che l’apostolo dà. Egli non è uno dei tanti maestri che mescolano le più varie dottrine per “far piacere agli uomini” (10), ma è uno che ha ricevuto questo compito da Dio stesso (1). Se uno, fosse anche un angelo di Dio, porta una notizia (vangelo) diversa, non deve essere accolto: è da “anatematizzare”, cioè da esecrare, allontanare!
Galati 1,11-24
Il vangelo annunziato da Paolo non trova la sua origine nell’uomo (11), ma è frutto di una diretta “rivelazione da Dio” e che ha il suo contenuto in Gesù Cristo (12). Che tutto provenga da “rivelazione” e non da uomo lo dimostra il fatto che Paolo (prima) era un giudeo vero. Vivendo conforme al “giudaismo” egli in buona coscienza ostacolava la Chiesa di Dio (13). Dunque non era “discepolo” di uomini legati alla Chiesa. Dio stesso gli ha rivelato che Gesù è il Figlio suo! E’ questa la buona notizia (vangelo) che egli ha portato immediatamente nel mondo, senza chiedere consiglio al suo essere giudeo (carne e sangue) e senza salire a Gerusalemme da coloro che erano stati mandati prima di lui, gli apostoli (16ss). Eppure le Chiese della Giudea (sono la Chiesa madre!) non hanno ostacolato il suo annuncio, anzi “glorificavano Dio a causa sua” (24) perché dava ai pagani “la buona notizia che nasce dalla fede” (23). Annunciava dunque l'unico e vero vangelo!
Galati 2,1-10
Dopo quattordici anni (che con gli altri tre, cfr 1,18, fanno diciassette) Paolo sale  nuovamente a Gerusalemme assieme a Barnaba e a Tito, un pagano convertito alla fede cristiana, ma che non è stato circonciso come esigerebbe la legge d’Israele. A Gerusalemme, dove era salito “per  rivelazione” (2), espone davanti alle guide il “vangelo che predica tra i pagani” (2). Non tanto il contenuto essenziale del vangelo, quanto le sue implicazioni pratiche che creavano problema nei rapporti ebrei-pagani. Bisogna circoncidere i pagani che credono in Gesù Figlio di Dio? Sì, rispondono i “falsi fratelli” che vogliono togliere la “libertà in Cristo” (4). No, risponde Paolo. E ha ragione lui! Infatti Tito non è stato obbligato a farsi circoncidere. Ma c’è di più. La Chiesa di Gerusalemme, per bocca di Giacomo (vescovo), Pietro e Giovanni, dona “la destra di unità” (9) a  Paolo e riconosce la grazia affidata a lui da Dio: andare, cioè, verso i pagani senza imporre loro alcun peso. Mantenendo, tuttavia, un rapporto di comunione e di gratitudine con la Chiesa di Gerusalemme nel segno dell’amore concreto: il ricordo dei poveri (10). Questo impegno Paolo l’ha mantenuto.
Galati 2,11-21
Paolo rimprovera a Pietro, venuto ad Antiochia, un comportamento che induce altri all’errore: quasi che la salvezza dipendesse ancora dalle opere della Legge e non dalla fede in Cristo (11-14) e quindi bisognasse stare lontani dai pagani convertiti perché ritenuti ancora “peccatori”. Ma le cose non stanno così. L’uomo non entra nel giusto rapporto con Dio (giustificazione) attraverso le opere della Legge. Attraverso le opere della Legge infatti l’uomo fa esperienza, paradossalmente, di non saper operare secondo la Legge. Quindi fa esperienza di morte (15-16). La fede, invece, lo innesta in Cristo e gli dona una vita nuova. Paolo arriva ad affermare: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (20). Egli “mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”. In me dunque non può agire quell’uomo che non c’è più (infatti sono stato crocifisso!), ma Cristo stesso attraverso la fede che ho in lui. Così facendo sono veramente salvo!
