SAN PAOLO STUDI, MEDITAZIONI, PREGHIERE

 

ho un altro blog su San Paolo Apostolo, solo per testi scelti, i più belli per me, titolo: La (mia) pagina di San Paolo, link:http://unapaginapersanpaolo.blogspot.it/
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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità

ICorinzi 13,1-13;

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commenti all’Inno alla carità: 

Mons Gianfranco Ravasi:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/03/12/mons-gianfrano-ravasi-inno-alla-carita-1cor-13/

Publié dans : ANNO PAOLINO | le 9 mars, 2008 |25 Commentaires »

LINK PER LE LETTURE DELLA MESSA DEL GIORNO; LINK A LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI

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(Beato Angelico)

METTO IL LINK AL SITO « EAQ » TROVERETE LE LETTURE DEL GIORNO, IL COMMENTO ALLE LETTURE E, VOLENDO, POTETE SCORRERE E LEGGERE LE LETTURE DEI GIORNI PRECEDENTI E QUELLI SUCCESSIVI A QUELLO DEL GIORNO IN CORSO, TROVERETE LA VERSIONE FRANCESE, A DESTRA C’È IL COLLEGAMENTO ALLE VERSIONI IN ALTRE LINGUE COMPRESO L’ITALIANO:

http://www.levangileauquotidien.org/main.php

 CALENDARIO LITURGICO ANNUALE-MENSILE:

http://www.lachiesa.it/liturgia/

LETTURE DI, E SU, SAN PAOLO NELLA LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/leture-di-san-paolo-nella-oliturgia-del-giorno/

PER I SANTI, COLLEGAMENTO:

LINK PER LE LETTURE DELLA MESSA DEL GIORNO; LINK A LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI dans LITURGIA DEL GIORNO logosanti1

LITURGIA DELLE ORE, COLLEGAMENTO DIRETTO ALLA LITURGIA APPROPRIATA ALL’ORA NELLA QUALE SI APRE IL SITO « LA CHIESA IT »:

http://www.liturgiadelleore.it/ 

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San Paolo in meditazione (Rembrant)
LA PREGHIERA IN SAN PAOLO

scritti sulla preghiera, questo è il link a tutte e quattro le sottocategorie, come vedete in « categorie »:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/

scritti sulla preghiera, questo è il link alla sola categoria « preghiere e meditazioni »:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/preghiere-e-poemi-italiano-inglese-francese/

PREGHIERE A SAN PAOLO
del Beato Alberione (1884 1971) fondatore della Famiglia Paolina, PDF:

http://www.paoline.it/download/preghiere_san-paolo_alberione_paoline08.pdf

Publié dans : LITURGIA DEL GIORNO | le 9 mars, 2008 |Pas de Commentaires »

Assunzione di Maria

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Publié dans : immagini sacre | le 14 août, 2017 |Pas de Commentaires »

