LA PAGINA DI SAN PAOLO APOSTOLO, STUDI, ANTOLOGIA, IMMAGINI…IN CERCA DI LUI

“…E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo:'Abba! Padre!'” (Rm 8,15)

       

http://santiebeati.it/ 

quello che avevo scritto aprendo questo Blog, il 9 marzo 2008, l'ho  postato nella categoria: “A. Un cammino meraviglioso alla ricerca di Paolo”;
ora è terminato l'anno dedicato a San Paolo, ma così - come nella mia vita il cammino incontro a San Paolo, o meglio, l'incontro, il presentarsi dell'Apostolo,  lui per primo, senza che me lo aspettassi - così come è accaduto tanti anni fa, anche in quest'anno tutto mi è sembrato nuovo e, mentre il mio primo intento iniziale è stato quello di recuperare ed approfondire gli studi su di lui, in seguito, dentro il mio cuore, anzi il mio cuore si è allargato in tante direzioni, verso tanti “luoghi” dove l'avrei potuto incontrare;
come forse avete visto ho postato un po' di tutto, tutte le cose belle che ho trovato, anche preghiere, molte immagini, altre lingue, altre nazioni;
ho incontrato, via internet e poi di persona, un sacerdote innamorato di Paolo, ed ho recuperato, se così posso dire, il colloquio con un mio vecchio (anzi lui ancora giovane) professore di studi paolini, che vi ho presentato, lui a Gerusalemme, ma lo spazio non divide, Paolo unisce;
in più credo di aver capito, ho potuto comprendere, mai come ora, e solo attraverso Paolo - almeno tanto di più rispetto a prima - che cosa è la croce di Cristo e l'amore che il Signore ha avuto per noi;
allora si continua, così come sarò capace, con la ragione, con il cuore, nell'amore, verso Dio, nello Spirito Santo, con il Signore Gesù…e l'aiuto di Paolo,

Gabriella
Roma 2 luglio 2009

quello che avevo scritto in home page di questo Blog il 9 marzo 2008

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/07/02/questo-avevo-scritto-il-9-gennaio-2008-aprendo-questo-blog-in-home-page/

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MAPPE SATELLITARI DI GOOGLE CON I LUOGHI BIBLICI PER OGNI VERSETTO DELLA BIBBIA - MOLTO BELLO!

http://www.biblemap.org/

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LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI, LINK:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

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PER I DOCUMENTI DEL SINODO DELL'AFRICA, SUL SITO VATICANO:

http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/sinodo_index_it.htm 

 

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Holy Trinity Church, Blackheath Hill, Blackheath, 1925

http://www.ideal-homes.org.uk/lewisham/blackheath/holy-trinity-church-1925.htm

“Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti; (1Cor 12,4-6, Lettura breve delle lodi mattutine della Festa della Santissima Trinità)

 jeanmarievianney1.jpg   Jean Marie Vianney

PER L'ANNO SACERDOTALE IL RIFERIMENTO MIGLIORE PER I DOCUMENTI CREDO SIA LA:

CONGREGAZIONE PER IL CLERO

Santa Sede Vaticano

http://www.clerus.org/italiano/00000010_Home_Italiano.html

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Inno alla carità (1Cor 13, 1-13)

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità

ICorinzi 13,1-13;

http://santiebeati.it/

commenti all'Inno alla carità:

Mons Gianfranco Ravasi:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/03/12/mons-gianfrano-ravasi-inno-alla-carita-1cor-13/

Padre Cantalamessa:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/10/30/padre-cantalamessa-inno-alla-carita-1cor-12-31-1313-2612007/

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SULL'INNO ALLA CARITÀ ANCHE:

UNA SERIE DI RIFLESSIONI:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/01/07/sullinno-alla-carita-una-serie-di-riflessioni-1cor-13-1-8/

UNA MEDITAZIONE:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2008/04/08/meditazione-su-1cor-1318/

PROF. S. LYONNET

L’AMORE «TEOLOGALE» DEL PROSSIMO (1Cor 13)

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/03/28/lamore-teologale-del-prossimo-1cor-13/

PROF. S. LYONNET

SAN PAOLO E L’AMORE DEL PROSSIMO (1Cor 13, 4-7)

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/03/28/san-paolo-e-lamore-del-prossimo-1cor-13-4-7/

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LETTURE DI SAN PAOLO NELLA MESSA DEL GIORNO; LINK A LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI

SABATO 21 NOVEMBRE 2009 - XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Presentazione della Beata Vergine Maria (memoria)

Primo libro dei Maccabei 6,1-13.