Galati 3,1-14
L’esperienza dello Spirito Santo nella comunità è fondamentale. Da dove viene questa esperienza rinnovante? Dalle (osservanza delle) opere della Legge o dal fatto che uno ha ascoltato e accolto il vangelo, cioè dall’“ascolto della fede”? (2). Certamente dal fatto che uno ha ascoltato e creduto in Gesù. Lo dimostra la Scrittura stessa. Dio disse ad Abramo: “In te saranno benedetti tutti i popoli” (8). Chi sono i benedetti? Quelli che hanno avuto la fede in Gesù, come la ebbe Abramo. Quelli invece che si richiamano alla Legge sono “maledetti”, perché non osservano la Legge. La Scrittura infatti dice: “Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte” (10). Quale soluzione allora può esserci per uscire dalla “maledizione”? Credere in Cristo! Egli infatti si è messo “sotto la Legge” diventando “maledizione per noi” (13), affinché tutti fossero riscattati dalla maledizione della Legge. Ora, in Cristo Gesù, la benedizione di Abramo giunge a tutti. In conclusione. Abbiamo ricevuto lo Spirito Santo (siamo salvi) non tramite le opere, ma tramite la fede in Gesù (14). Galati insensati, chi vi ha ammaliati?
Galati 3,15-29
I Galati hanno ricevuto lo Spirito (che è il contenuto di tutte le promesse di Dio, anzi è “la promessa”) tramite la fede in Cristo e non tramite le opere della legge. Seguiamo il ragionamento di Paolo. Dio ha fatto una promessa/testamento ad Abramo e al suo “seme” (un discendente) e non ai suoi “semi” (molti discendenti). [Anticipando la conclusione Paolo dice: “Il seme è Cristo” (16)]. Il testamento ha come oggetto l’eredità (salvezza). Ora questo testamento, preratificato da Dio stesso, non può essere annullato da una legge venuta tanto tempo dopo (17). L’eredità dunque viene dal testamento e non dalla legge (18). L’eredità è semplicemte “grazia”! E allora perché è stata data la legge? “Per noi la legge è venuta come un pedagogo che conduce a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Venuta la fede (in Cristo) non siamo più sotto il pedagogo” (24-25). Infatti
tutti ora siamo figli di Dio (ecco l’eredità) per la fede in Cristo (26) attraverso il battesimo (27). In Cristo, poi, scompaiono tutte le contrapposizioni (28), fino a quella più forte che è la circoncisione (solo il maschio infatti aveva la circoncisione). Tutti siamo “uno in Cristo”, tutti siamo “seme di Abramo”, tutti siamo eredi (29). “Tutti” vuol dire “non solo i giudei”. E anche i giudei, ma per la via della fede in Cristo.
Galati 4,1-11
Il tempo che gli uomini hanno trascorso lontano da Cristo è stato tempo di “minorità giuridica” (1-2) e tempo di sottomissione agli idoli (8). La “minorità giuridica” (tempo dell’infanzia) è del popolo ebraico che era “sotto tutori e amministratori (legge)” (2). Ma nella pienezza del tempo Dio lo ha salvato mandando il suo Figlio, uomo e israelita (4), L’accoglienza del Figlio permette a questo popolo di diventare veramente figlio (infatti grida “Abba, Padre”) e quindi erede (7). Anche i pagani sono giunti a questa esperienza. Dio li ha conosciuti attraverso l’annuncio del vangelo ed essi hanno risposto (9). Come mai ora si volgono indietro e credono di essere salvati mediante l’osservanza delle opere? Osservano infatti le feste (10) dando loro un valore di salvezza! Dov’è andato a finire il vangelo predicato da Paolo? E’ stata vana la sua fatica? (11).