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – OMELIA

http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=37871

Maria il volto della Verità

padre Gian Franco Scarpitta

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – OMELIA

Da tanti secoli la Chiesa ci parla di Maria designandola con milioni di titoli ed esaltando di Lei molteplici aspetti, caratteristiche e virtù. Ci sono parecchie usanze locali che esaltano la Vergine, pratiche religiose e devozionali, iniziative catechetiche e oratoriane, celebrazioni mariane che variano di luogo in luogo e numerosissimi Santuari, di cui solo una parte è conosciuta a livello mondiale o nazionale. Tantissimi altri infatti godono di minor prestigio o sono frequentati solamente dalla gente del posto in cui sono sorti. Sulla Madre del Signore la Chiesa da sempre ci trasmette un patrimonio inestimabile di valori che si esprimono attraverso le varie usanze e devozioni dei singoli popoli e che ci aiutano a comprendere, difendendola e arricchendola costantemente, la Verità su di lei. La Chiesa infatti sin dalle origini ci ha anche edotti su quanto della Vergine è veritiero e fondato, senza che mai ingannarsi e senza disorientare il popolo di Dio, nella certezza che ancor prima di costumi e usanze vi è una verità da tenere inalterata e da trasmettere al popolo di Dio e che lo stesso patrimonio di costumi e di tradizioni sia sempre stato utile a veicolare quanto da sempre noi siamo tenuti a sapere sulla Vergine.
Da dove attinge la Chiesa questa Verità così inestimabile? I protestanti risponderebbero: solo dalla Scrittura. La Chiesa Cattolica, pur coltivando la massima riverenza verso la Parola di Dio scritta per ispirazione (la Bibbia) afferma invece che questa verità su Maria (e su ogni altro contenuto della nostra fede) è tratta dal Deposito della fede (1Tm 6, 20), formato dalla Scrittura e dalla « Tradizione. » La rivelazione di Dio infatti ci è pervenuta non solamente attraverso la Parola scritta, ma anche per mezzo di insegnamenti non scritti che gli apostoli appresero dalle parole e dall’esempio di Gesù Cristo e che trasmisero oralmente ai loro successori (i Vescovi) e che sono giunti nel tempo fino a noi. Per Tradizione si intende infatti la trasmissione orale delle verità e dei contenuti della fede. Essa è parola umana che tramette la Parola di Dio e assieme alla Scrittura costituisce quindi il tesoro della verità. Mancando la Tradizione la Verità stessa non sussisterebbe per intero. Sulla Scrittura e sulla Tradizione vigila il Magistero della Chiesa, che da essa trae gli insegnamenti che inequivocabilmente impartisce a tutti i fedeli. Tutto quello che Dio ha comunicato all’uomo non può trovarsi nei soli testi scritti perché  » il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere » (Gv 20, 25). Deve necessariamente trovarsi in altre forme non redatte inizialmente per iscritto, trascurando le quali si trascura la verità. Per il semplice fatto che si misconosce volutamente buona parte di quanto il Signore ci ha insegnato. Di conseguenza è davvero certo che la Chiesa su Maria ci abbia adeguatamente istruiti: la Scrittura e la Tradizione contengono tutto il tesoro di verità su di lei e ogni singolo dogma, dottrina e insegnamento ci proviene da codesta eredità autorevole e necessaria.
Intorno alla liturgia di oggi, facendo riferimento a questa duplice fonte suddetta, la Chiesa ci insegna come verità fondata il fatto che Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo. Questo raccontano alcuni dati della Tradizione commentati poi da Padri teologi come Epifanio di Salamina e Germano di Costantinopoli, quest’ultimo il più attendibile e accreditato. Come pure determinati racconti sulla « Dormitio Mariae » di antichissime origini.
Nella lettura attenta della Bibbia si riscontra poi che il corpo mortale di Maria non poteva essere sottoposto al disfacimento e alla putrefazione come avviene al cadavere di qualsiasi altro mortale, perché se così fosse avvenuto, Dio non sarebbe stato davvero il Signore dell’amore e della misericordia. O almeno, non sarebbe un Dio munifico nel modo più appropriato e proporzionato. Quale ricompensa infatti il Signore poteva concedere a Maria, lei che aveva rinunciato alla spensieratezza giovanile tipica delle fanciulle per diventare la Madre del Signore, se non quella che anche il suo corpo venisse poi preservato dalla corruzione? Come poteva Dio lasciare che venisse corroso dai vermi il cadavere di Colei che lo aveva ospitato nel mistero dell’Incarnazione? Non sarebbe stato forse irriverente da parte del Signore abbandonare alla terra il corpo di Colei che espressamente è definita sua Madre nel vangelo di Luca (Lc 1, 48)? Maria è sempre stata associata poi al suo Figlio nella lotta per la salvezza dell’uomo, ha condiviso con lui ogni cosa pur essendo stata anch’essa sua discepola, ha seguito il suo Figlio fin sulla croce, insomma è sempre stata associata a lui; era ben giusto che guadagnasse gli stessi meriti di ricompensa del Cristo suo Figlio. E così è stata portata al cielo, elevata, sottratta alla vista sensoriale degli uomini e introdotta nella gloria piena verso la quale ora siamo orientati anche noi. L’Assunzione di Maria al Cielo ci incoraggia infatti ad aspirare alla nostra patria che è nei Cieli pur restando costantemente impegnati e vigili nella vicenda di questo mondo; ci è di sprone affinché anche noi conosciamo la grande munificenza di Dio proporzionata alle nostre fedeltà e alla nostra perseveranza nel bene perché quanto più siamo costanti nella fede e nella carità tanto più potremo contare sul dono di grazia che ci è stato riservato dal Dio munificentissimo e misericordioso, anche se non saremo mai in grado di essere glorificati in anima e corpo, nella forma assolutamente pari a quella di Maria.