Il re Antioco intanto percorreva le regioni settentrionali e seppe che c'era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza e argento e oro;
che vi era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d'oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro figlio di Filippo, il re macedone, che aveva regnato per primo sui Greci.
Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città,
che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette partire di là con grande tristezza e tornare in Babilonia.
Poi venne un messaggero in Persia ad annunciargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda,
che Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti ma era rimasto sconfitto davanti a loro e che quelli si erano rinforzati con armi e truppe e bottino ingente, riportato dagli accampamenti che avevano distrutti;
che inoltre avevano demolito l'idolo da lui innalzato sull'altare in Gerusalemme, che avevano circondato con mura alte come prima il santuario e anche Bet-Zur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste novità, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo i suoi desideri.
Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire.
Allora chiamò tutti i suoi amici e disse loro: “Se ne va il sonno dai miei occhi e ho l'animo oppresso dai dispiaceri;
ho pensato: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto io che ero sì fortunato e benvoluto sul mio trono!
Ora mi ricordo dei mali che ho fatto in Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d'oro e d'argento che vi erano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione.
Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali: ed ecco muoio nella più nera tristezza in paese straniero”.

Salmi 9(9A),2-3.4.6.16.19.

Loderò il Signore con tutto il cuore e annunzierò tutte le tue meraviglie.
Gioisco in te ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.
Mentre i miei nemici retrocedono, davanti a te inciampano e periscono,
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio, il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.
Perché il povero non sarà dimenticato, la speranza degli afflitti non resterà delusa.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 20,27-40.

Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli.
Allora la prese il secondo
e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.
Da ultimo anche la donna morì.
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito;
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
E non osavano più fargli alcuna domanda. 
 

LETTURE DI, E SU, SAN PAOLO NELLA LITURGIA DELLE ORE E COMMENTI:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/leture-di-san-paolo-nella-oliturgia-del-giorno/

PER I SANTI, COLLEGAMENTO:

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PER CELEBRARE LA LITURGIA DELLE ORE, COLLEGAMENTO:

http://www.liturgiadelleore.it/ospiti/DiocesiGenova/index.html

 

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LA PREGHIERA IN SAN PAOLO

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San Paolo in meditazione (Rembrant)


LA PREGHIERA IN SAN PAOLO

scritti sulla preghiera, questo è il link a tutte e quattro le sottocategorie, come vedete in “categorie”:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/

scritti sulla preghiera, questo è il link alla sola categoria “preghiere e meditazioni”:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/la-preghiera-in-san-paolo/preghiere-e-poemi-italiano-inglese-francese/

PREGHIERE A SAN PAOLO
del Beato Alberione (1884 1971) fondatore della Famiglia Paolina, PDF:

http://www.paoline.it/download/preghiere_san-paolo_alberione_paoline08.pdf

sanpaolo120.bmp

PENSIERI IN CAMMINO CON PAOLO

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/tag/appunti-di-questo-viaggio-meraviglioso-alla-ricerca-di-paolo/

QUALCHE RIFLESSIONE VERSO LA FINE DELL'ANNO PAOLINO, CERCANDO DI CONTINUARE:

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/2009/06/08/sto-cercando-di-camminare-incontro-a-san-paolo-oltre-il-termine-dellanno-paolino/

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22 novembre - Santa Cecilia

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XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, 22 novembre 2009: Il Re dell’Universo è il Concepito

dal sito:

http://www.zenit.org/article-20422?l=italian

Il Re dell’Universo è il Concepito

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, 22 novembre 2009

di padre Angelo del Favero*

ROMA, venerdì, 20 novembre 2009 (ZENIT.org).- Oggi, ultima Domenica dell’anno liturgico, celebriamo la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, centro del cosmo e della storia, Vita e Verità di tutto ciò che esiste, principio e compimento di ogni uomo (Gv 18,33b-37).