Galati 4,12-31
La prima volta i Galati hanno accolto l’apostolo con gioia e con una corrispondenza a tutta prova (12-15). Ora però egli è angosciato a loro riguardo (20). Infatti stanno allontanandosi dalla verità (16). Paolo è come una madre per loro: è “nelle doglie del parto finché Cristo sia formato” (19). Cosa è successo ai Galati? Qual è il problema? Vogliono tornare “sotto la legge” (21). Così facendo annullano la venuta e la salvezza operate da Cristo. Cosa dice la Scrittura al riguardo? Da Abramo provengono due alleanze (avendo avuto due figli): una semplicemente “terrena” (corrisponde alla legge del Sinai e mantiene nella schiavitù); l’altra “celeste” (corrisponde alla Gerusalemme “dall’alto”, è libera ed è la madre di tutti i credenti in Cristo). Noi, dice l’apostolo, siamo figli della promessa, come Isacco (28): siamo dunque “liberi dalla legge” avendo creduto in Cristo (31).
Galati 5,1-15
Cristo ci ha liberati dalla schiavitù della Legge, dalle opere che ci recavano morte. Ora egli vuole che siamo e viviamo “liberi” dal giogo della schiavitù (1). Chi si fa circoncidere (rito ebraico) rientra nel sistema della Legge e deve adeguarsi ad essa. Lega pertanto la sua salvezza alla Legge e non più a Cristo. Così è “decaduto dalla grazia” (4). Quest’uomo ritiene che la giustificazione venga dalla Legge. Noi, dice Paolo, riteniamo che il fatto nuovo avvenuto in Cristo sia questo: la fede (in Cristo) resa operante dall’amore e nell’amore (6). Perché, o Galati, avete cambiato strada? Ritornate a “colui che vi chiama” (8). “Siete stati chiamati a libertà” (13). Come vivere la libertà ottenuta da Cristo? Non fatene un pretesto per vivere egoisticamente, ma “mediante l’amore servitevi gli uni gli altri” (13). E così adempirete veramente la Legge, il cui solo precetto è “amerai il prossimo tuo come te stesso” (15).
Galati 5,16-26
Chi non è più “sotto la legge” (il cristiano) deve lasciare che sia lo Spirito (non la legge) a “guidare” la sua vita. Deve giungere dunque a rifiutare una “prassi/pratica” che porta fuori dal regno di Dio (16-18). Tale prassi ha come perno la voce “egoismo”: esso genera opere quali la sregolatezza sessuale, le inimicizie, le rivalità… Il cristiano invece deve accogliere “il frutto dello Spirito”, il cui “principio” è l’amore e il cui esito è il controllo di sé (22). “Quelli che sono di Cristo” hanno crocifisso (nel battesimo che è morte con Cristo) la carne” (24), quella carne che si esprime nella soggezione alle passioni e ai desideri sfrenati. “Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito” (24). Vivi e cammina! Comportati in un modo nuovo, secondo lo Spirito che è in te.
Galati 6,1-18
Lo stile della comunità deve essere la correzione reciproca, fatta con mitezza (1). Sembra essere questo il modo concreto di “portare gli uni i pesi degli altri” (2). Comunque, prima di tutto e sempre occorre “esaminare se tessi” (4). Il vangelo annunciato crea comunione (6). Attenti poi a come si semina, cioè a come si vive: se nell’egoismo (carne) o nello Spirito. Andiamo avanti operando il bene, senza stancarci (7-10). Ultima raccomandazione (11). Non lasciatevi ingannare da chi vi vuole riportare sotto il giogo della legge (12-13). Ciò che conta ormai è l’essere “nuova creazione” (15). Paolo stesso porta nel suo corpo, cioè nella sua persona concreta, i segni dell’appartenenza a Cristo: le stigmate, vale a dire la
comunione con le sofferenze di Cristo. E’ l’appartenenza sofferta a Cristo (stigmate nel corpo) che fa di lui (e di noi) la “nuova creazione”, e non l’appartenenza all’Israele antico (circoncisione nella carne). Su quanti seguono questa norma c’è misericordia e pace.

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