M.M.Kolbe

kolbe

Publié dans : immagini sacre | le 13 août, 2017 |Pas de Commentaires »

SAN MASSIMILIANO KOLBE 10 AGOSTO – OMELIA BENEDETTO XVI – 2010

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20101212_massim
iliano-kolbe.html

VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA
DI SAN MASSIMILIANO KOLBE A TORRE ANGELA – 10 AGOSTO

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

III Domenica di Avvento, 12 dicembre 2010

Cari fratelli e sorelle della Parrocchia di San Massimiliano Kolbe! Vivete con impegno il cammino personale e comunitario nel seguire il Signore. L’Avvento è un forte invito per tutti a lasciare entrare sempre di più Dio nella nostra vita, nelle nostre case, nei nostri quartieri, nelle nostre comunità, per avere una luce in mezzo alle tante ombre, alle tante fatiche di ogni giorno. Cari amici! Sono molto contento di essere in mezzo a voi, oggi, per celebrare il Giorno del Signore, la terza domenica dell’Avvento, domenica della gioia. Saluto cordialmente il Cardinale Vicario, il Vescovo Ausiliare del Settore, il vostro Parroco, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi, e il Vicario parrocchiale. Saluto quanti sono attivi nell’ambito della Parrocchia: i catechisti, i membri dei vari gruppi, come pure i numerosi aderenti al Cammino Neocatecumenale. Apprezzo molto la scelta di dare spazio all’adorazione eucaristica, e vi ringrazio delle preghiere che mi riservate davanti al Santissimo Sacramento. Vorrei estendere il mio pensiero a tutti gli abitanti del quartiere, specialmente agli anziani, ai malati, alle persone sole e in difficoltà. Tutti e ciascuno ricordo in questa Messa.

Ammiro insieme con voi questa nuova chiesa e gli edifici parrocchiali e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive che siete voi stessi. Conosco le tante e significative opere di evangelizzazione che state attuando. Esorto tutti i fedeli a dare il proprio contributo per l’edificazione della comunità, in particolare nel campo della catechesi, della liturgia e della carità – pilastri della vita cristiana – in comunione con tutta la Diocesi di Roma. Nessuna comunità può vivere come una cellula isolata dal contesto diocesano; deve essere invece espressione viva della bellezza della Chiesa che, sotto la guida del Vescovo – e, nella Parrocchia, sotto la guida del Parroco che ne fa le veci –, cammina in comunione verso il Regno di Dio. Rivolgo uno speciale pensiero alle famiglie, accompagnandolo con l’augurio che esse possano pienamente realizzare la propria vocazione all’amore con generosità e perseveranza. Anche quando dovessero presentarsi difficoltà nella vita coniugale e nel rapporto con i figli, gli sposi non cessino mai di rimanere fedeli a quel fondamentale “sì” che hanno pronunciato davanti a Dio e vicendevolmente nel giorno del matrimonio, ricordando che la fedeltà alla propria vocazione esige coraggio, generosità e sacrificio.

La vostra comunità comprende al proprio interno molte famiglie venute dall’Italia centrale e meridionale in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Col passare del tempo, la comunità è cresciuta e si è in parte trasformata, con l’arrivo di numerose persone dai Paesi dell’Est europeo e da altri Paesi. Proprio a partire da questa situazione concreta della Parrocchia, sforzatevi di crescere sempre più nella comunione con tutti: è importante creare occasioni di dialogo e favorire la reciproca comprensione tra persone provenienti da culture, modelli di vita e condizioni sociali differenti. Ma occorre soprattutto cercare di coinvolgerle nella vita cristiana, mediante una pastorale attenta ai reali bisogni di ciascuno. Qui, come in ogni Parrocchia, occorre partire dai “vicini” per giungere fino ai “lontani”, per portare una presenza evangelica negli ambienti di vita e di lavoro. Tutti devono poter trovare in Parrocchia cammini adeguati di formazione e fare esperienza di quella dimensione comunitaria che è una caratteristica fondamentale della vita cristiana. In tal modo saranno incoraggiati a riscoprire la bellezza di seguire Cristo e di fare parte della sua Chiesa.