Spontaneamente il pensiero va al “Giudizio universale” della Cappella Sistina, in cui il Signore è poderosamente rappresentato al centro di una scena grandiosa, con il braccio destro levato in alto a separare per sempre i buoni dai cattivi. Ma la regalità del Signore è più modestamente annunciata a Natale: “Dov’è colui che è nato, il Re dei Giudei?” (Mt 2,2); una domanda che è l’eco delle parole regali pronunciate dall’angelo Gabriele nove mesi prima: “Concepirai un figlio…sarà grande..il Signore Dio gli darà il trono di Davide..e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Lc 1,31-33).

Sì, il Re dell’Universo che contempliamo oggi è Lui, il divino Concepito, il Figlio di Dio nel grembo di Maria; un piccolissimo Re che annuncia una verità tanto nascosta quanto palese: le sorti dell’umanità e della storia dipendono dal riconoscimento che l’uomo è uomo sin dal concepimento, e che perciò al concepito va sottomessa ogni cosa, perché è lui il criterio del bene comune.

Se il concepito verrà riconosciuto quale centro del cosmo e della storia, criterio, misura e pietra angolare della civiltà della vita e dell’amore, allora si compirà quella regalità cosmica di Cristo che celebriamo oggi e che l’evangelista Giovanni annuncia come trionfo del “Verbo della vita”, stabilito fin dal principio: “In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,1-5).

Il brano evangelico odierno fa parte della pericope intitolata “Gesù di fronte a Pilato” (Gv 18,28-38). Conviene rileggere il testo dall’inizio: “Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: 'Che accusa portate contro quest’uomo?'. Gli risposero: 'Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato'. Allora Pilato disse loro: 'Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!'. Gli risposero i Giudei: 'A noi non è consentito mettere a morte nessuno'. Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: 'Sei tu il re dei Giudei?'. Gesù rispose: 'Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?'. Pilato disse: 'Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?'. Rispose Gesù: 'Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù'. Allora Pilato gli disse: 'Dunque tu sei re?'. Rispose Gesù: 'Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce'. Gli dice Pilato: 'Che cos’è la verità?'”.

Il dialogo fra Gesù e Pilato avviene nel pretorio, l’edificio pubblico occupato dal procuratore romano nei processi. E’ un dialogo che rimane sospeso. Alle domande viene risposto con altre domande. Se Gesù avesse voluto aiutare Pilato a comprendere la risposta al suo dubbio, avrebbe forse detto: non chiedere “Che cos’è la verità?”, ma: “Chi è la verità?”.

Ma ora siamo anzitutto noi a porci una domanda: che uomo era Pilato? E’ necessario saperlo, perché solo così risponderemo ad una seconda domanda che, come messaggio, ci interpella dal Vangelo: dove si trova oggi Pilato? Il suo ritratto, infine, ci permetterà di rispondere adeguatamente ad una terza e più decisiva domanda: chi è oggi il Gesù che Pilato indica alla folla dopo averlo fatto schernire e flagellare dicendo: “Ecco l’uomo!” (Gv 19,5)?

Il filosofo ebreo Filone d’Alessandria così dipinge Pilato: “Uomo di natura inflessibile e, in aggiunta alla sua arroganza, duro, capace solo di concussioni, violenze, rapine, brutalità, torture, esecuzioni senza processo e crudeltà spaventose e illimitate”, e lo storico filo-romano Giuseppe Flavio conferma questo giudizio di uomo spietato. Pilato odiava gli Ebrei e li provocava con dure repressioni.

L’evangelista Giovanni, mosso dall’interesse teologico, ci mostra invece un Pilato diverso, pensoso, attento a Gesù e alla sua parola, consapevole che gli è stato consegnato dal Sinedrio per invidia, vittima designata di una sentenza capitale che poteva essere resa esecutiva solo con la firma del procuratore romano. E’ il Pilato del film “La Passione” di Mel Gibson.

Per rispondere ora alla domanda: “dove si trova oggi Pilato?”, prendo il versetto iniziale “Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio” (Gv 18,28), e lo trasformo così: “Condussero poi Gesù nel consultorio”. L’equivalenza di luogo e di morte è del tutto giustificata, dal momento che il certificato attestante lo stato di gravidanza e l’avvenuta richiesta di abortire rilasciato dal medico del consultorio (o della struttura socio sanitaria, o dal medico di fiducia), altro non è che la firma pilatesca che autorizza la sentenza capitale nei confronti del bambino che deve nascere, riferendosi anche e soprattutto al quale Gesù ha detto: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Rendiamoci conto che il duro ritratto storico di Pilato che ho riportato da Filone, corrisponde oggettivamente alla spietata efferatezza di ciò che troppo spesso viene deciso nel consultorio, e che sarà eseguito qualche giorno dopo in ospedale: la condanna a morte e l’esecuzione capitale del bambino, eseguita dal medico abortista per mezzo di strumenti e atti che costituiscono una vera e propria tortura, brutale, crudele, spaventosa, implacabile mentre il bambino cerca invano di “mettersi in salvo” nel grembo di sua madre. Chi non lo sa guardi l’ecografia di un aborto al terzo mese, per conoscere la pura, scientifica, disumana verità della così ipocritamente detta “interruzione volontaria di gravidanza”.

Torniamo al Vangelo. La domanda finale di Pilato: “Che cos’è la verità?” (Gv 18,38), omessa oggi dal lezionario, è fondamentale per la nostra riflessione.

A questa domanda, come ho accennato, si può rispondere solamente se la si trasforma in quest’altra: “Chi è la verità?”. Posta così, la domanda ha a che fare con la concretezza di ogni persona umana e perciò diventa: qual è la verità della vita di ogni uomo?

Recentemente, Mons. Elio Sgreccia ha affermato al riguardo: “G. Marcel notava: il carattere sacro dell’essere umano apparirà con maggior chiarezza quando ci accosteremo all’essere umano nella sua nudità e nella sua debolezza, all’essere umano disarmato così come lo incontriamo nel bambino, nell’anziano, nel povero. Noi potremo dire nel nascituro neoconcepito”.

La domanda sull’uomo concepito interpella oggi le nazioni, i governi, i politici, i magistrati, i mass media, gli scienziati, i sacerdoti, gli operatori sociali, gli educatori, i genitori e la coscienza di ogni persona, in particolare quella dei medici e degli operatori dei Consultori familiari.

La Chiesa ha sempre annunciato che la verità della vita è Cristo, il suo Autore.

Giovanni Paolo II l’ha riaffermato in un’intera enciclica: “Proprio nella carne di ogni uomo, Cristo continua a rivelarsi e ad entrare in comunione con noi, così che il rifiuto della vita dell’uomo, nelle sue diverse forme, è realmente rifiuto di Cristo. E’ questa la verità affascinante ed insieme esigente che Cristo ci svela e che la sua Chiesa ripropone instancabilmente: “Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”(Mt 18,5); “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40) (E.V., n.104).

Queste parole presuppongono quella informazione-formazione sulla verità scientifica della vita umana che in ogni Consultorio e in ogni caso va comunicata per prima: alla coppia, alla mamma incinta di qualunque età, agli adolescenti ignari, ad ogni persona che vi si rivolge per via di una maternità inattesa o indesiderata.

Verità sintetizzo in tre punti cardinali:

– la gravidanza inizia nell’istante della fecondazione, e non alcuni giorni dopo nella parete uterina;

– “concepito” (termine usato anche dalla legge 194, che non parla mai di aborto) non è il participio passato del verbo concepire, ma il nome dell’essere umano a partire dal concepimento: una persona, un uomo, un figlio, un bambino;

– “interruzione volontaria di gravidanza” significa l’uccisione volontaria e programmata di un bambino.

Il consultorio non è e non deve essere un “pretorio” cui rivolgersi per fissare direttamente la data dell’aborto, ma il luogo dove trionfa la regalità della vita, un centro affettivo ed effettivo di aiuto a quella “vita-sola-in-due-persone” che è la mamma incinta, in grado di assicurare con ogni mezzo il diritto e la felicità di non abortire in nessun caso: solidarietà vera, perfetta e assolutamente necessaria, dal momento che non abortire significa sopravvivenza personale anche per la mamma del bambino.
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* Padre Angelo del Favero, cardiologo, nel 1978 ha co-fondato uno dei primi Centri di Aiuto alla Vita nei pressi del Duomo di Trento. E' diventato carmelitano nel 1987. E' stato ordinato sacerdote nel 1991 ed è stato Consigliere spirituale nel santuario di Tombetta, vicino a Verona. Attualmente si dedica alla spiritualità della vita nel convento Carmelitano di Bolzano, presso la parrocchia Madonna del Carmine.

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