Sappiate, dunque, fare comunità con tutti, uniti nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dei Sacramenti, in particolare dell’Eucaristia. A questo proposito, la verifica pastorale diocesana in atto, sul tema “Eucaristia domenicale e testimonianza della carità”, è un’occasione propizia per approfondire e vivere meglio queste due componenti fondamentali della vita e della missione della Chiesa e di ogni singolo credente, cioè l’Eucaristia della domenica e la pratica della carità. Riuniti attorno all’Eucaristia, sentiamo più facilmente come la missione di ogni comunità cristiana sia quella di portare il messaggio dell’amore di Dio a tutti gli uomini. Ecco perché è importante che l’Eucaristia sia sempre il cuore della vita dei fedeli. Vorrei anche dirigere una speciale parola di affetto e di amicizia a voi, cari ragazzi e giovani che mi ascoltate, e ai vostri coetanei che vivono in questa Parrocchia. La Chiesa si aspetta molto da voi, dal vostro entusiasmo, dalla vostra capacità di guardare avanti e dal vostro desiderio di radicalità nelle scelte di vita. Sentitevi veri protagonisti nella Parrocchia, mettendo le vostre fresche energie e tutta la vostra vita a servizio di Dio e dei fratelli.

Cari fratelli e sorelle, accanto all’invito alla gioia, la liturgia odierna – con le parole di san Giacomo che abbiamo sentito – ci rivolge anche quello ad essere costanti e pazienti nell’attesa del Signore che viene, e ad esserlo insieme, come comunità, evitando lamentele e giudizi (cfr Gc 5,7-10).

Abbiamo sentito nel Vangelo la domanda del Battista che si trova in carcere; il Battista, che aveva annunciato la venuta del Giudice che cambia il mondo, e adesso sente che il mondo rimane lo stesso. Fa chiedere, quindi, a Gesù: “Sei tu quello che deve venire? O dobbiamo aspettare un altro? Sei tu o dobbiamo aspettare un altro?”. Negli ultimi due, tre secoli molti hanno chiesto: “Ma realmente sei tu? O il mondo deve essere cambiato in modo più radicale? Tu non lo fai?”. E sono venuti tanti profeti, ideologi e dittatori, che hanno detto: “Non è lui! Non ha cambiato il mondo! Siamo noi!”. Ed hanno creato i loro imperi, le loro dittature, il loro totalitarismo che avrebbe cambiato il mondo. E lo ha cambiato, ma in modo distruttivo. Oggi sappiamo che di queste grandi promesse non è rimasto che un grande vuoto e grande distruzione. Non erano loro.

E così dobbiamo di nuovo vedere Cristo e chiedere a Cristo: “Sei tu?”. Il Signore, nel modo silenzioso che gli è proprio, risponde: “Vedete cosa ho fatto io. Non ho fatto una rivoluzione cruenta, non ho cambiato con forza il mondo, ma ho acceso tante luci che formano, nel frattempo, una grande strada di luce nei millenni”.

Cominciamo qui, nella nostra Parrocchia: San Massimiliano Kolbe, che si offre di morire di fame per salvare un padre di famiglia. Che grande luce è divenuto lui! Quanta luce è venuta da questa figura ed ha incoraggiato altri a donarsi, ad essere vicini ai sofferenti, agli oppressi! Pensiamo al padre che era per i lebbrosi Damiano de Veuster, il quale è vissuto ed è morto con e per i lebbrosi, e così ha portato luce in questa comunità. Pensiamo a Madre Teresa, che ha dato tanta luce a persone, che, dopo una vita senza luce, sono morte con un sorriso, perché erano toccate dalla luce dell’amore di Dio.

E così potremmo continuare e vedremmo, come il Signore ha detto nella risposta a Giovanni, che non è la violenta rivoluzione del mondo, non sono le grandi promesse che cambiano il mondo, ma è la silenziosa luce della verità, della bontà di Dio che è il segno della Sua presenza e ci dà la certezza che siamo amati fino in fondo e che non siamo dimenticati, non siamo un prodotto del caso, ma di una volontà di amore.

Così possiamo vivere, possiamo sentire la vicinanza di Dio. “Dio è vicino”, dice la Prima Lettura di oggi, è vicino, ma noi siamo spesso lontani. Avviciniamoci, andiamo alla presenza della Sua luce, preghiamo il Signore e nel contatto della preghiera diventiamo noi stessi luce per gli altri.

E questo è proprio anche il senso della Chiesa parrocchiale: entrare qui, entrare in colloquio, in contatto con Gesù, con il Figlio di Dio, così che noi stessi diventiamo una delle più piccole luci che Lui ha acceso e portiamo luce nel mondo che sente di essere redento.

Il nostro spirito deve aprirsi a questo invito e così camminiamo con gioia incontro al Natale, imitando la Vergine Maria, che ha atteso nella preghiera, con intima e gioiosa trepidazione, la nascita del Redentore. Amen!

 

Publié dans : SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE | le 13 août, 2017 |Pas de Commentaires »

Gesù cammina sulle acque

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Publié dans : immagini sacre | le 11 août, 2017 |Pas de Commentaires »

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (13/08/2017)

http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=40507

I cristiani e i loro “fratelli maggiori”

mons. Roberto Brunelli

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (13/08/2017)

Se non fosse stata la festa della Trasfigurazione, domenica scorsa avremmo sentito il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dopo quell’episodio, il vangelo di oggi (Matteo 14,22-33) presenta ancora Gesù all’opera: « Costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: E’ un fantasma! E gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura! »
Segue la prova: se sei tu, chiede Pietro, fammi venire a te sull’acqua. Vieni, è la risposta, e così accade; ma poco dopo l’apostolo si impaurisce e comincia ad affondare; invoca aiuto, Gesù lo afferra e lo sostiene, ma non rinuncia a rimproverarlo: « Uomo di poca fede, perché hai dubitato? » E’ un perenne monito, ai singoli e alla Chiesa intera che Pietro rappresenta: la forza dei cristiani sta nella fede. Senza di me non potete fare niente di buono, disse Gesù in un’altra occasione.
? Ci sarebbe molto su cui riflettere, in proposito. Inoltre l’episodio forse ricorderà, ai meno giovani tra i lettori di queste righe, l’amata figura di Giovanni Paolo II, e la frase forte da lui pronunciata nei primi giorni di pontificato: « Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! » Quel « non abbiate paura », che allora colpì molto, il papa non se lo inventò: lo prese pari pari dal vangelo, manifestando il valore perenne dell’esortazione rivolta ai discepoli da Colui di cui egli era il vicario in terra.
? Il suo ricordo è suggerito anche dalla seconda lettura, costituita dal passo in cui l’apostolo Paolo, scrivendo ai Romani (9,1-5), manifesta la propria pena (« Ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua ») per quella parte del popolo ebraico che non aveva riconosciuto in Cristo il Messia annunciato dai profeti. L’apostolo arriva a dire che, se servisse a farli ricredere, sarebbe disposto persino a rinunciare lui alla fede: « Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne ». Egli è consapevole della loro importanza nel piano salvifico di Dio, predisposto attraverso di loro per dare al mondo il Salvatore: « Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli ».
Il dolore dell’apostolo per il mancato passo del riconoscimento di Gesù da parte del popolo ebraico si accompagna al dolore per le sue conseguenze: la tanto nefasta incomprensione, per non dire ostilità, che lungo i secoli ha accompagnato i rapporti tra cristiani ed ebrei. I cristiani ne hanno una loro copiosa parte di responsabilità; ma fortunatamente da qualche tempo i rapporti sono molto migliorati, soprattutto da quando l’ultimo Concilio (con la dichiarazione « Nostra aetate ») ha ricordato che gli Israeliti “rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento », ed essendo tanto grande il patrimonio spirituale comune raccomanda « la mutua conoscenza e stima ».
Giovanni Paolo II ha concorso assai a dare corpo a queste parole, sia con la sua indimenticabile preghiera nel luogo oggi più sacro agli ebrei, il cosiddetto « muro del pianto », sia, prima ancora, quando visitando la sinagoga di Roma riconobbe che la fede cristiana deriva da quella d’Israele, e pertanto li chiamò « i nostri fratelli maggiori ». Basterebbero gesti come questi per motivare, verso quel grande papa, la riconoscenza dei cristiani, degli ebrei e del mondo intero.
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Publié dans : OMELIE, PREDICHE E ☻☻☻ | le 11 août, 2017 |Pas de Commentaires »

San Lorenzo

en e paolo - Copia

Publié dans : immagini sacre | le 9 août, 2017 |Pas de Commentaires »
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